Dal Forum Attac/Fr
ECONOMIA POLITICA DEGLI O.G.M.
E LA POSTA IN PALIO.
Jean Pierre BERLAN, Direttore di Ricerca
presso l'I.N.R.A. - Institut National de la Recherche Agronomique
/C.T.E.S.I. di Montpellier
Chi fa gli OGM (=Organismi Geneticamente Modificati, N.d.T.) A quale scopo? Con quali conseguenze? Secondo quali metodi? Si tratta di questioni concrete. Gli OGM verdi e filantropici che fanno risplendere le mutlinazionali, i loro scienziati ed i media, risultano essere pura speculazione: sono quelli di una societa' che deve essere ancora costruita.
CHI LI FA?
Un ristretto numero di ditte multinazionali domina attualmente i due dominii gemelli della biologia applicata, quello dell'agricoltura (della genetica agricola, ad esser precisi) e quello della sanita'. Queste ditte chimiche e farmaceutiche cercano di riconvertirsi nelle "scienze della vita" perche' leresistenze sociali all'impiego di prodotti chimici pericolosi per gli uomini, gli animali e la vita in generale si moltiplicano, i costi della ricerca e delle autorizzazioni crescono e, senza dubbio, anche perche' la redditivita' di questo settore discende. Esse vogliono dunque riconvertire il loro capitale nel dominio che offre, dal loro punto di vista, dei profitti illimitati, quello del "vivente". Per parafrasare Cartesio, esse vogliono essere "come padroni e possessori del vivente".
In nome della competitivita' e dell'impiego, i governi e la Commissione Europea favoriscono un "partenariato" fra la ricerca pubblica e quella privata, cioe' attuano la privatizzazione della prima, giudicata in Francia poco dinamica. E' cio' che Allegre (ministro per l'educazione nazionale in Francia, N.d.T.) ha riassunto durante l'inaugurazione del genopolo di Evry con la frase "I ricercatori (pubblici) non dovranno piu' strisciare lungo i muri allorche' faranno del business". Che un "socialista", ministro, vecchio scienziato peraltro, pensi che il "business" sia il motore dell' attivita' dei ricercatori, invece del piacere della conoscenza e del riconoscimento dei propri colleghi, la dice lunga sul personaggio, sull'affossamento ideologico del "socialismo" e sulla burocratizzazione della ricerca. Che si creda o si faccia finta di credere che cio' che e' buono per le multinazionali sia un bene anche per la Francia, i paesi europei e l'Europa, meriterebbe, quanto meno, una discussione.
A QUALE SCOPO?
Massimizzare il tasso di profitto, ecco la regola suprema. Come? In agricoltura piuttosto che di OGM, si tratta per il momento di varieta' geneticamente modificate (V.G.M.). Per fare soldi con una VGM, bisogna vendere le "sementi" ad un agricoltore, la qual cosa non e' possibile a meno che l'agricoltore non possa piu' seminare il grano che ha raccolto. L'obiettivo di queste ditte e' dunque quello di fare, se e' possibile chiamarlo cosi', un vivente sterile, quasi-morto, poiche' spogliato della sua proprieta' fondamentale, quella di riprodursi! Invece delle "scienze della vita", queste multinazionali si interessano soprattutto alla non-vita.
In breve, fintantoche' le piante e gli animali si riproducono e si moltiplicano nel campo del contadino, il capitale non puo' riprodursi ne' tantomeno moltiplicarsi nel bilancio dell'investitore nelle "scienze della (non) vita".Per quanto possa sembrare inverosimile, l'obiettivo della nostra societa' e della SUA scienza e' di vietare alle piante ed agli animali di riprodursi nei campi dei contadini...
I mezzi per arrivare a tali risultati sono molteplici: nel ventesimo secolo, gli "ibridi" (varieta' che hanno la proprieta' di autodistruggersi nel campo del contadino) sono stata la via di ricerca preferita, talvolta esclusiva, della ricerca agronomica e della genetica agricola. Questo nel nome di un fenomeno inspiegato ed inesplicabile, l'"eterosi", un mito creato di sana pianta nel 1914 per giustificare con la natura la creazione di una tecnica di sterilizzazione del vivente. Ma sempre piu' ditte preferiscono agli "ibridi", costosi ed inefficaci, il diritto di brevetto che permette loro di socializzare i costi dovuti al far rispettare il privilegio che loro sarebbe accordato. Esse dispongono anche della tecnica "Terminator", la quale permette di rendere sterili le semenze a partire dalla seconda generazione.Terminator fara' aprire gli occhi sugli OGM reali che vengono occultati da quelli virtuali?
Il governo olandese, prendendo coscienza dei pericoli della Direttiva europea sulla brevettabilita' delle biotecnologie, l'ha portata davanti la corte europea di giustizia. Il governo francese, lui, non ha alcuna inquietudine
CON QUALI CONSEGUENZE?
Si tratta di vietare a qualsiasi prezzo alle piante ed agli animali di riprodursi nel campo del contadino.
Dal punto di vista economico (in effetti: del semplice buon senso logico),ogni ostacolo alla facolta' fondamentale del vivente di riprodursi e di moltiplicarsi e' uno spreco che puo' paragonarsi al chiudere porte e finestreper permettere ai mercanti di candele di lottare contro la concorrenza sleale del sole. Per un liberale, accordare questo privilegio e' un anatema.
Questo stesso liberale si leverebbe con veemenza contro la minaccia che un tale privilegio rappresenterebbe per le nostre liberta' pubbliche. Farlo rispettare implicherebbe una "militarizzazione" delle campagne, come mostra l'esempio di Monsanto con i detective di Pinkerton incaricati di scovare gli agricoltori "pirati" o quello dei detective che gia' circolano in Francia nei frutteti per fare dei prelevamenti all'insaputa degli agricoltori, come racconta con gioia il Wall Street Journal.
Le transnazionali vogliono fare dell' agricoltore un "pirata"!
La maschera e' tolta: il "neoliberalismo" attuale non e' altro che una forma volgare del liberalismo. Cosi', il miracolo orwelliano del termine "neo" permette che una dottrina coerente e rispettabile, anche per coloro che non la condividono, divenga il mezzo per giustificare il suo contrario.
Alla finfine, tutta la nostra esperienza storica in questo dominio mostra che :
a) la privatizzazione del vivente (gli "ibridi", il precente della "selezione continua" nel 19simo secolo, e, nel dominio animale, il Libro delle Origini che instaura un monopolio sul "sangue" degli animali) frena il progresso scientifico;
b) l'esistenza di potenti ditte private ostacola lo sviluppo di ricerche piu' utili ma che non procurano loro dei profitti. Perfino allorche' l'ideologia e' quella del servizio pubblico della ricerca, queste ditte canalizzano lo sforzo della ricerca pubblica e ne raccolgono i frutti. A fortiori, quando l'ideologia e' quella dell'asservimento della ricerca pubblica a quella privata, come avviene ora.
Le carenze in materia di ricerche agronomiche su forme di agricoltura rispettose dell'ambiente, della salute dei produttori (quante intossicazioni mortali o invalidanti di agricoltori e di operai agricoli dovuti ai pesticidi? Silenzio) e del pubblico, verso le quali sarebbe conveniente indirizzarsi risolutamente per evitare il disastro annunciato in materia d'ambiente e di salute, non hanno altra causa.
Bisogna che coloro che ci governano (uomini politici, dirigenti di organismi di ricerca profondamente impegnati nel nome della competitivita' in una politica di collaborazione con le multinazionali, dirigenti agricoli accecati dai discorsi tecnico-scientifici) rispondano alla domanda:
VOLETE RENDERE LA FACOLTA' DI RIPRODURSI DELLE PIANTE E DEGLI ANIMALI UN PRIVILEGIO DI QUALCHE MULTINAZIONALE? AVETE GIA' DECISO DI VIETARE AL CONTADINO DI SEMINARE IL GRANO CHE RACCOGLIE?
SECONDO QUALI MEZZI?
Sono conosciuti, classici, ma ben perfezionati da quando Georges Orwell li descrisse nel 1946. E' la propaganda in dolce-stil-nuovo: gli effetti-annuncio, le "scoperte" ed altri "progressi significativi" nella "gestione del vivente", le promesse di un mondo di abbondanza, ecologico, sbarazzato da quei grandi flagelli (in realta' sociali e politiche) che sono l'obesita', il cancro, le malattie mentali, l'alcolismo etc. La cortina di fumo del migliore dei mondi nasconde la realta' totalitaria del mondo piu' profittevole che si tratta di imporre. I biologi non vedono oltre qualche credito e qualche posto per cui concorrere grazie al "partenariato" con le multinazionali, ormai obbligatorio. Certi sognano di fare qualche "scoperta significativa" che dia luogo ad un "brevetto" che potranno deporre a loro nome e poi commercializzare, grazie alla recente legalizzazione di un'inedita forma di corruzione del servizio pubblico. In queste condizioni, non e' meglio essere impiegati dello Stato che permette di privatizzare una "scoperta significativa" piuttosto che di un privato, che la confisca per i suoi azionisti?
Un esempio di dolce-stil-nuovo: "il privilegio dell'agricoltore", seminare il grano raccolto, l'atto fondatore dell'agricoltura e delle nostre civilta'. Le alte autorita' ne discutono dottamente. Dov'e' il privilegio? Respirare o godere della luce del sole sono forse dei privilegi? Facciamo attenzione, lo diverranno un giorno grazie ad una trovata semantica. La storia non dimostra costantemente che nobili ed investitori hanno sempre preferito il privilegio di raccogliere cio' che non avevano seminato al lavoro del contadino consistente nel seminare cio' che aveva raccolto? Che significa questa inversione del linguaggio se non che il vivente appartiene agli investitori e che quelli che lo utilizzano sono irrimmediabilmente presi in trappola?
Osserviamo che in un paese come gli Stati Uniti, almeno il 50% della popolazione soffre di diverse forme di malnutrizione, soprattutto di obesita', malattie cardiovascolari, cancri, diverse carenze. Partiti nel dopoguerra con un handicap nella corsa al "progresso", i paesi europei si danno da fare per recuperare il loro ritardo nel dominio dell'obesita' ,che prende delle proporzioni allarmanti.
La causa principale di queste malattie e' perfettamente nota: l'agricoltura industriale ed il suo prolungamento, l'alimentazione industriale. A chi sivuol fare credere che questi problemi verranno risolti con gli OGM, i quali al contrario mostrano una fuga in avanti nel controllo della nostra alimentazione e dell'agricoltura da parte di qualche ditta? A chi si vuol far credere che gli OGM, Terminator, per esempio, contribuiranno a risolvere il problema della fame e della malnutrizione nel Terzo Mondo? A. Sen (premio Nobel per l'Economia, N.d.T.) ha dimostrato con precisione cio' che sapevamo intuitivamente da molto tempo: sara' la democrazia, inseparabilmente accompagnata da una maggiore uguaglianza di reddito e quindi da una ripartizione non troppo inegalitaria dei mezzi di produzione (in particolare, la terra), che dara' da mangiare al Terzo Mondo, e non certo le multinazionali che da sempre sostengono i regimi piu' reazionari. Aggiungiamo che il progresso storicamente inaudito dei rendimenti agricoli nel dopoguerra riposa sulla libera circolazione delle conoscenze e delle risorse genetiche, sulla loro mondializzazione. Le multinazionali ne vogliono la cartellizzazione. Nuovo esempio di dolce-stil-nuovo che prepara un formidabile regresso di cui peraltro si onoscono le funeste conseguenze fin dal Trattato di Tortesillas, (1494), che divideva il mondo fra Spagna e Portogallo.
Queste ditte venute dal settore chimico operano secondo i principi della persuasione clandestina, che consistono nel manipolare le persone che godono della fiducia del pubblico, i politici, gli scienziati, i "facitori di regole" in maniera da non esporsi in prima linea. Le argomentazioni possono differire, ma grosso-modo le vecchie corde del Progresso, Impiego, Ecologia (il "greenwash") continuano a servire. Queste argomentazioni preparate dalle ditte di relazioni pubbliche sono quindi repanse dai media, i quali sono d'altra parte posseduti dalle stesse multinazionali, Quanto agli scienziati, legati dai contratti che vengono invitati a firmare con queste multiazionali, essi tacciono. Queste ultime acquistano a costo marginale (la potenza pubblica sopportando il costo degli investimenti pesanti e dei salari) i risultati di anni di ricerca e di accumulazione delle competenze, e soprattutto, questi risultati provenienti da ricerca pubblica possiedono una legittimita' sociale ed economica che non avrebbero se fossero stati prodotti da ditte private. Per esempio, gli "ibridi", queste varieta' che hanno la fantastica proprieta' di autodistruggersi nel campo del contadino, solleverebbero ben maggiori resistenze se fossero stati prodotti da imprese private. Il contadino coltiverebbe dei sospetti. Ma poiche' la ricerca "pubblica" (dolce-stil-nuovo, ancora una volta) li proponeva nel nome dell'interesse generale e poiche' si trattava di un nuovo trionfo della scienza...
Questa analisi degli OGM agricoli vale per la sanita' con qualche modifica. La teoria genetica attuale della malattia col suo corollario di "medicina preventiva" non ha altra ambizione se non quella di fare di ogni persona in buona salute un malato potenziale e di prendere il controllo della nostra salute, come le ditte hanno preso il controllo del vivente in agricoltura. E' evidentemente piu' profittevole trasformare degli individui in buone condizioni in malati potenziali che non dei veri malati in individui in buone condizioni. E' anche piu' facile: ciascuno di noi e' in effetti portatore di decine di sedicenti "malattie genetiche". Un tale progetto esige che i costi siano socializzati d i profitti privatizzati: il progetto "genoma umano" ed i diversi progetti di decrittaggio non hanno altro scopo. Gli "ibridi" e Terminator sono anch'essi il frutto della ricerca "pubblica".
La malattia genetica ci priva della nostra responsabilita' individuale e e della nostra responsabilita' collettiva, cioe' politica, sulla nostra salute. Per i "politici", questa naturalizzazione ed individualizzazione della malattia costituiscono una preoccupazione in meno. Poiche' e' genetica, affidiamo i geni alle multinazionali. Lo sfacelo finale di ogni sistema di sicurezza sociale si avvicina aprendo finalmente la strada ad un sistema privato il cui costo e', come si sa, inversamente proporzionale ai risultati (si paragonino Francia, Inghilterra e Stati Uniti). E continuiamo pure, per ragioni di profitto, a moltiplicare gli agenti inquinanti, ivi compresi gli OGM, intorno a noi. Tutto andra' quindi per il meglio, se non nel migliore dei mondi possibili, perlomeno in quello piu' redditizio.
Jean-Pierre Berlan
Directeur de Recherche
INRA/CTESI
Montpellier |