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DICHIARAZIONE "Il Consiglio Comunale, all'unanimità, chiede che nel Comune di Roma non vengano coltivati e commercializzati cibi transgenici." Il Consiglio Comunale di Roma ha approvato, all'unanimità, un Ordine del Giorno, primo firmatario Luigi Nieri, che impegna il Sindaco e la Giunta capitolina ad impedire che sul territorio del Comune di Roma vengano coltivati e commercializzati organismi geneticamente modificati. Luigi Nieri ha dichiarato: " Il Consiglio Comunale ha approvato un importante atto sul terreno della - sicurezza alimentare - raccogliendo le forti preoccupazioni provocate dalle modificazioni genetiche degli alimenti. Il Consiglio Comunale di Roma si schiera dalla parte del buon cibo, della salute dei cittadini e della difesa dell'ambiente. Tale decisione ha tenuto conto: "della giusta diffidenza verso l'uniformità genetica degli alimenti; della salvaguardia dei prodotti agricoli naturali che, da alcuni anni, si vedono mortificati in rapporto alla sempre più crescente richiesta, delle industrie di trasformazione, di prodotti alimentari uniformi; della difesa della salute dei cittadini; della difesa del territorio contro l'utilizzo di composti agrochimici che alterano gli ecosistemi della fauna e della flora; della ferma difesa della biodiversità come elemento fondante della Natura". Serve ora una delibera che regolamenti l’intera vicenda, al fine di evitare che nei piatti dei romani arrivi il pomodoro transgenico, le fragole al gene di pesce dell'artico, il radicchio modificato, la soia o il mais della multinazionale Monsanto. Il voto del Consiglio Comunale di Roma va nella direzione opposta rispetto alle decisioni della Unione Europea che permette la commercializzazione di nove prodotti alimentari modificati. Il Consiglio Comunale, sceglie di stare dalla parte degli agricoltori locali, della produzione naturale e biologica, contro un’agricoltura modificata e globale, stretta nella morsa di un paio di multinazionali, che detengono la ricerca e la sperimentazione e, solo loro, possono disporre dei brevetti per riprodurre i semi modificati. Questo è anche un segnale molto chiaro diretto all’industria alimentare, che punta sempre più ad avere prodotti uniformi e alle grandi catene di ristorazione, come Mc Donald’s, sulle quali si deve avviare un controllo forte sui prodotti lavorati che vengono serviti nei fast- food. Serve perciò una normativa che riesca a dare al consumatore la garanzia che il cibo che sceglie non contiene prodotti transgenici.
- S.P.Q.R. COMUNE DI ROMA ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE CONSIDERATO che l’utilizzo
nell’ agricoltura mondiale delle varietà ibride ad alto rendimento ha
causato l’abbandono ed in alcuni casi la scomparsa degli ecotipi
locali meglio adattati all’ambiente e più resistenti alle fitopatie; TENUTO CONTO che si è
arrivati ad una situazione in cui l’alimentazione umana si basa su di
un numero ristrettissimo di varietà alimentari;
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IL
CONSIGLIO COMUNALE ad impedire che sul territorio del Comune di Roma vengano coltivati e commercializzati organismi geneticamente modificati; ad impegnarsi nella tutela del consumatore, avviando un processo di conoscenza e di identificazione degli alimenti interessati da tecnologie transgeniche individuando, allo scopo, gli strumenti necessari a far si che sia possibile conoscere la reale provenienza dei prodotti contenenti gli O.G.M.; a creare un tavolo di intesa con le industrie ed i commercianti del settore alimentare al fine di valorizzare le possibilità alternative che si creano sul mercato dei prodotti naturali e locali; a richiedere al Governo Italiano di impegnarsi per la moratoria sui prodotti transgenici e per una valorizzazione dei prodotti locali e dei prodotti naturali; a richiedere alla C.E.E. che la P.A.C. europea sia caratterizzata da una valorizzazione della qualità dei prodotti non modificati geneticamente, sviluppando la ricerca sul patrimonio naturale esistente in Europa. F.TO Luigi Nieri (PRC) |