1a Conferenza nazionale Comune Antitransgenico
(zone libere da produzioni agricole transgeniche)
Firenze - 4 maggio 2001  ore 10,30 - 16  -  Sala Brunelleschi - Palagio di Parte Guelfa

Si tiene a Firenze la prima conferenza delle Amministrazioni che hanno emesso ordinanze o delibere in merito alle disseminazioni nell'ambiente di Organismi Geneticamente Modificati.
Sono oltre 100 i Comuni, Province, Regioni, Parchi Nazionali, che si sono aggregati alla Campagna per un Comune Antitransgenico.
Interverranno alla conferenza, tra gli altri, il Ministro delle Politiche Agricole A. Pecoraro Scanio, la direzione nazionale dell'Anpa, il comando dei Carabinieri Tutela Ambiente, il WWF Italia, la Coldiretti nazionale.
E' nell'agosto del 1999 che il comune di Bubbio, in provincia di Asti, decide - per primo al mondo - di emettere una delibera ufficiale con la quale si dichiara Comune Antitransgenico, dando il via di fatto ad una campagna di boicottaggio nei confronti della introduzione degli Ogm in agricoltura, anche da parte di amministrazioni pubbliche.
Da allora in Italia quasi 100 Amministrazioni locali hanno discusso e promulgato delibere aventi come oggetto la volontà di proteggere le produzioni locali, tipiche, tradizionali, dall'introduzione di Ogm che rischierebbero di stravolgere la biodiversità, provocando un incalcolabile danno - anche economico - alla collettività, in termini di rischi per la salute, perdita di varietà locali meno redditizie quantitativamente, ma esaltanti dal punto di vista qualitativo e della cultura locale.
Attraverso il sito internet che sostiene la Campagna per un Comune Antitransgenico  www.rfb.it ("Resistenza ai Frankenfood ed alla Biopirateria") promosso dal "Comitato contro la manipolazione genetica degli alimenti", il messaggio si è diffuso rapidamente e l'esempio italiano è stato seguito in tutto il mondo arrivando addirittura a spingere intere nazioni a proibire la commercializzazione e l'introduzione nell'ambiente di varietà Ogm. 
In Francia sono già oltre 25 i comuni che hanno emesso delibere anti-ogm. In Nuova Zelanda la città di Nelson City si è dichiarata Gm-free. Il Maryland (USA) ha proibito l'allevamento di pesci transgenici sul proprio territorio. Algeria, Sri Lanka, Thailandia, Cina, hanno promulgato leggi nazionali per mettere al bando coltivazione e commercializzazione di Ogm. In Europa la moratoria in atto nei principali paesi sta convincendo i grandi gruppi di produttori statunitensi, canadesi, argentini, a ritornare sui propri passi, abbandonando la produzione transgenica, rivelatasi nel frattempo non così produttiva, e soprattutto dai prezzi in discesa vertiginosa, economicamente insostenibili.
I governi non potranno più ignorare una richiesta che viene dai cittadini i quali dichiarano a gran voce che il modello di agricoltura Ogm è in contrasto con il modello di agricoltura di qualità, legata al territorio, alle tipicità locali ed ecocompatibile. Fermo restando questo principio di fondo, si prende atto che gli Ogm sono attualmente messi in discussione per motivi etici, rischi per la salute, aumento del divario tra  paesi ricchi e paesi poveri, oltre agli inquietanti ed irreversibili danni all'ecosistema, con riduzione della biodiversità e nascita di nuovi organismi e varietà che mai si sarebbero formati secondo le leggi di natura.
La 1a Conferenza dei Comuni Antitransgenici, che coinvolge sul territorio amministrazioni con in totale oltre 8 milioni di cittadini italiani, si pone come obiettivo:
- Mantenimento dell'attuale moratoria sulla coltivazione e sull'allevamento di specie vegetali e/o animali Ogm.
- Confinamento in laboratorio protetto della eventuale sperimentazione di Ogm esclusivamente destinati alla ricerca medica.
- Comunicazione immediata ai Sindaci della precisa localizzazione delle passate ed attuali sperimentazioni autorizzate dal Min. della Sanità in campo aperto.
- Impegno chiaro del Governo a riformare l'Ufficio dei Brevetti attualmente in seno al Ministero dell'Industria per impedire la concessione di brevetti su organismi viventi, appartenenti al regno animale o vegetale, attualmente trattati alla stessa stregua di un oggetto o invenzione frutto dell'ingegno umano, in virtù dell'art. 53b della Convenzione Europea sui Brevetti, che dichiara: "le piante, gli animali, e i processi biologici essenziali alla produzione di piante o animali non possono essere brevettati"