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Buongiorno a tutti. Da
parte mia innanzitutto un saluto e mi spiace che i vari impegni che mi trattengono al
Ministero mi abbiano impedito di venire personalmente a questa 1a Conferenza Nazionale.
Però è evidente che io ritenga di grande importanza questa vostra iniziativa e
soprattutto mai come in questo momento evidenzia una necessità di risolvere problemi
legati alla sicurezza alimentare che riguardano tutti i cittadini.
Quindi voglio dire che la scelta di fare della iniziativa Ogm Free o Antitransgenica è una
scelta legata al rilancio della qualità, dei prodotti tipici, della sicurezza alimentare
e di una educazione nutrizionale migliore è sicuramente una dimostrazione del crescente
interesse dei nostri amministratori, ed in particolare degli Enti Locali, oltre che delle
Regioni, di lavorare vicino a queste che sono le nuove emergenze: la sicurezza alimentare
è una necessità!
Dico anche che ho ricevuto molte sollecitazioni, e continuo a riceverle, di molte realtà
della filiera agroalimentare, che chiedono a loro volta di essere certificate come NON
TRANSGENICHE, senza OGM, e questo dimostra se vogliamo, il paradosso dell'accanimento nel
voler chiedere più produzioni ogm, e dall'altra parte agricoltori, artigiani,
industriali, commercianti, grandi catene di distribuzione, che invece stanno tutti
chiedendo esattamente l'opposto, cioè come certificare l'assenza di transgenico: quindi
siamo di fronte ad una vicenda quantomeno sorprendente! Ci sono alcuni interessi economici
così rilevanti che hanno coinvolto anche autorevoli personalità e che sicuramente hanno
un impatto molto forte e lobbystico sui mezzi di comunicazione che stanno continuando a
promuovere il transgenico in agricoltura avendo contro l'intera filiera agroalimentare.
Questo è lo stato dell'arte.
A questo punto io credo che i Comuni, le Province, le Regioni che rappresentano più da
vicino ancora le nostre comunità di cittadini, secondo me hanno un ruolo importantissimo,
queste realtà locali, per rappresentare questa esigenza, invece, che è un'esigenza di
avere un'agricoltura pulita, un'agricoltura di qualità, che tra l'altro sta rilanciando
il biologico, il tipico. E' di ieri l'approvazione al Cipe in via definitiva del mio
documento di programmazione agroalimentare e forestale, che è il piano triennale
dell'agricoltura italiana per i prossimi anni.
Prevediamo di portare il biologico entro 3 anni al 10% della superficie nazionale. Quindi
molto di più di quello previsto dalla mia collega tedesca che proprio partendo dal nostro
documento, ha proposto in 10 anni di portare la Germania al 20% delle superfici
biologiche. Io credo che se noi riusciremo a mantenere l'obiettivo o almeno avvicinarci a
quello del 10% entro tre anni, noi potremo superare sicuramente il 20 e arrivare al 30%,
in quanto l'Italia ha una grandissima potenzialità di espansione in questo settore, che
è già un settore gm-free, perchè l'unica certificazione senza ogm è sostanzialmente
quella biologica.
Altra considerazione riguarda il fatto che la riforma dell'agricoltura italiana, che
abbiamo votato definitivamente l'altro ieri in Consiglio dei Ministri, il 2 maggio, che
dopo sessant'anni cambia la definizione di Imprenditore Agricolo a titolo
principale, che ha profondamente e radicalmente modificato l'impianto di
orientamento della legge fino ad oggi in vigore. I principi e criteri direttivi
definiscono ora un quadro finalizzato a creare una saldatura tra valorizzazione della
qualità e della tipicità dei prodotti, anche in un'ottica di tutela ai consumatori ed
incremento della competitività delle imprese. Due aspetti voglio segnalare in
particolare: l'esigenza di garantire la multifunzionalità delle aziende e la possibilità
di definire per legge la tracciabilità dei prodotti agricoli, questione che alla luce
delle ultime vicende legate alla mucca pazza, assume grande importanza.
Tornando alla 1a Conferenza Nazionale dei Comuni Antitransgenici, vi sono grato per
l'iniziativa intrapresa in quanto facente parte di una strategia che guarda al futuro: del
nostro paese, al futuro dell'Europa, al futuro dei diritti di cittadinanza, che sono anche
i diritti al cibo sano, oltre che al diritto ad un ambiente vivibile. Sono convinto che le
iniziative che si potranno fare sono molto rilevanti.
Quindi vi ringrazio molto e tutto ciò che potrò fare per sostenere questa, diciamo,
alleanza dei Comuni, delle Province, delle Regioni antitransgeniche, io non solo lo farò
come dovere istituzionale, ma lo faccio come cittadino, in quanto sono il primo a non
voler mangiare cibi transgenici, e possibilmente mangiare cibi buoni... Poi non riuscirò
a mantenere un alto livello di qualità perchè finiamo per batterci più per la qualità
della vita degli altri che di quella di noi stessi, come amministratori ai vari livelli...
però l'importante è avere fermo un principio: l'Italia ha un interesse nazionale a
diventare un paese non transgenico!
Se l'Italia nel panorama mondiale si qualifica come paese Gm-free, le nostre esportazioni,
la qualità della vita dell'Italia, il nostro messaggio come "sistema paese"
legato alla qualità, non può che guadagnarci in termini non solo della qualità della
vita degli italiani, ma anche in termini di economia del nostro paese e dello sviluppo di
una politica che sappia guardare alla qualità come la grande sfida degli anni 2000.
Speriamo che tutto possa funzionare al meglio. ...domande
dal pubblico... -
G. Torelli, vicesindaco di Bubbio.
Buongiorno Ministro; dalla sua esperienza, in base alle attuali posizioni degli stati
membri dell'UE, quali sono le reali possibilità di un futuro in Europa senza ogm? Si
stanno creando due schieramenti, i pro e i contro oppure anche nei paesi più aperti
all'introduzione degli ogm inizia ad entrare un po' di "filosofia
antitransgenica"? -
On. Pecoraro Scanio, Ministro,
Posso dire che soprattutto sulle biotecnologie in agricoltura, sul transgenico, abbiamo
consolidato, non solo nell'anno in cui sono stato ministro ma anche quando ero Presidente
della Commissione Agricoltura, una linea molto chiara. Abbiamo fatto la prima
indagine del Parlamento Europeo sulle biotecnologie, l'Italia ha acquisito una leadership,
una credibilità a livello internazionale...siamo riusciti ad avere voti pressochè
unanimi nel Parlamento Italiano... ed è ovvio che io ho portato la mia personale
modalità di fare politica, per cui il Ministro secondo me non è il direttore generale di
un ministero, ma rappresenta il Popolo Italiano alla guida di un ministero.
Quindi ho dato un indirizzo molto netto su questa materia, e sono convinto che abbiamo
costruito delle leggi...e bisognerebbe farne delle altre, per cambiarle, per essere
chiari... molto importanti. Dalla riforma dell'agricoltura, pesca e foreste, alla riforma
del ministero e degli istituti di ricerca: ho insediato i nuovi organismi che riguardano
questi aspetti, il documento di programmazione agroalimentare e forestale è passato, da
luglio fino a ieri al Cipe, attraverso il vaglio della Conferenza Stato Regioni che ha
dato parere unanime, delle commissioni parlamentari, del Governo, del Cipe. Quindi tutto
questo per i prossimi tre anni quantomeno nella programmazione e credo anche per più...
per quanto riguarda la riforma dell'agricoltura italiana, chiunque vada a fare il Ministro
delle Politiche Agricole dovrà tenerne conto. Per essere chiaro... io tra l'altro spero
di vincere - non so se poi vincendo farò ancora il ministro dell'agricoltura, perchè uno
può anche cercare di andare a riformare e migliorare altri ministeri... :o) ... però in
ogni caso abbiamo dato un segnale talmente netto che qualunque sia la guida, se c'è una
presenza reale sul territorio italiano dei Comuni, dei cittadini... a meno che non venga
un pazzo scatenato... chiunque venga a rappresentare i cittadini italiani, dovrà
adeguarsi alla linea che noi abbiamo dato. E l'abbiamo consolidata anche nella proposta
ufficiale al governo italiano di una riforma della politica agricola europea: per la prima
volta nella storia di questi 50anni un governo nazionale propone la riforma. Ho fatto
convocare entro fine maggio tutti gli Ambasciatori europei perchè noi vogliamo una
riforma netta dell'agricoltura europea, non solo di quella italiana.
Per la situazione sugli ogm abbiamo il conforto dell'opinione pubblica europea e questo è
molto importante! Tra i paesi europei, l'Italia ha una posizione politica molto chiara; la
Germania l'ha ancora più netta da quando i verdi guidano il ministero delle politiche
agricole che è diventato ministero anche dei consumatori. Gli altri paesi, anche quelli
più aperturisti, incominciano ad avere un'opinione pubblica molto attenta.
La Gran Bretagna, che era molto aperta agli ogm, ed io ho fatto un lungo colloquio con
Nick Brown - andrò in Inghilterra a fare campagna elettorale al collega dell'Agricoltura
del Partito Laburista, visto che le sue elezioni a causa dell'afta sono andate oltre
quelle italiane, si doveva votare il 3 maggio invece si voterà il 27 giugno - e faremo
campagna elettorale esattamente per il biologico e contro il transgenico.
Basti pensare che il governo inglese ha previsto di stanziare nei prossimi 5 anni 300/400
miliardi per sostenere il biologico in Inghilterra... e non solo perchè il Principe Carlo
c'ha una fattoria biologica... ma perchè anche in Inghilterra, dopo lo chock della mucca
pazza, francamente parlare di cibo transgenico non è facilissimo, nemmeno per chi ha
posizioni aperturiste verso gli OGM.
Abbiamo fatto una forte azione anche con la Spagna e quindi io credo di poter dire che
oggi la posizione nei ministeri dell'agricoltura sia una posizione sostanzialmente
contraria agli Ogm. Ma dobbiamo stare attenti ai ministeri dell'industria, perchè esiste
una contraddizione tra i ministeri dell'agricoltura, dell'ambiente che sono
tendenzialmente abbastanza contrari, e i ministri dell'industria che invece vedendo gli
Ogm come brevetto industriale, una potenzialità, sono a volte più sensibili all'impatto
delle multinazionali.
Si tratta di fare una campagna molto attenta, però sicuramente il ruolo dell'Italia con
una posizione così netta, è stato molto importante, perchè... parliamoci molto
chiaramente... sulla vite transgenica, avevano votato a favore 14 paesi, le delegazioni
tecniche, e solo noi eravamo riusciti a mandare i nostri con il voto contrario. In
Consiglio dei Ministri ho ribaltato la posizione... cosa che non era praticamente mai
avvenuta, perchè in genere quando si va 14 a 1 poi in consiglio dei ministri tu fai
l'atto formale di opporti ma è difficile far cambiare posizione... e questa volta sono
riuscito, con una serie di pareri che ho chiesto ad illustri scienziati, con un pressing
molto forte, ho detto che avrei illustrato personalmente a Parigi, a Berlino, a Londra e a
Madrid le nostre posizioni... se i miei colleghi volevano la vite transgenica... visto che
avevamo dalla nostra parte i produttori di vino francesi, spagnoli e tedeschi, tutti
contro la vite transgenica.
Questa cosa ha fatto breccia nella testa dei miei colleghi ministri molto più che
tantissime valutazioni diplomatiche ed infatti è stato cambiato il parere in Consiglio
dei Ministri perdendo la maggioranza per la vite transgenica. Per ora abbiamo bloccato
anche quella battaglia.
Ora si tratta ovviamente di aumentare la mobilitazione. Quindi io credo che sia molto
importante questa vostra conferenza, sarà molto utile pensare in tempi molto brevi di
fare anche la conferenza europea degli enti locali contro il transgenico e farla magari
subito a settembre o a ottobre, uscirci rapidamente, e farla magari insieme alle
organizzazioni dei produttori agricoli che non vogliono il transgenico, perchè questo è
un altro grande fronte. La nostra forza in questa battaglia è che abbiamo vicino non solo
i consumatori, ma anche gli agricoltori e i produttori che non vogliono questo tipo di
novità.
Dovete utilizzare al massimo questo grande sostegno popolare perchè questo è un elemento
che può controbilanciare l'enorme potere economico che c'è dall'altra parte a sostenere
gli ogm in agricoltura. Perchè che dall'altra parte ci sia un interesse economico molto
forte, credo che ce ne siamo accorti tutti! -
Piva, assessore all'Ambiente del Comune di Limena (PD).
Buongiorno, mi riferisco al suo intervento in merito al sostegno all'agricoltura
biologica, del programma di incentivazione delle coltivazioni biologiche in Italia. Come
comune a Limena abbiamo già messo in atto alcune iniziative col mondo agricolo, incontri
di formazione locale di assistenza per la conversione all'agricoltura biologica...per dare
informazioni... in quanto c'è anche un po' di resistenza da parte agricola verso la
conversione al biologico in particolare per il problema dei costi... fare il biologico
costa di più, c'è ad esempio il costo della certificazione come primo impatto immediato.
Sarà possibile avere delle misure di incentivazione da utilizzare a livello locale?
Questo sarebbe molto importante per ottenere dei risultati concreti, per assistere, o per
esempio far sopportare i costi di certificazione che pur non essendo elevatissimi, è
sempre importante ridurre, soprattutto all'inizio quando c'è la conversione. Grazie. -
On. Pecoraro Scanio, Ministro.
Grazie a lei!... E' uno dei nostri obiettivi, nel senso che c'è stato un fondo specifico
sull'agricoltura biologica, istituito nella finanziaria del 2001 proprio su mia proposta,
o meglio è stato riorganizzato, perchè era già stato inserito nel 2000 ma non aveva
funzionato perchè mancavano attribuzioni statali, si basava solo sulla tassa sui
pesticidi ma era di difficile attuazione. La tassa è rimasta, quello deve essere un
gettito possibile, ma abbiamo messo anche dei fondi dello stato. E' evidente che una delle
modalità è di sostenere per mezzo di servizi, perchè è chiaro che gli aiuti diretti
alle imprese, come voi sapete, hanno delle problematiche legate alla UE, ma sarà sempre
più possibile pensare a dei sostegni magari alle organizzazioni dei produttori o
attraverso altre modalità di progetti specifici fatti anche dagli enti locali. Ma
soprattutto quello che è importante, è che si stia spostando l'attenzione anche nella
UE... una parte dei fondi della politica agricola comune saranno orientati
all'incentivazione del biologico, basti pensare che nel Consiglio dei Ministri di aprile,
ho ottenuto finalmente che quando il set-aside è a biologico, non ci sarà più il
divieto di seminare colture foraggere. Quindi l'azienda biologica prende i soldi del
set-aside ma invece che il divieto di pascolo c'è la possibilità di produrre proteine
vegetali... perchè sappiamo quanto cen'è bisogno, adesso che abbiamo definitivamente
messo fuori legge il nutrimento con farine animali nei vari allevamenti.
Quindi l'incentivo aumenta progressivamente con una serie di modalità che aiuteranno a
fare il biologico. Sicuramente si va in questa direzione, ed è da ritenere che
nell'applicazione materiale del fondo per l'agricoltura biologica, una delle cose vere da
incentivare sarà la certificazione.
Devo dire perdippiù che ritengo, non solo nel biologico, ma per sostenere il percorso di
una agricoltura italiana verso la qualità, noi dovremo arrivare a consentire la
defiscalizzazione, quindi una sorta di detraibilità delle spese di certificazione,
perchè sarebbe un modo molto forte per sostenere tutto il percorso verso la cosiddetta
rintracciabilità che riguarda non solo il biologico, ma anche quello che vogliamo fare in
molti altri settori. E' di oggi l'insediamento al ministero di un gruppo di lavoro per
fare entrare in vigore dal 1 gennaio 2002 la norma europea che prevede per quella data che
tutti i prodotti ittici, il pesce, dovranno essere certificati per sapere se sia di
acquacoltura o di cattura, per sapere in che zone viene catturato, cioè dove i pescatori
lo prendono.
E' uno dei tanti esempi di una serie di percorsi sulla certificazione della
rintracciabilità che noiu porteremo avanti sino in fondo.
Io vi ringrazio, devo veramente scappare... attendo di conoscere non solo i risultati
della vostra conderenza, ma anche la data in cui convochiamo la Conferenza
europea... Magari la facciamo a Roma, dove si fece il "Trattato di Roma" per
istituire l'UE, in modo che l'Europa non transgenica possa nascere dove è nata la stessa
Unione Europea. -
moderatore.
Glielo faremo sapere, Ministro. Un ultima cosa prima che scappi. All'interno
dell'Osservatorio nazionale sugli Ogm, ci potrebbe essere posto per il Coordinamento dei
Comuni Antitransgenici? -
On. Pecoraro Scanio, Ministro.
Senza alcun dubbio!... Se c'è una richiesta specifica, tutto quello che si può fare
sugli ogm è utile. Potrebbe esserci sicuramente spazio per magari due o tre partecipanti,
in modo da rappresentare le diverse entità che avete, tra comuni, province, regioni...
Vi ringrazio e vi saluto, Buona Giornata.
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