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17 gennaio 2003

La Francia ha messo un nuovo paletto al commercio degli Organismi geneticamente modificati (Ogm). Ieri i deputati francesi hanno adottato un progetto di legge che autorizza la ratifica del protocollo di Cartagena sulla biosicurezza, che regola il commercio internazionale degli Ogm.
Il protocollo, che e' lo strumento vincolante della Convenzione sulle biodivesita' biologiche, autorizza anche uno Stato ad impedire l'importazione di Ogm in virtu' del principio di precauzione. 

Adottato a gennaio 2000 a Montreal e firmato in seguito da 103 Paesi, il protocollo di Cartagena deve essere ratificato ancora da 50 Paesi, di cui cinque membri dell'Ue, per entrare in vigore. Il ministro francese delegato alla cooperazione, Pierre-Andre' Wiltzer, ha stimato che questo testo dovrebbe entrare in vigore quest'anno, visto che fino ad oggi si sono registrate 39 ratifiche tra cui quelle della Comunita' Europea e di 6 Stati membri. Per la Francia il fatto che gli ''Stati Uniti, primo produttore mondiale di Ogm, non abbiano deciso di ratificare il protocollo costituisce un handicap compensato solo parzialmente dalle previste ratifiche da parte del Canada e della Cina''.
Come si ricordera' alla fine dello scorso anno l'Unione Europea ha messo mano ad un vero e proprio corpo legislativo completo in tema di Ogm dopo l'accordo di compromesso tra i Paesi membri. Nell'Ue vige ancora la moratoria anti-Ogm, imposta a partire dal 1999 da 7 dei Quindici Paesi dell'Unione, tra cui la Francia e l'Italia.
Per la mancanza di una tracciabilita' e di una etichettatura appropriata, sette Paesi dell'Ue (Francia, Danimarca, Belgio, Lussemburgo, Italia, Austria e Grecia) hanno imposto dal 1999 una moratoria sull'introduzione sul mercato di nuovi Ogm, bloccando in particolare 13 Ogm. Motivato dalla preoccupazione dell'opinione pubblica sul piano sanitario, l'embargo ha suscitato le proteste degli Stati Uniti dove la maggior parte di questi Ogm sono prodotti e ha posto l'Unione Europea nella difficile situazione di essere oggetto di eventuali ricorsi davanti all'Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc).
(ANSA).