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Data: 22/10/1999
 Biotech, la Ue impone l'etichetta
Agricoltura & mercato - Bruxelles decide l'obbligo di indicazione su tutti gli alimenti con ingredienti transgenici
Nicola Borzi
ROMA - <Questa lecitina di soia contiene organismi geneticamente modificati>. Tra qualche mese questa etichetta sarà comune su molti prodotti alimentari in vendita nella Ue. Il Comitato permanente di Bruxelles sugli alimenti, che rappresenta i Governi dei Quindici, ha infatti approvato a maggioranza la proposta di regolamento della Commissione sull'etichettatura degli alimenti con ingredienti transgenici, i <Novel food>. La proposta fissa all'1% la soglia di organismi geneticamente modificati (Ogm) che farà scattare l'obbligo di etichetta. L'etichetta <non contiene Ogm> sarà invece apposta sui prodotti alimentari privi di geni o proteine modificati.
Le nuove norme comunitarie sono attese sin dal '98, quando Bruxelles varò il regolamento 1139 sull'etichettatura obbligatoria dei <Novel food> per garantire la libertà di informazione e di scelta dei consumatori. Bruxelles scelse due tipi di etichette: <contiene Ogm> o <non contiene Ogm>. Un terzo tipo, <può contenere organismi geneticamente modificati>, fu scartato perché ritenuto fuorviante. Sinora, però, la norma non è scattata per mancanza di regole attuative.
Il nuovo regolamento prevede che dovranno essere etichettati con l'indicazione <contiene Ogm> i prodotti alimentati nei quali sia rilevata la presenza di geni modificati o di proteine espresse da questi. L'etichetta sarà evitata in caso di Ogm presenti sotto l'1% se il produttore proverà che gli ingredienti transgenici sono entrati casualmente nel processo produttivo, come nel caso di vegetali modificati mischiati nel trasporto o di impollinazione incrociata tra raccolti transgenici e <tradizionali> in campi contigui. La proposta di regolamento indica poi una serie di ingredienti alimentari che sono riconosciuti esenti da Ogm. La lista non è considerata esaustiva, per cui nuovi ingredienti saranno aggiunti, su richiesta delle imprese, se si proverà che sono esenti dai prodotti o processi <biotech>.
Con l'approvazione del comitato tecnico, ora la proposta di regolamento tornerà alla Commissione per il varo definitivo, sempre che nel frattempo non sorgano altri ostacoli di carattere politico. Restano da definire i procedimenti scientifici standard da utilizzare sui campioni alimentari per accertare presenza e percentuale degli Ogm negli alimenti. Ma il passo avanti compiuto è decisivo e le etichette avranno grande applicazione. Secondo Assobiotec, l'associazione delle imprese di <scienze della vita> aderente a Federchimica, nel 2005 il fatturato mondiale degli alimenti transgenici tocherà quota 33mila miliardi. In Italia alla stessa data il giro d'affari del settore raggiungerà i 1.650 miliardi circa.
Dopo il voto, in una nota la delegazione italiana a Bruxelles ha affermato che <l'Italia considera questo regolamento un piccolo passo in avanti che tuttavia non risolve alcuni aspetti di carattere generale, per i quali ci vogliono proposte più incisive da parte della Commisione europea>. In particolare per l'Italia bisogna estendere le norme sull'etichettatura <dai prodotti destinati ai consumatori finali e alle collettività agli ingredienti dei prodotti alimentari lungo tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione fino alla vendita> e ai prodotti alimentari <che, pur non contenendo proteine o Dna derivati da manipolazione genetiche, sono stati ottenuti da prodotti o ingredienti alimentari geneticamente modificati>.
Positiva la prima reazione delle imprese. Secondo Leonardo Vingiani, direttore di Assobiotec, <è benvenuto tutto ciò che va nella direzione della chiarezza per i consumatori e che potrà porre le imprese in condizione di operare>. Invece EuropaBio, l'associazione europea del settore, ritiene che la soglia dell'1% sia facilmente rilevabile per la soia transgenica ma meno per i cereali e le altre oleginose. Anche gli ambientalisti sono soddisfatti ma chiedono che il Governo assicuri il rispetto delle norme con controlli nazionali.
Nicola Borzi
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