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delle Regioni |
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| MAJELLA
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DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO
DIRETTIVO
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| Toscana |
Disciplina regionale in materia di organismi geneticamente modificati (O.G.M.) IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROMULGA la seguente legge: Art. 1 Finalita’ 1. La Regione Toscana, ai fini della tutela della salute, quale fondamentale diritto della persona, promuove tutte le azioni necessarie a prevenire i possibili rischi per la salute umana e per l’ambiente derivanti dalla coltivazione, dalla produzione e dal consumo di prodotti contenenti organismi geneticamente modificati (O.G.M.). Art. 2 Divieto di coltivazione e di produzione 1. Per i fini di cui all’articolo 1 e per mantenere e preservare la presenza dei geni naturali, anche secondo quanto previsto dalla legge regionale 16 luglio 1997, n.50 "Tutela delle risorse genetiche autoctone", la Regione Toscana vieta la coltivazione e la produzione di specie che contengono la presenza di organismi geneticamente modificati (O.G.M.). Art. 3 Etichettatura 1. In attuazione delle norme comunitarie in materia di etichettatura e, in particolare, del Reg.( CE) n. 1139/98 del Consiglio, del 26 maggio 1998, i prodotti alimentari commercializzati nel territorio della Regione, se contenenti O.G.M. o prodotti derivati, dovranno indicare tale presenza in un’apposita etichetta da apporsi su ogni singolo prodotto. 2. A tal fine, e’ fatto obbligo ai gestori degli esercizi commerciali che operano sul territorio regionale, di verificare che i prodotti messi in vendita siano dotati dell’apposita etichetta. Art. 4 Divieto di somministrazione di prodotti contenenti O.G.M. 1. Nelle more di protocolli e normative comunitarie utili alla valutazione dell’impatto sulla salute umana e sull’ambiente, e’ vietata la somministrazione di prodotti contenenti O.G.M. nelle attivita’ di ristorazione collettiva scolastica e prescolastica, degli ospedali e luoghi di cura della Regione, degli uffici della Regione, delle Province e dei Comuni. 2. I soggetti gestori delle attivita’ di cui al comma 1 hanno l’obbligo di verificare, attraverso la richiesta di apposita dichiarazione del fornitore, l’assenza di O.G.M. Art. 5 Informazione ed educazione 1. Per il conseguimento delle finalita’ di cui alla presente legge la Giunta regionale organizza e realizza, all’interno dei propri programmi sull’educazione alimentare e nella divulgazione agricola, campagne di informazione ed educazione del cittadino, dirette in maniera particolare agli operatori agricoli, scolastici e sanitari, sui rischi possibili derivanti dall’introduzione di prodotti contenuti O.G.M. nell’alimentazione e nell’ambiente. Art. 6 Controlli e sanzioni 1. Il controllo su quanto previsto all’articolo 2 e’ esercitato dall’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione nel settore agricolo forestale (ARSIA), di cui alla legge regionale 10 giugno 1993, n.37 (Istituzione dell’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione nel settore agricolo forestale (ARSIA)) e successive modificazioni. A tal fine, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale emanera’ apposito regolamento contente la disciplina del controllo. 2. Le imprese agricole che utilizzano O.G.M. dovranno restituire, entro sei mesi dalla comunicazione dei risultati del controllo, i contributi finanziari, maggiorati degli interessi legali, ottenuti dalla Regione negli ultimi cinque anni a far data dal momento del controllo stesso e di provenienza, oltre che regionale, anche nazionale e comunitaria. 3. Gli esercizi commerciali che commercializzano prodotti contenti O.G.M. senza l’apposita etichetta sono sanzionati con la chiusura dell’esercizio commerciale fina ad un massimo di quindici giorni. 4. Nei contratti di appalto di ristorazione nelle mense scolastiche, degli istituti ospedalieri e degli uffici della Regione, delle Province e dei Comuni, dovranno essere previste norme che stabiliscano la risoluzione del contratto stesso a seguito dell’accertamento di violazione del divieto previsto all’articolo 4. |
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Comune di OGGETTO: O.D.G. CONTRO LE MODIFICHE GENETICHE DEI PRODOTTI AGRICOLI. IL CONSIGLIO COMUNALE UDITA l'esposizione del Consigliere Rosso Roberto e gli interventi succedutisi; CONSIDERATO: § che gli OGM compromettono e danneggiano irreversibilmente il patrimonio di biodiversità che garantisce la sopravvivenza a tutte le specie, compresa la nostra, portando le colture all'uniformità genetica con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti genetici e chimici; § che i composti chimici di sintesi spesso si accompagnano agli OGM in quanto proposti dalle stesse aziende, con rischi sanitari altissimi per agricoltori, consumatori e ambiente; § che la sicurezza degli OGM non è suffragata da nessuna letteratura scientifica e che, al contrario, si stanno producendo prove certe di effetti negativi; § che gli OGM non risolvono il problema delle aree depresse del mondo, anzi accentuano il divario tra paesi ricchi e paesi poveri, investendo problematiche di ordine etico e morale; § che a causa delle contaminazioni transgeniche si creano delle posizioni di forza distorte a favore delle multinazionali che, per esempio, possono denunciare i proprietari dei terreni contaminati o costringere al fallimento le aziende a conduzione biologica che hanno bisogno di severi parametri per ottenere le certificazioni di qualità; § che il principio di economia di scala delle grandi multinazionali va a discapito delle produzioni di qualità e dei prezzi, destinati a comprimersi aumentando i costi di produzione in modo insostenibile per i singoli produttori. TENUTO CONTO: § che troppi sono rischi di ordine etico, sociale, medico, economico e di sicurezza alimentare; § che spesso le posizioni politiche degli Stati e degli organismi politici internazionali sono influenzate in maniera distorta dai grossi gruppi multinazionali a discapito del benessere collettivo. CON VOTI unanimi espressi per alzata di mano; DELIBERA 1. di applicare il principio precauzionale all'uso e al rilascio degli OGM in natura, vietando la coltivazione, l'allevamento e la commercializzazione di OGM vegetali e animali su tutto il territorio comunale, fino a quando le iterazioni ecologiche saranno pienamente studiate e valutate; 2. di tutelare il consumatore con l'attivazione di processi di informazione e conoscenza degli alimenti ottenuti da o derivati da OGM, promuovendo iniziative di informazione e divulgazione anche nelle scuole e nei negozi di generi alimentari presenti sul territorio comunale; 3. di inviare il presente ordine del giorno al Governo Italiano, alla Regione Veneto e alla Provincia di Belluno affinché si facciano promotori di un rapido e preciso impegno al fine di raggiungere una moratoria sui prodotti OGM; 4. di invitare le aziende fornitrici di pasti presso la mensa scolastica a dichiarare il non utilizzo di OGM e di inserire in ogni capitolato d'appalto per la fornitura di derrate alimentari alla mensa scolastica, comunale l'obbligo di non utilizzare cibi che, direttamente o indirettamente, abbiano subito manipolazioni genetiche; 5. di creare un tavolo d'intesa con le industrie e i commercianti per valorizzare le possibili alternative sul mercato dei prodotti biologici; 6. di non voler compromettere l’equilibrio biologico e la sostenibilità dell’ecosistema territoriale, anche per dare garanzie di lavoro alle aziende agricole a conduzione biologica che rischiano di subire contaminazioni da OGM.- |
| Legge regionale 23
febbraio 2000, n. 9.
Norme in materia
di consumo di prodotti geneticamente modificati nelle mense scolastiche, negli ospedali e
nei luoghi di cura.
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| La Giunta Municipale, con delibera n. 92 ha proclamato il
Comune di Matelica antitransgenico. La Giunta Municipale Preso atto che l'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica - per motivi etici Considerato che il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello oggi attuato nella nostra zona fortemente legata alle tradizioni e alle caratteristiche del territorio; Considerato altresì che il Comune di Matelica ha tra i propri obiettivi la promozione dei prodotti tipici locali, che vantano tradizioni di qualità, genuinità e naturalezza e costituiscono un'importante fattore per l'economia di questo territorio; Ritenuto pertanto, alla luce di quanto sopra, prendere posizione contraria, per quanto di competenza, all'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati; Preso atto dei seguenti pareri espressi sulla proposta di deliberazione, ai sensi dell'art.53 della Legge 142/90: VISTO: Si esprime parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica. Il Responsabile del Settore Affari Istituzionali F.to Nicola Boarelli VISTO: Si esprime parere favorevole in ordine alla regolarita` contabile. Il Responsabile del Settore Servizi Finanziari F.to Marco Szczepanski Con voti unanimi e favorevoli, espressi nelle forme di legge; D E L I B E R A - di proclamare il Comune di Matelica "Comune Antitransgenico"; |
Comune di Massa
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Visto l'Ordine del Giorno presentato dai Consiglieri Betti e Alberti per dichiarare il Comune di Massa "Comune Antitransgenico"; Sentita la discussione che ne è seguita il Presidente dà lettura del seguente documento: IL CONSIGLIO COMUNALE PRESO Atto Che l'introduzione in agricoltura degli organismi geneticamente modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica a) per motivi etici b) per le conseguenze possibili sulla salute dei cittadini c) per i rischi di danni irreversibili sull'ecosistema d) per l'ulteriore divario che si creerebbe tra paesi ricchi e in via di sviluppo CONSIDERATO Che il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello tipico della nostra zona, fortemente legato alla tradizione ed alle caratteristiche del territorio; RITENUTO PERTANTO \Di prendere in esame quanto di competenza, contro l'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati; DELIBERA 1) di dichiarare il Comune di Massa "Comune Anti Transgenico"; 2) di affiggere sotto i cartelli del Comune la scritta "Comune Anti Transgenico"; 3) di vietare su tutto il territorio comunale la sperimentazione, coltivazione e allevamento di organismi viventi, sia vegetali che animali, ottenuti mediante manipolazione genetica e di inserire nel Capitolato delle mense scolastiche il divieto di somministrazione di prodotti contenenti organismi geneticamente manipolati; 4) di creare un apposito coordinamento comunale per perseguire i seguenti obiettivi: · informare, attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte tutte le aziende che operano nel campo agroalimentare del territorio comunale sui rischi di utilizzo OGM nella catena produttiva (uova di galline allevate con mangimi derivati da OGM, lieviti selezionati, enzimi, batteri, acido ascorbico, ecc…, ottenuti con metodi che prevedono l'utilizzo di OGM) · informare i rivenditori presenti sul territorio comunale sui rischi di vendita di alimenti di aziende che utilizzano prodotti OGM nella catena produttiva; · informare i cittadini, sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM ed avviare una seria campagna di educazione alimentare legata al consumo di prodotti tradizionali di qualità; · prevedere un'efficace promozione dei prodotti locali divulgando in modo efficace il meessaggio contro i prodotti geneticamente modificati. A questo punto il Presidente invita il Consiglio Comunale a procedere alla votazione; Posta in votazione, con l'assistenza degli scrutatori precedentemente nominati (Consiglieri: Betti, Lazzoni e Ricci) viene così approvata: APPROVATA ALL'UNANIMITA'. |
Comune di Genova
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ORDINE DEL GIORNO APPROVATO IN CONSIGLIO COMUNALE DI GENOVA CONTRO L’USO DEGLI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI IL Consiglio Comunale di Genova, CONSIDERATO
TENUTO CONTO
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
Antonio Bruno (Sinistra Verde) Leonardo Chessa e Carla Olivari (DS) Roberto Delogu (PRC) Franco Barchi (Noi per Sansa) Luca Dall'Orto (Verdi) Roberto Guarello (Popolari) Antonio Bruno |
| AREZZO
PROVINCIA ANTITRANSGENICA Provincia di Arezzo : territorio libero da coltivazione, sperimentazioni di nuove varietà di vegetali e di allevamenti di animali creati in laboratorio con la manipolazione genetica. ACCERTATA la sperimentazione avvenuta nel territorio provinciale di Arezzo di barbabietole geneticamente manipolate e di ulteriori possibili programmi sperimentali di coltivazioni di vegetali geneticamente modificati; VALUTATE le competenze della Provincia in materia di agricoltura; ACCETTATI i seguenti obiettivi specifici:
IL CONSIGLIO PROVINCIALE APPROVA il divieto su tutto il territorio della Provincia di Arezzo della sperimentazione, coltivazione, commercializzazione e allevamento di organismi viventi, animali e vegetali, ottenuti mediante manipolazione genetica, al fine di :
Mozione presentata dal Consigliere Provinciale PIER LUIGI ROSSI |
| COMUNE
DI SARONNO
Consiglio Comunale del 1° marzo 2000-04-04 ORDINE DEL GIORNO Sulla produzione e sull'uso di organismi geneticamente modificati Premesso che - l'introduzione di organismi geneticamente mutati solleva sempre più perplessità e dubbi nell'opinione pubblica sugli eventuali danni che tali organismi possono provocare; - il nuovo modello di agricoltura fa sì che il mercato dei semi sia strettamente controllato dalle grandi multinazionali, interessate a conseguire solo più alti profitti a scapito delle culture tradizionali, della difesa della salute, del suolo e dell'ambiente;
Considerato che - gli organismi geneticamente modificati e le regole che li governano sono ancora di fatto materia di competenza degli uffici e delle organizzazioni del commercio; - l'Italia ha fatto ricorso (con l'Olanda) alla Corte di Giustizia Europea controla Direttiva CEE 98/44 che consente la brevettabilità delle invenzioni transgeniche (interessanti piante, animali e parti del corpo umano) e la commercializzazione, proprio sulla base giuridica incentrata sul mercato interno e non sulla tutela ambientale
IL CONSIGLIO COMUNALE DI SARONNO Invita il Sindaco - a dichiarare il Comune "territorio contrario alla produzione e all'uso di organismi geneticamente modificati" per i quali non sia prodotta documentazione attestante la sicurezza; - ad invitare il Ministro dell'Ambiente a proseguire nella opposizione all'applicazione della Direttiva CEE 98/44; - ad invitare la Regione affinchè renda obbligatorio indicare sulle confezioni di ogni prodotto alimentare l'eventuale utilizzo, anche parziale, di organismi transgenici; - ad informare attraverso opportune campagne di educazione al consumo sui rischi per la salute e per l'ambiente dei prodotti geneticamente trattati; - ad avviare una campagna promozionale per il consumo di prodotti tradizionali di qualità, coinvolgendo le associazioni dei commercianti, dei produttori e dei consumatori; - a garantire che il cibo servito presso le mense comunali e le refezioni scolastiche sia composto da alimenti liberi da O.G.M. favorendo le aziende di ristorazioni che utilizzano prodotti biologici, tipici e di qualità. |
Gruppo Consigliare dei VERDI di CarmagnolaAl Sindaco di CarmagnolaAl Presidente del Consiglio Comunale di CarmagnolaMOZIONE SUGLI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATIIL CONSIGLIO COMUNALE DI CARMAGNOLACONSIDERATOche l'utilizzo nell'agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l'abbandono (ed in alcuni casi la scomparsa) degli ecotipi locali meglio adattati all'ambiente e più resistenti alle fitopatie. che tali cambiamenti hanno comportato una ristrutturazione del settore produttivo agricolo con gravi scompensi sociali ed economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli. che tale situazione ha portato all'uniformità genetica di queste culture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti. che l'industria che trasforma tali prodotti chiede sempre più prodotti uniformi, mortificando la professionalità degli agricoltori e il possibile sviluppo di un mercato legato alla valorizzazione dei prodotti tipici. PRESO ATTOche l'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM), ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica per motivi di ordine etico, per le conseguenze sulla salute dei cittadini, per i danni irreversibili all'ecosistema, per l'ulteriore divario che creerebbe tra i Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo. TENUTO CONTOche si è arrivati ad una situazione in cui l'alimentazione umana si basa su di un numero ristrettissimo di varietà alimentari, con relativo aumento di rischi derivanti da malattie. che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi che l'uso di composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora. che sono ancora pendenti alcuni ricorsi di Stati europei rispetto alla normativa emanata dalla C.E.E. ed alle autorizzazioni concesse per la sperimentazione, la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici. che la riforma della P.A.C. (politica agricola comune) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità. che il modello di agricoltura proposto da queste coltivazioni su scala mondiale è in netta contrapposizione con gli obiettivi di valorizzazione dei prodotti tipici locali da tempo perseguiti dal Comune di Carmagnola. IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTAA dichiarare il Comune di Carmagnola "COMUNE ANTI-TRANSGENICO". A vietare su tutto il territorio comunale la sperimentazione, la coltivazione e l'allevamento di organismi viventi, sia vegetali sia animali, ottenuti mediante manipolazione genetica. Ad invitare le aziende fornitrici di pasti e derrate alle mense pubbliche (includendo quindi le mense scolastiche) a dichiarare il non utilizzo di alimenti contenenti O.G.M. ed a prevedere l'inserimento di una specifica clausola vincolante in tal senso durante la prossima gara d'appalto di ogni mensa pubblica. Ad informare attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte i produttori ed i rivenditori presenti sul territorio Comunale sui rischi di utilizzo e di vendita di prodotti geneticamente modificati nella catena produttiva. Ad informare i cittadini sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM ed avviare una seria campagna di educazione alimentare legata al consumo di prodotti tradizionali di qualità. A proseguire, durante le manifestazioni organizzate a livello cittadino, nella già avviata promozione dei prodotti locali; prevedendo altresì la divulgazione nel modo ritenuto più efficace del messaggio contro i prodotti geneticamente modificati. Il Capogruppo dei VERDI Cassinelli Cristiana |
| Torino
Servizio Centrale Consiglio Comunale n. ord. 39 CITTA' DI TORINO
PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE
OGGETTO: TORINO - COMUNE ANTITRANSGENICO. Proposta dei Consiglieri Viale e Nigro. CONSIDERATO Che l'utilizzo nell'agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l'abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi locali meglio adattati all'ambiente e più resistenti alle fitopatie; che tali cambiamenti comportano una ristrutturazione del settore produttivo agricolo con gravi scompensi socio economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli; che tale situazione ha portato all'uniformità genetica di queste culture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti; che l'industria di trasformazione richiede sempre più prodotti uniformi mortificando le possibilità di sviluppo del mercato; che i produttori agricoli sono costretti a poche e costose alternative produttive, con la conseguenza di un'ulteriore compressione dei prezzi dei prodotti agricoli ed un aumento, divenuto vieppiù insostenibile, dei costi di produzione degli stessi; che la richiesta dei consumatori viene pilotata sempre più verso prodotti in apparenza sempre più uguali, in aperto contrasto con quanto si è delineato nel corso degli ultimi anni attraverso la nascita delle nicchie di mercato dei prodotti naturali e ad alta qualità; che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineato con preoccupazione dalla stessa C.E.E.; che la stessa F.A.O. da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento di Paesi che perdevano la loro autosufficienza alimentare; che l'uso di composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora; che nessuno studio effettuato sino ad oggi può garantire quale sia l'impatto ambientale di un batterio o una pianta ingegnerizzati; che la C.E.E. ha ancora in itinere la creazione di una normativa in materia assumendo al riguardo posizioni di grande cautela; che sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della C.E.E., rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici; che la riforma della P.A.C. (politica agricola comune) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro alimentare e la produzione di alimenti ad alta qualità; PRESO ATTO Che l'introduzione in agricoltura
degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità
nell'opinione pubblica RITENUTO Che sia compito dei Comuni impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche individuando, allo scopo, gli strumenti necessari a far sì che sia possibile conoscere la reale provenienza dei prodotti contenenti gli O.M.G.; RITENUTO Che si debba richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e dei prodotti naturali. E' intervenuto, oltre al Presidente Marino, il Consigliere Viale, i cui interventi non vengono riportati nel presente provvedimento, non essendone stata formulata esplicita richiesta, ferma restando comunque l'inserzione degli stessi nel processo verbale della seduta del Consiglio Comunale. Tutto ciò premesso, IL CONSIGLIO COMUNALE Vista la
legge 8 giugno 1990 n. 142 sull'ordinamento delle autonomie locali con la quale, fra
l'altro, all'art. 32 sono indicati gli atti rientranti nella competenza dei Consigli
Comunali; Il
Presidente dichiara approvato il provvedimento, PRESENTI 31 IL CONSIGLIO COMUNALE D E L I B E R A di impegnare il
Sindaco e la Giunta con specifico provvedimento
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Comune di CIRIE' (TO) ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE CONSIDERATO § che l’utilizzo nell’ agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l’abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi ocali meglio adattati all’ambiente e più resistenti alle fitopatie; § che tali cambiamenti comportano una ristrutturazione del settore produttivo agricolo con gravi scompensi socio economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli; § che tale situazione ha portato all’uniformità genetica di queste culture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti; § che l’industria di trasformazione richiede sempre più prodotti uniformi mortificando le possibilità di sviluppo del mercato; § che i produttori agricoli sono costretti a poche e costose alternative produttive, con la conseguenza di un'ulteriore compressione dei prezzi dei prodotti agricoli ed un aumento, divenuto vieppiù insostenibile, dei costi di produzione degli stessi; § che la richiesta dei consumatori viene pilotata sempre più verso prodotti in apparenza sempre più uguali, in aperto contrasto con quanto si è delineato nel corso degli ultimi anni attraverso la nascita delle nicchie di mercato dei prodotti naturali e ad alta qualità; TENUTO CONTO § che si è arrivati ad una situazione in cui l’alimentazione umana si basa su di un numero ristrettissimo di varietà alimentari; § che ciò comporta l'aumento dei rischi derivanti da malattie, nonché la tendenza all'aumento esponenziale dei rischi di crisi di mercato a livello complessivo; § che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere e attuali posizioni di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineato con preoccupazione dalla stessa C.E.E.; § che la stessa F.A.O. da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento di Paesi che perdevano la loro autosufficienza alimentare; § che l’uso di composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora; § che nessuno studio effettuato sino ad oggi può garantire quale sia l’impatto ambientale di un batterio o una pianta ingegnerizzati; § che la C.E.E. ha ancora in itinere la creazione di una normativa in materia assumendo al riguardo posizioni di grande cautela; § che sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della C.E.E. rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici; § che la riforma della P.A.C. (politica agricola comune) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità; § che il Comune di Ciriè sta attuando una politica di salvaguardia del territorio e delle produzioni in esso presenti e che la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in grave rischio tale politica e causando, altresì, gravi problemi socio economici sia ai piccoli produttori presenti sul territorio, sia alle grandi aree naturali. IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA q a deliberare affinché sul territorio del Comune di Ciriè non vengano coltivati e commercializzati organismi geneticamente modificati; q ad impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche individuando, allo scopo, gli strumenti necessari a far si che sia possibile conoscere la reale provenienza dei prodotti contenenti gli organismi geneticamente modificati; q a creare un tavolo di intesa con le industrie ed i commercianti del settore alimentare al fine di valorizzare le possibilità alternative che si creano sul mercato dei prodotti naturali e locali; q a richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e dei prodotti naturali; q a richiedere alla C.E.E. che la P.A.C. europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti non modificati geneticamente, sviluppando la ricerca sul patrimonio naturale esistente in Europa. |
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Comune di Settimo Torinese (TO) Ordine del Giorno proposto dai Verdi per Settimo e Comunisti Italiani ORDINE DEL GIORNO del 28 gennaio 2000 IL CONSIGLIO COMUNALE PRESO ATTO che la velocità innovativa della combinazione scientifica e tecnologica delle manipolazioni genetiche è di tale rilevanza da non poter riguardare una riflessione esclusiva tra scienziati ed imprese del settore, bensì richiede un adeguamento altrettanto notevole del bagaglio etico e culturale da parte delle istituzioni politiche. CONSIDERATO INOLTRE che il Parlamento Europeo, ha votato l’11 Febbraio scorso la revisione della Direttiva 220/90/CEE, cioè la norma in base alla quale sono stabiliti i criteri per l’emissione nell’ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM), sia per scopi sperimentali che per immissioni sul mercato. E’ in base a questa direttiva che già oggi sono posti in commercio soia, mais geneticamente manipolati, senza alcuna etichettatura, ma anche autorizzati molti ettari di coltivazioni sperimentali di diverse decine di piante manipolate. TENUTO CONTO
IL CONSIGLIO COMUNALE CHIEDE AL GOVERNO Di attivarsi sul piano internazionale affinché:
Di impegnarsi
Chiede alla Regione Piemonte: di attivarsi affinchè:
Impegna il Sindaco e la Giunta
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COMUNE DI LONGARE ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE CONSIDERATO
Preso atto
TENUTO CONTO
IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
Zaccaria Benedetto - Consigliere comunale - Capogruppo Lista " Insieme Costozza Longare Lumignano" |
| Delibera del comune di Rocchetta Tanaro
COMUNE DI ROCCHETTA TANARO VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE (estratto) OGGETTO: dichiarazione del Comune di Rocchetta Tanaro quale L'anno millenovecentonovantanove addì UNDICI del mese di OTTOBRE nella
sala delle adunanze alle ore 13.30 LA GIUNTA COMUNALE PRESO ATTO che l'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica
CONSIDERATO che il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello oggi attuato nella nostra zona, fortemente legata alle tradizioni ed alle caratteristiche del territorio RITENUTO pertanto, alla luce di quanto sopra, prendere posizione contraria, per quanto di competenza, all'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati CON VOTO favorevole unanime reso nei modi di legge DELIBERA DICHIARARE il Comune di Rocchetta Tanaro "COMUNE ANTITRANSGENICO" AFFIGGERE ai cartelli di ingresso al paese la scritta "COMUNE ANTITRANSGENICO" VIETARE su tutto il territorio comunale la sperimentazione, la coltivazione, l'allevamento di organismi viventi, sia vegetali che animali, ottenuti mediante manipolazione genetica CREARE un'apposita commissione comunale (secondo modalità da definirsi) incaricata di perseguire i seguenti obiettivi:
Letto, approvato e sottoscritto IL
PRESIDENTE
IL SEGRETARIO COMUNALE ...........omissis.......
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ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE di BRESCIA
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Delibera della Giunta Comunale di Bubbio COMUNE DI BUBBIO Provincia di Asti
COMUNE ANTITRANSGENICO
La Giunta Comunale PRESO ATTO che l'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica
CONSIDERATO che il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello oggi attuato nella nostra zona fortemente legata alle tradizioni e alle caratteristiche del territorio; RITENUTO pertanto, alla luce di quanto sopra, di prendere posizione contraria, per quanto di competenza, all'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati; PRESO ATTO del parere favorevole del Segretario Comunale ai sensi dell'art. 53 della Legge 142/90 in ordine alla regolarità tecnico-amministrativa del presente provvedimento; CON VOTI unanimi e concordi espressi per alzata di mano;
DELIBERA
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Per eventuali ulteriori
informazioni contattare Gianfranco Torelli |
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COPIA
Verbale di deliberazione del Consiglio Comunale OGGETTO: “Territorio comunale contrario alla produzione e all’uso di organismi geneticamente modificati”. Approvazione Ordine del Giorno. L’anno millenovecentonovantanove il giorno ventitre del mese di novembre alle ore venti nella sala comunale, in seguito a convocazione disposta con invito scritto e relativo ordine del giorno notificato ai singoli Consiglieri il 16 novembre 1999, si è riunito il Consiglio Comunale in sessione ordinaria. Seduta pubblica di prima convocazione. Fatto l’appello nominale risultano:
Assiste il Segretario Comunale dott. COMELLI Sergio. Constatato il numero legale degli intervenuti, assume la presidenza il sig. TOLLOI Livio, nella sua qualità di Sindaco ed espone gli oggetti inscritti all’ordine del giorno e su questi il Consiglio Comunale adotta la seguente deliberazione: IL CONSIGLIO COMUNALE Presa la parola il Consigliere di maggioranza Gerin F. il quale: · introduce il dibattito sull’attuale tematica delle mutazioni genetiche ed in particolare sull’introduzione nel mercato alimentare di organismi geneticamente mutati; · ritiene doveroso che nel Consiglio si tenga un opportuno dibattito sulla materia e che il Consiglio stesso assuma una posizione in merito; · informa che in sede di riunione di capigruppo si è giunti alla redazione di un documento sulla tematica e dà lettura dello stesso; Udita la lettura del documento letto ed illustrato dal Consigliere Gerin F.; Svolto ampio dibattito sull’evoluzione degli esperimenti genetici in campo alimentare nonché su tutti gli aspetti, primari e secondari, che la pratica di tale attività comporta sotto tutti i punti di vista: alimentare, sociale, medico-legale, economico, ambientale ecc. Con voti unanimi, espressi nei modi di legge, d e l i b e r a 1. di approvare l’allegato Ordine del giorno contro l’introduzione di organismi geneticamente mutati (OGM); 2. di inviare il testo approvato a tutti gli organi competenti e operanti in materia come individuati dal Sindaco. Delcc46/A Letto, confermato e sottoscritto. IL
PRESIDENTE IL CONSIGLIERE ANZIANO IL SEGRETARIO f.to Ferdi Gerin f.to Sergio Comelli CERTIFICATO DI PUBBLICAZIONE
Il sottoscritto impiegato responsabile certifica che copia della presente deliberazione è stata affissa all’Albo Pretorio dal 29 novembre 1999 al 14 dicembre 1999 e che contro la stessa non sono stati prodotti reclami o denunce. addì 15 dicembre 1999 L’IMPIEGATO RESPONSABILEf.to Roberta Andrian Copia conforme all’originale, ad uso amministrativo. addì 15 dicembre 1999 Visto: IL SINDACO IL SEGRETARIO DIVENUTA ESECUTIVA AI SENSI DEL COMBINATO DISPOSTO DEGLI ARTT. 28, 29, 30 E 35 DELLA LEGGE REGIONALE N. 49/91 COME MODIFICATI DALLA L.R. 23/97 IL SEGRETARIO Visto come allegato alla delibera C.C.
n. 46 del 23/11/1999 COMUNE
DI VILLESSE ORDINE DEL GIORNO CONTRO L’INTRODUZIONE DI ORGANISMI GENETICAMENTE MUTATI (OGM)
Da parecchio tempo, ormai, l’introduzione di organismi geneticamente mutati solleva perplessità e dubbi nell’opinione pubblica sui danni che possono provocare sulla salute e sull’ambiente. È particolarmente difficile, infatti, prevedere con certezza il comportamento di un organismo sottoposto a manipolazione genetica, e di conseguenza è anche problematico, in tempi brevi, valutarne i rischi di invasità sull’ambiente, poiché su questo incidono inevitabilmente tutte quelle numerose e complesse interazioni che regolano gli ecosistemi. Inoltre il tentativo di ottimizzare la natura con strumenti tecnologici non fa altro che allontanare sempre di più la nostra alimentazione dalle sue fonti naturali. È vero che il pane e il vino transgenici che arrivano sulla tavola hanno lo stesso aspetto di quelli naturali, ma la loro origine è del tutto diversa, e con le manipolazioni che hanno subito nel loro codice genetico si trasformano sempre di più da prodotti naturali ad alimenti tecnologici. Di conseguenza gli eventuali pericoli che queste tecniche comportano per la fisiologia alimentare e l’integrità fisica degli esseri umani sono ancora tutte da valutare, ma in ogni caso i molti problemi ancora aperti, lasciano presagire diversi effetti negativi. Già oggi si riscontrano effetti collaterali legati soprattutto alla tossicità, all’insorgenza di allergie, alla possibile azione cancerogena di talune sostanze, all’alterazione dei valori nutrizionali e a diversi disturbi sulla digestione. A parte esempi specifici, è ormai assodato che le conseguenze negative delle manipolazioni genetiche sui singoli organismi non vengono prese in considerazione soprattutto quando non sono esteriormente manifeste. Per questi motivi riteniamo che il Consiglio comunale abbia il compito preciso di ponderare attentamente i pericoli sociali, ecologici, etici e sanitari della manipolazione genetica, creando l’attenzione che poi crei i presupposti giuridici per prevenire gli abusi e tutelare meglio la popolazione. Pertanto chiediamo che il Comune di Villesse· informi la cittadinanza, nei limiti delle possibilità e mediante l’Assessorato all’Agricoltura, sui rischi per la salute e per l’ambiente dei prodotti geneticamente trattati; · avvii una campagna promozionale per una sana alimentazione e per il consumo di prodotti tradizionali di qualità; · giunga dopo una adeguata campagna di informazione–formazione a dichiarare il territorio comunale contrario alla produzione ed all’uso di organismi geneticamente modificati; · inoltri a tutti i Comuni, al Presidente della Provincia, al Presidente della Regione e ai Ministeri competenti quest’ordine del giorno chiedendo che: – la popolazione sia informata in merito all’uso ed alle conseguenze delle manipolazioni genetiche degli alimenti, nonché sui passi intrapresi e sulle misure adottate per tutelare la salute della popolazione e l’ambiente; – venga fissato per legge un obbligo di etichettatura esauriente ed univoco per gli alimenti manipolati geneticamente, e che siano adottati criteri severi per la loro omologazione. I CONSIGLIERI COMUNALI Alleg46/A |
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Ordine del giorno del
Comune di Roma 14 ottobre 1999 DICHIARAZIONE "Il Consiglio Comunale, all'unanimità, chiede che nel Comune di Roma non vengano coltivati e commercializzati cibi transgenici."
Il Consiglio Comunale di Roma ha approvato, all'unanimità, un Ordine del Giorno, primo firmatario Luigi Nieri, che impegna il Sindaco e la Giunta capitolina ad impedire che sul territorio del Comune di Roma vengano coltivati e commercializzati organismi geneticamente modificati. Luigi Nieri ha dichiarato: " Il Consiglio Comunale ha approvato un importante atto sul terreno della - sicurezza alimentare - raccogliendo le forti preoccupazioni provocate dalle modificazioni genetiche degli alimenti. Il Consiglio Comunale di Roma si schiera dalla parte del buon cibo, della salute dei cittadini e della difesa dell'ambiente. Tale decisione ha tenuto conto: "della giusta diffidenza verso l'uniformità genetica degli alimenti; della salvaguardia dei prodotti agricoli naturali che, da alcuni anni, si vedono mortificati in rapporto alla sempre più crescente richiesta, delle industrie di trasformazione, di prodotti alimentari uniformi; della difesa della salute dei cittadini; della difesa del territorio contro l'utilizzo di composti agrochimici che alterano gli ecosistemi della fauna e della flora; della ferma difesa della biodiversità come elemento fondante della Natura". Serve ora una delibera che regolamenti l’intera vicenda, al fine di evitare che nei piatti dei romani arrivi il pomodoro transgenico, le fragole al gene di pesce dell'artico, il radicchio modificato, la soia o il mais della multinazionale Monsanto. Il voto del Consiglio Comunale di Roma va nella direzione opposta rispetto alle decisioni della Unione Europea che permette la commercializzazione di nove prodotti alimentari modificati. Il Consiglio Comunale, sceglie di stare dalla parte degli agricoltori locali, della produzione naturale e biologica, contro un’agricoltura modificata e globale, stretta nella morsa di un paio di multinazionali, che detengono la ricerca e la sperimentazione e, solo loro, possono disporre dei brevetti per riprodurre i semi modificati. Questo è anche un segnale molto chiaro diretto all’industria alimentare, che punta sempre più ad avere prodotti uniformi e alle grandi catene di ristorazione, come Mc Donald’s, sulle quali si deve avviare un controllo forte sui prodotti lavorati che vengono serviti nei fast- food. Serve perciò una normativa che riesca a dare al consumatore la garanzia che il cibo che sceglie non contiene prodotti transgenici.
S.P.Q.R. COMUNE DI ROMA
ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE CONSIDERATO che l’utilizzo nell’ agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l’abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi locali meglio adattati all’ambiente e più resistenti alle fitopatie; che tali cambiamenti comportano una ristrutturazione del settore produttivo agricolo con gravi scompensi socio economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli; che tale situazione ha portato all’uniformità genetica di queste culture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti; che l’industria di trasformazione richiede sempre più prodotti uniformi mortificando le possibilità di sviluppo del mercato; che i produttori agricoli sono costretti a poche e costose alternative produttive, con la conseguenza di un'ulteriore compressione dei prezzi dei prodotti agricoli ed un aumento, divenuto vieppiù insostenibile, dei costi di produzione degli stessi; che la richiesta dei consumatori viene pilotata sempre più verso prodotti in apparenza sempre più uguali, in aperto contrasto con quanto si è delineato nel corso degli ultimi anni attraverso la nascita delle nicchie di mercato dei prodotti naturali e ad alta qualità; TENUTO CONTO che si è arrivati ad una situazione in cui l’alimentazione umana si basa su di un numero ristrettissimo di varietà alimentari; che ciò comporta l'aumento dei rischi derivanti da malattie, nonché la tendenza all'aumento esponenziale dei rischi di crisi di mercato a livello complessivo; che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineato con preoccupazione dalla stessa C.E.E.; che la stessa F.A.O. da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento di Paesi che perdevano la loro autosufficienza alimentare; che l’uso di composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora; che nessuno studio effettuato sino ad oggi può garantire quale sia l’impatto ambientale di un batterio o una pianta ingegnerizzati; che la C.E.E. ha ancora in itinere la creazione di una normativa in materia assumendo al riguardo posizioni di grande cautela; che sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della C.E.E., rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici; che la riforma della P.A.C. (politica agricola comune) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità; che il Comune di Roma sta attuando una politica di salvaguardia del territorio e delle produzioni in esso presenti e che la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in grave rischio tale politica e causando, altresì, gravi problemi socio economici sia ai piccoli produttori presenti sul territorio, sia alle grandi aree naturali. IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
ad impedire che sul territorio del Comune di Roma vengano coltivati e commercializzati organismi geneticamente modificati; ad impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche individuando, allo scopo, gli strumenti necessari a far si che sia possibile conoscere la reale provenienza dei prodotti contenenti gli O.M.G.; a creare un tavolo di intesa con le industrie ed i commercianti del settore alimentare al fine di valorizzare le possibilità alternative che si creano sul mercato dei prodotti naturali e locali; a richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e dei prodotti naturali; a richiedere alla C.E.E. che la P.A.C. europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti non modificati geneticamente, sviluppando la ricerca sul patrimonio naturale esistente in Europa. F.TO Luigi Nieri (PRC) Dario Esposito (VERDI) Roberto Petrassi (SOCIALISTI DEMOCRATICI) Roberto Giulioli (DS) Patrizia Ninci (DEMOCRATICI) Ugo Sodano (PPI) Luisa Laurelli (DS)
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Ordine del giorno del Comune Montecompatri
COMUNE DI MONTECOMPATRI ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE CONSIDERATO che l’utilizzo nell’ agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l’abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi locali meglio adattati all’ambiente e più resistenti alle fitopatie; che tali cambiamenti comportano una ristrutturazione del settore produttivo agricolo con gravi scompensi socio economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli; che tale situazione ha portato all’uniformità genetica di queste culture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti; che l’industria di trasformazione richiede sempre più prodotti uniformi mortificando le possibilità di sviluppo del mercato; che i produttori agricoli sono costretti a poche e costose alternative produttive, con la conseguenza di un'ulteriore compressione dei prezzi dei prodotti agricoli ed un aumento, divenuto vieppiù insostenibile, dei costi di produzione degli stessi; che la richiesta dei consumatori viene pilotata sempre più verso prodotti in apparenza sempre più uguali, in aperto contrasto con quanto si è delineato nel corso degli ultimi anni attraverso la nascita delle nicchie di mercato dei prodotti naturali e ad alta qualità; TENUTO CONTO che si è arrivati ad una situazione in cui l’alimentazione umana si basa su di un numero ristrettissimo di varietà alimentari; che ciò comporta l'aumento dei rischi derivanti da malattie, nonché la tendenza all'aumento esponenziale dei rischi di crisi di mercato a livello complessivo; che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineato con preoccupazione dalla stessa C.E.E.; che la stessa F.A.O. da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento di Paesi che perdevano la loro autosufficienza alimentare; che l’uso di composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora; che nessuno studio effettuato sino ad oggi può garantire quale sia l’impatto ambientale di un batterio o una pianta ingegnerizzati; che la C.E.E. ha ancora in itinere la creazione di una normativa in materia assumendo al riguardo posizioni di grande cautela; che sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della C.E.E., rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici; che la riforma della P.A.C. (politica agricola comune) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità; che il Comune di Montecompatri sta attuando una politica di salvaguardia del territorio e delle produzioni in esso presenti e che la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in grave rischio tale politica e causando, altresì, gravi problemi socio economici sia ai piccoli produttori presenti sul territorio, sia alle grandi aree naturali. IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA ad impedire che sul territorio del Comune di Montecompatri vengano coltivati e commercializzati organismi geneticamente modificati; ad impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche individuando, allo scopo, gli strumenti necessari a far si che sia possibile conoscere la reale provenienza dei prodotti contenenti gli O.M.G.; a creare un tavolo di intesa con le industrie ed i commercianti del settore alimentare al fine di valorizzare le possibilità alternative che si creano sul mercato dei prodotti naturali e locali; a richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e dei prodotti naturali; a richiedere alla C.E.E. che la P.A.C. europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti non modificati geneticamente, sviluppando la ricerca sul patrimonio naturale esistente in Europa.
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Il
Consiglio Regionale del Molise ha approvato un'ordine del giorno presentato dal gruppo
consiliare del PRC in cui si vieta nel territorio regionale la produzione di prodotti
transgenici e per lo sviluppo di una agricoltura di qualità.
Ordine del giorno.
L'introduzione di organismi geneticamente mutati (OGM) solleva perplessità e dubbi nell'opinione pubblica sui danni che tali organismi possono provocare sulla salute e per l'ambiente. Il nuovo modello di agricoltura proposto dall'attuale fase di globalizzazione fa sì che il mercato dei semi sia strettamente controllato dalle grandi multinazionali interessate a conseguire solo profitti sempre più alti a scapito delle colture tradizionali, della difesa della salute, del suolo e dell'ambiente. Nella conferenza interregionale degli Assessorati all'agricoltura si è denunciato come sempre di più venga trascurato il principio di precauzione (sancito dal trattato di Maastricht) da parte degli organismi preposti all'autorizzazione dell'uso di piante e animali geneticamente modificati, esponendo a danni non ancora quantificabili la salute della popolazione e dell'ambiente. Alla luce di tali fatti e vista anche la netta contrarietà degli stessi agricoltori all'uso indiscriminato di tali prodotti, contrarietà che è stata raccolta dallo stesso Ministero per le Risorse Agricole che ha ritenuto doveroso costituire una struttura in grado di valutare gli impatti che tali prodotti hanno sull'agricoltura, sull'ambiente, sulla salute, e visto il ritardo con cui si procede alla costituzione di tale struttura:
IL CONSIGLIO REGIONALE DEL MOLISE Delibera
Di dichiarare la regione "territorio contrario alla produzione e all'uso di organismi geneticamente modificati", di vietare su tutto il territorio regionale la sperimentazione, la coltivazione, l'allevamento e il consumo di piante e animali trattati geneticamente, di informare attraverso campagne di educazione al consumo sui rischi per la salute e per l'ambiente dei prodotti geneticamente trattati e di avviare una campagna promozionale per il consumo di prodotti tradizionali di qualità. Campobasso 19 ottobre ’99 Italo Di Sabato |
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Comunicato dell' Assessorato Comunale Ecologia e Decentramento
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| Il 29.11 1999, il Consiglio comunale di Udine ha approvato
un odg sugli ogm con 20 sì (Verdi, Lega Nord, Lista per Cecotti e Lista Uniti per Udine)
e 11 astenuti (AN, Forza Italia, Prospettive Europea, CCD, DS). La proposta di odg è stata presentata dal consigliere comunale dei Verdi, Emilio Gottardo che ha così commentato il risultato: "Un importante passo avanti per Udine a due settimane dall'approvazione di utilizzare, in tutte le mense comunali, dagli asili nido alle scuole medie, i cibi biologici. Oggi Udine può vantarsi di essere la città che sforna il maggior numero di pasti biologici nelle mense comunali d'Italia (circa 200.000 in un anno!). Le due decisioni, una simbolica ed una estremamente concerta, sono il segno concreto del valore che l'attuale maggioranza dà alla qualità della vita ed alla salute dei suoi cittadini e si integrano nella prospettiva ormai in avanzato stato di attuazione di realizzare un serio programma di Agenda 21 e di riqualificazione ambientale della città. I Verdi stanno dando un grosso contributo a questo progetto ed anche l'aver dichiarato il comune come comune antitransgenico qualifica l'attuale maggioranza. Dispiace che i DS abbiano perso l'occasione, che non era nella volontà di tutti i membri di quel gruppo, di votare favorevolmente su una questione che vede impegnato seriamente anche il Governo nazionale, con un importante ruolo svolto proprio da quel partito.
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Comune
di Udine OdG
ORDINE DEL GIORNO del 29/11/99IL CONSIGLIO COMUNALE:CONSIDERATOche l’utilizzo, nell’agricoltura mondiale, delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l’abbandono e, in alcuni casi, la scomparsa di alcuni ecotipi locali di natura vegetale, certamente meno produttivi, ma meglio adattati al proprio ambiente di coltura e più resistenti alle fitopatie e quindi meno bisognosi di interventi tecnici di carattere chimico per la loro efficace produzione; che tale situazione ha portato alla standardizzazione genetica delle coltivazioni con una pericolosa dipendenza di tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti genetici e chimici; che l’industria di trasformazione richiede sempre più prodotti uniformi, mortificando le possibilità di sviluppo di un mercato agro-alimentare diversificato e, in particolare, di quello dei prodotti tipici e tradizionali locali; che i produttori agricoli, conseguentemente, subiscono la compressione dei prezzi dei loro prodotti e un aumento, costantemente crescente, dei costi di produzione degli stessi; che la richiesta dei consumatori viene artatamente pilotata, con particolare insistenza, verso l’acquisto di prodotti sempre più standardizzati, contrastando con ciò lo sviluppo e l’affermazione di quelle fasce di mercato che ricercano prodotti naturali e di alta qualità; TENUTO CONTOche si è arrivati a una situazione in cui l’alimentazione umana tende all’utilizzo di un numero limitato di specialità alimentari; che le imprese multinazionali hanno potenziato le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni di monopolio e controllo del comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineato con preoccupazione dalla stessa Unione europea; che la stessa F.A.O. da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento di Paesi che perdono la loro autosufficienza alimentare, e che al termine della 23a sessione della Commissione del Codex Alimentarius tenutasi a Roma nel luglio 1999 sono state approvate le “Direttive concernenti la produzione, la trasformazione, l’etichettatura e la commercializzazione degli alimenti prodotti dall’agricoltura biologica”, che dichiarano l’incompatibilità degli organismi geneticamente modificati (ogm) con le produzioni biologiche; che lo smodato uso in agricoltura di composti chimici, soprattutto di sintesi, ha alterato gli ecosistemi e gli equilibri naturali, con specifico riguardo alla fauna, alla flora, all’acqua e ai terreni; che nessuno studio effettuato sino a oggi può dire quale sia e sarà l’impatto ambientale che un microorganismo, una pianta o un animale geneticamente manipolati genererà nell’ecosistema in cui andrà a svilupparsi; che l’Unione europea ha ancora in itinere l’elaborazione di una normativa in materia che assuma, al riguardo, posizioni di grande cautela, anche viste le decisioni da essa assunte a tutt’oggi che permettono la commercializzazione di nove prodotti alimentari geneticamente modificati; che sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri dell’Unione contro la normativa emanata e alle autorizzazioni concesse per la produzione e commercializzazione dei prodotti transgenici; che la stessa Unione europea, nel regolamento n° 1804/99 del 19 luglio 1999, al punto 10, ha dichiarato che gli ogm e i prodotti ottenuti a partire da tali basi genetiche sono incompatibili con i metodi di produzione biologici; che la riforma della P.A.C. (Politica agricola comune) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro-ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità (vedi Carta di York); che il DPR 7 aprile 1999, n° 128 all’art. 3, comma 2, stabilisce che nella composizione dei prodotti per lattanti e bambini fino ai tre anni è necessario prestare particolare attenzione alla conservazione, alla freschezza e all’assenza di sostanze tossiche e nocive negli ingredienti usati e, perciò, gli stessi non devono contenere residui di antiparassitari superiori a 0,01 mg/kg, né devono contenere prodotti geneticamente modificati; che il Comune di Udine è impegnato in una politica di salvaguardia del territorio e delle produzioni tradizionali in esso presenti e che la diffusione di prodotti transgenici contrasterebbe seriamente con tale politica, causando gravi problemi socio-economici sia ai piccoli produttori presenti sul territorio, sia alle naturali aree destinate a parco o alla conservazione tipologica; IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTAa ogni iniziativa possibile per contrastare la coltivazione, l’allevamento e la commercializzazione, , di ogm sul territorio comunale ed in particolare sui terreni agricoli di proprietà comunale; a impegnarsi, d’intesa con l’Amministrazione regionale, nella tutela dei consumatori, avviando un processo, anche tramite convenzioni ad hoc con l’Università di Udine, di conoscenza e di identificazione degli alimenti ottenuti da o derivati da organismi geneticamente modificati; a creare un tavolo d’intesa con le industrie e i commercianti del settore agro-alimentare al fine di valorizzare le alternative che si creano sul mercato dei prodotti biologici, tipici e tradizionali; a richiedere al Governo italiano ed all’Unione europea di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti tipici e tradizionali locali, sviluppando con maggiore determinazione di risorse e mezzi, la ricerca sulle varietà e razze costituenti il ricco patrimonio naturale, agricolo e zootecnico, esistente in Europa. ad assumere i provvedimenti necessari per l’adesione del Comune al Comitato nazionale contro la manipolazione genetica degli aliment Udine, lì 29 novembre 1999 |
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Ordine del Giorno proposto dal Gruppo Verdi
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Il sottoscritto Vito Rosiello, consigliere comunale del gruppo VERDI-RIVOLI IN TESTA, propone seguente O.d.G. ORDINE DEL GIORNOPRESO ATTOche la velocità innovativa della combinazione scientifica e tecnologica delle manipolazioni genetiche è di tale rilevanza da non poter riguardare una riflessione esclusiva tra scienziati ed imprese del settore, bensì richiede un adeguamento altrettanto notevole del bagaglio etico e culturale da parte delle istituzioni politiche. CONSIDERATO INOLTREche il Parlamento Europeo, ha votato l’11 Febbraio scorso la revisione della Direttiva 220/90/CEE, cioè la norma in base alla quale sono stabiliti i criteri per l’emissione nell’ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM), sia per scopi sperimentali che per immissioni sul mercato. E’ in base a questa direttiva che già oggi sono posti in commercio soia, mais geneticamente manipolati, senza alcuna etichettatura, ma anche autorizzati molti ettari di coltivazioni sperimentali di diverse decine di piante manipolate. TENUTO CONTO che si è arrivati ad una situazione in cui l’alimentazione umana si basa su di un numero ristrettissimo di varietà alimentari; che ciò comporta l’aumento dei rischi derivanti da malattie, nonché la tendenza all’aumento esponenziale dei rischi di crisi di mercato a livello complessivo; che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi; che la stessa F.A.O. da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento di paesi che perdevano la loro autosufficienza alimentare; che l’uso dei composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora; che nessuno studio effettuato sino ad oggi può garantire quale sia l’impatto ambientale di un batterio o una pianta ingegnerizzati; che sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della C.E.E., rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici; che la riforma della P.A.C. ( politica agricola comune ) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità. IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA ad impedire che sul territorio del Comune di Rivoli vengano coltivati trasportati e commercializzati organismi geneticamente modificati; ad impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche individuando, allo scopo, gli strumenti necessari a far si che sia possibile conoscere la reale provenienza dei prodotti contenenti gli O.G.M. ; a creare un tavolo di intesa tra i produttori le industrie ed i commercianti del settore alimentare al fine di valorizzare i prodotti naturali, tipici e locali; a richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e naturali; a richiedere alla C.E.E. che la P.A.C. europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti non modificati geneticamente, sviluppando la ricerca sul patrimonio naturale presente in Europa ; di condividere e sostenere la posizione della C.E.E. e del Governo Italiano che nell’ambito del “ Millenium Round “ è contraria alla liberalizzazione del commercio mondiale degli O.G.M. ; di promuovere iniziative di informazione e divulgazione nelle scuole con percorsi formativi di educazione alla salute e alla sicurezza alimentare. Distinti saluti Vito Rosiello |
| Comune
di Calenzano
ORDINE
DEL GIORNO CONSIDERATOche l’utilizzo nell’agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l’abbandono e in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi locali che meglio si adattano all’ambiente e che sono più resistenti alle fitopatie; che tali cambiamenti comportano una ristrutturazione del settore produttivo agricolo causando gravi scompensi socio economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli; che tale situazione ha portato all’uniformità genetica di queste culture, con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive, nei confronti di pochi detentori dei brevetti; che la domanda dei cittadini è indirizzata dai grandi gruppi economici del settore alimentare verso dei prodotti che sono uguali fra di loro, vanificando e contrastando le linee di tendenza che invece negli ultimi anni hanno permesso la nascita di significative nicchie nel mercato dei prodotti naturali e di alta qualità; TENUTO CONTO che si è arrivati ad una situazione dove l’alimentazione umana oramai si basa su un numero sempre più ristretto di varietà alimentari; che ciò comporta l’aumento dei rischi derivanti da malattia, nonché la tendenza all’aumento esponenziale dei rischi di crisi nel mercato a livello complessivo; che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineate con preoccupazione dalla stessa C.E.E.; che la stessa F.A.O., da molti anni, ha costatato la tendenza al rapido aumento di Paesi che perdono la loro autosufficienza alimentare; che l’uso di composti agrochimici ha alterato e danneggiato, in molti casi in modo irreversibile, gli ecosistemi riferiti alla fauna e flora; che, ad oggi, non esistono studi che attestino le ripercussioni, a livello di impatto ambientale, di un batterio o di una pianta ingegnerizzati; che su questa materia la C.E.E sta predisponendo una nuova normativa, con la quale assumerà al riguardo delle posizioni improntate a gran cautela; che sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della C.E.E. rispetto alla normativa vigente ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici; che la riforma della P.A.C. (Politica Agricola Comunitaria) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità; che alcune aziende di grande distribuzione si sono impegnate liberamente a garantire ai cittadini di non mettere in vendita alcun prodotto con componenti derivati da O.G.M. (Organismi Geneticamente Manipolati); INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA a richiedere alla C.E.E. che la P.A.C. europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti locali e di quelli naturali; a richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per una moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e di quelli naturali; ad adoperarsi affinché sul territorio del comune di Calenzano non siano coltivati e commercializzati O.G.M. (Organismi Geneticamente Modificati); ad impedire l’introduzione di cibi transgenici derivati da O.G.M. (Organismi Geneticamente Modificati) ed a promuovere invece l’uso dei prodotti coltivati con metodi naturali nelle forniture per i servizi di refezione scolastica del comune di Calenzano; ad impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche individuando, allo scopo, gli strumenti necessari a far sì che sia possibile conoscere la reale provenienza dei prodotti contenenti O.G.M. (Organismi Geneticamente Modificati); a creare un tavolo di intesa con le industrie e i commercianti del settore alimentare al fine di valorizzare le possibilità alternative che si creano sul mercato dei prodotti naturali e locali; a rafforzare la politica di salvaguardia del territorio e di promozione delle produzioni in esso presenti, poiché la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in pericolo la sopravvivenza dei piccoli produttori presenti sul territorio, fattore decisivo per la conservazione del paesaggio e per la salvaguardia della naturalità dell’ambiente; 13.12.1999 |
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Milano, 23 novembre 1999 MOZIONEIl Consiglio Comunale di Milano, premesso
considerato
Tutto ciò premesso, il Consiglio Comunale di Milano, nelle sue funzioni di indirizzo, impegna il Sindaco e la Giunta Comunale a) a mettere in atto ogni iniziativa possibile al fine di impedire che sul territorio del Comune di Milano siano coltivati, lavorati e commercializzati organismi geneticamente modificati; b) ad impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche; c) ad inserire in ogni capitolato d’appalto per la fornitura di derrate alimentari da destinare al Servizio di Refezione Scolastica l’obbligo ad utilizzare solo alimenti provenienti da coltivazioni biologiche e di non utilizzare cibi che direttamente o indirettamente abbiano subito manipolazioni genetiche. A verificare, nel caso di appalti già in corso, l’introduzione di tale clausola nel contratto. Ad estendere tali vincoli anche alle società private che attualmente sostituiscono il suddetto Servizio nella fornitura dei pasti alle scuole milanesi; d) ad estendere quanto previsto al punto sopra anche a tutte le mense aziendali con le quali l’Amministrazione Comunale abbia in corso contratti per la somministrazione di alimenti ai propri dipendenti; e) a creare un tavolo di intesa con le industrie ed i commercianti del settore alimentare al fine di valorizzare le possibilità alternative che si creano sul mercato dei prodotti naturali e locali; f) a richiedere al governo italiano un forte e preciso impegno al fine raggiungere una moratoria sui prodotti contenenti OGM, almeno fino a che non sia definitivamente provata la bontà di tali prodotti; g) ad interessare la Regione Lombardia, la Provincia di Milano ed i Comuni limitrofi degli orientamenti assunti dall’Amministrazione Comunale di Milano sull’argomento OGM, verificando altresì la disponibilità di tali Enti a collaborare per raggiungere gli obiettivi di cui si è detto sopra. |
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Delibera del Consiglio Comunale n. 50 del 06-09-00 COMUNE
DI CASTEL COLONNA OGGETTO: APPROVAZIONE O.D.G. IN MATERIA DI POLITICA AGRICOLA LOCALE IL SINDACO PRESIDENTE Premette che l'Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno invitare i Sigg.ri Consiglieri ad un approfondimento delle tematiche e delle notevoli implicazioni derivanti dalla applicazione dei risultati della moderna ingegneria genetica, suscettibili di arrecare serio pregiudizio alla sicurezza alimentare, alla conservazione dell'ecosistema ed in generale alla salute dei cittadini; ritiene, in particolare, che sia necessario mettere in atto, a cura delle istituzioni, una capillare opera di divulgazione conoscitiva presso i consumatori, in merito: alla esatta definizione dell'insieme delle tecniche di biologia molecolare tramite le quali e` possibile modificare il materiale genetico di organismi viventi in modo diverso da quanto si verifica in natura, agli effetti, non ancora compiutamente noti, che, a qualsiasi titolo intervengono lungo le filiere di produzione e trasformazione; all'impatto economico derivante dalla brevettabilita` delle invenzioni geniche; alle pericolose ripercussioni sotto il profilo sanitario ed ambientale; osserva che, l'Amministrazione di Castel Colonna, in accordo alle priorita` indicate nel programma di governo, ha reiteratamente ribadito in atti fondamentali adottati dall'Ente, la volonta` di promuovere e sostenere azioni positive volte alla tutela e alla salvaguardia delle risorse naturali ed ambientali autoctone e dei prodotti agricoli ed alimentari locali; precisa che, nell'ottica predetta, l'Amministrazione intende realizzare, nel particolare settore dell'alimentazione affidato alle proprie cure, l'acquisto di derrate alimentari da destinare al servizio di refezione scolastica e di somministrazione dei pasti agli anziani, ricavate esclusivamente da produzioni agricole biologiche, con l'auspicio che l'iniziativa, oltre a riscuotere l'approvazione degli utenti e delle competenti autorita` sanitarie, possa rivelarsi un incentivo a livello locale per l'approfondimento, cognita causa, degli interrogativi e delle scabrose problematiche sollevate dai recentissimi sviluppi conseguiti dalle acquisizioni scientifiche e tecnologiche; UDITO, inoltre, l'intervento reso dal Consigliere Sig. Mucci, il quale nell'intento di promuovere scelte alimentari e nutrizionali consapevoli da parte dei consumatori, invita l'Amministrazione a redigere periodicamente un Foglio-Notizie, che, in collaborazione e con il contributo apportato da esperti, cultori della materia ed anche dai produttori locali, possa fornire notizie utili ed attendibili alla popolazione concernenti l'igiene e la sicurezza alimentare, le tecniche delle produzioni biologiche, i prodotti agroalimentari della tradizione locale, contribuendo a dissipare le incertezze e le perplessita` indotte da informazioni incomplete o settarie. IL CONSIGLIO COMUNALE PRESO ATTO che l'introduzione in agricoltura di Organismi Geneticamente Modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessita` nell'opinione pubblica - per motivi etici - per le conseguenze sulla salute dei cittadini - per i rischi di danni irreversibili all'ecosistema - per l'ulteriore divario che creerebbe tra i Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo; CONSIDERATO che il nuovo modello di agricoltura proposto e` in netta contrapposizione con quello oggi attuato nella nostra zona fortemente legato alle tradizioni e alle caratteristiche del territorio; VISTO l'art. 2, 3^ comma, lettera c) del vigente Statuto Comunale in materia di tutela delle risorse naturali ed ambientali; RITENUTO pertanto, alla luce di quanto sopra, di prendere posizione contraria, per quanto di competenza, all'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati; CON voti unanimi e concordi espressi per alzata di mano dai n. 10 Consiglieri presenti e votanti APPROVA IL SEGUENTE ORDINE DEL GIORNO
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Il Consiglio Comunale di Torremaggiore
(Foggia) PRESO ATTO CONDIVIDENDO RITENUTO PERTANTO CONSIDERATO
TENUTO CONTO
RITENUTO ALTRESI' SENTITI DELIBERA ALL'UNANIMITA' 1. Di vietare su tutto il territorio comunale la sperimentazione, la coltivazione e l'allevamento di organismi viventi sia vegetali che animali, ottenuti mediante manipolazione genetica;
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COMUNE di STAZZEMA ____________________________________________________________________ L'anno DUEMILAUNO giorno 30 (trenta) del mese di Marzo alle ore 18,00 in una sala presso dell'Istituto Comprensivo Martiri di S. Anna, di Pontestazzemese si è riunito il Consiglio Comunale.
Il Sindaco Presidente introduce l'argomento relazionando dopo di che DELIBERA
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| Comune di Gambettola
(Forlì) DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 17 del 19/02/2001 - Prot. N° 3876 OGGETTO: ORDINE DEL GIORNO
CONTRO L'INTRODUZIONE DI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI (OGM) IN CAMPO AGROALIMENTARE. L'anno duemilauno, addì diciannove del mese di febbraio alle ore 21.00, nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale, previo esaurimento delle formalità prescritte dalla Legge e dallo Statuto, si è riunito in sessione straordinaria ed in seduta pubblica il Consiglio Comunale. Fatto l'appello nominale risultano :
Il Presidente, riconosciuta legale l'adunanza, dichiara aperta la seduta. OGGETTO: ORDINE DEL GIORNO CONTRO L'INTRODUZIONE DI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI (OGM) IN CAMPO AGROALIMENTARE. - che gli OGM compromettono e danneggiano irreversibilmente il patrimonio di biodiversità che garantisce la sopravvivenza a tutte le specie, compresa la nostra, portando le colture all'uniformità genetica con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti genetici e chimici; IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A vietare su tutto il territorio comunale la sperimentazione in "campo aperto", così come previsto dalla normativa approvata dal governo Amato, la coltivazione e l'allevamento di organismi viventi, sia vegetali sia animali, ottenuti mediante manipolazione genetica fino a quando le iterazioni ecologiche saranno pienamente studiate e valutate; e la commercializzazione di prodotti OGM sulle cui etichette non siano riportate con evidenza una delle seguenti diciture, o altre analoghe che verranno individuate:
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| Comune di Riccione ODG/OGM Il Consiglio Comunale: |
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| Porretta
Terme (Bologna)
OGGETTO: DISCUSSIONE ED EVENTUALI PROVVEDIMENTI SUL TEMA DEGLI O.G.M. (ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI) IL SINDACO ricorda come l’inserimento del presente o.d.g. sia stato richiesto dal consigliere Campaldini cui cede la parola. IL CONSIGLIO COMUNALE VISTI i pareri favorevolmente espressi del Responsabile del servizio in ordine alla regolarità tecnica, del responsabile servizio di ragioneria in ordine alla regolarità contabile sulla proposta di deliberazione (ai sensi dell’art. 49 comma 1 del T.U.E.L. approvato con D.Lgs 267/00) allegati agli atti del presente provvedimento; CONSIDERATO:
TENUTO CONTO:
Messa ai voti la su estesa proposta di deliberazione viene approvata con il seguente risultato proclamato dal Sindaco con l’assistenza degli scrutatori: DELIBERA DI ADOTTARE nell'ambito delle sue competenze il principio precauzionale secondo il quale non vanno immessi nell'ambiente e nella catena alimentare prodotti genetica- mente manipolati. IMPEGNA
Il Sindaco ringrazia quindi i due esperti intervenuti nella discussione in modo chiaro ed esauriente.
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"Asti comune
antitransgenico" Il Consiglio Comunale di Asti
TENUTO CONTO CHE
PRESO ATTO dei provvedimenti adottati in materia da numerosi Comuni italiani, tra i quali: Roma, Udine, Milano, Livorno, Gorizia, Brescia, Rivoli, Grugliasco; nonché dei provvedimenti adottati da alcuni Comuni della provincia di Asti, quali: Bubbio, Rocchetta Tanaro. DICHIARA
RICHIEDE
all’Unione Europea un impegno affinché: la Politica Agraria Comune (P.A.C.) europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti non modificati geneticamente, sviluppando la ricerca sul patrimonio naturale esistente in Europa; Ordine del giorno approvato all’unanimità nella seduta consiliare del 1^ luglio 2003. -------------------------------------------------- OdG collegato:
"rintracciabilità" Il Consiglio Comunale di Asti Considerata l’attenzione sempre crescente dell’opinione pubblica verso la sicurezza dei prodotti alimentari; AUSPICA - una rapida trasformazione in legge della proposta di iniziativa popolare sulla rintracciabilità di prodotti alimentari; IMPEGNA LA GIUNTA COMUNALE - a trasmettere il presente Ordine del Giorno alle sedi istituzionali competenti;
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Legge del 20/08/2001 n. 21 APPROVATA LA LEGGE CHE VIETA IN UMBRIA COLTIVAZIONE E CONSUMO
NELLE MENSE PUBBLICHE DEI PRODOTTI TRANSGENICI ----------------------------------------------------------- Anche positivo e innovativo l'intervento prodotto sulle mense scolastiche e, in genere,
dove si è privi di certezze sanitarie. |
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LEGGE REGIONALE 20 novembre 2000, n. 21. CAPO I CAPO IV CAPO V |
| Basilicata Legge Regionale 20 Maggio 2002 n.18 "Disposizioni per la precauzione in materia alimentare e per la coltivazione, l'allevamento, la sperimentazione e la commercializzazione di organismi modificati e di prodotti da essi derivati. Norme per la produzione dei prodotti biologici, tipici e tradizionali nelle mense pubbliche". IL CONSIGLIO
REGIONALE TITOLO I |
| Abruzzo
Legge Regionale del 16 marzo 2001, n.
6 Art. 1 |
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L.R. 01 Marzo 2000, n. 15 (1) Art. 1 (Oggetto) Testo
integrale della legge |
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Alcamo (TP) CONSIGLIO COMUNALE DI ALCAMO Che gli alimenti transgenici nascono dalla manipolazione del patrimonio genetico di vegetali o animali al fine di sviluppare, bloccare o creare caratteristiche particolari che permettano una produzione di prodotti alimentari più funzionale agli interessi delle grandi aziende; DELIBERA 1.. di dichiarare il Comune di Alcamo "Comune AntiTransgenico"; Visto lo Statuto Comunale; Vista la L.R. 48/91; |
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LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 1-03-2002 Il Consiglio regionale ha approvato |
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Consiglio Provinciale di Vercelli Seduta del 29 Gennaio 2001 Atto n. 169 Sessione Straordinaria OGGETTO: Mozioni e ordini del giorno (43852-43853-43855-42260-45913-46138-46226-47608-735-1671-47156). Prot. n. 47460. IL CONSIGLIO PROVINCIALE
Impegna la Giunta a sollecitare il Ministero della Sanità e il Governo a rendere obbligatorie sugli alimenti la dicitura "Alimento ottenuto da prodotti agricoli non geneticamente modificati" e la scritta "OGM free" per una corretta informazione dei consumatori |
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LEGGE REGIONALE N. 13 DEL 19-03-2002 Il Consiglio regionale ha approvato. La Corte Costituzionale si è pronunciata con sentenza n.17 del 28 gennaio/6 febbraio 2002.
Il PRESIDENTE della Giunta promulga la seguente legge regionale: ARTICOLO 2 |
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Regione Campania LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 24-11-2001 IL CONSIGLIO REGIONALE
HA APPROVATO |
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Bollettino Ufficiale Regione Puglia LEGGE REGIONALE 04 DICEMBRE 2003, n. 26 IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO
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COMUNE DI AGUGLIANO - Provincia di Ancona |
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Sulla proposta della presente deliberazione: IL CONSIGLIO COMUNALE PREMESSO CHE · l'utilizzo nell'agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l'abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi locali meglio adattati all'ambiente e quindi più resistenti alle fitopatie e meno bisognosi di trattamenti con sostanze chimiche per la loro efficace produzione; |
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IL CONSIGLIO COMUNALE |
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Nella seduta del 31 ottore 2003 il consiglio comunale di Baone ha approvato una mozione in cui il comune di Baone assume la qualificazione di "antitrasgenico". Riportiamo il testo della delibera consiliare sugli organismi geneticamente modificati e sui comportamenti futuri dell'amministrazione comunale su questa materia. MOZIONE Considerato che: |
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