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9 dicembre 2002

Su 221 campioni alimentari analizzati in due anni in Piemonte, il 57% e' risultato contenere OGM
Lo rileva una ricerca condotta dal Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino, i cui risultati sono stati presentati oggi durante un Convegno Internazionale.
Scopo della ricerca era conoscere quanti sono gli organismi geneticamente modificati in circolazione, anche se ufficialmente non dichiarati. Il progetto, finanziato dall' Unioncamere Piemonte, ha permesso l'installazione, presso le sedi delle Camere di Commercio di Alessandria, Asti, Torino, Vercelli, Cuneo e Biella, degli ''Sportelli Ogm'', in cui sono stati raccolti 338 campioni (in particolare di mais e soia, ma anche di mangimi e prodotti per l'alimentazione umana).
Intenzione della raccolta e delle analisi, scoprire se in questi prodotti fossero contenuti o no ogm, e, in caso di risposta affermativa, verificare se fossero autorizzati o meno.

Di 338 campioni raccolti fino al 31 ottobre 2002, 221 sono il frutto di singole richieste di privati - aziende del settore agricolo-zootecnico e agroalimentare, ma anche singoli consumatori - mentre 117 rappresentano l' oggetto di un' attivita' di monitoraggio condotta con il coinvolgimento delle associazioni di categoria. 
Il dato piu' significativo ed allarmante e' che sui 221 campioni analizzati, ben 128 registravano la presenza di ogm, ovvero il 57% del totale. 
Il settore in cui si e' rilevata una maggiore presenza di organismi geneticamente modificati e' quello dei mangimi, in cui, su 91 campioni, 81 contenevano ogm (87% del totale). Nei 70 campioni di soia analizzati - sementi e granelle - 10 presentavano ogm (14% del totale), mentre per quanto riguarda il mais, su 90 campioni analizzati 25 erano quelli ''incriminati'' (28% del totale). Da notare che, per quanto riguarda i mangimi, si e' registrata la positivita' agli ogm anche nei mangimi biologici, in cui e' previsto il divieto dell' utilizzo di materie prime geneticamente modificate.
Per quanto riguarda l' alimentazione umana, infine, sul totale degli 85 campioni analizzati 12 sono risultati positivi alla presenza di ogm, ovvero il 14% del totale, ma va anche sottolineato che in nessuno dei casi positivi sono stati riscontrati valori superiori all' 1%, quantita' al di sopra della quale, secondo la legislazione Ue, e' necessaria l'etichettatura.
(ANSA).