Campagna per un Comune Antitransgenico
sondaggio

COMUNE ANTITRANSGENICO
(Comuni Liberi da Produzioni Agricole Transgeniche)

Per una maggiore condivisione iscriviti alla mailing-list del comune antitransgenico


scrivici
Home Page

Leggi delle Regioni
e delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano
La banca dati contiene tutte le Leggi delle Regioni e delle Provincie Autonome dalla loro costituzione.

Pagina delle delibere

 Modulo di adesione per i Comuni
(od altro) che hanno già deliberato

inviateci una foto 
della segnaletica utilizzata!

 
 

Bubbio (Asti)
delibera del 13/8/99
Rocchetta Tanaro (Asti)
delibera del 11/10/99
Roma
Ordine del giorno del 14/10/99
Regione Molise
delibera del 19/10/99
Rivoli (Torino)
Ordine del Giorno del 25/10/99
Villesse (Gorizia)
delibera del 23/11/99
Udine
Comunicato
Ordine del giorno del 29/11/99
Jesi (Ancona)
deliberato
Calenzano (Firenze)
Ordine del giorno del 13/12/99
Montecompatri (Roma)
Ordine del giorno del 15/12/99
altra pagina web
Brescia
Ordine del giorno del 22/12/99
San Ferdinando di Puglia (Foggia)
delibera del 22/12/1999
Milano
Ordine del Giorno del 23/12/99
Aquino (Frosinone)
mozione approvata
Livorno
deliberato
Settimo Torinese (Torino)
Ordine del giorno del 28/1/2000
Longare (Vicenza)
Ordine del giorno del 2/2/2000
Provincia di Arezzo
Mozione approvata l' 8/2/2000
Ciriè (Torino)
Ordine del giorno del 14/2/2000
Città di Castello (Perugia)
mozione approvata
Regione Marche
legge regionale che vieta l'uso di OGM
delibera che vieta la sperimentazione ogm
Regione Lazio
Legge Regionale
01 Marzo 2000, n. 15
Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario.
Torino
delibera del 7 /3/2000
divieto di produzione e commercio
di prodotti ogm non etichettati
Saronno (Milano)
ordine del giorno del 1/3/2000
Carmagnola (Torino)
mozione approvata
Borgo San Lorenzo (Firenze)
deliberato
Monsano (Ancona)
deliberato
Matelica (Macerata)
deliberato il 1/4/2000
Massa
deliberato il 17/4/2000
Alessandria
delibera n. 37 del 18/4/2000
Regione Toscana
Legge Regionale n 53 del 06/04/2000
Limena (PADOVA)
delibera n. 14 del 27/4/2000
Genova
mozione approvata il 22/5/2000
Formigine (Modena)
Ordine del giorno del 29/5/2000
Parco Nazionale della Majella
deliberato
Precenicco (Udine)
deliberato
Remanzacco (Udine)
deliberato
Palazzolo dello Stella (Udine)
delibera n. 28 del 26/6/2000
Pedavena (Belluno)
delibera del 27/6/2000
Monfalcone (Gorizia)
deliberato
Lastra a Signa (Firenze)
deliberato
Castel Colonna (Ancona)
delibera  
Cesano Boscone (MILANO)
odg approvato
Terricciola (PISA)
deliberato
Isola del Piano (PESARO-URBINO)
delibera n. 117 del 16/10/2000
Regione Friuli-Venezia Giulia
Disciplina per il contrassegno dei prodotti agricoli del Friuli-Venezia Giulia non modificati geneticamente, per la promozione dei prodotti agroalimentari tradizionali e per la realizzazione delle «Strade del vino».
LEGGE REGIONALE 20 novembre 2000, n. 21.
link a dichiarazione per macro regione europea ogm-free
(progetto comune tra Friuli -Venezia Giulia, Carinzia e Slovenia
)
Provincia di Vercelli
Mozione del 29/1/ 2001
Impegno della Giunta a dichiarare la "Provincia Antitransgenica", ad inviare la mozione a tutti gli 86 Comuni della Provincia, invitando gli stessi a far dichiarare ogni Comune "Comune Antitransgenico"
Marzabotto (B0LOGNA)
delibera n. 14 del del 6/2/2001 (.pdf)
Gambettola (Forlì)
delibera del 19/02/2001
Regione Abruzzo
Legge Regionale del 16 marzo 2001, n. 6
La Regione, a tutela delle risorse genetiche del proprio territorio e della qualità, specificità, originalità, territorialità della propria produzione agroalimentare, ed a garanzia della sicurezza alimentare dei propri cittadini, sostanzia con la presente legge l'applicazione del principio di precauzione nelle decisioni che riguardano l'uso per qualunque fine di organismi geneticamente modificati o di prodotti da essi derivati.
Regione Umbria
Legge del 20/08/2001 n. 21
La Regione promuoverà e sosterrà la sperimentazione nel settore agricolo a condizione che si mantenga la biodiversità e si valorizzi "l'alto valore del paesaggio agrario regionale".
Per questo la coltivazione di piante transgeniche è vietata in pieno campo, anche a fini sperimentali, su tutto il territorio regionale"
Torremaggiore (Foggia)
delibera
Stazzema (Lucca)
delibera
Riccione (Rimini)
delibera
Regione Campania 
La Regione promuove tutte le azioni necessarie a prevenire i possibili rischi alla salute umana e all’ambiente derivanti dal consumo di prodotti contenenti organismi geneticamente modificati.
I prodotti contenenti organismi geneticamente modificati non devono essere somministrati nelle attività di ristorazione collettiva riguardanti le forme scolastiche e prescolastiche, negli ospedali e nei luoghi di cura della Regione Campania appartenenti alle Aziende Sanitarie Locali e alle Aziende Ospedaliere, ai Comuni, alle Province, alla Regione, agli altri Enti pubblici ed ai soggetti privati convenzionati.
Legge Regionale N. 15 DEL 24-11-2001
Veneto
La Regione, tutela la salute quale fondamentale diritto dell'individuo e promuove tutte le azioni necessarie a prevenire i possibili rischi alla salute umana derivanti dal consumo di alimenti contenenti organismi geneticamente modificati (OGM) o prodotti derivati da OGM...
Legge Regionale N. 6 DEL 1-03-2002
Liguria
divieto di introduzione di organismi geneticamente modificati sia vegetali che animali, in particolare in agricoltura e allevamento, compresi gli allevamenti ittici e le attività di trasformazione dei prodotti.
Legge Regionale N. 13 DEL 19-03-2002
Porretta Terme (Bologna)
delibera
Basilicata
Divieto di coltivazione in pieno campo di piante transgeniche 
Legge del 20/05/2002 n. 18
COMUNE DI AGUGLIANO - Provincia di Ancona
delibera N. 16 DEL 23/05/2002
Asti
delibera "Comune Antitransgenico" del 2 luglio 2003
delibera "rintracciabilità" di prodotti alimentari 
Alcamo (Tp)
delibera del 7/7/2003
Corno di Rosazzo
delibera del 22/9/2003
Baone
delibera del consiglio comunale del 31/10/2003
Caserta
Consiglio Comunale di Caserta
delibera del del 05/11/2003 Consiglio Comunale di Caserta 
"Caserta Comune antitransgenico" 
Anzio 
24/11/2003
Puglia
"Norme in materia di coltivazione, allevamento e commercializzazione di Organismi geneticamente modificati (OGM)" - E' fatto divieto, sull'intero territorio regionale, della coltivazione di piante e dell'allevamento di animali geneticamente modificati o di altro tipo di OGM anche ai fini sperimentali.
LEGGE REGIONALE 04 DICEMBRE 2003, n. 26

 


MAJELLA

 

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DEL PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA

IL CONSIGLIO

Considerato che:

L’utilizzo nell’agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l’abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi locali meglio adattati all’ambiente e più resistenti alle fitopatie;

Tali cambiamenti comportano una ristrutturazione del settore produttivo agricolo con gravi scompensi socio economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli;

Tale situazione ha portato all’uniformità genetica di queste colture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti;

L’industria di trasformazione richiede sempre più prodotti uniformi mortificando le possibilità di sviluppo del mercato locale;

I produttori agricoli sono costretti a poche e costose alternative produttive, con la conseguenza di un’ulteriore compressione dei prezzi dei prodotti agricoli ed un aumento, divenuto vieppiù insostenibile,dei costi di produzione degli stessi;

La richiesta dei consumatori viene pilotata sempre più verso prodotti in apparenza sempre più uguali, in aperto contrasto con quanto si è delineato nel corso degli ultimi anni attraverso la nascita delle nicchie di mercato dei prodotti naturali e ad alta qualità;

Tenuto conto che:

E’ compito specifico del P.N.M. di salvaguardare l’ambiente naturale e gli equilibri ecologici del territorio del Parco, conservando la biodiversità e le specie autoctone;

Si è arrivati ad una situazione in cui l’alimentazione umana si basa su di un numero ristrettissimo di varietà alimentari;

Ciò comporta l’aumento dei rischi derivanti da malattie, nonché la tendenza all’aumento esponenziale dei rischi di crisi di mercato a livello complessivo;

L’uso di composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora ed ha causato l’inquinamento delle falde idriche;

Nessuno studio effettuato sino ad oggi può garantire quale sia l’impatto ambientale di un batterio o di una pianta ingegnerizzati;

L’U.E. ha ancora in itinere la creazione di una normativa in materia assumendo al riguardo posizioni di grande cautela;

Sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri dell’U.E., rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici;

La riforma della P.A.C. (politica agricola comune) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità;

Il Parco Nazionale della Majella sta attuando una politica di salvaguardia del territorio e delle produzioni in esso presenti e che la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in grave rischio tale politica causando altresì gravi problemi socio economici sia ai piccoli produttori presenti sul territorio, sia al territorio del Parco

DELIBERA

  1. Di vietare su tutto il territorio del Parco la sperimentazione, la coltivazione e l’allevamento di Organismi Viventi, sia vegetali sia animali, ottenuti mediante manipolazione genetica;
  1. Di informare attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte i produttori presenti sul territorio del Parco sui rischi di utilizzo di prodotti geneticamente modificati nella catena produttiva (es. uova di galline allevate con mangimi derivati da OGM, lieviti selezionati, enzimi, batteri, acido ascorbico ottenuti con metodi che prevedono l’utilizzo di OGM, ecc.);
  1. Di rafforzare la politica di salvaguardia del territorio e di promozione delle produzioni in esso presenti, mediante l’attivazione di adeguate risorse finanziarie  poiché la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in pericolo la sopravvivenza dei piccoli produttori presenti sul territorio, fattore decisivo per la conservazione del paesaggio e per la salvaguardia della naturalità dell’ambiente;
  1. Di sviluppare incontri ed iniziative con gli Enti locali interessati per l’estensione nei territori contigui di analoghe iniziative.

IL DIRETTORE GENERALE                                                       IL PRESIDENTE

       (Dr. Nicola CIMINI)                                                     (Dr. Giuseppe DI CROCE)

RELATA DI PUBBLICAZIONE

Il sottoscritto certifica che la presente delibera è rimasta affissa all’Albo del Parco Nazionale della Majella                             (Dott.ssa Stefania Ranieri)


 

Toscana
  • D.P.G.R. 17 maggio 2001 n. 24/R: Regolamento d'attuazione della legge regionale 6 aprile 2000, n. 53 "Disciplina regionale in materia di organismi geneticamente modificati (O.G.M.)" relativo alla disciplina del controllo nel divieto di coltivazione e produzione di specie che contengono O.G.M. (Bur n.17/2001)

  • Legge regionale 6 aprile 2000, n. 53: Disciplina regionale in materia di organismi geneticamente modificati (O.G.M.).


REGIONE TOSCANA
Legge Regionale n 53 del 06/04/2000

Disciplina regionale in materia di organismi geneticamente modificati (O.G.M.)


IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA PROMULGA
la seguente legge:
Art. 1
Finalita’

1. La  Regione Toscana,  ai fini della tutela della salute, quale
fondamentale diritto  della persona,  promuove  tutte  le  azioni
necessarie a  prevenire i  possibili rischi per la salute umana e
per l’ambiente  derivanti dalla  coltivazione, dalla produzione e
dal  consumo   di  prodotti  contenenti  organismi  geneticamente
modificati (O.G.M.).

Art. 2
Divieto di coltivazione e di produzione

1. Per  i fini di cui all’articolo 1 e per mantenere e preservare
la presenza  dei geni  naturali, anche  secondo  quanto  previsto
dalla legge  regionale 16 luglio 1997, n.50 "Tutela delle risorse
genetiche autoctone",  la Regione Toscana vieta la coltivazione e
la produzione  di specie  che contengono la presenza di organismi
geneticamente modificati (O.G.M.).

Art. 3
Etichettatura

1.  In   attuazione  delle   norme  comunitarie   in  materia  di
etichettatura e,  in particolare,  del Reg.(  CE) n.  1139/98 del
Consiglio,  del   26   maggio   1998,   i   prodotti   alimentari
commercializzati nel  territorio  della  Regione,  se  contenenti
O.G.M. o  prodotti derivati,  dovranno indicare  tale presenza in
un’apposita etichetta da apporsi su ogni singolo prodotto.

2. A  tal fine,  e’  fatto  obbligo  ai  gestori  degli  esercizi
commerciali che  operano sul  territorio regionale, di verificare
che i  prodotti  messi  in  vendita  siano  dotati  dell’apposita
etichetta.

Art. 4
Divieto di somministrazione di prodotti contenenti O.G.M.

1. Nelle  more di  protocolli e  normative comunitarie utili alla
valutazione dell’impatto  sulla salute  umana e sull’ambiente, e’
vietata la  somministrazione di  prodotti contenenti O.G.M. nelle
attivita’ di  ristorazione collettiva scolastica e prescolastica,
degli ospedali e luoghi di cura della Regione, degli uffici della
Regione, delle Province e dei Comuni.

2. I  soggetti gestori  delle attivita’  di cui  al comma 1 hanno
l’obbligo di  verificare, attraverso  la  richiesta  di  apposita
dichiarazione del fornitore, l’assenza di O.G.M.

Art. 5
Informazione ed educazione

1. Per  il conseguimento  delle finalita’  di cui  alla  presente
legge la  Giunta regionale  organizza e realizza, all’interno dei
propri programmi  sull’educazione alimentare e nella divulgazione
agricola, campagne  di informazione  ed educazione del cittadino,
dirette  in   maniera  particolare   agli   operatori   agricoli,
scolastici   e   sanitari,   sui   rischi   possibili   derivanti
dall’introduzione di prodotti contenuti O.G.M. nell’alimentazione
e nell’ambiente.

Art. 6
Controlli e sanzioni

1. Il  controllo su  quanto previsto all’articolo 2 e’ esercitato
dall’Agenzia  regionale  per  lo  sviluppo  e  l’innovazione  nel
settore agricolo  forestale (ARSIA),  di cui alla legge regionale
10 giugno  1993, n.37  (Istituzione dell’Agenzia regionale per lo
sviluppo e  l’innovazione nel settore agricolo forestale (ARSIA))
e successive  modificazioni. A  tal fine,  entro sessanta  giorni
dall’entrata in  vigore della presente legge, la Giunta regionale
emanera’  apposito   regolamento  contente   la  disciplina   del
controllo.

2. Le imprese agricole che utilizzano O.G.M. dovranno restituire,
entro sei mesi dalla comunicazione dei risultati del controllo, i
contributi  finanziari,   maggiorati  degli   interessi   legali,
ottenuti dalla  Regione negli  ultimi cinque  anni a far data dal
momento  del   controllo  stesso  e  di  provenienza,  oltre  che
regionale, anche nazionale e comunitaria.

3.  Gli   esercizi  commerciali   che  commercializzano  prodotti
contenti O.G.M. senza l’apposita etichetta sono sanzionati con la
chiusura  dell’esercizio   commerciale  fina  ad  un  massimo  di
quindici giorni.

4.  Nei   contratti  di   appalto  di  ristorazione  nelle  mense
scolastiche, degli  istituti ospedalieri  e  degli  uffici  della
Regione, delle  Province e  dei Comuni,  dovranno essere previste
norme che  stabiliscano la  risoluzione del  contratto  stesso  a
seguito dell’accertamento  di  violazione  del  divieto  previsto
all’articolo 4.
-----
La presente  legge e’  pubblicata sul  Bollettino Ufficiale della
Regione. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla
osservare come legge della Regione Toscana.

Firenze, 6 aprile 2000

 

Pedavena

 

Comune di
PEDAVENA - BELLUNO

OGGETTO: O.D.G. CONTRO LE MODIFICHE GENETICHE DEI PRODOTTI AGRICOLI.

IL CONSIGLIO COMUNALE

UDITA l'esposizione del Consigliere Rosso Roberto e gli interventi succedutisi;

                 CONSIDERATO:

§         che gli OGM compromettono e danneggiano irreversibilmente il patrimonio di biodiversità che garantisce la sopravvivenza a tutte le specie, compresa la nostra, portando le colture all'uniformità genetica con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti genetici e chimici;

§         che i composti chimici di sintesi spesso si accompagnano agli OGM in quanto proposti dalle stesse aziende, con rischi sanitari altissimi per agricoltori, consumatori e ambiente;

§         che la sicurezza degli OGM non è suffragata da nessuna letteratura scientifica e che, al contrario, si stanno producendo prove certe di effetti negativi;

§       che gli OGM non risolvono il problema delle aree depresse del mondo, anzi accentuano il divario tra paesi ricchi e paesi poveri, investendo problematiche di ordine etico e morale;

§         che a causa delle contaminazioni transgeniche si creano delle posizioni di forza distorte a favore delle multinazionali che, per esempio, possono denunciare i proprietari dei terreni contaminati o costringere al fallimento le aziende a conduzione biologica che hanno bisogno di severi parametri per ottenere le certificazioni di qualità;

§         che il principio di economia di scala delle grandi multinazionali va a discapito delle produzioni di qualità e dei prezzi, destinati a comprimersi aumentando i costi di produzione in modo insostenibile per i singoli produttori.

TENUTO CONTO:

§        che troppi sono rischi di ordine etico, sociale, medico, economico e di sicurezza alimentare;

§         che spesso le posizioni politiche degli Stati e degli organismi politici internazionali sono influenzate in maniera distorta dai grossi gruppi multinazionali a discapito del benessere collettivo.

CON VOTI unanimi espressi per alzata di mano;

DELIBERA

1.        di applicare il principio precauzionale all'uso e al rilascio degli OGM in natura, vietando la coltivazione, l'allevamento e la commercializzazione di OGM vegetali e animali su tutto il territorio comunale, fino a quando le iterazioni ecologiche saranno pienamente studiate e valutate;

2.        di tutelare il consumatore con l'attivazione di processi di informazione e conoscenza degli alimenti ottenuti da o derivati da OGM, promuovendo iniziative di informazione e divulgazione anche nelle scuole e nei negozi di generi alimentari presenti sul territorio comunale;

3.        di inviare il presente ordine del giorno al Governo Italiano, alla Regione Veneto e alla Provincia di Belluno affinché si facciano promotori di un rapido e preciso impegno al fine di raggiungere una moratoria  sui prodotti OGM;

4.        di invitare le aziende fornitrici di pasti presso la mensa scolastica a dichiarare il non utilizzo di OGM e di inserire in ogni capitolato d'appalto per la fornitura di derrate alimentari alla mensa scolastica, comunale l'obbligo di non utilizzare cibi che, direttamente o indirettamente,  abbiano subito manipolazioni genetiche;

5.        di creare un tavolo d'intesa con le industrie e i commercianti per valorizzare le possibili alternative sul mercato dei prodotti biologici;

6.        di non voler compromettere l’equilibrio biologico e la sostenibilità dell’ecosistema territoriale, anche per dare garanzie di lavoro alle aziende agricole a conduzione biologica che rischiano di subire contaminazioni da OGM.-


Marche

Legge regionale 23 febbraio 2000, n. 9.

Norme in materia di consumo di prodotti geneticamente modificati nelle mense scolastiche, negli ospedali e nei luoghi di cura.


Il Consiglio regionale ha approvato;
il Commissario del Governo ha apposto il visto;
il Presidente della Giunta regionale promulga
la seguente legge regionale:

Art. 1

1. La Regione, in attuazione dell'articolo 32, comma 1, della Costituzione e dell'articolo 7 dello Statuto, tutela la salute quale fondamentale diritto dell'individuo e promuove tutte le azioni necessarie a prevenire i possibili rischi alla salute umana e all'ambiente derivanti dal consumo di prodotti contenenti organismi geneticamente modificati.

Art. 2

1. Per il conseguimento delle finalità di cui all'articolo 1, la Giunta regionale organizza e realizza, all'interno dei propri programmi sull'educazione alimentare e nella divulgazione agricola, campagne di informazione ed educazione del cittadino, dirette in maniera particolare agli operatori agricoli, scolastici e sanitari, sui rischi possibili derivanti dall'introduzione di prodotti contenenti organismi geneticamente modificati nell'alimentazione e nell'ambiente.

Art. 3

1. Nelle more di protocolli e normative comunitarie utili alla valutazione dell'impatto sulla salute umana e sull'ambiente, i prodotti contenenti organismi geneticamente modificati non devono essere somministrati nelle attività di ristorazione collettiva riguardanti le forme scolastiche e prescolastiche, negli ospedali e nei luoghi di cura della regione Marche appartenenti ai Comuni, alle Province, alla Regione, agli altri enti pubblici ed ai soggetti privati convenzionati.
2. I soggetti di cui al comma 1 hanno l'obbligo di verificare attraverso la richiesta di apposita certificazione l'assenza di organismi geneticamente modificati.

Art. 4

1. Al fine di favorire la corretta e giusta informazione del cittadino, i soggetti gestori di cui al comma 1 dell'articolo 3, hanno l'obbligo di comunicare agli utenti, attraverso mezzi idonei ed adeguati, la provenienza degli alimenti somministrati.

Art. 5

1. La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.
La presente legge sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Marche.
Data ad Ancona, addì 23 febbraio 2000.
IL PRESIDENTE
(Vito D'Ambrosio)
IL TESTO DELLA LEGGE VIENE PUBBLICATO CON L'AGGIUNTA DELLE NOTE REDATTE DAL SERVIZIO LEGISLATIVO E AFFARI ISTITUZIONALI AI SENSI DELL'ARTICOLO 7 DEL REGOLAMENTO REGIONALE 16 AGOSTO 1994, N. 36.
IN APPENDICE ALLA LEGGE REGIONALE, AI SOLI FINI INFORMATIVI, SONO ALTRESI' PUBBLICATI:
a) LE NOTIZIE RELATIVE AL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE (A CURA DEL SERVIZIO LEGISLATIVO E AFFARI ISTITUZIONALI);
b) L'UFFICIO O SERVIZIO REGIONALE RESPONSABILE DELL'ATTUAZIONE (A CURA DEL SERVIZIO ORGANIZZAZIONE).

NOTE

Note all'art. 1, comma 1:
- Il testo dell'art. 32, comma 1, della Cost. 27 dicembre 1947 (Costituzione della Repubblica Italiana) è il seguente:
"Art. 32 - La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
(Omissis)".
- Il testo dell'art. 7 della legge 22 maggio 1971, n. 346 (Approvazione, ai sensi dell'articolo 123, comma secondo, della Costituzione, dello Statuto della Regione Marche) è il seguente:
"Art. 7 - La Regione riconosce il diritto alla salute e rimuove gli ostacoli che possono comprometterla; attua idonei strumenti a renderlo effettivo, con particolare riguardo alla salubrità, alla sicurezza dell'ambiente e del posto di lavoro, alla tutela della maternità e della prima infanzia.
Adotta misure per la difesa del suolo, per la prevenzione e l'eliminazione delle cause di inquinamento.
Promuove la valorizzazione e l'utilizzazione sociale del territorio eliminando gli squilibri civili, culturali, economici e sociali tra le diverse zone delle Marche e realizzando umani e razionali assetti urbanistici.
Asume nell'ambito della programmazione regionale particolari iniziative in favore delle zone e comunità montane".
a) NOTIZIE RELATIVE AL PROCEDIMENTO DI FORMAZIONE:
- Proposta di legge a iniziativa dei consiglieri Moruzzi e D'Angelo n. 397 del 30 settembre 1999;
- Relazione della V commissione permanente in data 10 gennaio 2000;
- Deliberazione legislativa approvata dal consiglio regionale nella seduta del 18 gennaio 2000, n. 278 vistata dal commissario del governo il 19/2/2000, prot. n. 267/2000.
Con l'occasione il Governo ha osservato: "in ordine all'art. 3, comma 1, che il riferimento `agli altri enti pubblici' debba intendersi di `interesse regionale'".
b) SERVIZI REGIONALI RESPONSABILI DELL'ATTUAZIONE:
SERVIZIO AGRICOLTURA E SANITA'.


 

Matelica

La Giunta Municipale,  con delibera n. 92 ha proclamato il

Comune di Matelica antitransgenico.

La Giunta Municipale

Preso atto

che l'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica

- per motivi etici
- per le conseguenze sulla salute dei cittadini
- per i rischi di danni irreversibili all'ecosistema
- per l'ulteriore divario che creerebbe tra i Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo;

Considerato

che il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello oggi attuato nella nostra zona fortemente legata alle tradizioni e alle caratteristiche del territorio;

Considerato altresì

che il Comune di Matelica ha tra i propri obiettivi la promozione dei prodotti tipici locali, che vantano tradizioni di qualità, genuinità e naturalezza e costituiscono un'importante fattore per l'economia di questo territorio;

Ritenuto pertanto,

alla luce di quanto sopra, prendere posizione contraria, per quanto di competenza, all'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati;

Preso atto

dei seguenti pareri espressi sulla proposta di deliberazione, ai sensi dell'art.53 della Legge 142/90:

VISTO:

Si esprime parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica.

Il Responsabile del Settore Affari Istituzionali F.to Nicola Boarelli

 VISTO:

Si esprime parere favorevole in ordine alla regolarita` contabile.

Il Responsabile del Settore Servizi Finanziari F.to Marco Szczepanski

Con voti unanimi e favorevoli, espressi nelle forme di legge;

D E L I B E R A

- di proclamare il Comune di Matelica "Comune Antitransgenico";
- di rendere nota tale caratteristica attraverso:
a) l'installazione di cartelli con la scritta "Città di Matelica - Comune Antitransgenico" nel rispetto delle vigenti norme di circolazione stradale;
b) l'aggiornamento del proprio sito Internet con la medesima dicitura dedicando lo spazio necessario per illustrarne le motivazioni;
- di attenersi alle disposizioni contenute nella L.R. 9/2000 sul consumo di prodotti contenuti OGM nelle mense scolastiche privilegiando acquisti presso Aziende alimentari e catene distributive, ricomprese nell'elencazione stilata da Legambiente, che si sono impegnate a non commercializzare prodotti derivati da OGM promuovendo la divulgazione di tale lista nel proprio sito Internet e nei comunicati di cui al successivo punto 4);
- di informare attraverso incontri ed opuscoli informativi i produttori presenti sul territorio, i rivenditori ed i cittadini sui rischi di utilizzo e consumo di prodotti geneticamente modificati;
- promuovere ogni iniziativa utile ad una sana educazione alimentare legata al consumo di prodotti di qualità anche attraverso la collaborazione con associazioni locali (Pro Loco ecc.) affinché nelle manifestazioni dalle stesse organizzate vengano favoriti i prodotti tipici locali e divulgati efficaci messaggi contro prodotti geneticamente modificati.


 

Comune di Massa


Il Consiglio Comunale

Visto l'Ordine del Giorno presentato dai Consiglieri Betti e Alberti per dichiarare il Comune di Massa "Comune Antitransgenico";

Sentita la discussione che ne è seguita il Presidente dà lettura del seguente documento:

IL CONSIGLIO COMUNALE

PRESO Atto

Che l'introduzione in  agricoltura degli  organismi geneticamente modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica

a) per motivi etici

b) per le conseguenze possibili sulla salute dei cittadini

c) per i rischi di danni irreversibili sull'ecosistema

d) per l'ulteriore divario che si creerebbe tra paesi ricchi e in via di sviluppo

CONSIDERATO

Che il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello tipico della nostra zona, fortemente legato alla tradizione ed alle caratteristiche del territorio;

RITENUTO PERTANTO

\Di  prendere  in esame quanto di competenza, contro l'introduzione in agricoltura degli  Organismi Geneticamente Modificati;

DELIBERA

1) di dichiarare il  Comune di Massa  "Comune Anti Transgenico";

2) di affiggere sotto i cartelli del Comune la scritta "Comune Anti Transgenico";

3) di vietare su tutto il territorio comunale la sperimentazione, coltivazione e allevamento di organismi viventi, sia vegetali che animali, ottenuti mediante manipolazione genetica e di inserire nel Capitolato delle mense scolastiche il divieto di somministrazione di prodotti contenenti organismi geneticamente manipolati;

4) di creare un apposito coordinamento comunale per perseguire i seguenti obiettivi:

·          informare, attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte tutte le aziende che operano nel campo agroalimentare del territorio comunale sui rischi di utilizzo OGM  nella catena produttiva (uova di galline allevate con mangimi derivati da OGM, lieviti selezionati, enzimi, batteri, acido ascorbico, ecc…, ottenuti con metodi che prevedono l'utilizzo di OGM)

·          informare i rivenditori presenti sul territorio comunale sui rischi di vendita di alimenti di aziende che utilizzano prodotti OGM nella catena produttiva;

·          informare i cittadini, sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM ed avviare una seria campagna di educazione alimentare legata al consumo di prodotti tradizionali di qualità;

·          prevedere un'efficace promozione dei prodotti locali divulgando in modo efficace il meessaggio contro i prodotti geneticamente modificati.

A questo punto il Presidente invita il Consiglio Comunale a procedere alla votazione;

Posta in votazione, con l'assistenza degli scrutatori precedentemente nominati (Consiglieri: Betti, Lazzoni e Ricci) viene così approvata:

APPROVATA ALL'UNANIMITA'.


 

Comune di Genova

ORDINE DEL GIORNO APPROVATO IN CONSIGLIO COMUNALE DI GENOVA CONTRO L’USO DEGLI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI

IL Consiglio Comunale di Genova,

CONSIDERATO

  • che l'utilizzo nell'agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l'abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi locali meglio adattati all'ambiente e più resistenti alle fitopatie;
  • che tali cambiamenti comportano una ristrutturazione del settore produttivo agricolo con gravi scompensi socio economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli;
  • che tale situazione ha portato all’uniformità genetica di queste culture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti;
  • che l’industria di trasformazione richiede sempre più prodotti uniformi mortificando le possibilità di sviluppo del mercato;
  • che i produttori agricoli sono costretti a poche e costose alternative produttive, con la conseguenza di un'ulteriore compressione dei prezzi dei prodotti agricoli ed un aumento, divenuto vieppiù insostenibile, dei costi di produzione degli stessi;
  • che la richiesta dei consumatori viene pilotata sempre più verso prodotti in apparenza sempre più uguali, in aperto contrasto con quanto si è delineato nel corso degli ultimi anni attraverso la nascita delle nicchie di mercato dei prodotti naturali e ad alta qualità;

TENUTO CONTO
che

  • si è arrivati ad una situazione in cui l’alimentazione umana si basa su di un numero ristrettissimo di varietà alimentari;
  • ciò comporta l'aumento dei rischi derivanti da malattie, nonché la tendenza all'aumento esponenziale dei rischi di crisi di mercato a livello complessivo;
  • le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineato con preoccupazione dalla stessa C.E.E.;
  • la stessa F.A.O. da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento di Paesi che perdevano la loro autosufficienza alimentare;
  • l’uso di composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora;
  • nessuno studio effettuato sino ad oggi può garantire quale sia l’impatto ambientale di un batterio o una pianta ingegnerizzati;
  • la C.E.E. ha ancora in itinere la creazione di una normativa in materia assumendo al riguardo posizioni di grande cautela;
  • sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della C.E.E., rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici;
  • la riforma della P.A.C. (politica agricola comune) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità;
  • che il Comune di Genova sta attuando una politica di salvaguardia del territorio e delle poduzioni in esso presenti e che la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in grave rischio tale politica e causando, altresì, gravi problemi socio economici sia ai piccoli produttori presenti sul territorio, sia alle grandi aree naturali.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

  • a valorizzare i prodotti naturali, in particolare quelli locali
  • ad impedire che sul territorio del Comune di Genova vengano coltivati e commercializzati organismi geneticamente modificati richiedendo nel contempo al Governo italiano che si impegni, dopo un momento di moratoria, perché venga sviluppata un’adeguata ricerca scientifica per la eventuale realizzazione di cibi transgenici, qualora sia comprovata la non incidenza negativa sulla salute umana e sull’ambiente;
  • ad impegnarsi nella tutela del consumatore promuovendo la conoscenza scientifica di insegnanti e studenti in riferimento alle ricadute sui cibi e sulla salute delle biotecnologie ;
  • ad impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche individuando, allo scopo, gli strumenti necessari a far si che sia possibile conoscere la reale provenienza dei prodotti contenenti gli O.M.G.;
  • a creare un tavolo di intesa con le industrie ed i commercianti del settore alimentare al fine di valorizzare le possibilità alternative che si creano sul mercato dei prodotti naturali e locali;
  • a richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e dei prodotti naturali;
  • a richiedere alla C.E.E. che la P.A.C. europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti non modificati geneticamente, sviluppando la ricerca sul patrimonio naturale esistente in Europa.
  • a intervenire presso i Ministri e gli Enti detentori delle relative competenze, affinchè vengano individuati i laboratori pubblici destinati a verificare il rispetto delle normative comunitarie, fornendogli delle risorse necessarie alle opportune ricerche scientifiche e alle necessarie indagini analitiche ;
  • ad intervenire presso le Direzioni Didattiche delle Scuole Comunali, il Direttore Regionale agli Studi di Genova, le istituzioni ospedaliere e assistenziali all’interno delle quali ha responsabilità gestionali la Civica Amministrazione affinché venga applicato l’art. 59 comma 4 della Legge finanziaria 2000" ... Per garantire la promozione della produzione biologica e di qualità, le Istituzioni Pubbliche che gestiscono mense scolastiche ed ospedaliere prevedono nelle liste giornaliere l’utilizzazione di prodotti biologici, tipici e tradizionali nonché di quelli a denominazione protetta, tenendo conto delle linee guida e delle altre raccomandazioni dell’Istituto Nazionale della Nutrizione." ;
  • ad attivarsi per finanziare, anche attraverso fondi nazionali e/o comunitari, la formazione degli operatori dell’agricoltura che si effettuino coltivazioni biologiche.

Antonio Bruno (Sinistra Verde) Leonardo Chessa e Carla Olivari (DS) Roberto Delogu (PRC) Franco Barchi (Noi per Sansa) Luca Dall'Orto (Verdi) Roberto Guarello (Popolari)

Antonio Bruno
Vice Presidente del Consiglio Comunale di Genova
Altro Polo - Sinistra verde
0339 3442011 bruno@aleph.it


 

AREZZO 

PROVINCIA   ANTITRANSGENICA

Provincia di Arezzo : territorio  libero da coltivazione, sperimentazioni di nuove varietà di vegetali e di allevamenti di animali creati in laboratorio con la manipolazione genetica.

ACCERTATA    la sperimentazione avvenuta nel territorio provinciale di Arezzo di barbabietole geneticamente manipolate e di ulteriori possibili programmi sperimentali di coltivazioni  di vegetali geneticamente  modificati;

VALUTATE      le competenze della Provincia in materia di agricoltura;

ACCETTATI    i seguenti obiettivi specifici:

  1. Evitare di compromettere l’equilibrio biologico e l’ecosistema aretino attraverso  l’impollinazione incrociata e la deriva tra  specie simili:  le modifiche genetiche delle nuove varietà potrebbero trasferirsi alle altre colture confinanti generando conseguenze imprevedibili;
  2. Prevenire danni alla salute della popolazione. Le modifiche apportate ai  vegetali ed agli animali attraverso la manipolazione genetica possono avere seri effetti negativi sulla salute dell’uomo ed anche degli animali a  cui siano destinati, allergie e in alcuni casi resistenza agli antibiotici;
  3. Consentire alle aziende a conduzione biologica di poter continuare la  propria attività in quanto non possono permettersi di subire una deriva da coltivazioni manipolate geneticamente, pena la revoca della Certificazione di  Qualità Biologica. Inoltre agli agricoltori confinanti con tali coltivazioni sarebbe di fatto impedita la possibilità di convertire il metodo di lavorazione convenzionale ( con uso della chimica) con il metodo a conduzione biologica, limitando così la libertà di esercizio del proprio lavoro;
  4. Promuovere e conservare un  tipico modello di agricoltura dal massimo rispetto ambientale in grado di valorizzare le produzioni locali di qualità, di pregio, tradizionali e tipiche della Terra di Arezzo dalle rese più soddisfacenti sia dal punto di vista qualitativo che economico.

IL  CONSIGLIO  PROVINCIALE 

APPROVA

il  divieto su tutto il territorio della Provincia di Arezzo della sperimentazione,  coltivazione, commercializzazione e allevamento di organismi viventi, animali e vegetali, ottenuti mediante manipolazione genetica, al fine di : 

  • evitare di compromettere l’equilibrio biologico e l’ecosistema del territorio agricolo aretino,
  • prevenire danni alla salute della popolazione residente
  • valorizzare le produzioni locali di qualità, di pregio, tradizionali della terra di Arezzo in grado di esprimere l’identità culturale, ambientale , storica e gastronomica della Comunità Aretina Provinciale
  • consentire alle aziende a conduzione biologica di poter continuare la propria attività
  • promuovere un modello di agricoltura con il massimo rispetto ambientale
  • informare la popolazione sugli effetti degli alimenti geneticamente modificati sulla salute dell’ambiente, dei vegetali ,degli animali e della popolazione umana, vivente nell’ecosistema della Provincia di Arezzo
  • l’invito al Presidente di mettere in atto ogni intervento di competenza della Amministrazione Provinciale  sul controllo di qualità  degli alimenti agricolo- forestali e di allevamento prodotti nel territorio della Provincia di Arezzo 
  • l’invito al Presidente a volersi dotare di strumenti per la programmazione degli interventi, anche attraverso l’organizzazione di una giornata di studio a livello nazionale che possa permettere l’avvio di un progetto scientificamente corretto che salvaguardi la salute e gli interessi dei cittadini
  • l’invio di questa deliberazione ad ogni Comune della Provincia di Arezzo, alla Regione Toscana , al Ministero della Sanità e al Ministero delle Risorse Agricole.

Mozione presentata dal Consigliere Provinciale  PIER  LUIGI   ROSSI


 

COMUNE DI SARONNO

Consiglio Comunale del 1° marzo 2000-04-04

ORDINE DEL GIORNO

Sulla produzione e sull'uso di organismi geneticamente modificati

Premesso che

 -      l'introduzione di organismi geneticamente mutati solleva sempre più perplessità e dubbi nell'opinione pubblica sugli eventuali danni che tali organismi possono provocare;

 -     il nuovo modello di agricoltura fa sì che il mercato dei semi sia strettamente controllato dalle grandi multinazionali, interessate a conseguire solo più alti profitti a scapito delle culture tradizionali, della difesa della salute, del suolo e dell'ambiente;

 

Considerato che

 -     gli organismi geneticamente modificati e le regole che li governano sono ancora di fatto materia di competenza degli uffici e delle organizzazioni del commercio;

 -      l'Italia ha fatto ricorso (con l'Olanda) alla Corte di Giustizia Europea controla Direttiva CEE 98/44 che consente la brevettabilità delle invenzioni transgeniche (interessanti piante, animali e parti del corpo umano) e la commercializzazione, proprio sulla base giuridica incentrata sul mercato interno e non sulla tutela ambientale

 

IL CONSIGLIO COMUNALE DI SARONNO

 Invita il Sindaco

  -     a dichiarare il Comune "territorio contrario alla produzione e all'uso di organismi geneticamente modificati" per i quali non sia prodotta documentazione attestante la sicurezza;

 -     ad invitare il Ministro dell'Ambiente a proseguire nella opposizione all'applicazione della Direttiva CEE 98/44;

 -     ad invitare la Regione affinchè renda obbligatorio indicare sulle confezioni di ogni prodotto alimentare l'eventuale utilizzo, anche parziale, di organismi transgenici;

 -     ad informare attraverso opportune campagne di educazione al consumo sui rischi per la salute e per l'ambiente dei prodotti geneticamente trattati;

 -     ad avviare una campagna promozionale per il consumo di prodotti tradizionali di qualità, coinvolgendo le associazioni dei commercianti, dei produttori e dei consumatori;

 - a garantire che il cibo servito presso le mense comunali e le refezioni scolastiche sia composto da alimenti liberi da O.G.M. favorendo le aziende di ristorazioni che utilizzano prodotti biologici, tipici e di qualità.


 

 

carmagnola

Gruppo Consigliare dei VERDI di Carmagnola

Al Sindaco di Carmagnola

Al Presidente del Consiglio Comunale di Carmagnola

MOZIONE SUGLI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CARMAGNOLA

CONSIDERATO

che l'utilizzo nell'agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l'abbandono (ed in alcuni casi la scomparsa) degli ecotipi locali meglio adattati all'ambiente e più resistenti alle fitopatie.

che tali cambiamenti hanno comportato una ristrutturazione del settore produttivo agricolo con gravi scompensi sociali ed economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli.

che tale situazione ha portato all'uniformità genetica di queste culture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti.

che l'industria che trasforma tali prodotti chiede sempre più prodotti uniformi, mortificando la professionalità degli agricoltori e il possibile sviluppo di un mercato legato alla valorizzazione dei prodotti tipici.

PRESO ATTO

che l'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM), ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica per motivi di ordine etico, per le conseguenze sulla salute dei cittadini, per i danni irreversibili all'ecosistema, per l'ulteriore divario che creerebbe tra i Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo.

TENUTO CONTO

che si è arrivati ad una situazione in cui l'alimentazione umana si basa su di un numero ristrettissimo di varietà alimentari, con relativo aumento di rischi derivanti da malattie.

che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi

che l'uso di composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora.

che sono ancora pendenti alcuni ricorsi di Stati europei rispetto alla normativa emanata dalla C.E.E. ed alle autorizzazioni concesse per la sperimentazione, la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici.

che la riforma della P.A.C. (politica agricola comune) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità.

che il modello di agricoltura proposto da queste coltivazioni su scala mondiale è in netta contrapposizione con gli obiettivi di valorizzazione dei prodotti tipici locali da tempo perseguiti dal Comune di Carmagnola.

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

A dichiarare il Comune di Carmagnola "COMUNE ANTI-TRANSGENICO".

A vietare su tutto il territorio comunale la sperimentazione, la coltivazione e l'allevamento di organismi viventi, sia vegetali sia animali, ottenuti mediante manipolazione genetica.

Ad invitare le aziende fornitrici di pasti e derrate alle mense pubbliche (includendo quindi le mense scolastiche) a dichiarare il non utilizzo di alimenti contenenti O.G.M. ed a prevedere l'inserimento di una specifica clausola vincolante in tal senso durante la prossima gara d'appalto di ogni mensa pubblica.

Ad informare attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte i produttori ed i rivenditori presenti sul territorio Comunale sui rischi di utilizzo e di vendita di prodotti geneticamente modificati nella catena produttiva.

Ad informare i cittadini sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM ed avviare una seria campagna di educazione alimentare legata al consumo di prodotti tradizionali di qualità.

A proseguire, durante le manifestazioni organizzate a livello cittadino, nella già avviata promozione dei prodotti locali; prevedendo altresì la divulgazione nel modo ritenuto più efficace del messaggio contro i prodotti geneticamente modificati.

Il Capogruppo dei VERDI

Cassinelli Cristiana


 

Torino 

Servizio Centrale Consiglio Comunale

n. ord. 39
99 11096/02

CITTA' DI TORINO

 

PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DI INIZIATIVA CONSILIARE

 

OGGETTO: TORINO - COMUNE ANTITRANSGENICO.

    Proposta dei Consiglieri Viale e Nigro.

CONSIDERATO

Che l'utilizzo nell'agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l'abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi locali meglio adattati all'ambiente e più resistenti alle fitopatie;

che tali cambiamenti comportano una ristrutturazione del settore produttivo agricolo con gravi scompensi socio economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli;

che tale situazione ha portato all'uniformità genetica di queste culture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti;

che l'industria di trasformazione richiede sempre più prodotti uniformi mortificando le possibilità di sviluppo del mercato;

che i produttori agricoli sono costretti a poche e costose alternative produttive, con la conseguenza di un'ulteriore compressione dei prezzi dei prodotti agricoli ed un aumento, divenuto vieppiù insostenibile, dei costi di produzione degli stessi;

che la richiesta dei consumatori viene pilotata sempre più verso prodotti in apparenza sempre più uguali, in aperto contrasto con quanto si è delineato nel corso degli ultimi anni attraverso la nascita delle nicchie di mercato dei prodotti naturali e ad alta qualità;

che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineato con preoccupazione dalla stessa C.E.E.;

che la stessa F.A.O. da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento di Paesi che perdevano la loro autosufficienza alimentare;

che l'uso di composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora;

che nessuno studio effettuato sino ad oggi può garantire quale sia l'impatto ambientale di un batterio o una pianta ingegnerizzati;

che la C.E.E. ha ancora in itinere la creazione di una normativa in materia assumendo al riguardo posizioni di grande cautela;

che sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della C.E.E., rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici;

che la riforma della P.A.C. (politica agricola comune) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro alimentare e la produzione di alimenti ad alta qualità;

PRESO ATTO

Che l'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica
-    per motivi etici
-    per le conseguenze sulla salute dei cittadini
-    per i rischi di danni irreversibili all'ecosistema
-    per l'ulteriore divario che creerebbe tra i Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo;

RITENUTO

Che sia compito dei Comuni impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche individuando, allo scopo, gli strumenti necessari a far sì che sia possibile conoscere la reale provenienza dei prodotti contenenti gli O.M.G.;

RITENUTO

Che si debba richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e dei prodotti naturali.

E' intervenuto, oltre al Presidente Marino, il Consigliere Viale, i cui interventi non vengono riportati nel presente provvedimento, non essendone stata formulata esplicita richiesta, ferma restando comunque l'inserzione degli stessi nel processo verbale della seduta del Consiglio Comunale.

    Tutto ciò premesso,

IL CONSIGLIO COMUNALE

    Vista la legge 8 giugno 1990 n. 142 sull'ordinamento delle autonomie locali con la quale, fra l'altro, all'art. 32 sono indicati gli atti rientranti nella competenza dei Consigli Comunali;
    Dato atto che i pareri di cui all'art. 53 della Legge 8 giugno 1990 n. 142 e sue successive modificazioni, sono:
favorevole sulla regolarità tecnica e correttezza amministrativa dell'atto relativamente ai punti 1 e 2;
non favorevole sulla regolarità tecnica e correttezza amministrativa dell'atto relativamente al punto 3;
favorevole sulla regolarità contabile;
    Viste le disposizioni legislative sopra richiamate;
   Procede alla votazione nei modi di regolamento.
    Dichiarano di non partecipare al voto i Gruppi Il Centro e Forza Italia.
    Risultano assenti dall'aula, al momento della votazione, i Consiglieri: Alfonzi, Borghezio, Bressan, Cenni, Chiavarino, Dondona, Gabri, Lodi e Lospinuso.

    Il Presidente dichiara approvato il provvedimento, 
nel testo come modificato dal Consigliere Viale, 
con il seguente risultato:

PRESENTI                          31
Si astengono i Consiglieri Branciforte, Molino, Monaci, Sestero e Vinciguerra.
ASTENUTI                          5
VOTANTI                          26
VOTI FAVOREVOLI        26
VOTI CONTRARI               /

IL CONSIGLIO COMUNALE

D E L I B E R A

di impegnare il Sindaco e la Giunta con specifico provvedimento 
a dichiarare il Comune di Torino 
“Comune Antitransgenico”.

 


 

Comune di CIRIE' (TO)

ORDINE DEL GIORNO

DEL CONSIGLIO COMUNALE

CONSIDERATO

§         che l’utilizzo nell’ agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l’abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi ocali meglio adattati all’ambiente e più resistenti alle fitopatie;

§         che tali cambiamenti comportano una ristrutturazione del settore produttivo agricolo con gravi scompensi socio economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli;

§         che tale situazione ha portato all’uniformità genetica di queste culture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti;

§         che l’industria di trasformazione richiede sempre più prodotti uniformi mortificando le possibilità di sviluppo del mercato;

§         che i produttori agricoli sono costretti a poche e costose alternative produttive, con la conseguenza di un'ulteriore compressione dei prezzi dei prodotti agricoli ed un aumento, divenuto vieppiù insostenibile, dei costi di produzione degli stessi;

§         che la richiesta dei consumatori viene pilotata sempre più verso prodotti in apparenza sempre più uguali, in aperto contrasto con quanto si è delineato nel corso degli ultimi anni attraverso la nascita delle nicchie di mercato dei prodotti naturali e ad alta qualità;

TENUTO CONTO

§         che si è arrivati ad una situazione in cui l’alimentazione umana si basa su di un numero ristrettissimo di varietà alimentari;

§         che ciò comporta l'aumento dei rischi derivanti da malattie, nonché la tendenza all'aumento esponenziale dei rischi di crisi di mercato a livello complessivo;

§         che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere e attuali posizioni di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineato con preoccupazione dalla stessa C.E.E.;

§         che la stessa F.A.O. da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento di Paesi che perdevano la loro autosufficienza alimentare;

§         che l’uso di composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora;

§         che nessuno studio effettuato sino ad oggi può garantire quale sia l’impatto ambientale di un batterio o una pianta ingegnerizzati;

§         che la C.E.E. ha ancora in itinere la creazione di una normativa in materia assumendo al riguardo posizioni di grande cautela;

§         che sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della C.E.E. rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici;

§         che la riforma della P.A.C. (politica agricola comune) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità;

§         che il Comune di Ciriè sta attuando una politica di salvaguardia del territorio e delle produzioni in esso presenti e che la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in grave rischio tale politica e causando, altresì, gravi problemi socio economici sia ai piccoli produttori presenti sul territorio, sia alle grandi aree naturali.

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

q       a deliberare affinché sul territorio del Comune di Ciriè non vengano coltivati e commercializzati organismi geneticamente  modificati;

q       ad impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche individuando, allo scopo, gli strumenti necessari a far si che sia possibile conoscere la reale provenienza dei prodotti contenenti gli organismi geneticamente  modificati;

q       a creare un tavolo di intesa con le industrie ed i commercianti del settore alimentare al fine di valorizzare le possibilità alternative che si creano sul mercato dei prodotti naturali e locali;

q       a richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e dei prodotti naturali;

q  a richiedere alla C.E.E. che la P.A.C. europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti non modificati geneticamente, sviluppando la ricerca sul patrimonio naturale esistente in Europa.


 

Comune di Settimo Torinese (TO) 

Ordine del Giorno proposto dai Verdi per Settimo e Comunisti Italiani 

ORDINE DEL GIORNO del 28 gennaio 2000 

IL CONSIGLIO COMUNALE 

PRESO ATTO 

che la velocità innovativa della combinazione scientifica e tecnologica delle manipolazioni genetiche è di tale rilevanza da non poter riguardare una riflessione esclusiva tra scienziati ed imprese del settore, bensì richiede un adeguamento altrettanto notevole del bagaglio etico e culturale da parte delle istituzioni politiche.

CONSIDERATO INOLTRE 

che il Parlamento Europeo, ha votato l’11 Febbraio scorso la revisione della Direttiva 220/90/CEE, cioè la norma in base alla quale sono stabiliti i criteri per l’emissione nell’ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM), sia per scopi sperimentali che per immissioni sul mercato. E’ in base a questa direttiva che già oggi sono posti in commercio soia, mais geneticamente manipolati, senza alcuna etichettatura, ma anche autorizzati molti ettari di coltivazioni sperimentali di diverse decine di piante manipolate. 

TENUTO CONTO 

  • che si è arrivati ad una situazione in cui l’alimentazione umana si basa su di un numero ristrettissimo di varietà alimentari; 
  • che ciò comporta l’aumento dei rischi derivanti da malattie, nonché la tendenza all’aumento esponenziale dei rischi di crisi di mercato a livello complessivo; 
  • che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi; 
  • che la stessa F.A.O. da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento di paesi che perdevano la loro autosufficienza alimentare; 
  • che l’uso dei composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora; 
  • che nessuno studio effettuato sino ad oggi può garantire quale sia l’impatto ambientale di un batterio o una pianta ingegnerizzati; 
  • che sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della C.E.E., rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici; 
  • che la riforma della P.A.C. ( politica agricola comune ) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità. 

IL CONSIGLIO COMUNALE 

CHIEDE AL GOVERNO 

Di attivarsi sul piano internazionale affinché: 

  1.  Il Millenium Round, finalizzato alla liberalizzazione commerciale, si relazioni in modo non sovraordinante a tutte le altre conferenze internazionali, a partire da quella sulla Biosicurezza. 
  2. Ogni accordo sulla liberalizzazione del commercio sia verificato per ciò che riguarda la sostenibilità ambientale, sociale e la libertà di ricerca e conoscenza. 
  3. Venga istituito un Osservatorio sugli OGM al fine di avere un quadro sinottico sulle ricerche, sulle sperimentazioni, sulla circolazione di sementi, animali e prodotti, al fine di definire procedure certe di verifica e controllo. 
  4. A partire dalla ricerca italiana, la ricerca sulle biotecnologie muti indirizzo in coerenza con la convenzione ONU di Rio, che sulle biotecnologie afferma che la ricerca deve essere indirizzata prioritariamente allo sviluppo dell'agricoltura sostenibile, specialmente nei paesi in via di sviluppo, per migliorare la protezione dell'ambiente e lo sviluppo di meccanismi di cooperazione internazionale; infatti occorre passare da un indirizzo legato alla diminuzione dei costi di produzione e all'aumento della produttività ad una fase successiva che punti a sviluppare la qualità e la sostenibilità. 

Di impegnarsi 

  1. Ad adottare, relativamente agli OGM, il principio di precauzione ed introdurre una moratoria relativa alla coltivazione e alla commercializzazione dei prodotti geneticamente modificati e di alimenti derivati, realizzati con le attuali conoscenze ed indirizzi tecnico- scientifici e non sottoposti ad una adeguata sperimentazione; e ciò alla luce della stessa direttiva europea, che prevede che uno stato membro possa adottare misure di emergenza, se evidenze successive alla commercializzazione consentono di ipotizzare che esso costituisca un pericolo, in attesa di una revisione e definizione degli orientamenti europei, alla luce delle cause in corso presso la Corte Europea e delle conferenze internazionali in corso; una moratoria, cioè, che consenta una definizione chiara e condivisa di regole internazionali; 
  2. Definire un sistema di etichettatura che consenta al consumatore una pluralità nelle scelte e permetta di qualificare il percorso del prodotto "dal campo al piatto" e quindi impegnarsi affinché sia possibile la tracciabilità dell'ingrediente geneticamente modificato; 

Chiede alla Regione Piemonte: 

di attivarsi affinchè: 

  1. Si rendano disponibili finanziamenti volti alla ricerca delle possibili conseguenze di impatto ambientale delle colture transgeniche e i loro effetti alla salute umana; 
  2. Si introduca una normativa regionale sull'etichettatura dei prodotti contenenti organismi geneticamente modificati; 
  3. La Regione adotti misure a tutela della tipicità delle produzioni agricole locali; 
  4. La Regione renda conto del monitoraggio effettuato sulla situazione attuale, a livello piemontese della sperimentazione di biotecnologie transgeniche in agricoltura. 
  5. La Regione adotti (sull'esempio di comuni come Bubbio, Rivoli, Alba, Roma e della Regione Molise) una delibera con la quale dichiari di essere territorio antitransgenico. 

Impegna il Sindaco e la Giunta 

  1. A dichiarare il comune di Settimo Torinese "Comune Antitransgenico", attivando nel contempo tutte le iniziative più opportune per un'adeguata pubblicizzazione. 
  2. Attivare iniziative per contrastare la coltivazione, l'allevamento e la commercializzazione di OGM sul territorio comunale; 
  3. Ad impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche e alla realizzazione di una campagna di informazione ai cittadini. 
  4. A promuovere iniziative di informazione e divulgazione nelle scuole con percorsi formativi di educazione alla salute e alla sicurezza alimentare. 
  5. Ad inviare il presente ordine del giorno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai gruppi consiliari e alla Giunta della Regione Piemonte.


 

COMUNE DI LONGARE 

ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE

CONSIDERATO

  • che l’utilizzo nell’agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l’abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi locali meglio adattati all’ambiente e più resistenti alle fitopatie; 
  • che tali cambiamenti hanno comportato una ristrutturazione del settore produttivo agricolo con gravi scompensi sociali ed ecconomici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli; 
  • che tale situazione ha portato all’uniformità genetica di queste culture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti; 
  • che l’industria che trasforma tali prodotti chiede sempre più prodotti uniformi, mortificando la professionalità dei nostri agricoltori e il possibile sviluppo di un mercato legato alla valorizzazione dei prodotti tipici di cui la nostra zona è particolarmente ricca che i produttori agricoli sono costretti a poche e costose alternative produttive, con la conseguenza di un'ulteriore compressione dei prezzi dei prodotti agricoli ed un aumento, divenuto insostenibile, dei costi di produzione degli stessi; 
  • che la richiesta dei consumatori viene pilotata sempre più verso prodotti in apparenza sempre più uguali, in aperto contrasto con quanto si è delineato nel corso degli ultimi anni attraverso la nascita delle nicchie di mercato dei prodotti naturali e ad alta qualità; 

Preso atto 

  • che l’introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente modificati (OGM), ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell’opinione pubblica per motivi di ordine etico, per le conseguenze sulla salute dei cittadini e per i danni irreversibili all’ecosistema, 

TENUTO CONTO 

  • che si è arrivati ad una situazione in cui l’alimentazione umana si basa su di un numero ristrettissimo di varietà alimentari; 
  • che ciò comporta l'aumento dei rischi derivanti da malattie, nonché la tendenza all'aumento esponenziale dei rischi di crisi di mercato a livello complessivo; 
  • che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineato con preoccupazione dalla stessa C.E.E.; 
  • che l’uso di composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora;
  • che nessuno studio effettuato sino ad oggi può garantire quale sia l’impatto ambientale di un batterio o una pianta ingegnerizzati; 
  • che la C.E.E. ha ancora in itinere la creazione di una normativa in materia assumendo al riguardo posizioni di grande cautela; 
  • che sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della C.E.E., rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici; che la riforma della P.A.C. (politica agricola comune) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità; 
  • che il Comune di Longare si impegna ad attuare sempre più una politica di salvaguardia del territorio e delle produzioni in esso presenti e che la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in grave rischio tale politica e causando, altresì, gravi problemi socio economici sia ai produttori presenti sul territorio, sia alle aree naturali. 

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

  • a vietare che sul territorio del Comune di LONGARE (VI) vengano coltivati e commercializzati organismi geneticamente modificati;
  • di dichiarare il Comune di Longare “ COMUNE ANTI-TRASGENICO” 
  • Informare attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte i produttori presenti sul territorio Comunale sui rischi di utilizzo di prodotti geneticamente modificati nella catena produttiva Informare attraverso incontri, manifesti e comunicazioni i produttori presenti sul territorio Comunale sui rischi di utilizzo di prodotti geneticamente modificati nella catena produttiva 
  • Informare i cittadini sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM ed avviare una seria campagna di educazione alimentare legata al consumo di prodotti tradizionali di qualità 
  • Invitare la Pro-Loco di Longare ad una efficace promozione dei prodotti locali divulgando nel modo più efficace il messaggio contro i prodotti geneticamente modificati 
  • Invitare le aziende fornitrici di pasti presso le mense scolastiche a dichiarare il non utilizzo di alimenti contenenti O.M.G. 
  • a richiedere al Governo Italiano, tramite il Ministero della Sanità e dell'Ambiente, di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e dei prodotti naturali 
  • Di inviare il presente ordine del giorno sia alla Regione Veneto che alla Provincia di Vicenza perché, tramite i loro asessorati all'Ambiente e alla Sanità, si facciano promotori di un'analoga iniziativa contro il proliferare degli organismi geneticamente modificati 
  • a richiedere alla C.E.E. che la P.A.C. europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti non modificati geneticamente, sviluppando la ricerca sul patrimonio naturale esistente in Europa. 

 

Zaccaria Benedetto - Consigliere comunale - Capogruppo Lista " Insieme Costozza Longare Lumignano"


 

 

Delibera del comune di Rocchetta Tanaro  

 

COMUNE DI ROCCHETTA TANARO
Provincia di Asti

VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE  (estratto)

OGGETTO: dichiarazione del Comune di Rocchetta Tanaro quale 
" COMUNE ANTITRANSGENICO "

L'anno millenovecentonovantanove addì UNDICI del mese di OTTOBRE nella sala delle adunanze alle ore 13.30
Previa trattazione dell'argomento .....omissis....partecipa all'adunanza il Segretario Comunale Dr. Anna Sacco Botto, che provvede alla redazione del presente verbale. 
Essendo legale il numero degli intervenuti, il Sig. Sergio Aliberti (sindaco), assume la presidenza e dichiara aperta la seduta per la trattazione dell'oggetto sopra indicato.

LA GIUNTA COMUNALE

PRESO ATTO che l'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica

  • per motivi etici

  • per le conseguenze sulla salute dei cittadini

  • per i rischi di danni irreversibili all'ecosistema

  • per l'ulteriore divario che creerebbe tra i paesi ricchi e quelli in via di sviluppo

CONSIDERATO che il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello oggi attuato nella nostra zona, fortemente legata alle tradizioni ed alle caratteristiche del territorio

RITENUTO pertanto, alla luce di quanto sopra, prendere posizione contraria, per quanto di competenza, all'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati

CON VOTO favorevole unanime reso nei modi di legge

DELIBERA

DICHIARARE  il Comune di Rocchetta Tanaro "COMUNE ANTITRANSGENICO"

AFFIGGERE  ai cartelli di ingresso al paese la scritta "COMUNE ANTITRANSGENICO"

VIETARE su tutto il territorio comunale la sperimentazione, la coltivazione, l'allevamento di organismi viventi, sia vegetali che animali, ottenuti mediante manipolazione genetica

CREARE un'apposita commissione comunale (secondo modalità da definirsi) incaricata di perseguire i seguenti obiettivi:

  1. informare attraverso incontri, i produttori presenti sul territorio comunale sui rischi di utilizzo di prodotti geneticamente modificati nella catena produttiva (es. uova di galline allevate con mangimi derivati da OGM, lieviti selezionati, enzimi, batteri, acido ascorbico ottenuto con metodi che prevedono l'utilizzo di OGM, etc);

  2. i rivenditori presenti sul territorio comunale sui rischi legati alla vendita di alimenti provenienti da ditte accusate di utilizzare prodotti geneticamente modificati nella catena riproduttiva;

  3. informare, attraverso incontri, manifesti, e comunicazioni i cittadini sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM ed avviare una seria campagna di educazione alimentare legata al consumo di prodotti tradizionali di qualità;

  4. prevedere al sostegno di un'efficace promozione dei prodotti locali divulgando nel modo più efficace il messaggio contro i prodotti geneticamente modificati.

Letto, approvato e sottoscritto

   IL PRESIDENTE                            IL SEGRETARIO COMUNALE
f.to (Sergio Aliberti)                         f.to (Dr. Anna Sacco Botto) 

...........omissis.......

 

 


 

 

Brescia

ORDINE DEL GIORNO 

DEL CONSIGLIO COMUNALE di 

BRESCIA 

CONSIDERATO 

Che l'utilizzo nell'agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l'abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi locali meglio adattati all'ambiente e più resistenti alle fitopatie; 

che tali cambiamenti comportano una ristrutturazione del settore produttivo agricolo con gravi scompensi socio economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli; 

che tale situazione ha portato all'uniformità genetica di queste culture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti; 

che l'industria di trasformazione richiede sempre più prodotti uniformi mortificando le possibilità di sviluppo del mercato; 

che i produttori agricoli sono costretti a poche e costose alternative produttive, con la conseguenza di un'ulteriore compressione dei prezzi dei prodotti agricoli ed un aumento, divenuto vieppiù insostenibile, dei costi di produzione degli stessi; 

che la richiesta dei consumatori viene pilotata sempre più verso prodotti in apparenza sempre più uguali, in aperto contrasto con quanto si è delineato nel corso degli ultimi anni attraverso la nascita delle nicchie di mercato dei prodotti naturali e ad alta qualità; 

TENUTO CONTO 

Che si è arrivati ad una situazione i cui l'alimentazione umana si basa su di un numero ristrettissimo di varietà alimentari; 

che ciò comporta l'aumento dei rischi derivanti da malattie, nonché la tendenza all'aumento esponenziale dei rischi di crisi di mercato a livello complessivo; 

che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineato con preoccupazione dalla stessa C.E.E., 

che la stessa F.A.O. da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento di Paesi che perdevano la loro autosufficienza alimentare; che l'uso di composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora; 

che nessuno studio effettuato sino ad oggi può garantire quale sia l'impatto ambientale di un batterio o di una pianta ingegnerizzati; 

che la CEE ha ancora in itinere la creazione di una normativa in materia assumendo al riguardo posizioni di grande cautela; 

che sono pendenti alcuni ricorsi di stati membri dalla CEE, rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione della produzione dei prodotti transgenici; 

che la riforma della P.A.C. (Politica Agricola Comune) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro-ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità; 

che il Comune di Brescia deve attuare una politica di salvaguardia del territorio e delle produzioni in esso presenti e che la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in grave rischio tale politica e causando, altresì, gravi problemi socio economici sia ai piccoli produttori presenti sul territorio, sia alle grandi aree naturali. 

IL CONSIGLIO COMUNALE
 IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA 

Ad impedire che sul territorio del Comune di Brescia vengano coltivati e commercializzazione organismi geneticamente modificati al di fuori delle direttive comunitarie e comunque sottratti alla verifica degli organismi di controllo locale e nazionale; 

ad impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche individuando, allo scopo, gli strumenti necessari a far si che sia possibile conoscere la reale provenienza dei prodotti contenenti gli O.M.G., a creare un tavolo di intesa con le industrie ed i commercianti del settore alimentare al fine di valorizzare le possibilità alternative che si creano sul mercato dei prodotti naturali e locali; 

a richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e dei prodotti naturali; 

a richiedere alla C.E.E. che la P.A.C. europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti non modificati geneticamente, sviluppando la ricerca sul patrimonio naturale esistente in Europa. 

Approvato il giorno 22 dicembre 1999 

Ordine del giorno presentato dal 
Gruppo consigliare - PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA 
Corsetto S. Agata 14 - Brescia


 

 

Delibera della Giunta Comunale di Bubbio

COMUNE DI BUBBIO

Provincia di Asti

 

COMUNE ANTITRANSGENICO

 

La Giunta Comunale

PRESO ATTO che l'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica

  • per motivi etici
  • per le conseguenze sulla salute dei cittadini
  • per i rischi di danni irreversibili all'ecosistema
  • per l'ulteriore divario che creerebbe tra i Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo;

 

CONSIDERATO che il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello oggi attuato nella nostra zona fortemente legata alle tradizioni e alle caratteristiche del territorio;

RITENUTO pertanto, alla luce di quanto sopra, di prendere posizione contraria, per quanto di competenza, all'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati;

PRESO ATTO del parere favorevole del Segretario Comunale ai sensi dell'art. 53 della Legge 142/90 in ordine alla regolarità tecnico-amministrativa del presente provvedimento;

CON VOTI unanimi e concordi espressi per alzata di mano;

 

DELIBERA

 

 

  • di dichiarare il Comune di Bubbio "Comune Antitransgenico"
  • di affiggere sotto i cartelli di ingresso del paese la scritta "Comune Antitransgenico"
  • di vietare su tutto il territorio comunale la sperimentazione, la coltivazione e l'allevamento di Organismi Viventi, sia vegetali sia animali, ottenuti  mediante manipolazione genetica
  • di creare un'apposita commissione comunale composta inizialmente dal Vice sindaco e da due consiglieri e che potrà essere in futuro allargata ad altre figure per perseguire i seguenti obiettivi:
  1. informare attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte i produttori presenti sul territorio comunale (Vitivinicoltori, Salumifici, Pasticcerie, Pastifici, ecc.) sui rischi di utilizzo di prodotti geneticamente modificati nella catena produttiva (es. uova di galline allevati con mangimi derivati da OGM, lieviti selezionati, enzimi, batteri, acido ascorbico ottenuti con metodi che prevedono l'utilizzo di OGM, ecc)
  2. informare attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte i rivenditori presenti sul territorio comunale sui rischi di vendita di alimenti di case accusate di utilizzare prodotti geneticamente modificati nella catena riproduttiva
  3. informare attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte i cittadini sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM ed avviare una seria campagna di educazione alimentare legata al consumo di prodotti tradizionali di qualità
  4. prevedere durante le manifestazioni organizzate dalla Pro-Loco di Bubbio un'efficace promozione dei prodotti locali divulgando nel modo più efficace il messaggio contro i prodotti geneticamente modificati.

Per eventuali ulteriori informazioni contattare Gianfranco Torelli
vice sindaco del comune di Bubbio - tel. 0347 0632366

formato per stampante


 

villesse

COPIA 
N. 46 del Reg. Delib.


COMUNE DI VILLESSE

PROVINCIA DI GORIZIA

Verbale di deliberazione del Consiglio Comunale

OGGETTO:  “Territorio comunale contrario alla produzione e all’uso di organismi geneticamente modificati”. Approvazione Ordine del Giorno.

L’anno millenovecentonovantanove il giorno ventitre del mese di novembre alle ore venti nella sala comunale, in seguito a convocazione disposta con invito scritto e relativo ordine del giorno notificato ai singoli Consiglieri il 16 novembre 1999, si è riunito il Consiglio Comunale in sessione ordinaria.

Seduta pubblica di prima convocazione.

Fatto l’appello nominale risultano:

Presenti:
Assenti:
TOLLOI
GERIN
BERTOLI
MONTANARI
 DRIUS
MICEU
WEFFORT
GERIN
ROMAN
BURGNICH
VECCHI
MOVIA
Livio
Ferdi
Giorgio
Luisa
Giorgio
Ariella
Alessandro
Francesco
Ottaviano
Gianpaolo
Simonetta
Giuseppe
VESCOVI
Bruno

Assiste il Segretario Comunale dott. COMELLI Sergio.

Constatato il numero legale degli intervenuti, assume la presidenza il sig. TOLLOI Livio, nella sua qualità di Sindaco ed espone gli oggetti inscritti all’ordine del giorno e su questi il Consiglio Comunale adotta la seguente deliberazione:

IL CONSIGLIO COMUNALE

Presa la parola il Consigliere di maggioranza Gerin F. il quale:

·      introduce il dibattito sull’attuale tematica delle mutazioni genetiche ed in particolare sull’introduzione nel mercato alimentare di organismi geneticamente mutati;

·      ritiene doveroso che nel Consiglio si tenga un opportuno dibattito sulla materia e che il Consiglio stesso assuma una posizione in merito;

·      informa che in sede di riunione di capigruppo si è giunti alla redazione di un documento sulla tematica e dà lettura dello stesso;

Udita la lettura del documento letto ed illustrato dal Consigliere Gerin F.;

Svolto ampio dibattito sull’evoluzione degli esperimenti genetici in campo alimentare nonché su tutti gli aspetti, primari e secondari, che la pratica di tale attività comporta sotto tutti i punti di vista: alimentare, sociale, medico-legale, economico, ambientale ecc.

Con voti unanimi, espressi nei modi di legge,

d  e  l  i  b  e  r  a

1.       di approvare l’allegato Ordine del giorno contro l’introduzione di organismi geneticamente mutati (OGM);

2.       di inviare il testo approvato a tutti gli organi competenti e operanti in materia come individuati dal Sindaco.

Delcc46/A

Letto, confermato e sottoscritto.

IL PRESIDENTE
f.to  Livio  Tolloi

IL CONSIGLIERE ANZIANO                                          IL SEGRETARIO

           f.to Ferdi Gerin                                                  f.to Sergio Comelli

CERTIFICATO DI PUBBLICAZIONE

 

Il sottoscritto impiegato responsabile certifica che copia della presente deliberazione è stata affissa all’Albo Pretorio dal 29 novembre 1999 al 14 dicembre 1999 e che contro la stessa non sono stati prodotti reclami o denunce.

addì 15 dicembre 1999

L’IMPIEGATO RESPONSABILE

f.to   Roberta  Andrian

Copia conforme all’originale, ad uso amministrativo.

addì 15 dicembre 1999

Visto: IL SINDACO                                            IL SEGRETARIO

DIVENUTA ESECUTIVA AI SENSI DEL  COMBINATO  DISPOSTO

DEGLI ARTT. 28, 29, 30 E 35 DELLA LEGGE REGIONALE N. 49/91

COME MODIFICATI DALLA L.R. 23/97

IL SEGRETARIO

Visto come allegato alla delibera C.C. n. 46 del 23/11/1999
IL SEGRETARIO COMUNALE

COMUNE DI VILLESSE
PROVINCIA DI GORIZIA

ORDINE DEL GIORNO

CONTRO L’INTRODUZIONE DI ORGANISMI GENETICAMENTE MUTATI (OGM)

 

Da parecchio tempo, ormai, l’introduzione di organismi geneticamente mutati solleva perplessità e dubbi nell’opinione pubblica sui danni che possono provocare sulla salute e sull’ambiente.

È particolarmente difficile, infatti, prevedere con certezza il comportamento di un organismo sottoposto a manipolazione genetica, e di conseguenza è anche problematico, in tempi brevi, valutarne i rischi di invasità sull’ambiente, poiché su questo incidono inevitabilmente tutte quelle numerose e complesse interazioni che regolano gli ecosistemi.

Inoltre il tentativo di ottimizzare la natura con strumenti tecnologici non fa altro che allontanare sempre di più la nostra alimentazione dalle sue fonti naturali. È vero che il pane e il vino transgenici che arrivano sulla tavola hanno lo stesso aspetto di quelli naturali, ma la loro origine è del tutto diversa, e con le manipolazioni che hanno subito nel loro codice genetico si trasformano sempre di più da prodotti naturali ad alimenti tecnologici.

Di conseguenza gli eventuali pericoli che queste tecniche comportano per la fisiologia alimentare e l’integrità fisica degli esseri umani sono ancora tutte da valutare, ma in ogni caso i molti problemi ancora aperti, lasciano presagire diversi effetti negativi. Già oggi si riscontrano effetti collaterali legati soprattutto alla tossicità, all’insorgenza di allergie, alla possibile azione cancerogena di talune sostanze, all’alterazione dei valori nutrizionali e a diversi disturbi sulla digestione. A parte esempi specifici, è ormai assodato che le conseguenze negative delle manipolazioni genetiche sui singoli organismi non vengono prese in considerazione soprattutto quando non sono esteriormente manifeste.

Per questi motivi riteniamo che il Consiglio comunale abbia il compito preciso di ponderare attentamente i pericoli sociali, ecologici, etici e sanitari della manipolazione genetica, creando l’attenzione che poi crei i presupposti giuridici per prevenire gli abusi e tutelare meglio la popolazione.

Pertanto chiediamo che il Comune di Villesse

·      informi la cittadinanza, nei limiti delle possibilità e mediante l’Assessorato all’Agricoltura, sui rischi per la salute e per l’ambiente dei prodotti geneticamente trattati;

·      avvii una campagna promozionale per una sana alimentazione e per il consumo di prodotti tradizionali di qualità;

·      giunga dopo una adeguata campagna di informazione–formazione a dichiarare il territorio comunale contrario alla produzione ed all’uso di organismi geneticamente modificati;

·      inoltri a tutti i Comuni, al Presidente della Provincia, al Presidente della Regione e ai Ministeri competenti quest’ordine del giorno chiedendo che:

      la popolazione sia informata in merito all’uso ed alle conseguenze delle manipolazioni genetiche degli alimenti, nonché sui passi intrapresi e sulle misure adottate per tutelare la salute della popolazione e l’ambiente;

      venga fissato per legge un obbligo di etichettatura esauriente ed univoco per gli alimenti manipolati geneticamente, e che siano adottati criteri severi per la loro omologazione.

I CONSIGLIERI COMUNALI

Alleg46/A


 

 

Ordine del giorno del Comune di Roma

14 ottobre 1999

DICHIARAZIONE 
DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE AMBIENTE, LUIGI NIERI

"Il Consiglio Comunale, all'unanimità, chiede che nel Comune di Roma non vengano coltivati e commercializzati cibi transgenici."

 

Il Consiglio Comunale di Roma ha approvato, all'unanimità, un Ordine del Giorno, primo firmatario Luigi Nieri, che impegna il Sindaco e la Giunta capitolina ad impedire che sul territorio del Comune di Roma vengano coltivati e commercializzati organismi geneticamente modificati.

Luigi Nieri ha dichiarato:

" Il Consiglio Comunale ha approvato un importante atto sul terreno della - sicurezza alimentare - raccogliendo le forti preoccupazioni provocate dalle modificazioni genetiche degli alimenti.

Il Consiglio Comunale di Roma si schiera dalla parte del buon cibo, della salute dei cittadini e della difesa dell'ambiente.

Tale decisione ha tenuto conto: "della giusta diffidenza verso l'uniformità genetica degli alimenti; della salvaguardia dei prodotti agricoli naturali che, da alcuni anni, si vedono mortificati in rapporto alla sempre più crescente richiesta, delle industrie di trasformazione, di prodotti alimentari uniformi; della difesa della salute dei cittadini; della difesa del territorio contro l'utilizzo di composti agrochimici che alterano gli ecosistemi della fauna e della flora; della ferma difesa della biodiversità come elemento fondante della Natura".

Serve ora una delibera che regolamenti l’intera vicenda, al fine di evitare che nei piatti dei romani arrivi il pomodoro transgenico, le fragole al gene di pesce dell'artico, il radicchio modificato, la soia o il mais della multinazionale Monsanto.

Il voto del Consiglio Comunale di Roma va nella direzione opposta rispetto alle decisioni della Unione Europea che permette la commercializzazione di nove prodotti alimentari modificati.

Il Consiglio Comunale, sceglie di stare dalla parte degli agricoltori locali, della produzione naturale e biologica, contro un’agricoltura modificata e globale, stretta nella morsa di un paio di multinazionali, che detengono la ricerca e la sperimentazione e, solo loro, possono disporre dei brevetti per riprodurre i semi modificati.

Questo è anche un segnale molto chiaro diretto all’industria alimentare, che punta sempre più ad avere prodotti uniformi e alle grandi catene di ristorazione, come Mc Donald’s, sulle quali si deve avviare un controllo forte sui prodotti lavorati che vengono serviti nei fast- food.

Serve perciò una normativa che riesca a dare al consumatore la garanzia che il cibo che sceglie non contiene prodotti transgenici.

 


S.P.Q.R.

COMUNE DI ROMA

 

ORDINE DEL GIORNO

DEL CONSIGLIO COMUNALE

CONSIDERATO

che l’utilizzo nell’ agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l’abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi locali meglio adattati all’ambiente e più resistenti alle fitopatie;

che tali cambiamenti comportano una ristrutturazione del settore produttivo agricolo con gravi scompensi socio economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli;

che tale situazione ha portato all’uniformità genetica di queste culture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti;

che l’industria di trasformazione richiede sempre più prodotti uniformi mortificando le possibilità di sviluppo del mercato;

che i produttori agricoli sono costretti a poche e costose alternative produttive, con la conseguenza di un'ulteriore compressione dei prezzi dei prodotti agricoli ed un aumento, divenuto vieppiù insostenibile, dei costi di produzione degli stessi;

che la richiesta dei consumatori viene pilotata sempre più verso prodotti in apparenza sempre più uguali, in aperto contrasto con quanto si è delineato nel corso degli ultimi anni attraverso la nascita delle nicchie di mercato dei prodotti naturali e ad alta qualità;

TENUTO CONTO

che si è arrivati ad una situazione in cui l’alimentazione umana si basa su di un numero ristrettissimo di varietà alimentari;

che ciò comporta l'aumento dei rischi derivanti da malattie, nonché la tendenza all'aumento esponenziale dei rischi di crisi di mercato a livello complessivo;

che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineato con preoccupazione dalla stessa C.E.E.;

che la stessa F.A.O. da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento di Paesi che perdevano la loro autosufficienza alimentare;

che l’uso di composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora;

che nessuno studio effettuato sino ad oggi può garantire quale sia l’impatto ambientale di un batterio o una pianta ingegnerizzati;

che la C.E.E. ha ancora in itinere la creazione di una normativa in materia assumendo al riguardo posizioni di grande cautela;

che sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della C.E.E., rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici;

che la riforma della P.A.C. (politica agricola comune) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità;

che il Comune di Roma sta attuando una politica di salvaguardia del territorio e delle produzioni in esso presenti e che la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in grave rischio tale politica e causando, altresì, gravi problemi socio economici sia ai piccoli produttori presenti sul territorio, sia alle grandi aree naturali.

IL CONSIGLIO COMUNALE

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

 

ad impedire che sul territorio del Comune di Roma vengano coltivati e commercializzati organismi geneticamente modificati;

ad impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche individuando, allo scopo, gli strumenti necessari a far si che sia possibile conoscere la reale provenienza dei prodotti contenenti gli O.M.G.;

a creare un tavolo di intesa con le industrie ed i commercianti del settore alimentare al fine di valorizzare le possibilità alternative che si creano sul mercato dei prodotti naturali e locali;

a richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e dei prodotti naturali;

a richiedere alla C.E.E. che la P.A.C. europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti non modificati geneticamente, sviluppando la ricerca sul patrimonio naturale esistente in Europa.

F.TO

Luigi Nieri (PRC)

Dario Esposito (VERDI)

Roberto Petrassi (SOCIALISTI DEMOCRATICI)

Roberto Giulioli (DS)

Patrizia Ninci (DEMOCRATICI)

Ugo Sodano (PPI)

Luisa Laurelli (DS)

 

formato per stampante


 

Ordine del giorno del Comune Montecompatri

 

COMUNE DI MONTECOMPATRI

ORDINE DEL GIORNO

DEL CONSIGLIO COMUNALE

CONSIDERATO

che l’utilizzo nell’ agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l’abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi locali meglio adattati all’ambiente e più resistenti alle fitopatie;

che tali cambiamenti comportano una ristrutturazione del settore produttivo agricolo con gravi scompensi socio economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli;

che tale situazione ha portato all’uniformità genetica di queste culture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti;

che l’industria di trasformazione richiede sempre più prodotti uniformi mortificando le possibilità di sviluppo del mercato;

che i produttori agricoli sono costretti a poche e costose alternative produttive, con la conseguenza di un'ulteriore compressione dei prezzi dei prodotti agricoli ed un aumento, divenuto vieppiù insostenibile, dei costi di produzione degli stessi;

che la richiesta dei consumatori viene pilotata sempre più verso prodotti in apparenza sempre più uguali, in aperto contrasto con quanto si è delineato nel corso degli ultimi anni attraverso la nascita delle nicchie di mercato dei prodotti naturali e ad alta qualità;

TENUTO CONTO

che si è arrivati ad una situazione in cui l’alimentazione umana si basa su di un numero ristrettissimo di varietà alimentari;

che ciò comporta l'aumento dei rischi derivanti da malattie, nonché la tendenza all'aumento esponenziale dei rischi di crisi di mercato a livello complessivo;

che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineato con preoccupazione dalla stessa C.E.E.;

che la stessa F.A.O. da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento di Paesi che perdevano la loro autosufficienza alimentare;

che l’uso di composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora;

che nessuno studio effettuato sino ad oggi può garantire quale sia l’impatto ambientale di un batterio o una pianta ingegnerizzati;

che la C.E.E. ha ancora in itinere la creazione di una normativa in materia assumendo al riguardo posizioni di grande cautela;

che sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della C.E.E., rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici;

che la riforma della P.A.C. (politica agricola comune) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità;

che il Comune di Montecompatri sta attuando una politica di salvaguardia del territorio e delle produzioni in esso presenti e che la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in grave rischio tale politica e causando, altresì, gravi problemi socio economici sia ai piccoli produttori presenti sul territorio, sia alle grandi aree naturali.

IL CONSIGLIO COMUNALE

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

ad impedire che sul territorio del Comune di Montecompatri vengano coltivati e commercializzati organismi geneticamente modificati;

ad impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche individuando, allo scopo, gli strumenti necessari a far si che sia possibile conoscere la reale provenienza dei prodotti contenenti gli O.M.G.;

a creare un tavolo di intesa con le industrie ed i commercianti del settore alimentare al fine di valorizzare le possibilità alternative che si creano sul mercato dei prodotti naturali e locali;

a richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e dei prodotti naturali;

a richiedere alla C.E.E. che la P.A.C. europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti non modificati geneticamente, sviluppando la ricerca sul patrimonio naturale esistente in Europa.

 

 


 

 

 

 

 

Regione Molise

Il Consiglio Regionale del Molise ha approvato un'ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare del PRC in cui si vieta nel territorio regionale la produzione di prodotti transgenici e per lo sviluppo di una agricoltura di qualità.

Distinti saluti
Italo Di Sabato
vicepresidente Consiglio Regionale del Molise

 

Ordine del giorno.

 

L'introduzione di organismi geneticamente mutati (OGM) solleva perplessità e dubbi nell'opinione pubblica sui danni che tali organismi possono provocare sulla salute e per l'ambiente.

Il nuovo modello di agricoltura proposto dall'attuale fase di globalizzazione fa sì che il mercato dei semi sia strettamente controllato dalle grandi multinazionali interessate a conseguire solo profitti sempre più alti a scapito delle colture tradizionali, della difesa della salute, del suolo e dell'ambiente.

Nella conferenza interregionale degli Assessorati all'agricoltura si è denunciato come sempre di più venga trascurato il principio di precauzione (sancito dal trattato di Maastricht) da parte degli organismi preposti all'autorizzazione dell'uso di piante e animali geneticamente modificati, esponendo a danni non ancora quantificabili la salute della popolazione e dell'ambiente.

Alla luce di tali fatti e vista anche la netta contrarietà degli stessi agricoltori all'uso indiscriminato di tali prodotti, contrarietà che è stata raccolta dallo stesso Ministero per le Risorse Agricole che ha ritenuto doveroso costituire una struttura in grado di valutare gli impatti che tali prodotti hanno sull'agricoltura, sull'ambiente, sulla salute, e visto il ritardo con cui si procede alla costituzione di tale struttura:

 

IL CONSIGLIO REGIONALE DEL MOLISE 

Delibera

 

Di dichiarare la regione "territorio contrario alla produzione e all'uso di organismi geneticamente modificati", di vietare su tutto il territorio regionale la sperimentazione, la coltivazione, l'allevamento e il consumo di piante e animali trattati geneticamente, di informare attraverso campagne di educazione al consumo sui rischi per la salute e per l'ambiente dei prodotti geneticamente trattati e di avviare una campagna promozionale per il consumo di prodotti tradizionali di qualità.

Campobasso 19 ottobre ’99

                                                                        Italo Di Sabato

 


 

Comune di Udine

Comunicato dell' Assessorato Comunale Ecologia e Decentramento

 

Il 29.11 1999, il Consiglio comunale di Udine ha approvato un odg sugli ogm con 20 sì (Verdi, Lega Nord, Lista per Cecotti e Lista Uniti per Udine) e 11 astenuti (AN, Forza Italia, Prospettive Europea, CCD, DS).
La proposta di odg è stata presentata dal consigliere comunale dei Verdi, Emilio Gottardo che ha così commentato il risultato: "Un importante passo avanti per Udine a due settimane dall'approvazione di utilizzare, in tutte le mense comunali, dagli asili nido alle scuole medie, i cibi biologici.
Oggi Udine può vantarsi di essere la città che sforna il maggior numero di pasti biologici nelle mense comunali d'Italia (circa 200.000 in un anno!).
Le due decisioni, una simbolica ed una estremamente concerta, sono il segno concreto del valore che l'attuale maggioranza dà alla qualità della vita ed alla salute dei suoi cittadini e si integrano nella prospettiva ormai in avanzato stato di attuazione di realizzare un serio programma di Agenda 21 e di riqualificazione ambientale della città.
I Verdi stanno dando un grosso contributo a questo progetto ed anche l'aver dichiarato il comune come comune antitransgenico qualifica l'attuale maggioranza.
Dispiace che i DS abbiano perso l'occasione, che non era nella volontà di tutti i membri di quel gruppo, di votare favorevolmente su una questione che vede impegnato seriamente anche il Governo nazionale, con un importante ruolo svolto proprio da quel partito.

 

Comune di Udine OdG

ORDINE DEL GIORNO del 29/11/99

IL CONSIGLIO COMUNALE:

CONSIDERATO

che l’utilizzo, nell’agricoltura mondiale, delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l’abbandono e, in alcuni casi, la scomparsa di alcuni ecotipi locali di natura vegetale, certamente meno produttivi, ma meglio adattati al proprio ambiente di coltura e più resistenti alle fitopatie e quindi meno bisognosi di interventi tecnici di carattere chimico per la loro efficace produzione;

che tale situazione ha portato alla standardizzazione genetica delle coltivazioni con una pericolosa dipendenza di tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti genetici e chimici;

che l’industria di trasformazione richiede sempre più prodotti uniformi, mortificando le possibilità di sviluppo di un mercato agro-alimentare diversificato e, in particolare, di quello dei prodotti tipici e tradizionali locali;

che i produttori agricoli, conseguentemente, subiscono la compressione dei prezzi dei loro prodotti e un aumento, costantemente crescente, dei costi di produzione degli stessi;

che la richiesta dei consumatori viene artatamente pilotata, con particolare insistenza, verso l’acquisto di prodotti sempre più standardizzati, contrastando con ciò lo sviluppo e l’affermazione di quelle fasce di mercato che ricercano prodotti naturali e di alta qualità;

TENUTO CONTO

che si è arrivati a una situazione in cui l’alimentazione umana tende all’utilizzo di un numero limitato di specialità alimentari;

che le imprese multinazionali hanno potenziato le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni di monopolio e controllo del comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineato con preoccupazione dalla stessa Unione europea;

che la stessa F.A.O. da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento di Paesi che perdono la loro autosufficienza alimentare, e che al termine della 23a sessione della Commissione del Codex Alimentarius tenutasi a Roma nel luglio 1999 sono state approvate le “Direttive concernenti la produzione, la trasformazione, l’etichettatura e la commercializzazione degli alimenti prodotti dall’agricoltura biologica”, che dichiarano l’incompatibilità degli organismi geneticamente modificati (ogm) con le produzioni biologiche;

che lo smodato uso in agricoltura di composti chimici, soprattutto di sintesi, ha alterato gli ecosistemi e gli equilibri naturali, con specifico riguardo alla fauna, alla flora, all’acqua e ai terreni;

che nessuno studio effettuato sino a oggi può dire quale sia e sarà l’impatto ambientale che un microorganismo, una pianta o un animale geneticamente manipolati genererà nell’ecosistema in cui andrà a svilupparsi;

che l’Unione europea ha ancora in itinere l’elaborazione di una normativa in materia che assuma, al riguardo, posizioni di grande cautela, anche viste le decisioni da essa assunte a tutt’oggi che permettono la commercializzazione di nove prodotti alimentari geneticamente modificati;

che sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri dell’Unione contro la normativa emanata e alle autorizzazioni concesse per la produzione e commercializzazione dei prodotti transgenici;

che la stessa Unione europea, nel regolamento n° 1804/99 del 19 luglio 1999, al punto 10, ha dichiarato che gli ogm e i prodotti ottenuti a partire da tali basi genetiche sono incompatibili con i metodi di produzione biologici;

che la riforma della P.A.C. (Politica agricola comune) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro-ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità (vedi Carta di York);

che il DPR 7 aprile 1999, n° 128  all’art. 3, comma 2, stabilisce che nella composizione dei prodotti per lattanti e bambini fino ai tre anni è necessario prestare particolare attenzione alla conservazione, alla freschezza e all’assenza di sostanze tossiche e nocive negli ingredienti usati e, perciò, gli stessi non devono contenere residui di antiparassitari superiori a 0,01 mg/kg, né devono contenere prodotti geneticamente modificati;

che il Comune di Udine è impegnato in una politica di salvaguardia del territorio e delle produzioni tradizionali in esso presenti e che la diffusione di prodotti transgenici contrasterebbe seriamente con tale politica, causando gravi problemi socio-economici sia ai piccoli produttori presenti sul territorio, sia alle naturali aree destinate a parco o alla conservazione tipologica;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

a ogni iniziativa possibile per contrastare la coltivazione, l’allevamento e la commercializzazione, , di ogm sul territorio comunale ed in particolare sui terreni agricoli di proprietà comunale;

a impegnarsi, d’intesa con l’Amministrazione regionale, nella tutela dei consumatori, avviando un processo, anche tramite convenzioni ad hoc con l’Università di Udine, di conoscenza e di identificazione degli alimenti ottenuti da o derivati da organismi geneticamente modificati;

a creare un tavolo d’intesa con le industrie e i commercianti del settore agro-alimentare al fine di valorizzare le alternative che si creano sul mercato dei prodotti biologici, tipici e tradizionali;

a richiedere al Governo italiano ed all’Unione europea di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti tipici e tradizionali locali, sviluppando con maggiore determinazione di risorse e mezzi, la ricerca sulle varietà e razze costituenti il ricco patrimonio naturale, agricolo e zootecnico, esistente in Europa.

ad assumere i provvedimenti necessari per l’adesione del Comune al Comitato nazionale contro la manipolazione genetica degli aliment

Udine, lì 29 novembre 1999


 

 


Comune di Rivoli (TO)

Ordine del Giorno proposto dal Gruppo Verdi

 

Il sottoscritto Vito Rosiello, consigliere comunale del gruppo VERDI-RIVOLI IN TESTA, propone seguente O.d.G.

ORDINE DEL GIORNO

PRESO ATTO

che la velocità innovativa della combinazione scientifica e tecnologica delle manipolazioni genetiche è di tale rilevanza da non poter riguardare una riflessione esclusiva tra scienziati ed imprese del settore, bensì richiede un adeguamento altrettanto notevole del bagaglio etico e culturale da parte delle istituzioni politiche.

CONSIDERATO INOLTRE

che il Parlamento Europeo, ha votato l’11 Febbraio scorso la revisione della Direttiva 220/90/CEE, cioè la norma in base alla quale sono stabiliti i criteri per l’emissione nell’ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM), sia per scopi sperimentali che per immissioni sul mercato.

E’ in base a questa direttiva che già oggi sono posti in commercio soia, mais geneticamente manipolati, senza alcuna etichettatura, ma anche autorizzati molti ettari di coltivazioni sperimentali di diverse decine di piante manipolate.

TENUTO CONTO

che si è arrivati ad una situazione in cui l’alimentazione umana si basa su di un numero ristrettissimo di varietà alimentari;

che ciò comporta l’aumento dei rischi derivanti da malattie, nonché la tendenza all’aumento esponenziale dei rischi di crisi di mercato a livello complessivo;

che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi;

che la stessa F.A.O.  da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento di paesi che perdevano la loro autosufficienza alimentare;

che l’uso dei composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora;

che nessuno studio effettuato sino ad oggi può garantire quale sia l’impatto ambientale di un batterio o una pianta ingegnerizzati;

che sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della C.E.E., rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici;

che la riforma della P.A.C. ( politica agricola comune )  prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità.

IL CONSIGLIO COMUNALE

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

ad impedire che sul territorio del Comune di Rivoli vengano coltivati trasportati e commercializzati organismi geneticamente modificati;

ad impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche individuando, allo scopo, gli strumenti necessari a far si che sia possibile conoscere la reale provenienza dei prodotti contenenti gli O.G.M. ;

a creare un tavolo di intesa tra i produttori  le industrie ed i commercianti del settore alimentare al fine di valorizzare  i prodotti naturali, tipici e locali;

a richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e naturali;

a richiedere alla C.E.E. che la P.A.C. europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti non modificati geneticamente, sviluppando la ricerca sul patrimonio naturale presente in Europa ;

di condividere e sostenere la posizione della C.E.E. e del Governo Italiano che nell’ambito del “ Millenium Round “ è contraria alla liberalizzazione del commercio mondiale degli O.G.M. ;

di promuovere iniziative di informazione e divulgazione nelle scuole con percorsi formativi di educazione alla salute e alla sicurezza alimentare.

Distinti saluti

Vito Rosiello


 

Comune di Calenzano

 

COMUNE DI CALENZANO
Provincia di Firenze

ORDINE DEL GIORNO
DEL CONSIGLIO COMUNALE
13.12.1999

CONSIDERATO

che l’utilizzo nell’agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l’abbandono e in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi locali che meglio si adattano all’ambiente e che sono più resistenti alle fitopatie;

che tali cambiamenti comportano una ristrutturazione del settore produttivo agricolo causando gravi scompensi socio economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli;

che tale situazione ha portato all’uniformità genetica di queste culture, con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive, nei confronti di pochi detentori dei brevetti;

che la domanda dei cittadini è indirizzata dai grandi gruppi economici del settore alimentare verso dei prodotti che sono uguali fra di loro, vanificando e contrastando le linee di tendenza che invece negli ultimi anni hanno permesso la nascita di significative nicchie nel mercato dei prodotti naturali e di alta qualità;

TENUTO CONTO

che si è arrivati ad una situazione dove l’alimentazione umana oramai si basa su un numero sempre più ristretto di varietà alimentari;

che ciò comporta l’aumento dei rischi derivanti da malattia, nonché la tendenza all’aumento esponenziale dei rischi di crisi nel mercato a livello complessivo;

che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineate con preoccupazione dalla stessa C.E.E.;

che la stessa F.A.O., da molti anni, ha costatato la tendenza al rapido aumento di Paesi che perdono la loro autosufficienza alimentare;

che l’uso di composti agrochimici ha alterato e danneggiato, in molti casi in modo irreversibile, gli ecosistemi riferiti alla fauna e flora;

che, ad oggi, non esistono studi che attestino le ripercussioni, a livello di impatto ambientale, di un batterio o di una pianta ingegnerizzati;

che su questa materia la C.E.E sta predisponendo una nuova normativa, con la quale assumerà al riguardo delle posizioni improntate a gran cautela;

che sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della C.E.E. rispetto alla normativa vigente ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici;

che la riforma della P.A.C. (Politica Agricola Comunitaria) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità;

che alcune aziende di grande distribuzione si sono impegnate liberamente a garantire ai cittadini di non mettere in vendita alcun prodotto con componenti derivati da O.G.M. (Organismi Geneticamente Manipolati);

INVITA IL SINDACO E LA GIUNTA

a richiedere alla C.E.E. che la P.A.C. europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti locali e di quelli naturali;

a richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per una moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e di quelli naturali;

ad adoperarsi affinché sul territorio del comune di Calenzano non siano coltivati e commercializzati O.G.M. (Organismi Geneticamente Modificati);

ad impedire l’introduzione di cibi transgenici derivati da O.G.M. (Organismi Geneticamente Modificati) ed a promuovere invece l’uso dei prodotti coltivati con metodi naturali nelle forniture per i servizi di refezione scolastica del comune di Calenzano;

ad impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche individuando, allo scopo, gli strumenti necessari a far sì che sia possibile conoscere la reale provenienza dei prodotti contenenti O.G.M. (Organismi Geneticamente Modificati);

a creare un tavolo di intesa con le industrie e i commercianti del settore alimentare al fine di valorizzare le possibilità alternative che si creano sul mercato dei prodotti naturali e locali;

a rafforzare la politica di salvaguardia del territorio e di promozione delle produzioni in esso presenti, poiché la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in pericolo la sopravvivenza dei piccoli produttori presenti sul territorio, fattore decisivo per la conservazione del paesaggio e per la salvaguardia della naturalità dell’ambiente;

13.12.1999


 

                                                                                                             Milano, 23 novembre 1999

MOZIONE

Il Consiglio Comunale di Milano,

premesso

  •      che in data 12 gennaio 1998 questo Consiglio approvava una mozione che impegnava il Sindaco e la Giunta ad intervenire presso il Governo italiano affinché: a) venisse vietata la brevettabilità degli organismi viventi; b) venissero obbligate tutte le aziende produttrici a segnalare sull’etichetta l’eventuale manipolazione genetica del prodotto; c) sostenere la proposta di legge numero 3696, al fine di garantire la tutela dei cittadini consumatori;

  •      che la sensibilità di questa Amministrazione verso i problemi dei cittadini/consumatori è sempre stata molto elevata; anche in occasione delle vicende riguardanti la contaminazione di alimenti provenienti dal Belgio si è provveduto ad intervenire presso il governo al fine di tutelare la salute dei cittadini,

considerato

  •    che di recente hanno trovato largo impulso sia la coltivazione di vegetali modificati geneticamente a scopo sperimentale, sia la coltivazione ai fini commerciali;

  •   che poche multinazionali agroalimentari e chimiche detengono il monopolio delle biotecnologie, avviando così una politica di controllo sulle industrie sementiere e, conseguentemente, sull’agricoltura mondiale, avviandosi all’eliminazione delle colture tradizionali -non brevettabili- ed incentivando quelle geneticamente modificate (di cui detengono i brevetti);

  •    che, al momento, l’etichettatura degli alimenti contenenti organismi modificati geneticamente risulta facilmente aggirabile, non prevedendo obblighi vincolanti per i produttori e non consentendo quindi ai consumatori l’immediata e chiara identificazione degli organismi manipolati geneticamente (OGM);

  •  che l’Organizzazione Mondiale della Sanità, stabilisce il principio di cautela sulle sostanze potenzialmente pericolose raccomandando, in caso di incertezza, la non adozione di tali sostanze;

  •  che nel nostro paese sono state rilasciate numerose concessioni di colture di OGM a titolo sperimentale, molte delle quali site in provincia di Milano, Pavia e Lodi;

  •  che tali “siti sperimentali” non risultano ancora presenti sul territorio del Comune di Milano;

  • che chiunque può verificare, giornali-riviste-trasmissioni televisive-ecc.- le preoccupazioni della comunità scientifica internazionale sulla pericolosità o meno degli OGM;

  • che sono stati proposti ricorsi da alcuni ricorsi di Stati membri della CEE, Italia – Olanda - Norvegia, rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici;

  •  che a seguito delle preoccupazioni espresse dai cittadini/consumatori diverse imprese della grossa distribuzione hanno già dichiarato di rifiutare la messa in vendita di alimenti contenenti OGM;

  • che il Comune di Milano, come citato in premessa, persegue una politica tesa a prevenire ogni possibile danno sia alla salute dei cittadini sia alla salvaguardia del territorio e delle produzioni in esso presenti e che la diffusione di prodotti transgenici potrebbe mettere in grave rischio tale politica.

 Tutto ciò premesso, il Consiglio Comunale di Milano, nelle sue funzioni di indirizzo,

impegna

il Sindaco e la Giunta Comunale

a)      a mettere in atto ogni iniziativa possibile al fine di impedire che sul territorio del Comune di Milano siano coltivati, lavorati e commercializzati organismi geneticamente modificati;

b)      ad impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche;

c)      ad inserire in ogni capitolato d’appalto per la fornitura di derrate alimentari da destinare al Servizio di Refezione Scolastica l’obbligo ad utilizzare solo alimenti provenienti da coltivazioni biologiche e di non utilizzare cibi che direttamente o indirettamente abbiano subito manipolazioni genetiche. A verificare, nel caso di appalti già in corso, l’introduzione di tale clausola nel contratto. Ad estendere tali vincoli anche alle società private che attualmente sostituiscono il suddetto Servizio nella fornitura dei pasti alle scuole milanesi;

d)      ad estendere quanto previsto al punto sopra anche a tutte le mense aziendali con le quali l’Amministrazione Comunale abbia in corso contratti per la somministrazione di alimenti ai propri dipendenti;

e)      a creare un tavolo di intesa con le industrie ed i commercianti del settore alimentare al fine di valorizzare le possibilità alternative che si creano sul mercato dei prodotti naturali e locali;

f)        a richiedere al governo italiano un forte e preciso impegno al fine raggiungere una moratoria sui prodotti contenenti OGM, almeno fino a che non sia definitivamente provata la bontà di tali prodotti;

g)      ad interessare la Regione Lombardia, la Provincia di Milano ed i Comuni limitrofi degli orientamenti assunti dall’Amministrazione Comunale di Milano sull’argomento OGM, verificando altresì la disponibilità di tali Enti a collaborare per raggiungere gli obiettivi di cui si è detto sopra.


CASTEL COLONNA

Delibera del Consiglio Comunale  n. 50 del 06-09-00

COMUNE DI CASTEL COLONNA
PROV. ANCONA

OGGETTO: APPROVAZIONE O.D.G. IN MATERIA DI POLITICA AGRICOLA                  LOCALE

IL SINDACO PRESIDENTE

Premette che l'Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno invitare  i  Sigg.ri  Consiglieri  ad un approfondimento delle tematiche e delle notevoli implicazioni derivanti dalla applicazione dei risultati della moderna ingegneria genetica,   suscettibili   di   arrecare  serio   pregiudizio    alla    sicurezza    alimentare,   alla   conservazione   dell'ecosistema  ed in generale alla salute dei cittadini; ritiene, in particolare,  che  sia  necessario  mettere  in  atto,  a  cura  delle istituzioni,  una capillare opera di divulgazione conoscitiva presso i consumatori,  in  merito:  alla  esatta definizione dell'insieme delle tecniche   di  biologia  molecolare  tramite  le  quali  e`  possibile modificare  il materiale genetico di organismi viventi in modo diverso da   quanto   si   verifica   in  natura,  agli  effetti,  non  ancora compiutamente  noti,  che,  a  qualsiasi  titolo intervengono lungo le filiere   di   produzione   e  trasformazione;  all'impatto  economico derivante   dalla   brevettabilita`  delle  invenzioni  geniche;  alle pericolose  ripercussioni  sotto  il  profilo sanitario ed ambientale; osserva  che,  l'Amministrazione  di  Castel  Colonna, in accordo alle priorita`   indicate  nel  programma  di  governo,  ha  reiteratamente ribadito  in  atti  fondamentali  adottati  dall'Ente,  la volonta` di promuovere  e  sostenere  azioni  positive  volte  alla  tutela e alla salvaguardia  delle  risorse  naturali  ed  ambientali autoctone e dei prodotti  agricoli  ed  alimentari  locali;  precisa  che, nell'ottica predetta,   l'Amministrazione   intende  realizzare,  nel  particolare settore  dell'alimentazione  affidato alle proprie cure, l'acquisto di  derrate  alimentari da destinare al servizio di refezione scolastica e di somministrazione dei pasti agli anziani, ricavate esclusivamente da produzioni agricole biologiche, con l'auspicio che l'iniziativa, oltre a  riscuotere l'approvazione degli utenti e delle competenti autorita` sanitarie,   possa   rivelarsi  un  incentivo  a  livello  locale  per l'approfondimento, cognita causa, degli interrogativi e delle scabrose problematiche  sollevate  dai  recentissimi  sviluppi conseguiti dalle acquisizioni scientifiche e tecnologiche;

UDITO, inoltre, l'intervento reso dal Consigliere Sig. Mucci, il quale  nell'intento   di   promuovere   scelte   alimentari   e  nutrizionali  consapevoli  da  parte  dei  consumatori,  invita  l'Amministrazione a   redigere  periodicamente  un  Foglio-Notizie, che, in collaborazione e  con il contributo apportato da esperti, cultori della materia ed anche  dai produttori locali, possa fornire notizie utili ed attendibili alla popolazione   concernenti  l'igiene  e  la  sicurezza  alimentare,  le tecniche  delle produzioni biologiche, i prodotti agroalimentari della  tradizione  locale,  contribuendo  a  dissipare  le  incertezze  e  le  perplessita` indotte da informazioni incomplete o settarie.

IL CONSIGLIO COMUNALE

PRESO   ATTO   che   l'introduzione   in   agricoltura   di  Organismi Geneticamente   Modificati   (OGM)   ha  sollevato  notevoli  dubbi  e  perplessita` nell'opinione pubblica

 - per motivi etici

 - per le conseguenze sulla salute dei cittadini

 - per i rischi di danni irreversibili all'ecosistema

 - per l'ulteriore divario che creerebbe tra i Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo;

CONSIDERATO  che  il nuovo modello di agricoltura proposto e` in netta contrapposizione  con quello oggi attuato nella nostra zona fortemente legato alle tradizioni e alle caratteristiche del territorio;

VISTO  l'art.  2, 3^ comma, lettera c) del vigente Statuto Comunale in materia di tutela delle risorse naturali ed ambientali;

RITENUTO  pertanto,  alla  luce di quanto sopra, di prendere posizione contraria,  per  quanto di competenza, all'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati;

CON  voti  unanimi  e  concordi  espressi per alzata di mano dai n. 10 Consiglieri presenti e votanti

APPROVA IL SEGUENTE ORDINE DEL GIORNO

  1. DI DICHIARARE   il   Comune   di   Castel   Colonna   "Comune Anti-Transgenico";

  2. DI AFFIGGERE  sotto  i  cartelli  d'ingresso del paese la scritta
    “Comune Anti-Transgenico";

  3. DI PERSEGUIRE i seguenti obiettivi:

a)  informare attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte i produttori  presenti sul territorio comunale sui rischi di utilizzo di  prodotti geneticamente modificati nella catena produttiva (es. uova di  galline  allevate  con  mangimi  derivati da OGM, lieviti selezionati,  enzimi,  batteri,  acido  ascorbico  ottenuti con metodi che prevedono  l'utilizzo di OGM, ecc);

b)  informare attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte i  rivenditori  presenti sul territorio comunale sui rischi di vendita di  alimenti   di  case  accusate  di  utilizzare  prodotti  geneticamente modificati nella catena produttiva;

c)  informare attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte i cittadini sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM ed avviare  una seria campagna di educazione alimentare legata al consumo di prodotti tradizionali di qualità;

d)  prevedere  durante le manifestazioni organizzate dalla Pro-Loco di Castel  Colonna  un'efficace promozione dei prodotti locali divulgando nel  modo  piu`  efficace il messaggio contro i prodotti geneticamente modificati;

  1. DI  ACQUISTARE,   per   i  servizi  di  refezione  scolastica  e somministrazione  pasti  agli anziani, derrate derivanti da produzioni agricole biologiche;

  2. DI  SOLLECITARE  le strutture pubbliche preposte alla tutela della salute  e  dell'ambiente  ad effettuare accertamenti sul territorio in modo permanente;

  3. DI  PROMUOVERE  incontri  e  verifiche  con  le  piu`  qualificate associazioni  di protezione ambientale al fine di denunciare possibili complicita` e connivenze;

  4. DI  CONSERVARE  nel  territorio  le  caratteristiche  ecologiche, floro-vegetazionali, faunistiche, idrogeomorfologiche  e naturalistico-ambientali autoctone;

  5. DI REALIZZARE la diffusione di programmi di educazione ambientale finalizzati alla salvaguardia delle tradizioni contadine locali.


Torremaggiore

 

Il Consiglio Comunale di Torremaggiore (Foggia)
Riunitosi in data 6/03/2001

PRESO ATTO
che l'introdurre in agricoltura organismi geneticamente modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e preoccupazioni nell'opinione pubblica (minaccia alla sicurezza alimentare) e degli stessi agricoltori ( minaccia alla sicurezza della biodiversità e dell'ambiente);

CONDIVIDENDO
i risultati della Commissione d'Indagine Parlamentare ( Roma 1997) a cura del Parlamento italiano che raccomanda una seria ed approfondita valutazione dell'impatto delle tecnologie genetiche del nostro Paese e la richiesta avanzata in tal senso dalla Conferenza Stato - Regioni al Ministero delle politiche Agricole;

RITENUTO PERTANTO
che in occasione di diverse Conferenze Stato - Regioni gli Assessorati Regionali all'Agricoltura hanno denunciato l'abbandono via via sempre più evidente del principio di precauzione da parte degli organi che autorizzano l'uso di piante ed animali geneticamente modificati esponendo la nostra agricoltura e le nostre produzioni a rischi certi ma che per il momento non sono misurabili;

CONSIDERATO

  • Che l'utilizzo sempre più diffuso a livello mondiale di varietà ibride ad alto rendimento di piante ed animali transgenici causa l'abbandono e la scomparsa di ecotipi locali meglio adattati alle diverse caratteristiche ambientali dei singoli Paesi;

  • Che questa situazione ha portato ad una crescente uniformità genetica delle specie coltivate e delle razze allevate con una pericolosa dipendenza di tutte le filiere produttive nei confronti dei pochi detentori di brevetti genetici e chimici;

  • Che tale dipendenza è molto alta nel settore delle sementi dove, di fatto, la quasi totalità dei semi viene prodotta fuori del territorio nazionale con relativa perdita di un settore strategico per il nostro paese;

  • Che sono comparse recentemente negli organi di stampa locali e nazionali notizie allarmanti sulla probabile contaminazione delle sementi di mais e soia -che per legge dovrebbero essere "ad identità preservata"- da parte di varietà modificate geneticamente a dimostrazione dello scarso rispetto delle multinazionali sementiere nei confronti delle norme comunitarie e nazionali che vietano l'immissione deliberata in ambiente di OGM;

  • Che le stesse imprese multinazionali hanno esteso il loro controllo a gran parte delle strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere l'attuale posizione egemonica nel comparto delle biotecnologie ed in quello della produzione delle sementi, come più volte denunciato dalla stessa Unione Europea;

  • Che la presenza di coltivazioni manipolate geneticamente può comportare per le aziende a conduzione biologica il rischio di contaminazione genetica, con l'impossibilità a continuare la propria attività a causa della revoca della Certificazione di Qualità Biologica ( nel Regolamento CE 1804/99 del 19/7/1999 si dichiara che gli OGM ed i prodotti ottenuti da tali base genetiche sono incompatibili con i metodi di produzione biologici); che inoltre agli agricoltori confinanti con le coltivazioni geneticamente modificate sarebbe impedita la possibilità di convertire il metodo di lavorazione convenzionale (con uso della chimica) con il metodo a conduzione biologica, limitando così la libertà di esercizio del proprio lavoro;

  • Che tali cambiamenti comportano una pesante ristrutturazione del settore agricolo che determina gravi scompensi economici, sociali ed ambientali, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli e dell'agricoltura familiare;

  • Che i produttori agricoli sono costretti a scegliere tra un numero estremamente ristretto di poche e costose alternative produttive con la conseguenza di un degrado crescente della qualità stessa delle materie prime agricole e degli alimenti. Questo risulta particolarmente grave nel caso della nostra agricoltura che può basare il suo sviluppo su una difesa del territorio, dell'ambiente e nella valorizzazione delle tradizioni produttive tipiche mediterranee;

  • Che il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello oggi attuato nella nostra zona fortemente legato alle tradizioni e alle caratteristiche del territorio;

  • Che i consumatori stanno perdendo la possibilità di autonome scelte, pilotati, anche con sistemi pubblicitari non trasparenti, dalle imprese agroalimentari verso prodotti banalizzati e standardizzati; questo in aperto contrasto con quanto emerge dalle richieste dei consumatori stessi che prediligono prodotti alimentari di qualità, tipici e comunque sempre più legati al ciclo naturale delle produzioni agricole

TENUTO CONTO

  • Che nessuno studio effettuato sino ad oggi può fornire dati esaurienti sull'impatto ambientale di un organismo geneticamente modificato (OGM);

  • Che la Commissione CE in data 2 febbraio 2000 ha diffuso un proprio documento denominato "Protocollo di Biosicurezza", che rifacendosi anche al "Protocollo di Cartagena" di Montreal del 29 gennaio 1999, prevede l'applicazione del principio precauzionale e, tra le altre cose, un alto livello di protezione basato su ricerche scientifiche che escludano in modo inequivocabile possibili danni alla salute umana con particolare riferimento agli OGM;

  • Che il DPR 7 aprile 1999, n°128 stabilisce che nella composizione dei prodotti per lattanti e bambini fino a tre anni è necessario prestare particolare attenzione alla conservazione, alla freschezza e all'assenza di sostanze tossiche e nocive negli ingredienti usati e, perciò, gli stessi non devono contenere residui di antiparassitari superiori a 0,01 mg/Kg, né devono contenere prodotti geneticamente modificati;

  • Che l'OMS stabilisce il principio di precauzione sulle sostanze potenzialmente pericolose raccomandando, in caso di incertezza, il non utilizzo di tali sostanze;

  • Che allo stato attuale è stata disattesa la volontà dei consumatori rispetto alle doverose azioni di etichettatura dei prodotti contenenti OGM in violazione dei principi di rintracciabilità e trasparenza in palese contrasto con le politiche comunitarie a favore del consumatore;

  • Che la nostra Città sta attuando una politica di salvaguardia del territorio e delle produzioni in esso presenti e che la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in grave rischio tale politica causando, altresì, gravi problemi socio economici ai nostri piccoli produttori . 

RITENUTO ALTRESI'
Che alla luce di quanto sopra e valutando positivamente le richieste in questo senso avanzate dai soggetti interessati ( agricoltori, consumatori, associazioni ambientaliste, Organismi di solidarietà internazionale) è necessario prendere posizione per evitare - per quanto di nostra competenza- che avvengano coltivazioni e allevamenti di piante e animali transgenici e che OGM entrino come componenti di alimenti consumati sul nostro territorio;

SENTITI
Gli interventi dei Consiglieri nel testo registrato e riportato agli atti;

DELIBERA ALL'UNANIMITA'

1. Di vietare su tutto il territorio comunale la sperimentazione, la coltivazione e l'allevamento di organismi viventi sia vegetali che animali, ottenuti mediante manipolazione genetica;

2. Di avviare una campagna di informazione, in primo luogo nelle scuole di ogni ordine e grado, sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM e alla loro diffusione nell'ambiente, nonché di promuovere una mirata educazione alimentare basata sul consumo di prodotti agricoli di qualità, dei prodotti tipici e di quelli biologici;

3. Di invitare le aziende fornitrici di pasti e derrate alle mense scolastiche a dichiarare formalmente il non utilizzo di alimenti contenenti OGM, tale invito diverrà clausola vincolante nelle future gare d'appalto per le mense pubbliche;

4. Di informare: i produttori presenti sul nostro territorio sui rischi dell'utilizzo di prodotti geneticamente modificati nella filiera produttiva alfine di valorizzare maggiormente i prodotti naturali locali ed i rivenditori di alimenti sugli attuali obblighi di etichettatura relativi ai prodotti contenenti OGM;

5. Di chiedere al Governo italiano di impegnarsi per la moratoria dell'utilizzo di prodotti transgenici, per la valorizzazione dei prodotti tipici con un forte sostegno all'agricoltura nazionale e di far sì che le procedure di autorizzazione di sperimentazione in campo aperto di OGM prevedano la richiesta di parere del Sindaco e sia resa di pubblico dominio;

6. Di richiedere alla Unione Europea che la P.A.C. (Politica Agraria Comune) europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti non modificati geneticamente, sviluppando la ricerca sul patrimonio naturale esistente in Europa;

7. Di non concedere sostegno alcuno alle produzioni alimentari con OGM sul territorio cittadino

8. Di chiedere al Governo Regionale di escludere dal sostegno per lo sviluppo rurale quanti utilizzano piante o animali transgenici sia nelle coltivazioni che come materie prime per le trasformazioni industriali;

9. Di sviluppare incontri ed iniziative con la Provincia e con gli Enti locali interessati per l'estensione nei territori contigui di analoghe iniziative;

10. Di assumere la dizione di Città antitransgenica ( Città Libera da Produzioni Agricole Transgeniche e a favore della promozione dei prodotti tipici locali);


 

COMUNE di STAZZEMA

Provincia di LUCCA 
-------==------

VERBALE DI DELIBERAZIONE
del
CONSIGLIO COMUNALE

____________________________________________________________________
Del Reg. N. 8
Data: 30.3.2001 
OGGETTO: Approvazione Ordine del Giorno Comune Antitransgenico.
___________________________________________________________________

L'anno DUEMILAUNO giorno 30 (trenta) del mese di Marzo alle ore 18,00 in una sala presso dell'Istituto Comprensivo Martiri di S. Anna, di Pontestazzemese si è riunito il Consiglio Comunale.
Alla seduta di prima convocazione in sessione ordinaria che è stata partecipata ai Sig.ri Consiglieri a norma di legge, risultano allo appello nominale:

CONSIGLIERI PRESENTI ASSENTI
LORENZONI GIAN PIERO  X  
ROSSI GIUSEPPE  X  
FINI MICHELE X  
VIVIANI ADRIANO   X
SILICANI MICHELE   X
PARDINI CLAUDIO X  
POLI DANIELE  X  
CECCONI ALDO X  
TARTARELLI SIMONE X  
GUIDI BRUNA X  
LANDI ADA X  
GUGLIELMI EMANUELE X  
TENERANI ALBERTO X  
CONTI PAOLO X  
MATTEI SAURO   X
GUIDI AMERIGO X  
GONELLA IVANO X  
TOTALE 14 3


Gli intervenuti sono in numero legale.
Presiede la seduta il Sig. LORENZONI arch. Gian Piero nella sua qualità di Sindaco.
Assiste il Segretario Comunale dr. Lucio Luzzetti-
La seduta e' pubblica

Il Sindaco Presidente introduce l'argomento relazionando dopo di che 

IL CONSIGLIO COMUNALE

Vista la richiesta avanzata dall'Associazione Culturare "I Colombani" di Terrinca come da Prot. n.593 del 18.01.2001;

Preso atto che l'introduzione in agricoltura degli organismi geneticamente modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica:
a) per motivi etici
b) per le conseguenze possibili sulla salute dei cittadini
c) per i rischi di danni irreversibili sull'ecosistema
d) per l'ulteriore divario che si creerebbe tra paesi ricchi e in via di sviluppo

Considerato che il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello tipico della nostra zona, fortemente legato alla tradizione ed alle caratteristiche del territorio;

Ritenuto pertanto di prendere in esame quanto di competenza, contro l'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati;

Vista la L.R. n.53 del 06.04.2000;
Visto il D.Lgs. n.267/2000;
Visti i pareri resi dai Responsabili dei Servizi competenti ai sensi dell'Art.49 del D.Lgs. n.267/2000;

con voti favorevoli unanimi favorevoli su 14 consiglieri presenti e votanti, resi nelle forme di legge

DELIBERA

  1. di dichiarare il Comune di Stazzema "Comune Anti Transgenico";
  2. di affiggere sotto i cartelli del Comune la scritta "Comune Anti Transgenico";
  3. di vietare su tutto il territorio comunale la sperimentazione, coltivazione e allevamento di organismi viventi, sia vegetali che animali, ottenuti mediante manipolazione genetica e di inserire nel Capitolato delle mense scolastiche il divieto di somministrazione di prodotti contenenti organismi geneticamente manipolati;
  4. di creare un apposito coordinamento comunale per perseguire i seguenti obiettivi:
    • informare, attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte tutte le aziende che operano nel campo agroalimentare del territorio comunale sui rischi di utilizzo OGM nella catena produttiva (uova di galline allevate con mangimi derivati da OGM, lieviti selezionati, enzimi, batteri, acido ascorbico, ecc…, ottenuti con metodi che prevedono l'utilizzo di OGM);
    • informare i rivenditori presenti sul territorio comunale sui rischi di vendita di alimenti di aziende che utilizzano prodotti OGM nella catena produttiva;
    • informare i cittadini, sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM ed avviare una seria campagna di educazione alimentare legata al consumo di prodotti tradizionali di qualità;
    • prevedere un'efficace promozione dei prodotti locali divulgando in modo efficace il messaggio contro i prodotti geneticamente modificati.
  5. di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile a seguito di separata unanime votazione, ai sensi dell'art.134 c.4 del D.L.gs.267/2000.


 

 

Comune di Gambettola (Forlì)

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

N. 17 del 19/02/2001 - Prot. N° 3876

OGGETTO:

ORDINE DEL GIORNO CONTRO L'INTRODUZIONE DI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI (OGM) IN CAMPO AGROALIMENTARE.

L'anno duemilauno, addì diciannove del mese di febbraio alle ore 21.00, nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale, previo esaurimento delle formalità prescritte dalla Legge e dallo Statuto, si è riunito in sessione straordinaria ed in seduta pubblica il Consiglio Comunale. Fatto l'appello nominale risultano :

N. Cognome e Nome  P A N. Cognome e Nome P A
1 ZOFFOLI Daniele SI 10 NANNI Maurizio SI
2 FANTINI Riccardo SI 11 ZAMMARCHI Natascia SI
3 BISULLI Gianni SI 12 BOLOGNESI Angelo  SI
4 PIRACCINI Fabio SI 13 MARONI Luciano SI
5 PRACUCCI Luca SI 14 SOLDATI Cesarino SI
6 SCARPELLINI Gianluca SI 15 BALDISSARRI Sandro SI
7 GARAVINA Jader SI 16 VERNOCCHI Luigi SI
8 BALDACCI Leonarda SI 17 CANDOLI Romeo SI
9 PASCUCCI Giovanni SI PRESENTI: 16 ASSENTI: 1


Presiede il Sig. Daniele Zoffoli nella sua qualità di Sindaco.
Partecipa Il Segretario Comunale Bisacchi Modesta
Vengono dal Signor Presidente nominati scrutatori i Signori :
GARAVINA Jader, SOLDATI Cesarino, VERNOCCHI Luigi

Il Presidente, riconosciuta legale l'adunanza, dichiara aperta la seduta.

OGGETTO: ORDINE DEL GIORNO CONTRO L'INTRODUZIONE DI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI (OGM) IN CAMPO AGROALIMENTARE.

IL CONSIGLIO COMUNALE

CONSIDERATO

- che gli OGM compromettono e danneggiano irreversibilmente il patrimonio di biodiversità che garantisce la sopravvivenza a tutte le specie, compresa la nostra, portando le colture all'uniformità genetica con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti genetici e chimici;

- che i composti chimici di sintesi spesso si accompagnano agli OGM in quanto proposti dalle stesse aziende, con rischi sanitari altissimi per agricoltori, consumatori e ambiente;

- che la sicurezza degli OGM non è suffragata da nessuna letteratura scientifica e che, al contrario, si stanno producendo prove certe di effetti negativi;

- che gli OGM non risolvono il problema delle aree depresse del mondo, anzi accentuano il divario tra paesi ricchi e paesi poveri, investendo problematiche di ordine etico e morale;

- che gli interessi economici delle grandi multinazionali vanno a discapito delle produzioni di qualità e dei prezzi, destinati a comprimersi aumentando i costi di produzione in modo insostenibile per i singoli produttori.

TENUTO CONTO

che troppi sono i rischi di ordine etico, sociale, medico, economico e di sicurezza alimentare;

che spesso le posizioni politiche degli Stati e degli organismi politici internazionali sono influenzate in materia distorta dai grossi gruppi miltinazionali a discapito del benessere collettivo;

che l'uso di composti agrochimici ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora;

che nessuno studio effettuato sino ad oggi può garantire quale sia l'impatto ambientale di un batterio o una pianta ingegnerizzati;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
A dichiarare il Comune di Gambettola "COMUNE ANTI-TRANSGENICO".

A vietare su tutto il territorio comunale la sperimentazione in "campo aperto", così come previsto dalla normativa approvata dal governo Amato, la coltivazione e l'allevamento di organismi viventi, sia vegetali sia animali, ottenuti mediante manipolazione genetica fino a quando le iterazioni ecologiche saranno pienamente studiate e valutate; e la commercializzazione di prodotti OGM sulle cui etichette non siano riportate con evidenza una delle seguenti diciture, o altre analoghe che verranno individuate:

"Contiene elementi derivati da OGM"

"Non contiene elementi derivati da OGM";

Ad invitare le aziende fornitrici di pasti alle mense scolastiche a dichiarare il non utilizzo di alimenti contenenti O.G.M. ed a prevedere l'inserimento di una specifica clausola vincolante in tal senso durante la prossima gara d'appalto di ogni mensa pubblica.

Ad informare attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte i produttori ed i rivenditori presenti sul territorio Comunale sui rischi di utilizzo e di vendita di prodotti geneticamente modificati nella catena produttiva.

Ad informare i cittadini sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM ed avviare una seria campagna di educazione alimentare legata al consumo di prodotti tradizionali di qualità.

Di non voler compromettere l'equilibrio biologico e la sostenibilità dell'ecosistema territoriale, anche per dare garanzie di lavoro alle aziende agricole a conduzione biologica che rischiano di subire contaminazioni da OGM.

A sollecitare l'impegno di governo e parlamento ad avviare una campagna internazionale contro la brevettabilità di OGM, per una piena condivisione fra popoli e stati dei progressi degli studi scientifici in campo agroalimentare (una volta verificati i benefici e la non dannosità) tenuto conto delle dichiarazioni dei sostenitori dei prodotti OGM secondo i quali applicati in campo agroalimentari potrebbero risolvere i problemi della fame nel mondo.


 

Comune di Riccione
ODG/OGM

Il Consiglio Comunale:

CONSIDERATO

- che l'utilizzo, nell'agricoltura mondiale, delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l'abbandono e, in alcuni casi, la scomparsa di alcuni ecotipi di natura vegetale, meno produttivi, ma meglio adattati al proprio ambiente di coltura e più resistenti alle fitopatie e di conseguenza meno bisognosi di interventi di carattere chimico per renderne efficace la produzione.

- che tale situazione ha portato alla standardizzazione genetica delle coltivazioni con una pericolosa dipendenza di tutte le filiere produttive nei confronti di pochi detentori di brevetti genetici e chimici.

- che tale modello di agricoltura fa si che il mercato dei semi sia controllato delle grandi multinazionali interessate a conseguire solo profitti sempre più alti a scapito delle culture tradizionali, della difesa della salute, del suolo e dell'ambiente. (In quanto i semi ingegnerizzati sono sterili e costringono gli agricoltori a riacquistarli a ogni semina).

- che un incremento sul mercato dei prodotti contenenti O.G.M. (Organismi Geneticamente Modificati) provoca un impoverimento ulteriore di quei paesi a economia prevalentemente agricola, già di fatto ai margini dell'economia di mercato.

- che questo nuovo modello di produzione agricola è in netta contrapposizione con quello oggi attuato nel nostro entroterra, fortemente legato ad antiche tradizioni e alle caratteristiche del territorio.

- che il nostro Comune ha scelto di promuovere lo sviluppo di strutture alberghiere ecocompatibili.

- che la richiesta dei consumatori viene pilotata verso l'acquisto di prodotti sempre più standardizzati, contrastando con ciò lo sviluppo e l'affermazione di quelle fasce di mercato che ricercano e producono prodotti naturali di alta qualità.

TENUTO CONTO

- che l'alimentazione oramai si basa su un numero limitato di specialità alimentari.

- che ciò comporta l'aumento dei rischi derivanti da malattie, nonchè la tendenza all'aumento esponenziale dei rischi di crisi di mercato a livello complessivo.

- che la stessa F.A.O. ha constatato da molti anni la tendenza al rapido aumento di paesi che perdono la loro autosufficienza alimentare.

- che non vi è nessuno studio che possa valutare appieno quale sia l'impatto ambientale di un batterio o di una pianta ingegnerizzati, nell'ecosistema in cui andrà a svilupparsi.

- che l'Unione Europea, nel regolamento 1804/99 del 19 luglio 1999, al punto 10, ha dichiarato che gli O.G.M. e i prodotti ottenuti a partire da essi sono incompatibili con i metodi di produzione biologici.

- che la riforma della P.A.C. (politica agricola economica) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti di alta qualità. 

- che la normativa vigente, stabilita dalla Unione Europea, non fornisce alcuna garanzia di trasparenza poichè l'obbligo di etichettare appositamente i prodotti da O.G.M., se la presenza di merce geneticamente modificata è superiore all'1%, è a carico del trasformatore finale, ma non dei suoi fornitori di materie prime.

D E L I B E R A

- di dichiarare il Comune "Territorio contrario all'uso e alla produzione di O.G.M.".

- di vietare sul suo territorio, per quanto di sua competenza, la sperimentazione e la coltivazione di piante trattate geneticamente.

- di demandare al quarto dipartimento, con la possibilità di avvalersi di competenze esterne, il compito:
a) di informare, attraverso campagne di educazione al consumo, sui rischi per la salute e per l'ambiente dei prodotti da O.G.M.;
b) di avviare una campagna promozionale per il consumo di prodotti tradizionali di qualità;

- di sollecitare, la Presidenza del Consiglio, il Ministero dell'agricoltura e, per loro tramite, l'Unione Europea a:
a) vietare l'uso di O.G.M. nel nostro paese fino a che non ver-
ranno forniti dati scientifici relativi alla valutazione dei 
rischi ambientali e sanitari;
b) a emanare una legislazione che garantisca il diritto di scelta dei consumatori;

I M P E G N A

- L'Amministrazione Comunale a privilegiare l'utilizzo nelle mense scolastiche di prodotti biologici di qualità e comunque esenti da O.G.M..
* * * * *


Porretta Terme (Bologna)

OGGETTO: DISCUSSIONE ED EVENTUALI PROVVEDIMENTI SUL TEMA DEGLI O.G.M. (ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI)

IL SINDACO ricorda come l’inserimento del presente o.d.g. sia stato richiesto dal consigliere Campaldini cui cede la parola.

Consigliere Campaldini Pietro: fa presente come sull’argomento vi sia una grandissima disinformazione, per cui ha ritenuto invitare due esperti al fine di portare un po’ di chiarezza in materia. 

Professor Malagoli: ricorda come pur non dovendo demonizzare la materia, c’è comunque da sottolineare come si riscontri troppa fretta di usare una tecnologia eccessivamente innovativa senza che preventivamente ne siano verificati gli effetti. Non è detto poi che il settore agricolo italiano ne risulti avvantaggiato, ricorda infatti, che per molti prodotti, da un lato vi sono quote di produzione e dall’altro molti altri prodotti vengono distrutti, ciò per dire che l’agricoltura italiana non ha bisogno di quantità, ma di qualità. Gli agricoltori poi avranno di fatto un danno economico, sia in quanto non innovatori, sia per la stessa conformazione delle nostre aziende agricole che sono tutte di modestissime dimensioni.

Altro danno all’economia agricola italiana deriverà poi dal fatto che certi prodotti che oggi dato l’ambiente e soprattutto il clima favorevole, vengono prodotti solo in Italia e in pochi altri paesi, dopo potranno essere prodotti in tutto il mondo, specie nei paesi a basso costo di manodopera, ed anche in questo caso la nostra unica possibilità di salvezza è quella di puntare sulla qualità.

Ricorda poi che i prodotti o.g.m. hanno un gravissimo difetto, quello di inquinare geneticamente l’ambiente, non sapendo d’altro lato quali saranno gli effetti che però a quel punto, se negativi, non sarà più possibile rimuovere.

Altro punto terribile è la problematica del brevetto, se non ci fosse il brevetto non ci sarebbero questi prodotti, ricorda infatti che a questo punto il prezzo della produzione lo determina chi detiene il brevetto, così come già avviene in frutticoltura. Dopo essersi riservato di riprendere successivamente il discorso cede la parola all’altro esperto invitato dall’Amministrazione Comunale Dr.ssa Daniela Conti.

La Dr.ssa Daniela Conti ricorda come si stia assistendo ad una esplosione degli o.g.m. con la motivazione che fanno aumentare la produttività, ciò non è vero anzi già diversi studi eseguiti per colture in atto hanno dimostrato esattamente il contrario. Sappiamo da fonti certe invece che alcuni prodotti così trattati comportano un notevole aumento del grado di tossicità degli alimenti, ad esempio il consumo di pomodori trattati ha portato alla morte di quattro dei venti topi cui sono stati somministrati, ciò a causa del fatto che i controlli sono stati gestiti solo dalle società che hanno gestito la ricerca e la produzione; è mancata nel modo più assoluto la verifica da parte dell’autorità competente, contro questo atteggiamento sono già state sporte diverse denunce da parte delle organizzazioni dei consumatori. L’esperienza ha poi dimostrato che non vi è né maggiore produzione, né minore uso di pesticidi, vedasi gli studi portati avanti sulla soia.

L’altro grande discorso è quello della precisione degli o.g.m. in specie dei metodi con cui si accelera la selezione, ora è vero che in natura avvengono modificazioni, ma naturalmente, fra elementi simili. Già da tempo gli scienziati hanno affermato che un insieme così fatto, proveniente da tante specie diverse non è stabile, tende a rompersi e a ricomporsi con qualunque cosa trovi, portando ad un inquinamento genetico irreversibile; ad esempio oggi a differenza del passato si manifestano moltissimi casi di allergia alla soia. Conclude affermando che oggi siamo nella più assoluta incertezza ed anche le verifiche finalmente commissionate dall’Europa non saranno pronte prima del 2004.

Assessore Borelli: ritengo che l’Italia debba cautelarsi e mi pare che ciò oggi non sia sufficientemente fatto.

Professore Malagoli: non siamo per il principio di precauzione, ma oggi domina la filosofia del "rischio accettabile". Mi chiedo se gli effetti sono reversibile o irreversibili questo è il vero problema e la vera differenza fra le due filosofie.

Assessore Picchioni: risulta molto difficile comprendere gli aspetti del problema, il mondo della genetica è un po’ il futuro, il vero dramma è che viviamo in un modello di sviluppo che privilegia più l’aspetto economico di quello umano. Nel caso specifico mi chiedo se la legislazione corrente preveda garanzie per il consumatore che utilizza prodotti non geneticamente modificati. 

Consigliere Alderuccio: la politica dovrebbe essere molto più attenta e riflessiva, anche se capisco che non è solo un problema italiano, ma europeo. Quello che ci preoccupa maggiormente è il silenzio generale sulla materia, anche dell’associazione consumatori. Il fatto poi che Porretta non sia zona agricola ha poca importanza, perché ci sono pur sempre i consumatori.

Consigliere Facci Michele: Posso dire che forse un modo per arginare questo tipo di cultura, è comunque quello della tutela e riscoperta dei prodotti alimentari tipici sia regionali che nazionali. Ricordo come nella recente conferenza internazionale in Quatar sia passato un principio importante di tutela dei prodotti di origine protetta, si è praticamente infatti imposto una specie di brevetto sui prodotti.

Consigliere Bernardini Manes: ringrazio Campaldini, io in materia avevo conoscenze molto superficiali e questo incontro mi è molto servito. Proporrei che questi incontri vengano svolti e favoriti anche nell’ambito scolastico, programmando iniziative specifiche. 

Il Sindaco da quindi lettura dell’o.d.g. proposto dall’Amministrazione Comunale con l’aggiunta di quanto richiesto dal consigliere Bernardini.

IL CONSIGLIO COMUNALE

VISTI i pareri favorevolmente espressi del Responsabile del servizio in ordine alla regolarità tecnica, del responsabile servizio di ragioneria in ordine alla regolarità contabile sulla proposta di deliberazione (ai sensi dell’art. 49 comma 1 del T.U.E.L. approvato con D.Lgs 267/00) allegati agli atti del presente provvedimento;

CONSIDERATO

  • che l'utilizzo nell'agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l'abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi locali che meglio si adattano all'ambiente e che sono più resistenti alle fitopatie, danneggiando gravemente la necessaria biodiversità; 
  • che tali cambiamenti comportano una ristrutturazione del settore produttivo agricolo, causando gravi scompensi socio-economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli; 
  • che tale situazione ha portato all'uniformità genetica di queste culture, con una pericolosa dipendenza, per tutte le filiere produttive, nei confronti di pochi detentori dei brevetti; 
  • che, senza nulla togliere agli aspetti positivi delle biotecnologie e della relativa ricerca scientifica, si sta imponendo sempre di più il principio di precauzione, che richiede di non immettere, nell'ambiente o nella catena alimentare, prodotti o processi fino a quando non se ne sia dimostrata la sicurezza, nell'immediato ed a lungo termine; 

TENUTO CONTO

  • che si è arrivati ad una situazione dove l'alimentazione umana ormai si basa su di un numero sempre più ristretto di varietà alimentari; 
  • che ciò comporta l'aumento dei rischi derivanti da malattia, nonché la tendenza all'aumento esponenziale dei rischi di crisi nel mercato, a livello complessivo; 
  • che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione fino a raggiungere le attuali posizioni di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie ed in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineato con preoccupazione dalla stessa UE; 
  • che spesso le posizioni politiche degli Stati e degli Organismi internazionali subiscono la pressione di grossi gruppi multinazionali, a discapito dei benessere collettivo e del controllo della politica sull'economia; 
  • che la stessa FAO, da molti anni, ha constatato la tendenza al rapido aumento di Paesi che perdono la loro autosufficienza alimentare; 
  • che l'introduzione su scala mondiale degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) creerebbe un ulteriore divario tra i paesi ricchi e quelli in via di sviluppo, come risulta da esperienze già in atto; 
  • che l'uso di composti agro-chimici ha alterato e danneggiato, in molti casi in modo irreversibile, gli ecosistemi riferiti alla fauna e flora; 
  • che, ad oggi, non esistono studi che attestino le ripercussioni, a livello di impatto ambientale, di un batterio o di una pianta ingegnerizzata; 
  • che su questa materia la UE sta predisponendo una nuova normativa con la quale è impegnata ad assumere, al riguardo, delle posizioni improntate a grande cautela; 
  • che sono pendenti alcuni ricorsi di stati membri della UE rispetto alla normativa vigente ed alle autorizzazioni concesse per la commercializzazione e la produzione dei prodotti transgenici; 
  • che la riforma della PAC (Politica Agricola Comunitaria) prevede un particolare impegno verso il rispetto agro-ambientale e la produzione di alimenti ad alta qualità; 
  • che alcune aziende di grande distribuzione si sono impegnate liberamente a garantire ai cittadini di mettere in vendita prodotti senza componenti derivate da OGM

Messa ai voti la su estesa proposta di deliberazione viene approvata con il seguente risultato proclamato dal Sindaco con l’assistenza degli scrutatori:
Consiglieri presenti e votanti n. 14 
Voti favorevoli unanimi espressi per alzata di mano 

DELIBERA

DI ADOTTARE nell'ambito delle sue competenze il principio precauzionale secondo il quale non vanno immessi nell'ambiente e nella catena alimentare prodotti genetica- mente manipolati. 


DI ADERIRE, in tal modo, alla Campagna Nazionale dei Comuni che hanno fatto la stessa scelta, in funzione anche di far valere il "principio di precauzione" a livello internazionale.

IMPEGNA
IL SINDACO E LA GIUNTA

  • ad adoperarsi, nell'ambito delle normative vigenti, per far sì che sul territorio del Comune di Porretta Terme non siano coltivati e commercializzati OGM; 

  • ad evitare l’introduzione di cibi transgenici o derivati da OGM nelle forniture per i servizi di refezione scolastica del Comune dì Porretta Terme, privilegiando inoltre nei futuri appalti i fornitori che offrono maggiori garanzie sull'utilizzo di prodotti biologici; 

  • a promuovere e favorire una diffusa campagna informativa rivolta a produttori, commercianti ed ai cittadini in genere, sollecitando e programmando iniziative di sensibilizzazione anche nell'ambito delle scuole del territorio comunale; 

  • a richiedere alla Regione Emilia Romagna l'approvazione urgente di una legge regionale che applichi il principio di precauzione ed il consenso informato sugli OGM, valorizzando inoltre la produzione agricola tipica delle nostre zone, così come altre Regioni hanno già fatto; 

  • a richiedere al governo italiano di impegnarsi per una moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e di quelli naturali; 

  • a richiedere alla UE che la PAC europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti locali e di quelli naturali; 

  • ad inviare il presente ordine del giorno alla provincia di Bologna, alla Regione Emilia Romagna, al Ministero della Sanità ed al Ministero delle Politiche Agricole. 

Il Sindaco ringrazia quindi i due esperti intervenuti nella discussione in modo chiaro ed esauriente.


 

 

 "Asti comune antitransgenico"
1° luglio 2003

Il Consiglio Comunale di Asti 
 
PREMESSO CHE

  • l’utilizzo nell’agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l’abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi locali meglio adattati all’ambiente e quindi più resistenti alle fitopatie e meno bisognosi di trattamenti con sostanze chimiche per la loro efficace produzione;

  • tale situazione ha portato ad una crescente uniformità genetica delle colture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive da pochi detentori di brevetti genetici e chimici e con un conseguente infragilimento del sistema produttivo agroalimentare mondiale;

  • tale dipendenza è straordinariamente alta nel settore delle sementi dove, di fatto, la quasi totalità dei semi viene prodotta al di fuori del territorio nazionale con relativa perdita di un settore strategico per il nostro paese;

  • le stesse ditte produttrici di sementi promuovono l’uso massivo di composti chimici in agricoltura, con rischi sanitari altissimi per gli agricoltori, i consumatori e gravi alterazioni della flora e della fauna;

  • i produttori agricoli sono costretti a poche e sempre più costose alternative produttive con grave danno ambientale - anche a causa della mancata rotazione delle culture - con la conseguenza di un'ulteriore compressione dei prezzi dei prodotti agricoli ed un aumento, divenuto vieppiù insostenibile, dei costi di produzione degli stessi;

  • questi cambiamenti comportano una ristrutturazione del settore produttivo agricolo con gravi scompensi socio economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli;

  • l’uso di composti chimici per l’agricoltura ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora e comporta un progressivo isterilimento dei terreni;

  • nessuno studio effettuato sino ad oggi può fornire dati esaurienti sull’impatto ambientale di un organismo geneticamente modificato (OGM);

  • sono comparse recentemente negli organi di stampa locali e nazionali delle notizie allarmanti sulla probabile contaminazione delle sementi di mais e soia - che per legge dovrebbero essere “ad identità preservata”

  • da parte di varietà modificate geneticamente, a dimostrazione dello scarso rispetto delle multinazionali sementiere nei confronti delle norme comunitarie e nazionali che vietano l’immissione deliberata in ambiente di OGM;

  • le stesse imprese multinazionali hanno esteso il loro controllo a gran parte delle strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere l’attuale posizione egemonica nel comparto delle biotecnologie ed in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineato dalla stessa Unione Europea;

  • la stessa F.A.O. da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento dei Paesi che perdono la loro autosufficienza alimentare;

  • l’industria di trasformazione richiede sempre più prodotti uniformi , mortificando la professionalità e il possibile sviluppo di un mercato legato alla valorizzazione dei prodotti tipici italiani, che, uniti alla bellezza del paesaggio e delle opere d’arte italiane, costituiscono la base di una importante risorsa economica quale è il turismo;

  • le specialità alimentari diminuiscono progressivamente con sempre minore possibilità di variare la dieta e che spesso la richiesta dei consumatori viene pilotata, anche con sistemi pubblicitari non trasparenti, verso l’acquisto di prodotti standardizzati, contrastando lo sviluppo e l’affermazione delle fasce di mercato che ricercano prodotti naturali, di alta qualità ed in particolare quelli tipici e tradizionali locali;
    - tale concetto è espresso anche nel Regolamento CE 1804/99 del 19/7/99 nel quale si dichiara che gli OGM ed i prodotti ottenuti a partire da tali basi genetiche sono incompatibili con i metodi di produzione biologici;

  • la presenza di coltivazioni manipolate geneticamente può comportare per le aziende a conduzione biologica il rischio di contaminazione genetica, con la conseguente impossibilità a continuare la propria attività a causa della revoca della Certificazione di Qualità Biologica; che inoltre agli agricoltori confinanti con tali coltivazioni geneticamente modificate sarebbe di fatto impedita la possibilità di convertire il metodo di lavorazione convenzionale (con uso della chimica) con il metodo a conduzione biologica, limitando così la libertà di esercizio del proprio lavoro;

  • la riforma della P.A.C. (politica agraria comune) prevede un particolare impegno per il rispetto agro ambientale e la produzione di alimenti di alta qualità, e che pertanto è importante promuovere e conservare un modello di agricoltura basato sul rispetto dell’ambiente ed in grado di valorizzare le produzioni locali e tradizionali di pregio;

TENUTO CONTO CHE 

  • al termine della 23a sessione della Commissione del Codex Alimentarius, tenutasi a Roma nel luglio 1999 sono state approvate le “Direttive concernenti la produzione, la trasformazione, l’etichettatura e la commercializzazione degli alimenti prodotti dall’agricoltura biologica” che dichiarano l’incompatibilità degli organismi geneticamente modificati (OGM) con le produzioni biologiche; 

  • il Regolamento CE 1139/98 prevede l’etichettatura di mais e soia geneticamente modificata e dei prodotti derivati con percentuali di OGM superiori all’1% (Reg. 49/00);

  • l’etichettatura è d’obbligo anche per i prodotti e gli ingredienti alimentari contenenti additivi ed aromi geneticamente modificati o derivati da organismi geneticamente modificati (Reg. CE 50/00);

  • la Commissione CE in data 2 febbraio 2000 ha diffuso un proprio documento denominato “Protocollo di Biosicurezza”, che rifacendosi anche al “Protocollo Cartagena” di Montreal del 29 gennaio 2000, prevede l’applicazione del principio precauzionale e, tra le altre cose, un alto livello di protezione basato su ricerche scientifiche che escludano in modo inequivocabile possibili danni alla salute umana con particolare riferimento agli OGM; 

  • il DPR 7 aprile 1999, n°128 stabilisce che nella composizione dei prodotti per lattanti e bambini fino ai tre anni è necessario prestare particolare attenzione alla conservazione, alla freschezza e all’assenza di sostanze tossiche e nocive negli ingredienti usati e, perciò, gli stessi non devono contenere residui di antiparassitari superiori a 0,01 mg/kg, né devono contenere prodotti geneticamente modificati; 

  • l’OMS stabilisce il principio di precauzione sulle sostanze potenzialmente pericolose raccomandando, in caso di incertezza, il non utilizzo di tali sostanze; 

  • la U.E. ha ancora in itinere la creazione di una normativa in materia assumendo al riguardo posizioni cautelative; 

  • sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della U.E. rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazione concesse per la commercializzazione dei prodotti transgenici e che Germania, Austria e Lussemburgo hanno vietato la commercializzazione del mais BT nel loro territorio nazionale; 

  • allo stato attuale è stata disattesa la volontà dei consumatori rispetto alle doverose azioni di etichettatura dei prodotti contenenti OGM in violazione dei principi di rintracciabilità e trasparenza in palese contrasto con le politiche comunitarie a favore del consumatore; 

  • l'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM), ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica per motivi di ordine etico, per le conseguenze sulla salute dei cittadini, per i rischi di danni irreversibili all'ecosistema, per l'ulteriore divario che creerebbe tra i Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo; 

  • il Comune di Asti sta attuando una politica di salvaguardia del territorio e delle produzioni in esso presenti e che la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in grave rischio tale politica causando, altresì, gravi problemi socio economici sia ai piccoli produttori presenti sul territorio, sia alle grandi aree naturali. 

PRESO ATTO 

dei provvedimenti adottati in materia da numerosi Comuni italiani, tra i quali: Roma, Udine, Milano, Livorno, Gorizia, Brescia, Rivoli, Grugliasco; nonché dei provvedimenti adottati da alcuni Comuni della provincia di Asti, quali: Bubbio, Rocchetta Tanaro.

DICHIARA 

il Comune di Asti "COMUNE ANTI-TRANSGENICO"

IMPEGNA LA GIUNTA COMUNALE 

  • ad effettuare o far effettuare maggiori controlli al fine di verificare che le attuali coltivazioni avvengano nel rispetto delle norme vigenti ed in particolare della CE 219/90 e 220/90 sull’uso confinato di OGM; 

  • a tutelare il consumatore, individuando, allo scopo, gli strumenti necessari ad un processo di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche e di conoscenza della reale provenienza dei prodotti contenenti O.M.G.; 

  • a mettere in atto ogni intervento di competenza della amministrazione sul controllo di qualità degli alimenti agricolo-forestali e di allevamento prodotti nel territorio; 

  • ad avviare una seria campagna informativa, a tutti i livelli, sugli alimenti biologici e di qualità, sull’importanza di una sana ed equilibrata alimentazione, sui rischi connessi al consumo di alimenti contaminati con particolare riguardo agli OGM e alla loro diffusione nell’ambiente; 

  • ad informare attraverso incontri, i produttori presenti sul territorio comunale sui rischi dell’utilizzo di prodotti geneticamente modificati nella filiera produttiva ed i rivenditori di alimenti sugli attuali obblighi di etichettatura relativi ai prodotti contenenti OGM; 

  • a cercare un’intesa tra produttori, industrie di trasformazione e di distribuzione del settore alimentare al fine di valorizzare le possibilità alternative che si creano sul mercato dei prodotti naturali e locali;

  • alla tutela e promozione dei prodotti agricoli di qualità, dei prodotti tipici e di quelli biologici; 

  • a invitare le aziende fornitrici di pasti e derrate alle mense pubbliche (includendo quindi le mense scolastiche) a dichiarare formalmente il non utilizzo di alimenti contenenti O.G.M. ed a prevedere l'inserimento di una specifica clausola vincolante in tal senso in occasione della prossima gara d'appalto di ogni mensa pubblica; 

  • ad informare la Regione, la Provincia ed i Comuni limitrofi, sulla base degli orientamenti assunti dal Comune di Asti sull’argomento OGM, a verificare la disponibilità di collaborazione per il raggiungimento degli obiettivi di cui al presente ordine del giorno; 

RICHIEDE
al Governo Italiano un impegno per: 

  • la moratoria sui prodotti transgenici; 

  • un controllo maggiore sui prodotti da semina per la possibile presenza di OGM; 

  • una valorizzazione dei prodotti locali e dei prodotti naturali; 

  • far sì che le procedure di autorizzazione di sperimentazione in campo aperto di OGM prevedano la richiesta di parere del sindaco e siano rese di pubblico dominio; 

all’Unione Europea un impegno affinché:

la Politica Agraria Comune (P.A.C.) europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti non modificati geneticamente, sviluppando la ricerca sul patrimonio naturale esistente in Europa; 

Ordine del giorno approvato all’unanimità nella seduta consiliare del 1^ luglio 2003.

Il Segretario 
Dott. Vito Continella 

--------------------------------------------------

OdG collegato: "rintracciabilità"
Asti, 2 luglio 2003 

Il Consiglio Comunale di Asti 

Considerata l’attenzione sempre crescente dell’opinione pubblica verso la sicurezza dei prodotti alimentari;
Considerata la necessità di ribadire l’impegno già più volte dichiarato da tutti i gruppi consiliari sull’opportunità di valorizzare le pregiate produzioni agricole del nostro territorio;
Considerati i danni arrecati, anche alle produzioni agricole della nostra provincia, dagli scandali che hanno coinvolto il settore agricolo soprattutto in altri paesi europei (BSE, polli alla diossina, peste suina, ecc.);
Ritenuto che la proposta di legge di iniziativa popolare sulla rintracciabilità dei prodotti alimentari, portata avanti dalla Coldiretti sia a livello nazionale che locale, costituisca un ottimo strumento a tutela della salute dei consumatori ed in difesa delle produzioni agricole di pregio;
Considerato che nel corso della recente Fiera Città di Asti la Giunta Comunale ed un numero rilevante di Consiglieri Comunali, appartenenti a tutti i gruppi consiliari, hanno partecipato attivamente alla raccolta di firme in calce alla predetta proposta di legge;

AUSPICA

- una rapida trasformazione in legge della proposta di iniziativa popolare sulla rintracciabilità di prodotti alimentari;
- la realizzazione di iniziative volte a promuovere e facilitare procedure di rintracciabilità delle filiere agro alimentari a livello regionale e provinciale, sul modello di quelle già realizzate in altre realtà sia regionali che provinciali (es. Regione Emilia Romagna e Provincia di Cuneo).

IMPEGNA LA GIUNTA COMUNALE

- a trasmettere il presente Ordine del Giorno alle sedi istituzionali competenti;
- ad attivare a livello locale tutte le iniziative utili a diffondere una corretta informazione dei consumatori sui prodotti destinati all’alimentazione;
- ad attivare iniziative di valorizzazione e promozione delle produzioni locali, partendo proprio dalla loro rintracciabilità. 

Ordine del giorno approvato all’unanimità nella seduta consiliare del 1° luglio 2003.


Il Segretario 
Dott. Vito Continella

 

Umbria

Legge del 20/08/2001 n. 21
Bollettino Ufficiale della Regione Umbria N. 41 del 29 agosto 2001

APPROVATA LA LEGGE CHE VIETA IN UMBRIA COLTIVAZIONE E CONSUMO NELLE MENSE PUBBLICHE DEI PRODOTTI TRANSGENICI 
(Perugia) Acs, 23 luglio 2001 ­ Valorizzazione delle produzioni tipiche e di qualità e fortilimiti alla ricerca ed alla coltivazione di organismi geneticamente modificati. La Regione promuoverà e sosterrà la sperimentazione nel settore agricolo a condizione che si mantenga la biodiversità e si valorizzi "l'alto valore del paesaggio agrario regionale".
Per questo la coltivazione di piante transgeniche "è vietata in pieno campo, anche a fini sperimentali, su tutto il territorio regionale".
Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza una legge sui prodotti transgenici che la commissione per i problemi sociali di palazzo Cesaroni aveva presentato in consiglio dopo aver esaminato le singole proposte dei Verdi (Ripa di Meana), Rifondazione (Vinti), Ds (Pacioni e Brozzi), Fi (Spadoni Urbani).
Nella sua relazione, Giorgio Bonaduce, presidente della commissione, ha illustrato lefinalità della legge ed ha ricordato che i contributi, a partire dal 2002, saranno determinati annualmente con la legge finanziaria. Le nuove norme si dividono in cinque titoli dove vengono regolamentate le coltivazioni sperimentali e valorizzate quelle tipiche e di qualità. Nei  servizi di ristorazione collettiva come asili, scuole, ospedali gestiti da enti pubblici e da soggetti privati convenzionati è vietata la somministrazione di prodotti contenenti organismi geneticamente modificati.
Come relatore di minoranza, Enrico Sebastiani ha annunciato voto di astensione pur considerando valida la proposta. Secondo il rappresentante della minoranza, si tratta di norme condivisibili ma "molto teoriche", destinate a rimanere tali per mancanza di finanziamenti certi.
A conclusione del dibattito la legge è stata approvata con 17 voti favorevoli 2 contrari (Sdi)8 astenuti (Casa della libertà)

IL DIBATTITO

Carlo Antonini (Ds) - Questa legge è un importante atto di tutela per la salute dell'uomo, per l'ambiente e la salvaguardia delle biodiversità in agricoltura. Le conoscenze scientifiche non sono in grado di dare risposte rassicuranti ai grandi dubbi che lo sviluppo delle biotecnologie e delle manipolazioni genetiche pongono. Perciò la legge sancisce il principio della precauzione in base al quale non si debbono usare prodotti fin che non sia provata la loro innocuità.
Lo sforzo innovativo prodotto sta, da un lato, nel proibire l'uso di prodotti geneticamente modificati nelle mense scolastiche e negli ospedali e, nel contempo, favorire il consumo diprodotti tipici e biologici dando così uno spazio di mercato all'agricoltura umbra che vanta produzione di grande qualità. Infine, la decisione dei prodotti contenenti Ogm da porre in apposite scaffalature della distribuzione è atto di trasparenza nei confronti dei consumatori che avranno così la opportunità di scegliere il tipo di alimentazione preferita.

Marco Fasolo(Sdi) ­ Il nostro gruppo è contrario alla filosofia di questa legge. Si genera infatti il dubbio che si voglia tornare aprioristicamente alla cosidetta "cucina della nonna" mentre di fronte alla scienza serve un approccio di precauzione, ma non di rigetto aprioristico. E' quindi necessario uscire dall'ipocrisia e ragionare su dati concreti. L'ultimo convegno della Fao, ad esempio, afferma che Ogm e biotecnologie sono finalizzati alla soluzione del problema della fame nel mondo. Uscire o prescindere dalla ricerca scientifica è un atto grave e il sospetto è che si favorisca i pochi detentori dei patrimoni genetici e le multinazionali.

Paolo Crescimbeni (An) - Siamo favorevoli a alcuni principi della legge ma contrari al processo di demonizzazione sugli Ogm che è frutto di un ambientalismo esasperato verso ogni processo di sviluppo. La ricerca scientifica non può essere arrestata ma posta al servizio dell'uomo che è al centro del processo di sviluppo e, in tal senso, l'ambiente non può essere considerato separatamente. Al settore alimentare potranno venire grandi contributi per il problema della fame nel mondo. An si asterrà dalla votazione.

Costantino Pacioni (Ds) - Questo disegno di legge è un forte contributo rispetto ai temi della globalizzazione e delle risorse. La battaglia sui rischi della sicurezza alimentare si fa anche diversificando le fonti di approvvigionamento delle risorse. La nostra contrarietà è verso quel tipo di scienza prigioniera di un pensiero unico. Perciò apprezziamo questa legge che sta dentro ad un'ampia problematica ed è per una cultura plurale, fuori dal consumismo.

CONTRARIO LO SDI - ASTENUTOIL POLO

-----------------------------------------------------------

Anche positivo e innovativo l'intervento prodotto sulle mense scolastiche e, in genere, dove si è privi di certezze sanitarie.
Ripa di Meana (Verdi ecologisti) - Si tratta di un grande affare dietro il quale stanno legrandi multinazionali americane. La legge non demonizza la ricerca. In Umbria abbiamo un largo ventaglio di produzioni biologiche che devono essere sostenute e che chiedono spazi di mercato. Un testo interessante e rappresentativo che apre spazi per le produzioni tipiche e pregiate di questa regione che non dobbiamo perdere.

Vannio Brozzi (Ds) - E' un testo interessante e molto utile per riordinare le varie norme inmateria. La legge si muove tra ricerca e tutela, non ferma la sperimentazione ma chiedegaranzie sulle possibili conseguenze negative.

Gianpiero Bocci(Assessore all'agricoltura) - Non abbiamo fatto solo una legge, ma abbiamo aperto un nuovo capitolo nel problema della salute e nel rapporto tra la produzione alimentare e i cittadini. Non si tratta di norme virtuali e di puro principio ma di grande efficacia pratica. Dobbiamo creare nicchie di mercato di qualità che possano collocare l'Umbria all'avanguardia. 

I SOCIALISTI NON VOTANO LA LEGGE SUGLI OGM(Perugia) Acs, 23 luglio 2001 ­ Il Gruppo dello Sdi ha espresso voto contrario alla propostadi legge sugli Ogm non condividendone la filosofia legislativa.
"Non è possibile contrapporre la giusta politica della salvaguardia della tipicità, qualità e salubrità dei prodotti agricoli umbri ­ sostiene Marco Fasolo in una dichiarazione ­ ad una vera e propria demonizzazione degli organismi geneticamente modificati. Non ci appartiene una politica della rincorsa all'onda emotiva attuale, nè tantomeno il rigetto aprioristico dell'evoluzione della scienza. Compito di una forza politica di governo è guidare i fenomeni di modernità, e non reprimerli o esorcizzarli". Secondo il consigliere dello Sdi, prefigurare il ritorno ad una cosiddetta "cucina della nonna", negando quanto di positivo e sano in tema di alimentazione e aumentodi aspettative di vita è stato fatto in questo secolo, è "una mistificazione della realtà che giudichiamo inaccettabile". E' quindi necessario ­ secondo Fasolo ­ uscire dall'ipocrisia e dalla demagogia e ragionare su dati concreti. "La stessa Fao ad esempio afferma che Ogm e biotecnologie sono utili allasoluzione del problema della fame nel mondo e degli effetti derivanti dalla malalimentazio-ne. Abbandonare la ricerca scientifica lasciando ad altri la fase della ricerca e della conoscen-za, è un atto grave e privo di lungimiranza politica che non salvaguarda la disponibilità delpatrimonio genetico a livello pubblico e favorisce paradossalmente quelle banche del geno-ma che si vorrebbero non di esclusivo dominio delle multinazionali".

SODDISFATTO DELLA LEGGE CARLO RIPA DI MEANA(Perugia) Acs, 23 luglio 2001 ­ "La legge che a grande maggioranza il Consiglio regionale ha approvato in materia di divieto e disincentivazione di prodotti contenenti Ogm e inmateria di diffusione ed incentivazione del biologico, del tipico e tradizionale è una buonalegge che allinea finalmente l'Umbria alle esperienze italiane ed europee più significative inmateria, esprimendo un indirizzo preciso in direzione della costruzione di una regine diqualità ambientale che fortemente come verdi ecologisti noi ricerchiamo " In una nota, Carlo Ripa di Meana sostiene che il pregio del testo normativo approvato sta soprattutto nella perentorietà delle scelte operate che, muovendo dal principio di precauzione, senza nessuna velleitaria avversione per la ricerca scientifica, pone limiti precisi alla presenza sulterritorio regionale di elementi e prodotti contente Ogm, coinvolgendo in tale finalità produttori e distribuzione, oltre che i consumatori". L'incentivazione dell'uso del biologico, tipico e tradizionale nella ristorazione collettiva, raggiunge ­ secondo il capogruppo dei Verdi ecologisti - due obiettivi. "Innanzitutto quello di alimentare in modo sano gli utenti nei luoghi di lavoro e nelle scuole, come tanti comitati in Umbria da anni stanno chiedendo, poi quello di costruire uno zoccolo duro di domanda di biologico, fatto questo che servirà a stabilizzare il mercato a livelli alti consentendo agli amici agricoltori biologici e alla agricoltura umbra più in generale, di virare decisamente in tale direzione. Ai tanti comitati chiediamo ora di aiutarci perché le risorse finanziarie, oggi esistenti ma non certamente in modo sufficiente, vengano incrementate al più presto". 
Red/sc

 

Friuli

LEGGE REGIONALE 20 novembre 2000, n. 21.
Disciplina per il contrassegno dei prodotti agricoli
del Friuli-Venezia Giulia non modificati geneticamente,
per la promozione dei prodotti agroalimentari
tradizionali e per la realizzazione delle
«Strade del vino».

IL CONSIGLIO REGIONALE
ha approvato
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
promulga
la seguente legge:
[estratto, la legge completa è visionabile su questa Gazzetta Ufficiale]

CAPO I
FINALITÀ E DEFINIZIONI
Art. 1
(Finalità)
1. La Regione, al fine di tutelare la salute, quale diritto fondamentale della persona, promuove tutte le azioni necessarie a prevenire i possibili rischi per la salute umana e per l’ambiente derivanti dalla coltivazione, dalla produzione e dal consumo di prodotti contenenti organismi geneticamente modificati (OGM), sostiene i produttori locali di alimenti, mangimi e semenze e orienta il consumatore all’utilizzo di prodotti alimentari non geneticamente modificati.

2. Disciplina altresì le modalità di tutela, di promozione e di valorizzazione dei prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Friuli-Venezia Giulia, nonché la realizzazione delle «Strade del vino».
3. Per il conseguimento delle finalità di cui al comma 1, viene istituito il contrassegno «dal Friuli Venezia Giulia  prodotto non modificato geneticamente», e regolato il procedimento per la sua concessione attraverso l’accertamento della produzione senza l’utilizzo di prodotti geneticamente modificati.

Art. 2
(Definizioni)
1. Ai fini della presente legge vengono considerati gli alimenti, i mangimi e le semenze (semi e piantine) prodotti in Friuli Venezia Giulia.
2. Per alimenti si intendono anche gli additivi, gli aromi, i solventi estraenti, le sostanze ausiliari e altre sostanze usate nella produzione, indipendentemente dal fatto se sono poi presenti o meno nel prodotto finale.
3. Organismo è ogni entità biologica capace di riprodursi o di trasferire materiale genetico.
4. Per organismo geneticamente modificato si intende:
a) un organismo geneticamente modificato ai sensi del decreto legislativo 3 marzo 1993, n. 92;
b) un organismo che contiene un patrimonio genetico preparato al di fuori dell’organismo stesso.
5. Per modificazione genetica si intendono quei procedimenti finalizzati a introdurre in un organismo un elemento genetico estraneo, preparato al di fuori di tale organismo.
6. I prodotti sono geneticamente non modificati quando:
a) non sono organismi geneticamente modificati e non contengono organismi geneticamente modificati;
b) non sono stati prodotti con organismi geneticamente modificati o con l’ausilio di organismi geneticamente modificati;
c) non contengono elementi prodotti da o con l’ausilio di organismi geneticamente modificati;
d) sono stati prodotti senza l’impiego dell’ingegneria genetica o senza additivi, aromi, solventi estraenti, sostanze ausiliari o altre sostanze prodotte con l’impiego dell’ingegneria genetica;
e) non sono stati mescolati con organismi geneticamente modificati;
f) non derivano da incroci di organismi geneticamente modificati oppure da incroci di organismi geneticamente modificati con organismi non modificati.
7. Vengono considerati prodotti in Friuli Venezia Giulia quegli alimenti, mangimi e semenze (semi e piantine) i cui elementi essenziali, indicati nel regolamento di cui all’articolo 8, sono stati prodotti in Friuli Venezia Giulia.
8. Per produzione s’intende la fabbricazione, l’estrazione, la produzione, la preparazione, la lavorazione, il trattamento e la miscelatura di prodotti.
9. Ai fini della presente legge, sono prodotti agroalimentari tradizionali quelli riconosciuti con il relativo decreto ministeriale.

CAPO II
DISCIPLINA DEL CONTRASSEGNO DEI PRODOTTI AGRICOLI DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA NON MODIFICATI GENETICAMENTE

Art. 3
(Contrassegno)
1. La Regione individua il logotipo del contrassegno di cui all’articolo 1, comma 3, anche attraverso il ricorso a specifiche competenze esterne, che può essere utilizzato anche congiuntamente ad altri marchi o contrassegni di prodotti locali, tipici e di qualità.
2. La Regione è autorizzata a presentare domanda per la registrazione del marchio collettivo ai sensi degli articoli 2 e 22 del regio decreto 21 giugno 1942, n. 929, così come sostituiti dall’articolo 3 e dall’articolo 22 del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480.

Art. 4
(Autorizzazione alla concessione del contrassegno)
1. La Regione può autorizzare alla concessione del contrassegno enti, organizzazioni, associazioni e unioni nel settore agroalimentare, che ne facciano richiesta e siano in grado di garantire il controllo dei prodotti e la certificazione dei prodotti geneticamente non modificati.
2. La Regione controlla sia coloro che sono stati autorizzati alla concessione del contrassegno che coloro cui è stato concesso l’utilizzo del contrassegno, nonché i prodotti contrassegnati per quanto riguarda l’osservanza delle norme della presente legge e dei relativi regolamenti di esecuzione.
3. Qualora il soggetto autorizzato alla concessione del contrassegno non dovesse assolvere regolarmente i compiti assegnatigli dalla presente legge, tale autorizzazione viene revocata.
4. In caso di revoca dell’autorizzazione alla concessione la Regione deve espletare i compiti e far valere i diritti ai sensi della presente legge al posto del soggetto autorizzato, a meno che un altro soggetto che sia stato autorizzato alla concessione del contrassegno non se ne faccia carico.

Art. 5
(Richiesta)
1. Il contrassegno viene concesso su richiesta dai soggetti autorizzati.
2. Alla richiesta vanno allegati:
a) dati utili sulle componenti essenziali del prodotto e sulle sue modalità di produzione;
b) una dichiarazione, sotto la propria responsabilità, che il prodotto è stato realizzato senza l’impiego dell’ingegneria genetica;
c) una dichiarazione, sotto la propria responsabilità, che il prodotto è stato realizzato in FriuliVenezia Giulia;
d) per i prodotti preliminari e intermedi dichiarazioni, sotto la propria responsabilità, dei singoli produttori che quei prodotti sono stati realizzati senza l’impiego dell’ingegneria genetica.
Art. 6
(Controllo del prodotto)
1. I soggetti autorizzati alla concessione devono eseguire dei controlli sui prodotti ai quali va concesso il contrassegno per verificare se gli stessi corrispondono alle dichiarazioni allegate alla richiesta. A tale scopo possono avvalersi di strutture di controllo qualificate individuate nel regolamento di cui all’articolo 8.
2. La Regione determina le modalità, le tipologie e la frequenza dei controlli dei prodotti.

Art. 7
(Concessione del contrassegno)
1. Qualora sussistano i requisiti di cui all’articolo 5 e il prodotto superi i controlli di cui all’articolo 6, il soggetto autorizzato alla concessione concede al richiedente il diritto di utilizzare il contrassegno. La durata di tale diritto è stabilita nel regolamento di cui all’articolo 8.
2. Qualora subentrino delle variazioni dei requisiti in base ai quali è stato concesso il contrassegno e qualora il prodotto non corrisponda più a detti requisiti, il richiedente deve immediatamente comunicare tali variazioni al soggetto autorizzato alla concessione e sospendere la contrassegnazione del prodotto.
3. Se il prodotto non soddisfa più i requisiti per l’attribuzione, il soggetto autorizzato alla concessione è tenuto a revocare il diritto a contrassegnare il prodotto.

Art. 8
(Regolamento di esecuzione)
1. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale emana un apposito regolamento attuativo.

Art. 9
(Infrazioni)
1. Infrange le norme di cui al presente capo chi: 
a) contrassegna un prodotto senza essere autorizzato;
b) abbia fornito dichiarazioni false, o, in violazione dell’articolo 7, comma 2, non comunichi eventuali variazioni dei requisiti per la richiesta al soggetto autorizzato alla concessione;
c) contrassegna prodotti dopo che sono venuti meno i requisiti indicati nella richiesta. 
2. Infrange le norme chi in qualità di soggetto autorizzato alla concessione concede il diritto a contrassegnare il prodotto senza aver effettuato i controlli di cui all’articolo 6, comma 1, o chi non adempie alla revoca di cui all’articolo 7, comma 3.
3. Chi commette una infrazione al disposto del comma 1 è punito con una sanzione amministrativa pecunia ria da 10 fino a 50 milioni di lire, e chi ne commette una al disposto del comma 2 è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da 50 fino a 100 milioni di lire.
4. All’organo autorizzato alla concessione del contrassegno compete l’attività di accertamento e di contestazione dell’infrazione relativamente alle infrazioni di cui al comma 1. Il relativo verbale viene trasmesso alla Regione per i successivi adempimenti disciplinati dalla legge 24 novembre 1981, n. 689 e dalle leggi regionali 17 gennaio 1984, n. 1 e 20 marzo 2000, n. 7.
5. Per le infrazioni di cui al comma 2 le sanzioni amministrative sono di competenza della Regione.

Art. 10
(Costi per la concessione del contrassegno)
1. I costi inerenti la concessione del contrassegno sono a carico di coloro cui viene concesso l’utilizzo del contrassegno stesso.

CAPO III
PROMOZIONE E VALORIZZAZIONE DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI TRADIZIONALI DELLA REGIONE

(omissis)

CAPO IV
STRADE DEL VINO
(omissis)

CAPO V
NORME FINANZIARIE

(omissis)
La presente legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.
Data a Trieste, addì 20 novembre 2000
per IL PRESIDENTE
IL VICEPRESIDENTE:
CIANI

NOTE
(omissis)

la legge completa è visionabile su questa Gazzetta Ufficiale

 

Basilicata

Legge Regionale 20 Maggio 2002 n.18
"Disposizioni per la precauzione in materia alimentare e per la coltivazione, l'allevamento, la sperimentazione e la commercializzazione di organismi modificati e di prodotti da essi derivati. Norme per la produzione dei prodotti biologici, tipici e tradizionali nelle mense pubbliche".

IL CONSIGLIO REGIONALE
ha approvato
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
promulga
La seguente legge:

TITOLO I
DEGLI ORGANISMI GENETICAMENTE MODIFICATI
ART. 1
Obiettivi – Principio di precauzione

1. La Regione Basilicata tutela le risorse genetiche del proprio territorio e la qualità, specificità, originalità e territorialità della propria produzione agroalimentare.

2. La Regione Basilicata informa la propria azione e le proprie iniziative in materia alimentare al rispetto del principio di precauzione ed in base ad esso adotta ogni opportuna cautela e si attiene a prudenza nell’adozione di ogni provvedimento, allorquando non siano individuati elementi scientifici dotati di attendibilità che escludano la produzione di eventi dannosi per la salute umana, anche solo potenziali, come conseguenza dell’impiego, dell’utilizzo ovvero dell’assunzione di prodotti alimentari.

3. La Regione, per la garanzia della sicurezza alimentare dei propri cittadini, applica il principio di precauzione nelle decisioni che riguardino in particolare l’uso per qualunque fine di organismi geneticamente modificati o di prodotti da essi derivati.

4. Per organismi geneticamente modificati si intendono quelli previsti dall’art. 1 del Decreto Legislativo 12 aprile 2001, n.206.

5. La Regione realizza ogni azione utile a prevenire possibili rischi sulla salute umana e sull’ambiente derivanti dalla coltivazione, dall’allevamento e dall’uso a scopi alimentari degli organismi geneticamente modificati o di prodotti da essi derivati.

6. La Regione promuove e sostiene la ricerca e la sperimentazione nel settore agricolo con i seguenti obiettivi:
a) mantenere la biodiversità;
b) ricostituire sistemi agricoli diversificati, nella direzione di uno sviluppo durevole e del mantenimento dell’alto valore del paesaggio agrario regionale.

ART. 2

Divieto di coltivazione e di allevamento, a qualsiasi titolo, sui terreni di proprietà pubblica, collettiva e nelle aree a qualunque titolo protette.

1. E’ fatto divieto di coltivazione e di allevamento di piante e animali geneticamente modificati o di altro tipo di organismi geneticamente modificati sui terreni di proprietà del demanio regionale, sui terreni di proprietà collettiva ricadenti nel territorio regionale e nelle aree limitrofe a questi, nel raggio di almeno due chilometri.

2. A fini sperimentali si seguono le procedure previste dall’art. 7 del Decreto Legislativo 12 aprile 2001, n.206.

3. Nelle aree protette regionali, nei territori di interesse collettivo regionale individuati ai sensi della legislazione vigente in materia, e nelle aree in cui si realizzano prodotti garantiti da un marchio o da una qualunque denominazione o specificazione di qualità riconosciuta dall’Unione Europea, è fatto divieto di usare organismi geneticamente modificati anche a fini meramente sperimentali, sia all’interno dei citati luoghi che nelle zone limitrofe nel raggio di almeno due chilometri.

4. E’ fatto divieto di coltivazione e di allevamento di organismi geneticamente modificati anche a soli fini sperimentali nei terreni ricadenti in una fascia di rispetto di almeno due chilometri da qualunque azienda che segue i metodi dell’agricoltura biologica o che a qualunque titolo riceva sostegno per l’applicazione di misure agroambientali, in ossequio alla legislazione vigente.

5. E’ fatto divieto di coltivazione e di allevamento di organismi geneticamente modificati, nei siti inseriti in appositi elenchi predisposti dalla Regione nell’ambito della rete regionale di protezione della biodiversità e nelle zone limitrofe per una distanza di almeno due chilometri.

6. Gli agricoltori – singoli o associati – e i proprietari di terreni, al fine di tutelare la qualità delle loro produzioni e il valore ambientale dei loro beni, possono fare richiesta alla Regione di dichiarare i terreni di loro pertinenza privi della presenza di organismi geneticamente modificati. Nella zona di rispetto di almeno due chilometri da tali siti è fatto divieto di usare organismi geneticamente modificati, anche a soli fini sperimentali.

7. Per la richiesta di cui al precedente comma 6 è osservata la procedura di cui all’art.8 della Legge regionale 27 aprile 1999 n. 14.

8. Un regolamento di attuazione, adottato dalla Giunta Regionale, sentita la Commissione Consiliare Permanente competente, entro quattro mesi dalla entrata in vigore della presente legge, regolerà gli effetti del presente articolo.

ART. 3
Modifiche all’art. 7, comma 2, della Legge regionale 27 aprile 1999 n. 14 – Disciplina delle produzioni biologiche regionali

1. All’art.7, comma 2, della Legge regionale 27 aprile 1999 n. 14 sono aggiunte, dopo la lettera c) della sezione I, le seguenti parole:
“d) aziende i cui terreni siano stati dichiarati privi della presenza di organismi geneticamente modificati, ai sensi della normativa regionale vigente”.

ART. 4
Divieto di coltivazione in pieno campo di piante transgeniche
1. Salva la sperimentazione autorizzata dal Ministero della Salute ai sensi del Decreto Legislativo 12 aprile 2001, n. 206 e nelle more della messa a punto di protocolli idonei e specifici per la valutazione dei rischi di impatto sui sistemi agrari regionali, a tutela delle risorse genetiche e degli stessi sistemi agrari e naturali regionali è comunque vietata la coltivazione in pieno campo e su tutto il territorio regionale di piante geneticamente modificate.

ART. 5
Esclusione dalla protezione dei marchi o di una qualunque denominazione o specificazione di qualità
1. Sono escluse dalla possibilità di accedere ai marchi o a qualunque denominazione o specificazione di qualità per i loro prodotti le aziende agricole che, per le produzioni oggetto di tali marchi, utilizzino organismi geneticamente modificati, comunque presenti nel ciclo produttivo come materia prima, coadiuvanti, additivi o ingredienti.

ART. 6
Ristorazione collettiva
1. Nelle attività di ristorazione collettiva di scuole e asili, mense universitarie, ospedali, luoghi di cura presenti nel territorio regionale, negli uffici pubblici appartenenti alla regione, alle province, ai comuni, anche se gestite da soggetti privati convenzionati, è vietata la somministrazione di prodotti contenenti organismi geneticamente modificati.

2. I soggetti gestori di cui al comma 1 sono tenuti a verificare l’assenza negli alimenti somministrati di organismi geneticamente modificati o di prodotti da essi derivati.
3. Al fine di favorire la corretta informazione degli utenti, i soggetti gestori di cui al comma 1 hanno l’obbligo di esporre in modo adeguato le informazioni sulla provenienza degli alimenti somministrati ed, in particolare, la dichiarazione di assenza dell’uso di materie prime e derivate contenenti organismi geneticamente modificati.

ART. 7
Etichettatura dei prodotti per l’alimentazione umana ed animale 
1. In ottemperanza alle disposizioni dell’Unione Europea in materia di etichettatura, è fatto obbligo a tutti i gestori di esercizi commerciali che operano sul territorio regionale, siano essi appartenenti alle grandi catene di distribuzione ovvero commercianti al dettaglio, di verificare che i prodotti messi in vendita siano dotati di adeguata etichettatura indicante l’eventuale presenza di organismi geneticamente modificati o di prodotti da essi derivati.

2. I prodotti contenenti organismi geneticamente modificati devono essere comunque esposti al pubblico in modo chiaramente ed inequivocabilmente identificabili e separati in appositi ed esclusivi contenitori e/o scaffali.

3. I gestori che commercializzano esclusivamente alimenti esenti da organismi geneticamente modificati o prodotti derivati possono darne comunicazione alla Regione Basilicata entro il 30 giugno di ogni anno al fine di essere inseriti nell’elenco di tali esercizi commerciali redatto annualmente a cura della Regione.

ART. 8
Ricerca
1. La Regione Basilicata riconosce titolo preferenziale alle ricerche finalizzate alla diversificazione dei sistemi agrari e alla individuazione, valorizzazione e tutela delle risorse geneticamente autoctone nonché alla relativa creazione varietale basata su genotipi locali, tradizionali o antichi di interesse agrario.

2. Analogo titolo preferenziale è altresì riconosciuto alle ricerche finalizzate alla verifica dei rischi connessi alla coltivazione degli organismi geneticamente modificati.

3. La Regione Basilicata, al fine di valorizzare le risorse genetiche o del germoplasma, promuove la collaborazione di enti di ricerca e di divulgazione fra di essi e con altre Istituzioni pubbliche presenti sul territorio regionale, indirizzandoli alla valorizzazione delle produzioni tipiche regionali.

4. Sono escluse dalla erogazione di finanziamenti regionali le ricerche che utilizzano tecniche di manipolazione genetica finalizzate alla creazione varietale e/o alla selezione animale.

ART. 9
Compiti di informazione

1. La Regione Basilicata si impegna a comunicare le informazioni contenute nelle notifiche di emissione deliberate e l’autorizzazione rilasciata dal Ministero della Salute ai comuni sul cui territorio insistono le sperimentazioni, nello spirito e secondo le indicazioni contenute nella direttiva CE 90/313 del 7 giugno 1990 in materia di trasparenza sulle informazioni concernenti l’ambiente e del Decreto Legislativo n.39 del 24 febbraio  1997.

2. Il Comune, a sua volta, comunica l’autorizzazione alla sperimentazione agli agricoltori confinanti con l’azienda in cui si effettua la sperimentazione stessa.

TITOLO II
DELL’USO DI PRODOTTI BIOLOGICI, TIPICI E TRADIZIONALI
(omissis)

ART. 18
Pubblicazione
La presente legge regionale sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Basilicata.
Potenza, 20 maggio 2002
BUBBICO

[testo integrale della legge]

 

Abruzzo

Legge Regionale del 16 marzo 2001, n. 6

Norme in materia di coltivazione, allevamento, sperimentazione e commercializzazione
di organismi geneticamente modificati (OGM) e prodotti da loro derivati

BURA n. 7 del 28 marzo 2001

Art. 1
Obiettivi
1. La Regione Abruzzo, a tutela delle risorse genetiche del proprio territorio e della qualità, specificità, originalità, territorialità della propria produzione agroalimentare, ed a garanzia della sicurezza alimentare dei propri cittadini, sostanzia con la presente legge l'applicazione del principio di precauzione nelle decisioni che riguardano l'uso per qualunque fine di organismi geneticamente modificati o di prodotti da essi derivati.

2. La Regione Abruzzo promuove tutte le azioni utili a prevenire i possibili rischi sulla salute umana e sull'ambiente derivanti dalla coltivazione, dall'allevamento e dall'uso a scopi alimentari di tali organismi o di prodotti da essi derivati.

3. La Regione Abruzzo promuove e sostiene la ricerca e la sperimentazione nel settore agricolo con l'obiettivo di mantenere e sviluppare la biodiversità e l'alto valore del paesaggio agrario regionale.

Art. 2
Divieto di coltivazione e allevamento, sui terreni di proprietà pubblica, collettiva e nelle aree, a qualunque titolo, protette

1. E' fatto divieto sui terreni di proprietà del demanio regionale, sui terreni di proprietà collettiva ricadenti nel territorio regionale, alla coltivazione e all'allevamento di piante e animali geneticamente modificati o di altro tipo di OGM, anche a fini sperimentali. 

2. Nelle aree protette regionali e nei territori di interesse comunitario, nazionale e regionale, nelle aree in cui si realizzano prodotti garantiti da un marchio di qualità riconosciuto dalla UE, è fatto divieto di usare organismi geneticamente modificati anche a fini sperimentati.

3. E’ fatto divieto di coltivazione o allevamento di organismi geneticamente modificati anche a fini sperimentali nei siti inseriti negli elenchi predisposti dall’ARSA nell’ambito della rete regionale di protezione della biodiversità.

Art. 3
Esclusione dalla protezione dei marchi di qualità e dai finanziamenti erogati dalla Regione

1. Sono escluse dalla possibilità di accedere ai marchi di qualità le aziende agricole che utilizzano organismi geneticamente modificati, sia direttamente che indirettamente.

2. Le stesse aziende sono anche escluse dall'accesso a qualunque tipo di contributi finanziari erogati dalla Regione Abruzzo.

3. Analoga esclusione riguarda le aziende che utilizzano mangimi in cui sono contenute materie prime derivate da piante geneticamente modificate.

Art. 4
Ristorazione collettiva

1. Nelle attività di ristorazione collettiva scolastica e prescolastica degli ospedali e luoghi di cura della Regione Abruzzo, degli uffici pubblici appartenenti alla Regione alle Province ai Comuni ed ai soggetti privati convenzionati è vietata la somministrazione di prodotti contenenti organismi geneticamente modificati.

2. I soggetti di cui al precedente comma hanno l'obbligo di verificare, attraverso dichiarazione del fornitore, l'assenza di organismi geneticamente modifìcati o di prodotti derivati negli alimenti somministrati che, comunque devono provenire da produzioni segregate prive di organismi geneticamente modificati.

3. Al fine di favorire la corretta informazione degli utenti., i soggetti gestori di cui al comma 1 de1 presente articolo hanno l'obbligo di esporre in modo adeguato le informazioni sulla provenienza degli alimenti somministrati.

Art. 5
Etichettatura dei prodotti per l'alimentazione umana ed animale

1. In ottemperanza alle disposizioni dell'Unione Europea in materia di etichettatura, è fatto obbligo a tutti i gestori di esercizi commerciali che operano sul territorio regionale, siano essi appartenenti alle grandi catene di distribuzione ovvero commercianti al dettaglio, di verificare che i prodotti messi in vendita siano dotati di adeguata etichettatura indicante l'eventuale presenza di organismi geneticamente modificati o di prodotti derivati.

2. I prodotti contenenti OGM vanno comunque esposti al pubblico in modo chiaramente e inequivocabilmente identificabile e segregati in appositi ed esclusivi contenitori.

Art. 6
Ricerca

1. La Regione Abruzzo riconosce titolo preferenziale alle ricerche finalizzate alla diversificazione dei sistemi agrari e a quel1e volte all'individuazione, valorizzazione e tutela delle risorse genetiche autoctone e alla relativa creazione varietale basata su genotipi locali, tradizionali o antichi di interesse agrario.

2 Sono escluse dall'erogazione di finanziamenti regionali le ricerche che utilizzano tecniche di manipolazione genetica finalizzate alla creazione varietale e/o alla selezione animale. 

3. Le emissioni deliberate autorizzate dal Ministero della Sanità ai sensi della direttiva 220/90/CE potranno essere effettuate esclusivamente in quelle zone non contemplate dalla presente legge.

4. La Regione Abruzzo si riserva il diritto di chiedere l'annullamento di quelle emissioni deliberate che possono produrre contaminazioni biologica con specie di rilevanza per l'agricoltura regionale.

Art. 7
Consenso informato

1. La Regione si impegna a comunicare le informazioni contenute nelle notifiche di emissione deliberata e l'autorizzazione rilasciata dal Ministero della Sanità ai Comuni sul cui territorio insistono le sperimentazioni.

2. Il Comune a sua volta comunica l'autorizzazione alla sperimentazione agli agricoltori confinanti con l'azienda in cui si effettua la sperimentazione stessa.

Art. 8
Informazione ed educazione alimentare

1. La Regione Abruzzo promuove, organizza e realizza campagne di informazione ed educazione dei cittadini, dirette in particolare agli agricoltori, ai consumatori. agli operatori scolastici e sanitari, sugli organismi geneticamente modificati.

Art. 9
Commissione di vigilanza

1. Al fine di controllare sulla corretta attuazione della presente legge, la Regione Abruzzo istituisce apposita Commissione, presso il Settore Agricoltura e Politiche rurali, formata da:

· 3 ispettori nominati come da decreto del Ministero della Sanità, Dipartimento della Prevenzione del 12.11.98, registrato al n. 87 del Registro Visti Semplici dell'Ufficio Centrale del Bilancio preso presso il Ministero della Sanità in data 13.01.99, e appartenenti all'Assessorato Agricoltura e Politiche rurali e/o all’ARSA o altri Enti strumentali della Regione;
· 2 funzionari dell'Assessorato all'Ambiente;
· 2 funzionari dell'Assessorato Sanità.

2. La Commissione esercita il suo potere di controllo attraverso:
· verifiche delle emissioni deliberate,
· ispezioni nelle aree soggette al divieto di coltivazione di OGM ai sensi dell'art. 2, 
· verifiche sulla ristorazione collettiva, 
· verifiche dell'etichettatura negli esercizi commerciali. 

Art. 10
Sanzioni

1. Per le violazioni alle disposizioni di cui agli artt. 2, 4, 5 commi 1 e 2 e all'art. 6, comma 3 si applica la sanzione da lire 1.5 mi1ioni a lire 25 milioni. 

2. Alla vigilanza ed all'irrogazione delle sanzioni di cui al comma precedente provvedono i Comuni territorialmente competenti. 

3.Gli importi derivanti dalle sanzioni comminate vengono finalizzati per interventi sulla ricerca e cura delle malformazioni genetiche e per interventi nell'ambito della tutela del territorio agricolo e, pertanto, depositati su appositi capitoli di bilancio.

Testo integrale della legge


 

 Lazio 

L.R. 01 Marzo 2000, n. 15 (1) 
Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario.

Art. 1 (Oggetto)
1. La Regione Lazio favorisce e promuove, nell'ambito delle politiche di sviluppo, promozione e salvaguardia degli agroecosistemi e delle produzioni di qualità, la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario, incluse le piante spontanee imparentate con le specie coltivate, relativamente alle specie, razze, varietà, popolazioni, cultivar, ecotipi e cloni per i quali esistono interessi dal punto di vista economico, scientifico, ambientale, culturale e che siano minacciati di erosione genetica.

2. Possono considerarsi autoctone, ai fini di cui al comma 1, anche specie, razze, varietà e cultivar di origine esterna, introdotte nel territorio regionale da almeno cinquanta anni e che, integratesi nell'agroecosistema laziale, abbiano assunto caratteristiche specifiche tali da suscitare interesse ai fini della loro tutela.

3. Possono altresì essere oggetto di tutela a norma della presente legge anche le specie, razze, varietà, attualmente scomparse dalla Regione e conservate in orti botanici, allevamenti, istituti sperimentali, banche genetiche pubbliche o private, centri di ricerca di altre regioni o paesi, per le quali esiste un interesse a favorire la reintroduzione.

Art. 2 (Registro volontario regionale)
1. Al fine di consentire la tutela del patrimonio genetico, è istituito il registro volontario regionale, suddiviso in sezione animale e sezione vegetale, al quale sono iscritte specie, razze, varietà, popolazioni, cultivar, ecotipi e cloni di interesse regionale di cui all'articolo 1.

2. Il registro di cui al comma 1 è tenuto dall'Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione in agricoltura del Lazio (ARSIAL).

3. La Giunta regionale, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, determina le modalità per la tenuta del registro volontario regionale e per l'iscrizione in esso delle specie e varietà di cui all'articolo 1, tenendo conto dei seguenti criteri:
a) il registro volontario regionale, costituito dalle sezioni animale e vegetale, è organizzato secondo modalità che tengano conto delle caratteristiche tecniche di analoghi strumenti eventualmente esistenti a livello nazionale ed internazionale, in modo da renderlo quanto possibile omogeneo e confrontabile con gli stessi;
b) le accessioni di cui all'articolo 1, comma 1, per essere iscritte al registro volontario regionale devono essere identificabili per un numero minimo di caratteri definiti per ogni singola entità;
c) l'iscrizione nel registro volontario regionale è gratuita ed eseguita a cura dell'ARSIAL, previa acquisizione del parere favorevole della competente commissione tecnico-scientifica di cui all'articolo 3;
d) l'iscrizione avviene ad iniziativa d'ufficio dell'ARSIAL, ovvero su proposta della Giunta regionale, di enti scientifici, enti pubblici, organizzazioni ed associazioni private e singoli cittadini;
e) alla domanda di iscrizione è allegata una specifica documentazione storico-tecnico-scientifica;
f) il materiale iscritto nel registro volontario regionale può essere cancellato dall'ARSIAL, previo parere favorevole della competente commissione tecnico-scientifica di cui all'articolo 3, quando non sussistano più i requisiti di cui all'articolo 1, comma 1.

Art. 3 (Commissioni tecnico-scientifiche)

1. Per lo svolgimento dei compiti di cui alla presente legge sono istituite la commissione tecnico-scientifica per il settore animale e la commissione tecnico-scientifica per il settore vegetale.

2. La commissione tecnico-scientifica per il settore animale è composta da:
a) un funzionario del dipartimento regionale competente in materia di risorse genetiche animali in agricoltura;
b) un funzionario dell'ARSIAL competente in materia di risorse genetiche animali in agricoltura;
c) un agricoltore che detiene materiale animale la cui tutela è prevista dalla presente legge, in rappresentanza del mondo agricolo;
d) cinque esperti del mondo scientifico ed accademico competenti in materia di risorse genetiche animali in agricoltura.

3. La commissione tecnico-scientifica per il settore vegetale è composta da:
a) due funzionari del dipartimento regionale competenti in materia di risorse genetiche di piante erbacee, arboree e forestali di interesse agrario;
b) un rappresentante dell'ARSIAL competente in materia di risorse genetiche di piante erbacee, arboree e forestali di interesse agrario;
c) un agricoltore che detiene materiale di piante erbacee, arboree o forestale di interesse agrario la cui tutela è prevista dalla presente legge, in rappresentanza del mondo agricolo;
d) dieci esperti del mondo scientifico ed accademico competenti in materia di risorse genetiche di piante erbacee, arboree e forestali di interesse agrario.

4. Le commissioni di cui ai commi 2 e 3 restano in carica per cinque anni ed eleggono nel proprio seno il presidente.

5. Per la designazione e la nomina dei componenti le commissioni di cui ai commi 2 e 3, nonché per la corresponsione agli stessi di un gettone di presenza per ogni seduta e per il rimborso delle spese di viaggio e delle eventuali indennità di missione, si applica la vigente normativa regionale in materia.

6. L'ARSIAL fornisce, attraverso i propri uffici, il necessario supporto tecnico-operativo per il funzionamento delle commissioni di cui ai commi 2 e 3.

Art. 4 (Rete di conservazione e sicurezza)

1. La protezione e la conservazione delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario, iscritte nel registro volontario regionale di cui all'articolo 2, si attua mediante la costituzione di una rete di conservazione e sicurezza, di seguito denominata rete, gestita e coordinata dall'ARSIAL, cui possono aderire comuni, comunità montane, istituti sperimentali, centri di ricerca, università agrarie, associazioni d'interesse e agricoltori singoli od associati.

2. La rete si occupa della conservazione in situ o in azienda del materiale genetico di interesse regionale di cui all'articolo 1 e della moltiplicazione di tale materiale al fine di renderlo disponibile agli operatori agricoli che ne facciano richiesta, sia per la coltivazione sia per la selezione ed il miglioramento.

3. L'ARSIAL predispone elenchi, su base provinciale, dei siti in cui avviene la conservazione ai sensi del comma 2 e li trasmette annualmente ai comuni interessati che provvedono all'informazione relativamente all'esistenza dei siti stessi.

4. Gli agricoltori inseriti nella rete possono vendere una modica quantità delle sementi da loro prodotte, stabilita per ogni singola entità al momento dell'iscrizione al registro volontario regionale. Gli agricoltori inseriti nella rete possono, altresì, effettuare la risemina in azienda.

5. Gli agricoltori, gli enti, i centri di ricerca, le università agrarie e le associazioni proprietari di materiale vegetale o animale tutelato con la presente legge, che non aderiscono alla rete, sono tenuti a fornire all'ARSIAL una parte del materiale vivente ai fini della moltiplicazione, per garantire la conservazione delle informazioni genetiche presso altro sito.

Art. 5 (Patrimonio delle risorse genetiche)

1. Fermo restando il diritto di proprietà su ogni pianta od animale iscritti nel registro di cui all'articolo 2, il patrimonio delle risorse genetiche di tali piante od animali appartiene alle comunità indigene e locali, all'interno delle quali debbono essere equamente distribuiti i benefici, così come previsto all'articolo 8j della Convenzione di Rio sulle Biodiversità (1992), ratificata con legge 14 febbraio 1994, n. 124.

Art. 6 (Piano settoriale di intervento)

1. La Regione approva, ogni triennio, entro il 30 giugno, un piano settoriale di intervento, nel quale sono stabilite le linee guida per le attività inerenti la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario.

2. Nel piano settoriale di cui al comma 1, la Regione:
a) favorisce le iniziative, sia a carattere pubblico sia privato, che tendono a conservare la biodiversità autoctona di interesse agrario, a diffondere le conoscenze e le innovazioni per l'uso e la valorizzazione di materiali e prodotti autoctoni, la cui tutela è garantita dalla presente legge;
b) assume direttamente iniziative specifiche atte alla tutela, miglioramento, moltiplicazione e valorizzazione delle risorse genetiche autoctone;
c) prevede specifiche iniziative per incentivare gli agricoltori inseriti nella rete di conservazione e sicurezza.

3. Nell'ambito ed in applicazione del piano settoriale di cui al comma 1, la Regione predispone, per ognuna delle annualità comprese nel triennio, un programma operativo annuale per la realizzazione delle attività ed iniziative previste, specificando tra l'altro le risorse economiche a disposizione, l'entità dei singoli interventi contributivi ed i relativi soggetti beneficiari, le modalità di accesso e di erogazione dei benefici, le zone prioritarie d'intervento e le forme di controllo delle iniziative svolte.

4. Sono beneficiari dei contributi previsti dai programmi operativi tutti gli operatori che aderiscono alla rete nonché gli agricoltori che producono per il mercato il materiale autoctono d'interesse agrario individuato nel registro volontario regionale.

5. I programmi operativi annuali sono attuati dall'ARSIAL e sottoposti a controllo e monitoraggio da parte del dipartimento regionale competente in materia di agricoltura.

Art. 7 (Divieti e sanzioni)

1. All'interno delle aree naturali protette regionali, delle aree d'interesse comunitario, nazionale e regionale individuate dalla deliberazione della Giunta regionale 19 marzo 1996, n. 2146 e nei siti inseriti negli elenchi di cui all'articolo 4, comma 3, nonché nelle zone limitrofe alle predette aree, per una distanza di almeno 2 km, è fatto divieto di usare organismi geneticamente modificati.

2. Per le violazioni alle disposizioni di cui alla presente legge si applicano le seguenti sanzioni:
a) sanzione amministrativa pecuniaria da lire 1 milione a lire 6 milioni per chi contravviene al divieto di cui al comma 1;
b) sanzione amministrativa pecuniaria da lire 500 mila a lire 3 milioni per chi contravviene all'obbligo di cui all'articolo 4, comma 5;
c) sanzione amministrativa pecuniaria fino a lire 1 milione per le violazioni non espressamente previste.

3. Le violazioni sono accertate ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689 e successive modificazioni ed integrazioni, regolamentate dalla legge regionale 5 luglio 1994, n. 30.

4. Alla vigilanza ed all'irrogazione delle sanzioni di cui al comma 2 provvedono i comuni territorialmente competenti. Per la ripartizione tra la Regione ed i comuni degli importi delle sanzioni comminate si applica quanto disposto dall'articolo 182, comma 2, della legge regionale 6 agosto 1999, n. 14.

Art. 8 (Clausola sospensiva dell'efficacia e divieto di cumulo)

1. Agli aiuti previsti dalla presente legge è data attuazione a decorrere dalla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione (BUR) dell'avviso relativo all'esito positivo dell'esame di compatibilità da parte della Commissione delle Comunità europee ai sensi degli articoli 87 e 88 del Trattato istitutivo della Comunità europea.

2. I finanziamenti concessi ai sensi della presente legge non sono cumulabili con quelli previsti per le medesime iniziative da altre leggi statali e regionali.

Art. 9 (Norma finanziaria)

1. Gli oneri di cui alla presente legge rientrano negli stanziamenti annualmente previsti nel bilancio regionale a favore dell'ARSIAL.

La presente legge regionale sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Lazio.

Note:
(1) Pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio 30 marzo 2000, n. 9.
Il testo non ha valore legale; rimane, dunque, inalterata l'efficacia degli atti legislativi originari.

Testo integrale della legge
Schede info regione Lazio su biodiversità


 

Alcamo (TP)

CONSIGLIO COMUNALE DI ALCAMO
DEL 07/07/2003

PREMESSO

Che gli alimenti transgenici nascono dalla manipolazione del patrimonio genetico di vegetali o animali al fine di sviluppare, bloccare o creare caratteristiche particolari che permettano una produzione di prodotti alimentari più funzionale agli interessi delle grandi aziende;

Che la modificazione di organismi animali e vegetali tramite l'alterazione genetica è irreversibile ed introduce nell'ambiente nuovi esseri che non esistono in natura e dei quali non si conosce il relativo impatto sull'equilibrio vegetale ed animale;

Che gli effetti dell'inquinamento genetico sono irreversibili, in quanto una volta che geni associati a nuove specie sono immessi nell'ambiente non possono, alla luce delle odierne conoscenze, più isolati;

Che i risultati della modifica del patrimonio genetico di vegetali ed animali sono imprevedibili effetti a lungo termine (nuovi allergeni e tossine, uso dei pesticidi e degli erbicidi, perdita della biodiversità, potenziale infezione o mutazione di cellule umane, danni permanenti nei confronti della fauna selvatica, ecc.);

Che l'ingegneria genetica consentendo il trasferimento di informazioni genetiche tra organismi viventi correlati e non, ha sollevato evidenti preoccupazioni anche tra gli addetti ai lavori ed è oggetto di una forte opposizione di principio da parte di organizzazioni ambientaliste e dei consumatori;

Che il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello tipico della nostra zona, fortemente legato alla tradizione ed alle caratteristiche del territorio;

Che l'introduzione in agricoltura degli organismi geneticamente modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica: 

a) per motivi etici;

b) per le conseguenze possibili sulla salute dei cittadini;

c) per i rischi di danni irreversibili sull'ecosistema;

d) per l'ulteriore divario che si creerebbe tra paesi ricchi ed in via di sviluppo.


Ritenuto pertanto di prendere posizione, per quanto di competenza, contro l'introduzione in agricoltura degli organismi geneticamente modificati

DELIBERA

1.. di dichiarare il Comune di Alcamo "Comune AntiTransgenico";

2.. di aggiornare il proprio sito internet con la medesima dicitura dedicando lo spazio necessario per illustrarne le motivazioni;

3.. di vigilare affinché si scoraggi, con opportuni interventi, su tutto il territorio comunale la sperimentazione, coltivazione ed allevamento di organismi viventi, sia vegetale che animali, ottenuti mediante manipolazione genetica ed inserire nel Capitolato delle mense scolastiche il divieto di somministrazione di prodotti contenenti organismi geneticamente manipolati,

4.. di informare, attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte, tutte le aziende che operano nel campo agroalimentare del territorio comunale sui rischi di utilizzo OGM nella catena produttiva;

5.. informare i rivenditori presenti sul territorio comunale sui rischi di vendita di alimenti di aziende che utilizzano prodotti OGM nella catena produttiva;

6.. informare i cittadini, sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM ed avviare una seria campagna di educazione alimentare legata al consumo di prodotti tradizionali di qualità;

7.. prevedere una efficace promozione dei prodotti locali divulgando in modo efficace il messaggio contro i prodotti geneticamente modificati.

Visto lo Statuto Comunale;

Vista la L.R. 48/91;

Visto il D.Lgs. 267/2000;

Lo schema di deliberazione ha riportato il parere favorevole di cui all'art. 49 del D.Lgs. 267/2000 recepito con la lettera i), comma 1°, art. 1 della L.R. 11/12/91, n. 48, modificata dall'art. 12 della L.R. 30/2000, espresso alla sola regolarità tecnica dal Dirigente del Settore Promozione Economica e contabile dal Responsabile di Ragioneria, pareri che fanno parte integrante e sostanziale della presente.

La proposta sottoposta ai voti viene approvata con voti unanimi espressi per alzata e seduta. Indi, con separata votazione, il presente provvedimento viene dichiarato di immediata esecuzione ai sensi dell'art. 12, comma 2°, della L.R. 44/91.

 

Veneto

LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 1-03-2002
REGIONE VENETO 
NORME IN MATERIA DI CONSUMO DI ALIMENTI NELLE MENSE PRESCOLASTICHE E SCOLASTICHE, NEGLI OSPEDALI E NEI LUOGHI DI CURA E DI ASSISTENZA 
Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE VENETO 
N. 27 del 5 marzo 2002 
[estratto]

Il Consiglio regionale ha approvato
Il Presidente della Giunta regionale
promulga

la seguente legge regionale:

ARTICOLO 1 

Finalità.

1. La Regione, in attuazione dell'articolo 32, comma 1, della Costituzione e dell'articolo 4 dello Statuto, tutela la salute quale fondamentale diritto dell'individuo e promuove tutte le azioni necessarie a prevenire i possibili rischi alla salute umana derivanti dal consumo di alimenti contenenti: 
a) organismi geneticamente modificati (OGM) o prodotti derivati da OGM;


 

Consiglio Provinciale di Vercelli 
Seduta del 29 Gennaio 2001
Atto n. 169
Sessione Straordinaria

OGGETTO: Mozioni e ordini del giorno (43852-43853-43855-42260-45913-46138-46226-47608-735-1671-47156). Prot. n. 47460.

L'anno duemilauno addì ventinove del mese di gennaio, in Vercelli, nella Sala delle Tarsie del Palazzo Provinciale, a seguito dell'avviso di convocazione in data 24 gennaio 2001, n. 2059, diramato ai sensi della vigente normativa, alle ore 15,00, si è riunito il Consiglio Provinciale che è così composto:

BALTARO Giulio, Presidente della Provincia
BERTOLA Patrizio
BOSSO Carlo
BUONANNO Gianluca
CANOVA Gilberto
CHIAPPALONI Giovanni
CORGNATI Giovanni
DAGO Angelo
DE DOMINICI Gian Paolo
DEMARCHI Claudia
FECCHIO Claudio
FERRARO Domenico
FINOCCHI Fabrizio 
SCHEDA Roberto, Presidente del Consiglio 
FOSSALE Ercole
GUGLIELMINO Valentino
JULINI Norberto
LAZZAROTTO Renzo
MAFFEI Ermanno
NASCIMBENE Roberto
RANGHINO Sandra
ROMANO Francesco
SAVIOLO Paolo
TRICERRI Giovanni
ZAMBONI Giancarlo 

Il Presidente del Consiglio Avv. Roberto SCHEDA chiama in trattazione l’oggetto suindicato.
Dei sopracitati Consiglieri sono, al momento, assenti i Signori:
1) BERTOLA Patrizio 2) ZAMBONI Giancarlo 
Assiste il Segretario Generale Dott. Fabio Guarnieri

--------------------------------------------------
[....]
In data 14 dicembre 2000, è pervenuta una mozione, a firma del Consigliere Fossale, sugli alimenti geneticamente modificati.

Intervengono i Consiglieri Fossale, Saviolo, Tricerri, Ferraro, Finocchi Julini e Canova, l’Assessore Fra ed il Presidente.
Escono dall’aula i Consiglieri Corgnati e Chiappaloni, per cui i presenti risultano essere 18.
Non avendo più alcuno chiesto la parola, il Presidente pone in votazione i seguenti emendamenti proposti nel corso della discussione:
Gli emendamenti, posti ai voti dal Presidente, vengono approvati a voti unanimi, resi per alzata di mano.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.
Dopodichè sottopone ad approvazione la mozione, nel testo come sopra emendato:

IL CONSIGLIO PROVINCIALE

  • Preso atto che l’introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell’opinione pubblica per motivi etici, per le conseguenze sulla salute dei cittadini, per i rischi di danni irreversibili all’ecosistema, per l’ulteriore divario che creerebbe tra i Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo.
  • Considerato
    - che il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello oggi attuato nelle nostre zone che è fortemente legato alle tradizioni ed alle caratteristiche del territorio; 
    - che l’introduzione degli OGM potrebbe avere gravi ripercussioni sul tessuto economico e sociale padano, sradicando i popoli dalle loro matrici culturali a favore di una completa massificazione; 
    - che con l’avvento dei brevetti su tali organismi l’agricoltore perderebbe la sua indipendenza, divenendo una sorta di "contoterzista" al soldo di pochi gruppi multinazionali; 
    - che la sperimentazione degli OGM sta mostrando la potenziale pericolosità di tali pratiche, sia per l’ambiente che per animali ed esseri umani; 
    - che l’uniformazione genetica contrasta con il principio della "biodiversità" che sta alla base di ogni cultura agroalimentare a carattere locale. 

    Considerato inoltre che la presente campagna "antitransgenica" sta coinvolgendo un sempre maggior numero di Enti locali e di forze politiche.
  • Ritenuto pertanto di prendere posizione contraria, per quanto di competenza, all’introduzione in agricoltura degli OGM

Impegna la Giunta 
a dichiarare la nostra Provincia "Provincia Anti-Transgenica" 

a sollecitare il Ministero della Sanità e il Governo a rendere obbligatorie sugli alimenti la dicitura "Alimento ottenuto da prodotti agricoli non geneticamente modificati" e la scritta "OGM free" per una corretta informazione dei consumatori 

Impegna il Presidente
ad inviare la presente mozione a tutti gli 86 Comuni della Provincia, invitando gli stessi a:


- far dichiarare ogni Comune "Comune Anti-Transgenico" 
- eliminare su tutto il proprio territorio comunale, la coltivazione e l’allevamento degli organismi viventi, sia vegetali che animali, ottenuti mediante manipolazioni genetiche 
- promuovere canali privilegiati per le aziende di ristorazione che utilizzano prodotti biologici tipici e di qualità, indenni da OGM che intendono concorrere alle gare per la gestione dei servizi mensa comunali 
- informare produttori e consumatori presenti nel nostro territorio sui rischi di un eventuale utilizzo di prodotti geneticamente modificati nella catena produttiva 
- informare i commercianti sui rischi derivanti dalla messa in commercio di tali prodotti 
- avviare una seria campagna di sensibilizzazione per i cittadini affinché possano essere informati sui rischi derivanti dal consumo contenenti OGM." 

La mozione, posta ai voti dal Presidente, viene approvata a voti unanimi, resi per alzata di mano.

IL PRESIDENTE ne proclama l’esito.   

http://www.provincia.vercelli.it/amminist/attiamm/2001/169.htm


 

 

Liguria

LEGGE REGIONALE N. 13 DEL 19-03-2002
REGIONE LIGURIA 
MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 22 FEBBRAIO 1995 N. 12 E SUCCESSIVE MODIFICHE E INTEGRAZIONI E INDIVIDUAZIONE DI ULTERIORI FORME DI TUTELA DEL TERRITORIO 
Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LIGURIA 
N. 6 del 3 aprile 2002 
[estratto]

Il Consiglio regionale ha approvato. La Corte Costituzionale si è pronunciata con sentenza n.17 del 28 gennaio/6 febbraio 2002. Il PRESIDENTE della Giunta promulga la seguente legge regionale:

ARTICOLO 2 

(Normativa del paesaggio protetto)

1. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, il Consiglio regionale approva gli obiettivi e gli indirizzi per la tutela e per la pianificazione del paesaggio protetto, al fine di promuovere una tutela attiva in attuazione degli obiettivi fondamentali della legge regionale 22 febbraio 1995 n. 12 e successive modificazioni e integrazioni e del Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico della Liguria, prevedendo in particolare:

a) la definizione quantitativa e qualitativa e l’incentivazione delle attività e degli interventi che concorrono al mantenimento e al miglioramento dell’identità del paesaggio e della qualità dell’ambiente;

b) l’individuazione e il divieto delle attività e degli interventi che incidono negativamente sull’identità del paesaggio e sulla qualità dell’ambiente, ed in particolare il divieto di apertura di cave e miniere; il divieto di smaltimento di rifiuti; il divieto di introduzione di organismi geneticamente modificati sia vegetali che animali, in particolare in agricoltura e allevamento, compresi gli allevamenti ittici e le attività di trasformazione dei prodotti.

 

Regione Campania 

LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 24-11-2001
REGIONE CAMPANIA 
NORME IN MATERIA DI CONSUMO DI PRODOTTI GENETICAMENTE MODIFICATI NELLE MENSE SCOLASTICHE, NEGLI OSPEDALI E NEI LUOGHI DI CURA. 
Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA 

IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA LA SEGUENTE LEGGE:

ARTICOLO 1 

La Regione, in attuazione dell’articolo 32 , comma 1, della Costituzione e dell’articolo 7 dello Statuto, tutela la salute quale fondamentale diritto dell’individuo e della comunità con particolare riguardo ai problemi della prevenzione e dell’infanzia e promuove tutte le azioni necessarie a prevenire i possibili rischi alla salute umana e all’ambiente derivanti dal consumo di prodotti contenenti organismi geneticamente modificati.

ARTICOLO 2 

Per il conseguimento delle finalità di cui all’articolo 1, la Giunta regionale organizza e realizza, all’interno dei propri programmi sull’educazione alimentare e nella divulgazione agricola, campagne di informazione ed educazione del cittadino, dirette in maniera particolare agli operatori agricoli, scolastici e sanitari, sui possibili rischi derivanti dall’introduzione di prodotti contenenti organismi geneticamente modificati.

ARTICOLO 3 

1. Nelle more di protocolli e normative comunitarie utili alla valutazione dell’impatto sulla salute umana e sull’ambiente, i prodotti contenenti organismi geneticamente modificati non devono essere somministrati nelle attività di ristorazione collettiva riguardanti le forme scolastiche e prescolastiche, negli ospedali e nei luoghi di cura della Regione Campania appartenenti alle Aziende Sanitarie Locali e alle Aziende Ospedaliere, ai Comuni, alle Province, alla Regione, agli altri Enti pubblici ed ai soggetti privati convenzionati.
2. I soggetti di cui al comma 1 hanno l’obbligo di verificare attraverso la richiesta di apposita certificazione l’assenza di organismi geneticamente modificati.


 

Bollettino Ufficiale Regione Puglia

Bollettino Regionale n° 144 - Pubblicato il 10 / 12 / 2003 

LEGGE REGIONALE 04 DICEMBRE 2003, n. 26 

"Norme in materia di coltivazione, allevamento e commercializzazione
di Organismi geneticamente modificati (OGM)"
 

IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA
La seguente legge:


Art. 1
(Obiettivi)

1. La Regione Puglia, a tutela delle risorse genetiche del proprio territorio e della qualità, specificità, originalità, territorialità della propria produzione agro-alimentare e a garanzia della sicurezza alimentare dei propri cittadini, intende applicare il principio di cautela e attenzione nelle decisioni che attengono l'uso per qualsiasi forma di Organismi geneticamente modificati (OGM) o di prodotti da essi derivati.

2. Ai fini di cui al comma 1, la Regione può promuovere azioni utili a prevenire i possibili rischi sulla salute umana e sull'ambiente e anche a valutare i possibili benefici derivanti dalla coltivazione, dall'allevamento e dall'uso a scopi alimentari di tali organismi o di prodotti da essi derivati. Per ambiente s'intende anche la biodiversità, cioè l'insieme degli organismi viventi che vivono in una determinata area, a livello di aria, acqua e suolo.

3. La Regione Puglia può promuovere la ricerca e la sperimentazione del settore agricolo con l'obiettivo di mantenere e sviluppare le biodiversità a livello specifico e varietale e di ricostruire sistemi agricoli diversificati, nella direzione di uno sviluppo durevole e del mantenimento dell'alto valore del paesaggio agricolo regionale.


Art. 2
(Divieto di coltivazione e allevamento, a qualsiasi titolo, sui terreni di proprietà pubblica, collettiva e nelle aree a qualunque titolo protette)

1. E' fatto divieto, sull'intero territorio regionale, della coltivazione di piante e dell'allevamento di animali geneticamente modificati o di altro tipo di OGM anche ai fini sperimentali.

2. Fanno eccezione al comma 1 i terreni in uso a enti e organismi pubblici di ricerca scientifica, opportunamente e adeguatamente attrezzati e isolati dai campi di coltivazione normale, previa autorizzazione dell'Assessorato regionale all'agricoltura.


Art. 3
(Esclusione dalla protezione dei marchi di qualità e dai finanziamenti erogati dalla Regione)

1. Sono escluse dalla possibilità di accedere ai marchi di qualità le aziende agricole che utilizzano OGM sia direttamente che indirettamente.

2. Le aziende di cui al comma 1 sono anche escluse dall'accesso a qualunque tipo di contributi finanziari erogati dalla Regione Puglia.

3. Analoga esclusione riguarda le aziende che utilizzano mangimi in cui sono contenute materie prime derivate da piante geneticamente modificate.



Art. 4
(Ristorazione collettiva)

1. Nelle attività di ristorazione collettiva scolastica e prescolastica, degli ospedali, dei luoghi di cura della Regione Puglia, degli uffici pubblici appartenenti alla Regione, alla Provincia, ai Comuni e ai soggetti privati convenzionati è vietata la somministrazione di prodotti ottenuti da OGM.

2. I soggetti di cui al comma 1 hanno l'obbligo di verificare, attraverso dichiarazione dell'erogatore del servizio e/o somministratore, l'assenza di OGM o di prodotti derivati negli alimenti somministrati, che, comunque, devono provenire da produzioni segregate prive di OGM.

3. Al fine di favorire la corretta informazione degli utenti, i soggetti gestori di cui al comma 1 hanno l'obbligo di pubblicizzare in modo adeguato le informazioni sulla provenienza degli alimenti somministrati.

4. Per garantire sicurezza alimentare ai cittadini e per la promozione della produzione agricola biologica e di qualità, le istituzioni pubbliche che gestiscono o svolgono le attività di cui al comma 1 prevedono nelle diete giornaliere l'utilizzazione dei prodotti biologici e tradizionali nonché quelli a denominazione protetta e a indicazione geografica tipica dando valore preminente alle tipicità della Regione Puglia, secondo le modalità indicate dal comma 4 dell'articolo 59 della legge 23 dicembre 1999, n. 488. 


Art. 5
(Etichettatura dei prodotti per l'alimentazione umana e materiale)

1. In ottemperanza alle disposizioni dell'Unione europea in materia di etichettatura, è fatto obbligo a tutti i gestori di esercizi commerciali che operano sul territorio regionale, siano essi appartenenti alle grandi catene di distribuzione ovvero commercianti al dettaglio, di verificare che i prodotti messi in vendita siano dotati di adeguata etichettatura indicante l'eventuale presenza di OGM o di prodotti derivati.

2. I prodotti contenenti OGM vanno comunque esposti al pubblico in modo chiaramente e inequivocabilmente identificabili in appositi ed esclusivi contenitori.

3. I gestori che commercializzano esclusivamente alimenti esenti da OGM o prodotti derivati devono dare comunicazione alla Regione Puglia, entro il 31 dicembre di ogni anno, al fine di essere inseriti nell'elenco di tali esercizi commerciali redatto annualmente dalla Regione.

4. L'elenco di cui al comma 3 deve essere predisposto entro il 31 gennaio di ogni anno, pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione e inviato a tutti i comuni della Regione con l'obbligo di darne pubblicità.


Art. 6
(Consenso informato)

1. La Regione s'impegna, entro trenta giorni dalla ricezione, a comunicare ai Comuni, sul cui territorio insistono le sperimentazioni, le informazioni contenute nelle notifiche di emissioni deliberate di OGM e le autorizzazioni rilasciate dal Ministero della sanità.

2. Il Comune, a sua volta, entro i successivi trenta giorni, informa gli agricoltori confinanti con l'azienda in cui si effettua la sperimentazione stessa.


Art. 7
(Informazione
ed educazione alimentare)

1. La Regione Puglia può promuovere, organizzare e realizzare campagne di informazione ed educazione dei cittadini, in collaborazione con il Sistema universitario e con le Facoltà di agraria e scienze biotecnologiche, dirette in particolare agli agricoltori, ai consumatori, agli operatori scolastici e sanitari, sui possibili rischi e benefici per la salute e per l'ambiente derivanti dall'uso dei prodotti contenenti OGM.


Art. 8
(Sanzioni)

1. Per le violazioni alle disposizioni di cui agli articoli 2, 3, 4 e 5 si applica una sanzione da euro mille a euro 10 mila.

2. All'irrogazione delle sanzioni di cui al comma 1 provvedono i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni (NAS) e del Nucleo operativo ecologico (NOE), gli agenti del Corpo forestale dello Stato, il personale preposto dell'Ispettorato per la prevenzione e la sicurezza del lavoro.


Art. 9
(Norma finanziaria)

1. I proventi derivanti dalle azioni sanzionatorie sono introitati al capitolo di nuova istituzione "Entrate derivanti da infrazioni a norme in materia di coltivazione, allevamento e commercializzazione di Organismi geneticamente modificati. Legge regionale ...... " e in uscita con apposito capitolo di nuova istituzione "Spese per l'attuazione delle finalità previste dalla legge regionale............". 

2. I proventi di cui al comma 1 possono essere impegnati ad avvenuto accertamento dell'effettivo introito.
La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Puglia.

Data a Bari, addì 04 dicembre 2003

RAFFAELE FITTO 


 

COMUNE DI AGUGLIANO - Provincia di Ancona


DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE N. 16 DEL 23/05/2002


Oggetto: DENOMINAZIONE COMUNE DI AGUGLIANO "ANTI-TRANSGENICO".

Il consigliere GIANLUIGI SERENA del gruppo di "Rifondazione Comunista e Iniziativa Democratica" illustra la proposta concernente l'oggetto.

PRESO atto che introdurre in agricoltura O.G.M. (organismi geneticamente modificati) ha sollevato notevoli dubbi e preoccupazioni dell'opinione pubblica (minaccia alla sicurezza alimentare) e degli stessi agricoltori (minaccia alla sicurezza della biodiversità e dell'ambiente);

CONDIVIDENDO i risultati della Commissione d'Indagine Parlamentare (Roma, 1997) a cura del Parlamento italiano, che raccomanda una seria ed approfondita valutazione dell'impatto delle tecnologie genetiche nel nostro Paese e la richiesta avanzata in tal senso dalla Conferenza Stato-Regioni al Ministero delle Politiche Agricole;

VISTO che in occasione di diverse Conferenze Stato-Regioni, gli Assessorati regionali all'Agricoltura hanno denunciato l'abbandono via via sempre più evidente del principio di precauzione da parte degli organi che autorizzano l'uso di piante ed animali geneticamente modificati, esponendo la nostra agricoltura e le nostre produzioni a rischi certi, ma che per il momento non sono misurabili;

CONSIDERATO:
- che l'utilizzo sempre più diffuso a livello planetario di varietà ibride ad alto rendimento o di piante e animali transgenici causa l'abbandono e la scomparsa di ecotipi locali meglio adattati alle diverse caratteristiche ambientali dei singoli paesi, situazione questa che ha portato all'uniformità genetica delle specie coltivate e delle razze allevate con una pericolosa dipendenza di tutte le filiere produttive nei confronti dei pochi detentori dei brevetti;
- che tali cambiamenti comportano una pesante ristrutturazione del settore agricolo che determina gravi scompensi economici, sociali e ambientali, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli e dell'agricoltura familiare;
- che i produttori agricoli sono costretti a scegliere tra un numero estremamente ristretto di poche e costose alternative produttive con la conseguenza di un degrado crescente della qualità stessa delle materie prime agricole e degli alimenti, particolarmente grave nel caso della nostra agricoltura che può basare il suo sviluppo su una difesa del territorio, dell'ambiente e nella valorizzazione delle tradizioni produttive tipiche mediterranee;
- che i consumatori stanno perdendo la possibilità di autonome scelte, pilotati dalle imprese agroalimentari verso prodotti alimentari banalizzati e standardizzati; questo in aperto contrasto con quanto emerge nelle richieste dei consumatori stessi che prediligono prodotti alimentari di qualità, tipici e comunque sempre di più legati al ciclo naturale delle produzioni agricole;


RITENUTO altresì che alla luce di quanto sopra e valutando positivamente le richieste in questo senso avanzate dai soggetti interessati (agricoltori, consumatori, associazioni ambientaliste, ONG di solidarietà internazionale), è necessario prendere posizione per evitare - per quanto di competenza - che avvengano coltivazioni e allevamenti di piante e animali transgenici e che OGM entrino come componenti di alimenti consumati sul nostro territorio;


P R O P O N E 


1) Di dichiarare il Comune di Agugliano "Comune anti-transgenico".

2) Di affiggere sotto i cartelli d'ingresso del paese la scitta "Comune anti-transgenico".

3) Di vietare su tutto il territorio comunale la sperimentazione, la coltivazione e l'allevamento di organismi viventi sia vegetali che animali, ottenuti mediante manipolazione genetica.

4) Di informare attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte i cittadini sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM ed avviare una seria campagna di educazione alimentare legata al consumo di prodotti tradizionali di qualità .

5) Di richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per la moratoria sull'utilizzo di prodotti tipici e di quelli ottenuti con il metodo biologico e biodinamico.

6) Di chiedere al Governo regionale di escludere dal sostegno per lo sviluppo rurale quanti utilizzano piante o animali transgenici sia nelle coltivazioni che come materie prime per le trasformazioni industriali.



Il Consiglio Comunale



VISTO il verbale degli interventi allegato al presente atto sotto la lettera "A", quale parte integrante e sostanziale;

VISTA la proposta di deliberazione sopra riportata;

CON VOTI favorevoli dodici e contrari due: i consiglieri Dolcini Franco e La Torre Agostino, espressi per alzata di mano;


D E L I B E R A

Di approvare la proposta sopra riportata, concernente:
<< Denominazione Comune di Agugliano anti-transgenico" >>.

 

 Corno di Rosazzo

Sulla proposta della presente deliberazione: 
"Adozione ordine del giorno "Corno di Rosazzo Comune Antitransgenico".

Assenti: Tonetti Stefano, Caucig Edi, Zilio Marco, Zilio Luciano, Nolfo Stefania, Calligaro Franco.

Il Sindaco chiede al Consiglio Comunale di autorizzare la discussione anticipata del punto 5 dell'ordine del giorno "Adozione ordine del giorno Corno di Rosazzo Comune antitransgenico".

Il Consiglio Comunale autorizza, e il Sindaco invita l'Assessore esterno, dr. Gregori Andrea, a riferire sull'argomento.

L'Assessore evidenzia che sull'argomento questo Consiglio Comunale si è già pronunciato, e con l'ordine del giorno in argomento, il Comune di Corno di Rosazzo, aderisce ad una iniziativa che ha eco nazionale. Fa presente quali sono gli impegni che con questo ordine del giorno, si assume questo Consiglio Comunale, come indicato nel testo. E' importante promuovere il coinvolgimento delle scuole, imprenditori, famiglie per consentire momenti di confronto.

Entra il Consigliere Tonetti, i presenti sono n.12.

L'Assessore esterno Gregori illustra il quadro normativo sull'argomento, evidenziando brevemente le tappe storiche dal 

1997: procedura semplificata per alimenti derivati da ogm che non li contengono più (notifica!).
1998: blocco UE alle autorizzazioni di coltivazione e commercializzazione di nuove varietà ogm.
2000: decreto Amato su 4 varietà di mais biotech (BT-11, MON-809, MON-810, T-25).
2003: norme su etichettatura e tracciabilità di alimenti e mangimi; obbligo di indicazione se > 0,9% per i prodotti autorizzati e > 0,5% per i non autorizzati.

Principio di "coesistenza" e libertà di scelta tra ogm e non. Linee guida per evitare contaminazioni. Ricorso USA, CANADA, ARGENTINA su moratoria UE.

Prossime tappe:
Stati membri dovranno emanare provvedimenti ad hoc su coesistenza (29/09).
In autunno prime soglie di tolleranza per le sementi contaminate.
TAR del Lazio dovrà pronunciarsi su legittimità Decreto Amato su divieto ogm autorizzati da UE solo su indizi precisi sui rischi (motivi fondati per un sospetto di rischio…).
I 4 mais sono in commercio in tutta Europa fuorchè in Italia e 2 di questi sono autorizzati anche per la coltivazione (Spagna).
Potenziamento attività di ricerca per la tutela dei consumatori…
Etichettatura per andare incontro alla possibilità di scelta di ogni consumatore.
Coesistenza: l'orientamento dell'esecutivo UE è verso accordi tra produttori per la creazione di aree ogm-free, non attraverso leggi dello Stato … (consensi non unanimi…), vedi caso legge di Governo del land dell'alta Austria.
La scelta devranno farla gli agricoltori????
Si faranno scelte irreversibili….
Ricerche dell'ISNP hanno evidenziato un alto rischio di inquinamento a lungo termine per terreni argillosi dopo un'unica semina ogm.
Ogm richiedono standard aziendali di oltre 100 HA….
Non producono rese maggiori ne richiedono meno presidi sanitari rispetto a coltivazioni tradizionali.
Problemi sanitari per due proteine derivate da ogm:
soia modificata con la noce brasiliana ha prodotto forti allergie nel 38% dei consumatori.
Mais modificato Starlink, 46 casi di avvelenamento con risarcimento dell'azienda produttrice di oltre 2.000 mld di vecchie lire.
Scelte su vite valgono decenni ed aprono molti altri interrogativi…
Altro discorso ogm a sopo medico: vedi caso Francia con proteste di familiari di malati di mucoviscidosi (grave malattia genetica) che hanno visto distruggere campo di mais modificato.

La Regione ha così legiferato:
L.R. n.21 del 20 novembre 2000: Promozione di tutte le azioni necessarie a prevenire qualsiasi rischio su uomo e ambiente dai vari usi di ogm, sostiene i prodotti tipici e locali e orienta il consumatore verso alimenti non ogm. Disciplina contrassegno prodotti agricoli del FVG ogm-free.
Mozione n.104 della Presidenza del 24 giugno 2002 sulla necessità di creare una macro regione ogm-free (FVG, Carinzia e Slovenia) con relativo progetto comune.

Ora nuova giunta????
Comuni dove si sperimentano mais e soia ogm.
E' ormai chiara la strategia delle multinazionali che stanno creando un basso inquinamento diffuso attraverso il ripetersi stagionale di incidenti, sia nella qualità delle sementi che nelle strutture. Vedi caso del Piemonte ma anche del FVG.
Caso FVG: l'8 settembre sono partiti i controlli a cura dell'ARPA su 76 aziende agricole per una superficie di 172 ettari. 17 settembre i carabinieri del NOE sequestrano 13 mila q.li di mais e 141 ettari di terreno di 59 aziende della Regione. Fenomeni orrendi ma reali che pongono interrogativi…. Insomma l'unica cosa certa pare essere la mancanza di certezze……
A questo punto, l'Assessore esterno Gregori, procede alla lettura del testo dell'ordine del giorno proposto.

Il Sindaco precisa che con l'ordine del giorno proposto L'Amministrazione segue le proprie linee politiche da sempre tese a salvaguardare il principio di garanzia e di precauzione e di sicurezza alimentare, salvaguardare la biodiversità, la tutela dei prodotti tipici locali, la compatibilità con ambiente. Riteniamo indispensabile la tracciabilità degli alimenti che determina libertà di scelta del consumatore, che ha diritto di essere informato su ciò che consuma. In queste azioni politiche dell'Amministrazione si inserisce anche l'incarico che abbiamo appena dato sulle certificazioni EMAS, certificazione ambientale del nostro Comune.

IL CONSIGLIO COMUNALE

PREMESSO CHE

· l'utilizzo nell'agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha causato l'abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi locali meglio adattati all'ambiente e quindi più resistenti alle fitopatie e meno bisognosi di trattamenti con sostanze chimiche per la loro efficace produzione;
· tale situazione ha portato ad una crescente uniformità genetica delle colture con una pericolosa dipendenza per tutte le filiere produttive da pochi detentori di brevetti genetici e chimici e con un conseguente infragilimento del sistema produttivo agroalimentare mondiale;
· tale dipendenza è straordinariamente alta nel settore delle sementi dove, di fatto, la quasi totalità dei semi viene prodotta al di fuori del territorio nazionale con relativa perdita di un settore strategico per il nostro paese;
· le stesse ditte produttrici di sementi promuovono l'uso massivo di composti chimici in agricoltura, con rischi sanitari altissimi per gli agricoltori, i consumatori e gravi alterazioni della flora e della fauna;
· risulta fondamentale oggi più che mai proteggere la biodiversità naturale del suolo, direttamente responsabile anche della sua fertilità e contenuto in sostanza organica;
· i produttori agricoli sono costretti a poche e sempre più costose alternative produttive (spesso colture estensive ed eccedentarie) con grave danno ambientale - anche a causa della mancata rotazione delle culture - con la conseguenza di un'ulteriore compressione dei prezzi dei prodotti agricoli ed un aumento, divenuto vieppiù insostenibile, dei costi di produzione degli stessi;
· questi cambiamenti comportano una ristrutturazione del settore produttivo agricolo con gravi scompensi socio economici, in particolare a carico dei piccoli produttori agricoli;
· l'uso di composti chimici per l'agricoltura ha alterato gli ecosistemi relativi alla fauna e alla flora e comporta un progressivo isterilimento dei terreni;
· nessuno studio effettuato sino ad oggi può fornire dati esaurienti sull'impatto ambientale di un organismo geneticamente modificato (OGM);
· sono comparse recentemente negli organi di stampa locali e nazionali delle notizie allarmanti sulla probabile contaminazione delle sementi di mais e soia - che per legge dovrebbero essere "ad identità preservata";
· da parte di varietà modificate geneticamente, a dimostrazione dello scarso rispetto delle multinazionali sementiere nei confronti delle norme comunitarie e nazionali che vietano l'immissione deliberata in ambiente di OGM;
· le stesse imprese multinazionali hanno esteso il loro controllo a gran parte delle strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere l'attuale posizione egemonica nel comparto delle biotecnologie ed in quello della produzione delle sementi, come più volte sottolineato dalla stessa Unione Europea;
· la stessa F.A.O. da molti anni ha constatato la tendenza al rapido aumento dei Paesi che perdono la loro autosufficienza alimentare;
· l'industria di trasformazione richiede sempre più prodotti uniformi , mortificando la professionalità e il possibile sviluppo di un mercato legato alla valorizzazione dei prodotti tipici italiani, che, uniti alla bellezza del paesaggio e delle opere d'arte italiane, costituiscono la base di una importante risorsa economica quale è il turismo;
· si riscontri troppa fretta di usare una tecnologia eccessivamente innovativa senza che preventivamente ne siano verificati gli effetti. 
· le specialità alimentari diminuiscono progressivamente con sempre minore possibilità di variare la dieta e che spesso la richiesta dei consumatori viene pilotata, anche con sistemi pubblicitari non trasparenti, verso l'acquisto di prodotti standardizzati, contrastando lo sviluppo e l'affermazione delle fasce di mercato che ricercano prodotti naturali, di alta qualità ed in particolare quelli tipici e tradizionali locali;
- tale concetto è espresso anche nel Regolamento CE 1804/99 del 19/7/99 nel quale si dichiara che gli OGM ed i prodotti ottenuti a partire da tali basi genetiche sono incompatibili con i metodi di produzione biologici;
· la presenza di coltivazioni manipolate geneticamente può comportare per le aziende a conduzione biologica il rischio di contaminazione genetica, con la conseguente impossibilità a continuare la propria attività a causa della revoca della Certificazione di Qualità Biologica; che inoltre agli agricoltori confinanti con tali coltivazioni geneticamente modificate sarebbe di fatto impedita la possibilità di convertire il metodo di lavorazione convenzionale (con uso della chimica) con il metodo a conduzione biologica, limitando così la libertà di esercizio del proprio lavoro;
· la riforma della P.A.C. (politica agricola comune) prevede un particolare impegno per il rispetto agro-ambientale e la produzione di alimenti di alta qualità, e che pertanto è importante promuovere e conservare un modello di agricoltura basato sul rispetto dell'ambiente ed in grado di valorizzare le produzioni locali e tradizionali di pregio; 

TENUTO CONTO CHE

· al termine della 23a sessione della Commissione del Codex Alimentarius, tenutasi a Roma nel luglio 1999 sono state approvate le "Direttive concernenti la produzione, la trasformazione, l'etichettatura e la commercializzazione degli alimenti prodotti dall'agricoltura biologica" che dichiarano l'incompatibilità degli organismi geneticamente modificati (OGM) con le produzioni biologiche; 
· il Regolamento CE 1139/98 prevede l'etichettatura di mais e soia geneticamente modificata e dei prodotti derivati con percentuali di OGM superiori all'1% (Reg. 49/00);
· l'etichettatura è d'obbligo anche per i prodotti e gli ingredienti alimentari contenenti additivi ed aromi geneticamente modificati o derivati da organismi geneticamente modificati (Reg. CE 50/00);
· la Commissione CE in data 2 febbraio 2000 ha diffuso un proprio documento denominato "Protocollo di Biosicurezza", che rifacendosi anche al "Protocollo Cartagena" di Montreal del 29 gennaio 2000, prevede l'applicazione del principio precauzionale e, tra le altre cose, un alto livello di protezione basato su ricerche scientifiche che escludano in modo inequivocabile possibili danni alla salute umana con particolare riferimento agli OGM; 
· il DPR 7 aprile 1999, n°128 stabilisce che nella composizione dei prodotti per lattanti e bambini fino ai tre anni è necessario prestare particolare attenzione alla conservazione, alla freschezza e all'assenza di sostanze tossiche e nocive negli ingredienti usati e, perciò, gli stessi non devono contenere residui di antiparassitari superiori a 0,01 mg/kg, né devono contenere prodotti geneticamente modificati; 
· l'OMS stabilisce il principio di precauzione sulle sostanze potenzialmente pericolose raccomandando, in caso di incertezza, il non utilizzo di tali sostanze; 
· la U.E. ha ancora in itinere la creazione di una normativa completa in materia assumendo al riguardo posizioni cautelative (vedi direttiva 2001/18/Ce, Decisione della Commissione del 24 luglio 2002-2002/623/CE e nuove norme su etichettatura e tracciabilità di alimenti e mangimi Ogm approvate dal Parlamento Europeo nel Luglio 2003);
· sono pendenti alcuni ricorsi di Stati membri della U.E. rispetto alla normativa emanata ed alle autorizzazione concesse per la commercializzazione dei prodotti transgenici e che Germania, Austria e Lussemburgo hanno vietato la commercializzazione del mais BT nel loro territorio nazionale; 
· allo stato attuale è stata disattesa la volontà dei consumatori rispetto alle doverose azioni di etichettatura dei prodotti contenenti OGM in violazione dei principi di rintracciabilità e trasparenza in palese contrasto con le politiche comunitarie a favore del consumatore;
· che si è arrivati ad una situazione dove l'alimentazione umana ormai si basa su di un numero sempre più ristretto di varietà alimentari; 
· l'introduzione in agricoltura degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM), ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica per motivi di ordine etico, per le conseguenze sulla salute dei cittadini, per i rischi di danni irreversibili all'ecosistema, per l'ulteriore divario che creerebbe tra i Paesi ricchi e quelli in via di sviluppo;
· il settore agricolo italiano per molti prodotti, è regolato da quote/diritti di produzione e che molti altri prodotti vengono distrutti, indicando che l'agricoltura italiana non ha bisogno di quantità, ma di qualità e differenziazione sul mercato globale;
· molti prodotti vengono oggi, data la tradizione l'ambiente e soprattutto il clima favorevole, prodotti solo in Italia;
· che alcune aziende di grande distribuzione si sono impegnate liberamente a garantire ai cittadini di mettere in vendita prodotti senza componenti derivate da OGM;
· il Comune di Corno di Rosazzo ha da molti anni adottato una politica di salvaguardia del territorio e delle produzioni in esso presenti e che la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in grave rischio tale politica causando, altresì, gravi problemi socio economici sia ai piccoli produttori presenti sul territorio, sia alle grandi aree naturali presenti;
· il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello tipico della nostra zona, fortemente legato alla tradizione ed alle caratteristiche del territorio;
· Corno di Rosazzo, Comune a rinomata vocazione vitivinicola, condivide ed appoggia la richiesta inoltrata dall' Associazione Nazionale Città del Vino, per la sospensione della Direttiva della Comunità Europea nr. 11 del 14 febbraio 2002 che autorizza la commercializzazione di vitigni Ogm, rimovendo una normativa con maggiori cautele in vigore fino ad allora;
· non va assolutamente confusa la vite Ogm con la ricerca sulla selezione clonale condotta per il miglioramento dei vitigni, in particolare di quelli autoctoni che costituiscono la straordinaria ricchezza e varietà del patrimonio vitivinicolo italiano;

VISTA

La deliberazione di Consiglio Comunale n.19 del 15.04.2002 con cui il Comune di Corno di Rosazzo determinava in ordine agli OGM;

PRESO ATTO

dei provvedimenti adottati in materia da numerosi Comuni italiani, tra i quali: Roma, Udine, Milano, Livorno, Gorizia, Brescia, nonché dalla stessa Regione Friuli Venezia Giulia grazie alla Legge Regionale 21/00 "Disciplina per il contrassegno dei prodotti agricoli del Friuli-Venezia Giulia non modificati geneticamente, per la promozione dei prodotti agroalimentari tradizionali e per la realizzazione delle "Strade del vino"".
Ritenuto pertanto di prendere posizione, per quanto di competenza, contro l'introduzione in agricoltura degli organismi geneticamente modificati.
Rilevato che gli interventi relativi al presente argomento sono riportati nella cassetta n.01 registrata nel corso della seduta odierna.
Quindi pone ai voti l'ordine del giorno

Con voti favorevoli unanimi

DELIBERA

DI DICHIARARE il Comune di Corno di Rosazzo "COMUNE ANTI-TRANSGENICO".

DI ADERIRE, in tal modo, alla Campagna Nazionale dei Comuni che hanno fatto la stessa scelta, in funzione anche di far valere il "principio di precauzione" a livello internazionale.

DI ADOTTARE nell'ambito delle sue competenze il principio precauzionale secondo il quale non vanno immessi nell'ambiente e nella catena alimentare prodotti geneticamente manipolati. 

IMPEGNA IL CONSIGLIO COMUNALE

· ad effettuare o far effettuare maggiori controlli al fine di verificare che le attuali coltivazioni avvengano nel rispetto delle norme vigenti sull'uso confinato di OGM;
· di vigilare affinché si scoraggi, con opportuni interventi, su tutto il territorio comunale la sperimentazione, coltivazione ed allevamento di organismi viventi, sia vegetali che animali, ottenuti mediante manipolazione genetica ed inserire nel Capitolato delle mense scolastiche il divieto di somministrazione di prodotti contenenti organismi geneticamente manipolati,
· di indicare nel nuovo sito web la nuova dicitura, dedicando lo spazio necessario per illustrarne le motivazioni;
· a tutelare il consumatore, individuando, allo scopo, gli strumenti necessari ad un processo di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche e di conoscenza della reale provenienza dei prodotti contenenti O.M.G.;
· a mettere in atto ogni intervento di competenza della amministrazione sul controllo di qualità degli alimenti agricolo-forestali e di allevamento prodotti nel territorio;
· ad avviare una seria campagna informativa, a tutti i livelli, sugli alimenti biologici e di qualità, sull'importanza di una sana ed equilibrata alimentazione, sui rischi connessi al consumo di alimenti contaminati con particolare riguardo agli OGM e alla loro diffusione nell'ambiente;
· ad informare attraverso incontri, i produttori le scuole e cittadini in genere presenti sul territorio comunale sui rischi dell'utilizzo di prodotti geneticamente modificati nella filiera produttiva ed i rivenditori di alimenti sugli attuali obblighi di etichettatura relativi ai prodotti contenenti OGM;
· a cercare un'intesa tra produttori, industrie di trasformazione e di distribuzione del settore alimentare al fine di valorizzare le possibilità alternative che si creano sul mercato dei prodotti naturali e locali;
· alla tutela e promozione dei prodotti agricoli di qualità, dei prodotti tipici e di quelli biologici;
· a invitare le aziende fornitrici di pasti e derrate alle mense pubbliche (includendo quindi le mense scolastiche) a dichiarare formalmente il non utilizzo di alimenti contenenti O.G.M. ed a prevedere l'inserimento di una specifica clausola vincolante in tal senso in occasione della prossima gara d'appalto di ogni mensa pubblica;
· ad informare la Regione, la Provincia ed i Comuni limitrofi, le Organizzazioni Sindacali Agricole, le Associazioni dei Consumatori ed altri Enti Pubblici e Privati, sulla base degli orientamenti assunti dal Comune di Corno di Rosazzo sull'argomento OGM, a verificare la disponibilità di collaborazione per il raggiungimento degli obiettivi di cui al presente ordine del giorno;

RICHIEDE

al Governo Italiano un impegno per:
· la moratoria sui prodotti transgenici;
· un controllo maggiore sui prodotti da semina, da impianto o trapianto per la possibile presenza anche accidentale di OGM;
· una valorizzazione dei prodotti locali e dei prodotti naturali;
· far sì che le procedure di autorizzazione di sperimentazione in campo aperto di OGM, prevedano la richiesta di parere del Sindaco o dei Sindaci coinvolti e siano rese di pubblico dominio;
· una via italiana, regionale e locale ogm-free, con semina sicura e origine garantita in un quadro istituzionale chiaro ed adeguato, venendo meno alla pericolosa e incontrollabile "coesistenza" tra produzioni tradizionali, biologiche e transgeniche;
all'Unione Europea un impegno affinché:
la Politica Agricola Comune (P.A.C.) europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti non modificati geneticamente, sviluppando invece la ricerca sul patrimonio naturale esistente in Europa evitando una pericolosa deriva genica e quindi una progressiva perdita di biodiversità;

=============

 

Caserta

IL CONSIGLIO COMUNALE

PREMESSO CHE

· L'introduzione degli Organismi Geneticamente Modificati in agricoltura ha sollevato naturali dubbi nell'opinione pubblica per motivi etici, per i possibili danni alla salute dei cittadini, per i rischi di danni irreversibili all'ecosistema-,
· Che le imprese multinazionali hanno esteso le proprie strutture di ricerca, produzione e commercializzazione, fino a raggiungere le attuali posizioni di di dominio e controllo nel comparto delle biotecnologie e in quello della produzione delle sementi, come piu' volte sottolineato con preoccupazione dalla stessa U.E.-,
· Che nessuno studio effettuato fino ad oggi può garantire con assoluta certezza quale sia l'impatto ambientale di un batterio o una pianta geneticamente modificati;
· Che nessuno studio effettuato fino ad oggi è in grado di stabilire con assoluta certezza quale sia l'effetto sulla salute dei cittadini degli OGM su lungo periodo-,
· Che il Comune di Caserta sta attuando unicamente alla Camera di Commercio, alle associazioni di categoria, alle associazioni di consumatori una campagna di valorizzazione dei prodotti tipici tesa ad esaltare i tradizionali sapori della nostra terra;

TANTO CIO' PREMESSO E CONSIDERATO
Il Consiglio Comunale di Caserta impegna:
· La Giunta e la Presidenza di questo Consiglio a pubblicizzare tale deliberazione sul sito Internet ufficiale
· A scoraggiare la coltivazione e l'allevamento di organismi viventi sia animali sia vegetali geneticamente modificati fino a che la ricerca scientifica non abbia con certezza stabilito la non pericolosità per l'ambiente e per la salute umana degli OGM..
· A predisporre tutte le iniziative necessarie al fine di informare i cittadini dell'origine dei prodotti che sono commercializzati e consumati nel territorio comunale-, a richiedere alle ditte che gestiscono le mense comunali di dichiarare il non utilizzo di alimenti contenenti OGM e ad inserire in ogni capitolato d'appalto per la fomitura di derrate alimentari a strutture comunali l'obbligo di non utilizzare alimenti che contengono OGM.
· A predisporre tutte le iniziative necessarie alla diffusione e promozione dei prodotti tipici attraverso la creazione di un tavolo comune tra commercianti, produttori e associazioni di consumatori con particolare attenzione per ciò che riguarda il mondo della scuola e l'educazione dei giovani ad un consumo alimentare consapevole.
· A richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per
una la valorizzazione dei prodotti locali e dei prodotti naturali;
· Ad attuare una politica di salvaguardia del territorio e delle produzioni in esso presenti (a partire dalla valorizzazione dei Monti Tifatini, approvando la proposta per la istituzione del Parco Urbano dei Monti Tifatini) dal momento che la diffusione di prodotti transgenici metterebbe in grave rischio tale politica e causerebbe altresì gravi problemi socio-economici sia ai piccoli produttori presenti sul territorio, sia alle aree naturali.

 

Baone

Nella seduta del 31 ottore 2003 il consiglio comunale di Baone ha approvato una mozione in cui il comune di Baone assume la qualificazione di "antitrasgenico". Riportiamo il testo della delibera consiliare sugli organismi geneticamente modificati e sui comportamenti futuri dell'amministrazione comunale su questa materia.

MOZIONE
per la Dichiarazione di Comune Antitransgenico

Considerato che:
- gli alimenti transgenici nascono dalla manipolazione del patrimonio genetico di vegetali o animali al fine di sviluppare, bloccare o creare caratteristiche particolari che permettano una produzione di prodotti alimentari più funzionale agli interessi economici dei grandi gruppi agroalimentari internazionali;
- la modificazione di organismi animali e vegetali tramite l'alterazione genetica è irreversibile ed introduce nell'ambiente nuovi esseri che non esistono in natura e dei quali non si conosce il relativo impatto sull'equilibrio vegetale ed animale;
gli effetti dell'inquinamento genetico sono irreversibili, in quanto una volta che geni associati a nuove specie sono immessi nell'ambiente, alla luce delle odierne conoscenze, non possono più essere isolati;
i risultati della modifica del patrimonio genetico di vegetali ed animali hanno imprevedibili effetti a lungo termine (nuovi allergeni e tossine, uso dei pesticidi e degli erbicidi, perdita della biodiversità, potenziale infezione o mutazione di cellule umane, danni permanenti nei confronti della fauna selvatica, ecc.);
l'ingegneria genetica che consente il trasferimento di informazioni genetiche tra organismi viventi correlati e non, ha sollevato evidenti preoccupazioni anche tra gli addetti ai lavori ed è sempre più ampia la letteratura scientifica in materia, sia di istituti indipendenti, sia di commissioni e/o centri di ricerca che operano su incarico governativo (si veda il recente studio commissionato dal Governo Inglese di cui hanno dato notizia le cronache dei giornali nazionali del 18 ottobre scorso) che segnalano le conseguenze per l'ambiente e la salute dell'inquinamento genetico provocate dagli organismi geneticamente modificati applicati nella produzione agricola;
il nuovo modello di agricoltura proposto è in netta contrapposizione con quello di qualità che si sta affermando in molte parti del Paese, del Veneto e della nostra provincia, come risposta alla crisi del sistema convenzionale di produzione, iperproduttivo, con i pericoli evidenziati da un uso troppo intensivo dei suoli e da logiche mirate esclusivamente al profitto - dai casi di "mucca pazza" a quelli dei "polli agli antibiotici" sino alla presenza diffusa nei prodotti ortofrutticoli di residui chimici dei pesticidi, ecc. -. 
L'Italia rappresenta lo Stato nell'Unione Europea con il maggior numero di aziende e di terreno dedicato alla produzione biologica mentre il Veneto con il biologico e i prodotti tipici rappresenta una delle regioni più orientate verso questo tipo di assetto produttivo agricolo;
l'introduzione in agricoltura degli organismi geneticamente modificati (OGM) ha sollevato notevoli dubbi e perplessità nell'opinione pubblica:
a)per motivi etici;
b)per le conseguenze possibili sulla salute dei cittadini;
c)per i rischi di danni irreversibili sull'ecosistema;
d)per l'ulteriore divario che si creerebbe tra paesi ricchi ed in via di sviluppo.

Ricordato che il nostro territorio è stato oggetto in passato di forme di sperimentazione a cielo aperto di produzioni O.G.M. e che a tale proposito, il Consiglio Comunale di Baone, unitamente ad altri enti pubblici, chiede l'urgentissima l'istituzione di un sistema di controlli che, oggi, alla luce della contaminazione diffusa di sementi di mais O.G.M. scoperta in più parti del Veneto, diventa ancora più urgente creare.
Ricordato che quanto sta avvenendo, con la dimostrazione di palese infrazione della legge vigente da parte di alcune importanti aziende di fornitura di sementi, rende urgente dotare i territori comunali di tutele in tal senso come appunto quelle legate alla dichiarazione di "Comune Antitransgenico" e di affiancare a questa dichiarazione azioni conseguenti di informazione, di educazione e di promozione conseguenti.
Sentito l'intervento del Consigliere Biancardi che preannuncia voto di astensione perché non ritiene che allo stato attuale siano dimostrato scientificamente gli aspetti negativi che sono segnalati.


TUTTO CIO' CONSIDERATO IL CONSIGLIO COMUNALE
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

1. a dichiarare il Comune di Baone "Comune AntiTransgenico";
2. ad aggiornare il proprio sito internet con la medesima dicitura dedicando lo spazio necessario per pubblicare la presente mozione e di dotare con adeguata cartellonistica gli ingressi al territorio comunale;
3. di vigilare affinché si impedisca, con opportuni interventi, su tutto il territorio comunale la sperimentazione, coltivazione ed allevamento di organismi viventi, sia vegetale che animali, ottenuti mediante manipolazione genetica;
4. di inserire nel Capitolato delle mense scolastiche il divieto di somministrazione di prodotti contenenti organismi geneticamente manipolati e di definire i prossimi capitolati a favore della somministrazione di prodotti biologici e tipici certificati, improntando la gara d'appalto a parametri di qualità e non al semplice ribasso economico e di favorire l'adozione di capitolati analoghi in tutta la ristorazione collettiva pubblica del Comune;
5. ad informare, attraverso incontri, manifesti e comunicazioni scritte, tutte le aziende che operano nel campo agroalimentare del territorio comunale sui rischi di utilizzo OGM nella catena produttiva; i rivenditori presenti sul territorio comunale sui rischi di vendita di alimenti di aziende che utilizzano prodotti OGM nella catena produttiva; i cittadini, sui rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con OGM ed avviare una seria campagna di educazione alimentare legata al consumo di prodotti tradizionali di qualità; 
6. di favorire una efficace promozione dei prodotti tipici, biologici e locali attraverso l'istituzione nei mercati comunali di uno spazio definito per i produttori di prodotti tipici e biologici e a tale scopo si impegna la Giunta a proporre un regolamento dei mercati che tenga conto di tale decisione e di creare iniziative di promozione verso queste modalità di produzione. 

31 ottobre 2003

 

  

 

  

 

  

 

  

 

  

 

  

 

  

 

  

 

 


Campagna per un Comune Antitransgenico