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31 agosto 2011
Il
CORDIS, servizio di informazione della Comunità Europea in
materia di ricerca e sviluppo per la scienza, lancia l'allarme: "Anche
basse dosi di insetticidi mettono a rischio le api da miele"
Alcuni scienziati in Francia hanno scoperto che le api da miele sono
maggiormente a rischio di morire di infezione da Nosema ceranae (N.
ceranae) quando sono esposte a piccole dosi di insetticidi. I
risultati, presentati sulla rivista PLoS ONE, supportano la teoria
secondo la quale unendo più N. ceranae con un alto contenuto di
pesticida negli alveari si potrebbe contribuire allo spopolamento
della colonia.
Circa 70.000 apicoltori professionisti e dilettanti lavorano con le
api da miele (Apis mellifera) in Francia. Gli esperti e i profani
riconoscono quanto sia importante il ruolo delle api nel nostro
ambiente, in particolare per il corretto funzionamento degli
ecosistemi del pianeta e della produttività agricola. Le colonie di
api però sono colpite da una misteriosa malattia negli ultimi anni
che provoca la scomparsa di migliaia di colonie ogni anno. Nessuno
sa perché succede.
Nel tempo sono emerse diverse teorie; alcuni scienziati europei e
statunitensi ipotizzano che la perdita di biodiversità e di risorse
alimentari, dovuta ai cambiamenti climatici, abbia inasprito il
problema. Altri credono che un aumento della coltivazione di una
sola coltura e i cambiamenti del paesaggio, nonché i patogeni che
causano le malattie come la peste delle api e la varroa siano
responsabili del problema.
I ricercatori affermano che sebbene esistano dati sufficienti sugli
effetti degli stress nutrizionali, parassitici e chimici per la
salute delle api da miele, non si riesce a isolare nessuno di questi
fattori come responsabile della diminuzione delle popolazioni delle
api. Tutti gli esperti convengono che gli studi dovrebbero puntare
sugli effetti combinati di diversi dei fattori menzionati sopra.
Qui entra in gioco un team di ricercatori del Laboratoire
Microorganismes: Génome et Environnement (LMGE, CNRS/Université
Blaise Pascal Clermont-Ferrand 2) e del Laboratoire de Toxicologie
Environnementale (LTE, INRA Avignon) in Francia che hanno studiato
gli effetti delle interazioni patogeno/tossina sulla salute delle
api.
Gli scienziati hanno esposto api da miele appena nate, alcune delle
quali erano sane, mentre altre erano infettate con il N. ceranae, a
basse dosi di insetticidi. Secondo loro, le api infettate sono morte
quando erano esposte cronicamente agli insetticidi. Neanche dosi
subletali proteggevano queste api.
Il team sottolinea che questo effetto combinato sulla mortalità
delle api da miele è stato visto con esposizioni giornaliere a dosi
bassissime (oltre 100 volte meno della LD50 (dose letale 50 = una
dose che causa il 50% di mortalità in una popolazione) per ogni
insetticida. La sinergia non dipende dal tipo di insetticida visto
che i due ingredienti attivi valutati nello studio - fipronil e
thiacloprid - sono parte di gruppi diversi. Gli esperti però non
sono riusciti a identificare il meccanismo che permette questa
sinergia.
In questo recente studio, i ricercatori mostrano come l'interazione
tra la malattia del Nosema e gli insetticidi genera un altro rischio
per le popolazioni di api e potrebbe essere il tassello mancante per
capire il perché un crescente numero di api sta morendo. Lo studio
sottolinea anche come le dosi di insetticidi considerate non letali
hanno un potenziale tossico letale per gli organismi infestati dai
parassiti, rendendo così le api molto più vulnerabili.
I risultati mostrano che bisogna migliorare la gestione e la
protezione della popolazione di api, secondo i ricercatori.
Per maggiori informazioni, visitare:
PLoS ONE:
http://www.plosone.org/home.action
Laboratoire Microorganismes: Génome et Environnement:
http://www.univ-bpclermont.fr/article148.html
Fonte: Laboratoire Microorganismes: Génome et Environnement:
Documenti di Riferimento: Vidau, C., et al. (2011) 'Exposure to
Sublethal Doses of Fipronil and Thiacloprid Highly Increases
Mortality of Honeybees Previously Infected by Nosema ceranae.' PLoS
ONE, 6(6): e21550 DOI:10.1371/journal.pone.0021550.
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Parlamento Europeo - Interrogazioni
parlamentari
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Interrogazione |
Risposta |
31 gennaio 2011 -
Interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione
Oriol Junqueras Vies (Verts/ALE)
Oggetto: Mortalità delle api e necessaria proibizione dei pesticidi
Negli ultimi due anni, alcuni territori europei hanno registrato una
mortalità di api pari a circa l'80 %....
Numerosi studi scientifici confermano che un determinato gruppo di
pesticidi è il principale responsabile .....
Tuttavia, alcune compagnie chimiche molto potenti stanno esercitando
un'enorme pressione affinché tali veleni mortali rimangano sul
mercato......
Le indagini più recenti hanno fornito prove evidenti che individuano
i pesticidi (neonicotinoidi) come i responsabili....
È la Commissione consapevole dell'importanza di questi studi
scientifici?.....
Intende la Commissione definire un piano di azione per combattere la
mortalità delle api nel 2011, in particolare stabilendo la
proibizione dell'uso di questi pesticidi mortali e dell'utilizzo di
agenti fitosanitari come il tiametoxam, l'imidacloprid, la
clotianidina e il fipronil?....
Intende la Commissione attivare il promesso programma pilota di
vigilanza sulla mortalità delle api?.....
Può la Commissione far
sapere se sta attualmente cofinanziando, attraverso il settimo
programma quadro, anche qualche progetto dell'impresa Bayer
CropScience relativo ai pesticidi?..... |
14 March 2011 -
Answer given by Mr Dalli on behalf of the Commission
Insecticides are, by their
nature, toxic to bees.....
However, their use should still be possible if ....
The Commission has already taken measures ....
Furthermore, Regulation (EC) No 1107/2009.......
In particular it lays down strict exclusion criteria for substances
which have unacceptable effects on honeybees.....
The Commission is co-financing research projects investigating the
potential causes of increased bee mortality.....
As a general principle, participation of industry is encouraged in
FP7 co-funded projects......
In this respect, BayerCropScience will be involved in the
forthcoming FP7 project PURE on ‘Pesticide
use-and-risk reduction in European farming systems with integrated
pest management (IPM)’.
The project will try to define new tools and technologies to develop
novel IPM solutions and involve strategic changes at farm level. The
project aims at contributing to reduce the risks to human health and
the environment and the dependence on pesticides...... |
Ufficio elettorale di Nick Griffin
eurodeputato ha presentato la seguente richiesta alla European Food
Safety Authority (EFSA), che effettua la valutazione dei rischi sui
prodotti fitosanitari:
"Recenti ricerche (rif. uno studio condotto da Henk Tennekes, 2010,
pubblicato sulla rivista di tossicologia e 'L'impatto degli
insetticidi neonicotinoidi su bombi, api e altri invertebrati non
bersaglio, rivisto versione 2009', da Vicky Kindemba) ha evidenziato
che le api e gli altri non bersaglio, gli invertebrati sono a
rischio da una nuova tipologia di insetticidi neonicotinoidi.
Neonicotinoidi sono altamente tossici per gli insetti. Essendo
sistemico, finiscono nel polline e nettare dei fiori delle colture
trattate e, quindi, avvelenano gli impollinatori. Essendo
persistente, si diluiscono in ruscelli, stagni e fiumi e distruggono
la vita acquatica.
Si dice che i meccanismi esistenti per l'approvazione complessiva
agrofarmaci controllato dalla direttiva 91/414 Protezione Prodotti
vegetali sono generalmente inadeguati - soprattutto in relazione al
imidacloprid - per valutare l'impatto su organismi non bersaglio
invertebrati, senza standard per sub-letali effetti e metodi di
valutazione inadeguato per i pesticidi sistemici.
Data la natura essenziale dei servizi di impollinazione fornito
dalle api mellifere e le popolazioni di api selvatiche e l'attuale
stato precario di questi animali un rischio aggiuntivo per le loro
popolazioni derivanti dall'uso dei pesticidi costituisce un influsso
inaccettabile sull'ambiente.
Alla luce di questo vorrei chiedere l'Autorità europea per la
sicurezza alimentare a considerare di rivedere l'inserimento di
imidacloprid, altri neonicotinoidi e fipronil nella lista positiva
delle sostanze autorizzate di cui all'allegato 1 della direttiva
91/414. "
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Risposta da parte dell'EFSA sulla minaccia insetticida per le api
Ven, 18/03/2011 - 01:00 | Martin Wingfield
"Vi ringraziamo per l'interesse che avete mostrato in attività dell'EFSA,
dove lei ha sollevato una questione relativa alla tossicità dei
neonicotinoidi e fipronil per le api Vogliamo la presente come
rispondere nel fornirvi le seguenti informazioni in merito.:
L'EFSA sta attualmente rivedendo la recente letteratura scientifica
in merito agli effetti di pesticidi, e in particolare dei
neonicotinoidi, sulle api. Gli studi a cui si riferiscono saranno
considerati in tale contesto.
Nelle sue conclusioni sulla imidacloprid e fipronil, l'EFSA ha
identificato la tossicità per le api (e altri organismi non
bersaglio) come area critica di preoccupazione.
L'inclusione di sostanze attive nell'allegato I della direttiva
91/414/CEE è decisa dalla Commissione europea e l'iniziativa di
rivedere l'inserimento nell'allegato I può essere presa soltanto
dalla Commissione.....
Si indica che i meccanismi esistenti approvazione ai sensi della
direttiva 91/414/CEE sono generalmente inadeguati......
Questi requisiti dati rivisti saranno adottate ai sensi del
regolamento (CE) n. 1107/2009, che sostituisce la direttiva
91/414/CEE e sarà pienamente applicabile il 14 giugno 2011.
Per quanto riguarda le api, l'allegato II prescrive che una sostanza
attiva può essere approvata soltanto se l'uso di prodotti
fitosanitari contenenti la sostanza comporta un'esposizione
trascurabile delle api, o non ha effetti inaccettabili acuti o
cronici sulla sopravvivenza delle colonie e lo sviluppo, tenendo
conto degli effetti sulle larve e il comportamento.
" |
8 maggio 2006
INTERROGAZIONE SCRITTA di Marie-Hélène Aubert (Verts/ALE) alla
Commissione
Oggetto:
Nocività degli insetticidi sistemici per gli insetti estranei e
persistenza nell'ambiente delle sostanze attive nel trattamento
delle sementi
Conformemente alla direttiva 91/414/CEE (1), la Commissione deve
decidere se includere o no all'allegato 1 le sostanze attive
componenti di insetticidi sistemici utilizzati nel trattamento delle
sementi. Il fipronil, il thiametoxam e l'imidaclopride sono in corso
di analisi, mentre la clothianidina è stata autorizzata. Ciò pone
due questioni:
Da un lato, la nocività di tali sostanze attive per gli insetti non
estranei quali le api.
E' la Commissione consapevole del fatto che secondo il suo schema
attuale la valutazione del rischio per l'ape esposta ai prodotti
phytosanitari non consente sempre di rivelare gli effetti tossici
cosiddetti subletali, nonché quelli connessi a una contaminazione
cronica, che numerosi esperti universitari invocano per spiegare
l'indebolimento delle colonie di api che entrano in contatto con
questi nuovi insetticidi sistemici?
Dall'altro il persistere di tali sostanze attivi nei differenti
ambienti.
Vari studi dimostrano che tali sostanze hanno un'incidenza sui
compartimenti «acque» e «suoli» dell'ambiente che supera di gran
lunga i valori figuranti nella direttiva 91/414/CEE (semiattività
della clothianidina nei suoli constatata in situazione reale che va
da 1 a 4 anni per una soglia comunitaria fissata a 90 giorni!
Numerosissime misurazioni effettuate in tutto il mondo attestano la
contaminazione da imidaclopride delle acque nere al di là della
soglia comunitaria di 0,1 ppb valida per definire la potabilità
dell'acqua.
Tale persistenza fuori norma è direttamente responsabile della
contaminazione generalizzata del nostro ambiente da parte di tali
sostanze quale è stata rivelata da uno studio condotto dall'Agenzia
francese per la sicurezza sanitaria degli alimenti: il 62 % dei
campioni di polline ottenuti in larga parte da fiori selvatici sono
contaminati dall'imidaclopride e il 14 % dal fipronil!
E' la Commissione, al pari del comitato permanente della catena
alimentare e della salute animale, al corrente di tali dati e studi?
Sono stati presi in considerazione nell'esame delle sostanze già
autorizzate? Lo saranno in occasione dei futuri esami di sostanze
attive?
Alla luce della contaminazione generalizzata dell'ambiente a causa
dell'imidaclopride e del fipronil che rappresentano le nuove
generazioni di insetticidi sistemici, non sarebbe urgente escludere
dall'allegato 1 le sostanze attive di qualsiasi insetticida
sistemico utilizzato nel trattamento delle sementi se non si vuole
correre il rischio di un'altra «primavera silenziosa»?
Lingua originale dell'interrogazione: FR |
27 juin 2006
P-2052/2006
Réponse donnée par M. Kyprianou au nom de la Commission
La mise sur le marché et l'autorisation des produits
phytopharmaceutiques sont régies par la directive 91/414/CEE(1) du
Conseil. Cette directive dispose que ces produits ne peuvent être
utilisés que s'il a été démontré que leur utilisation n'a pas d'effets
nocifs sur la santé humaine ou animale, ou d'influence inacceptable
sur l'environnement.....
L'évaluation des risques proprement dite est réalisée par les États
membres et l'Agence européenne de sécurité des aliments (EFSA), dans
le cadre d'un processus d'évaluation par les pairs......
L'évaluation revêt un caractère global et comprend les effets sur
les abeilles, la persistance dans l'environnement et la
contamination des eaux de surface et souterraines. Pour ce qui est
des abeilles communes et de leurs larves, les tests pratiqués sont
fondés sur des orientations élaborées par les experts des États
membres et par des organisations intergouvernementales telles que l'Organisation
européenne et méditerranéenne pour la protection des plantes (OEPP),
à laquelle 47 gouvernements collaborent. .....
La Commission est au fait d'un certain nombre d'analyses effectuées
principalement en France par des instances officielles et des
organisations professionnelles. Cependant, la grande divergence des
interprétations et des conclusions de ces analyses démontre la
nécessité d'une évaluation indépendante menée par des pairs sur la
base de critères harmonisés. En conséquence, la Commission estime
opportun de fonder les discussions sur les conclusions dégagées dans
le cadre de l'évaluation par les pairs de l'EFSA. Trois des
substances mentionnées dans la question sont toujours en cours d'évaluation.
À l'heure actuelle, il est donc prématuré de tirer des conclusions
sur leurs risques pour les abeilles communes...... |
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