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IL SECOLO BIOTECH
La vita umana come proprieta` intellettuale*
di Jeremy Rifkin

    *The Nation 13/4/1998

In poco più di una generazione la definizione della vita e del significato dell'esistenza molto probabilmente verrà radicalmente modificata.  Convincimenti datati sulla natura, inclusa la nostra natura umana, verranno quasi certamente rivisti. Molte consuetudini pratiche e antiche concernenti la sessualità, la riproduzione, la nascita e la genitura potranno essere parzialmente abandonate. Anche le idee su eguaglianza e democrazia saranno probabilmente soggette a ridefinizione, altrettanto quanto la nostra visione di cosa significhino termini come "libero arbitrio" e "progresso".
Ed è probabile che la stessa percezione di noi stessi e della società  cambieranno durante quello che io chiamo l'emergente Secolo Biotech, come accadde quando lo spirito iniziale del Rinascimento dilago` sull'Europa medioevale piu` di seicento anni orsono. Anche se Dolly la pecora e gli argomenti sulla clonazione hanno raccolto titoli sensazionali e colpito l'immaginazione popolare, molte sono le forze che stanno silenziosamente confluendo per creare questa potente e nuova corrente sociale. All'epicentro opera una rivoluzione tecnologica senza precedenti storici per il suo potere di ricostruire noi stessi, le nostre istituzioni e il nostro mondo: gli scienziati hanno incominciato a riorganizzare la vita a livello genetico. Le nuove Bio-tecnologie stanno gia` ristrutturando un'ampia gamma di settori che comprendono silvicoltura, agricoltura, allevamenti di bestiame, attività  minerarie, energia, biorimedi, materiali da imballaggio e per costruzioni, farmaceutica, medicina, cibi e bevande. Davanti ai nostri occhi si apre un nuovo paesaggio  senza mappe e i cui contorni vengono presentemente disegnati in migliaia di laboratori di bio-tecnologia intorno al mondo. Compagnie globali di scienza sulla vita come Novartis, Glaxo-Wellcome, SmithKline Beecham, Du Pont, Eli Lilly, Rohm and Haas, Upjohn, Merck and Dow Chemical, a loro volta stanno manovrando rapidamente per esercitare influenza e controllo sul nuovo commercio genetico. Tipica di questa tendenza e` l'audace decisione della Monsanto Corporation, da lungo tempo leader mondiale in prodotti chimici, di disfarsi nel 1997 del suo intero settore chimico e di ancorare la sua ricerca, il suo sviluppo e il suo "marketing" a tecnologie e prodotti basati sulla Biotech. L'accentramento consolidato di industrie sulla scienza della vita da parte di imprese commerciali globali rivaleggia con gli accentramenti, le fusioni e le acquisizioni che operano in altri grandi teatri della tecnologia del ventunesimo secolo - telecomunicazioni computerizzate, servizi informativi e di spettacolo - anche se una attenzione molto minore è stata ad esso prestata dai media e dalle direttive dalla politica.
I grandi cambiamenti economici si verificano nella storia quando un certo numero di forze tecnologiche e sociali si mettono insieme per creare una nuova "matrice operativa". Io vedo sette filoni che compongono la matrice operativa del Secolo Biotech. Insieme, essi creano una rete funzionale per la nuova era economica: 
 Primo  l'abilità di isolare, identificare e ricombinare i geni rende per la prima volta disponibile un fondo comune di geni come risorsa di materie prime per la futura attività economica. Tecniche ricombinanti del DNA ed altre biotecnologie permettono agli scienziati e alle imprese biotech di localizzare, manipolare e sfruttare le risorse genetiche a fini specificamente economici.
Secondo  la concessione di brevetti su geni, sequenze geniche, tessuti da ingegneria genetica, organi ed organismi, insieme ai procedimenti usati per alterarli, sta dando al mercato l'incentivo commerciale per sfruttare le nuove risorse.
Terzo  la globalizzazzione del commercio e degli affari rende possibile una riseminazione massiccia della biosfera terrestre con una Seconda Genesi concepita in laboratorio, una natura bioindustriale prodotta artificialmente e destinata a rimpiazzare lo schema evolutivo della natura stessa. Un'industria globale della scienza della vita ha gia` iniziato a esercitare un potere senza precedenti sulle vaste risorse biologiche del pianeta. Settori della scienza della vita, dall'agricoltura alla medicina, vengono concentrati sotto l'ombrello di gigantesche "compagnie della vita" nell'emergente mercato biotech.
Quarto  il censimento in corso di circa 100,000 geni che compongono il genoma umano e nuove scoperte nella schedatura genetica, con l'inclusione di Chips DNA, di terapia somatica del gene e l'imminente prospettiva di ingegneria genetica di ovuli umani, sperma e cellule embrioniche, stanno aprendo la strada ad una omnicomprensiva alterazione della specie umana e alla nascita di una civilta` eugenetica sotto impulso commerciale.
Quinto una serie di nuovi studi scientifici sull'origine genetica degli umani comportamenti  e la nuova  sociobiologia, che privilegia la natura sull'accrezione educativa, forniscono un contesto culturale ad una estesa accettazione delle nuove biotecnologie.
Sesto  il computer sta fornendo i media organizzativi e comunicativi per l'informazione genetica che e` alla base dell'economia biotech. In ogni parte del mondo i ricercatori stanno usando i computer  per decifrare, download, catalogare e organizzare l'informazione genetica con la costituzione di una nuova riserva di capitale genetico ad uso dell'era bioindustriale. Tecnologie computerizzate e genetiche si stanno integrando in una nuova e possente realta` tecnologica. Il presidente di Microsoft, Bill Gates, sintetizza cosi` il nuovo sforzo collaborativo : "Questa e` l'era dell'informazione, e quella biologica e` probabilmente l'informazione piu` interessante che stiamo decifrando, cercando di decidere il suo cambiamento. L'interrogativo e` su come, non sul se farlo."
Settimo  una nuova narrazione cosmologica dell'evoluzione incomincia a sfidare la cittadella neo-darwiniana con una visione della natura compatibile con i presupposti operativi delle nuove tecnologie e della nuova economia globalizzata. Queste nuove idee sulla natura permettono la legittimizzazione contestuale del  Secolo Biotech con l'assunto che il metodo seguito per riorganizzare economia e societa` e` semplicemente l'estensione dei principi stessi della natura e, in quanto tale, giustificabile.

In breve, il Secolo Biotech porta con se una nuova base di risorse, una nuova serie di tecnologie di trasformazione, nuove forme di esclusive commerciali, un mercato di scambio globale per riseminare il pianeta con una Seconda Genesi artificiale, una emergente scienza eugenica, una nuova sociologia di supporto, una nuovo strumento di comunicazioni per organizzare e gestire l'attivita` economica a livello genetico ed una nuova narrazione cosmologica. Questo composito, geni, biotecnologie, brevetti sulla vita, industria globale di scienza della vita, schedatura e chirurgia dei geni umani, nuove correnti culturali, computers e revisione delle teorie sull'evoluzione, hanno incominciato a rifare il mondo.

LA VITA UMANA COME PROPRIETA` INTELLETTUALE

I geni sono  "oro verde" del Secolo Biotech. Le forze economiche e politiche che controllano le risorse genetiche del pianeta eserciteranno un potere immane sul futuro dell'economia mondiale, cosi` come l'accesso dell'era industriale  e il controllo sulle energie fossili e su i metalli pregiati contribuirono a determinare il dominio sui mercati mondiali.  Le corporazioni multinazionali stanno operando ricognizioni nei continenti, nella speranza di trovare microbi, piante, animali ed esseri umani con tratti genetici rari che possano avere in futuro potenziali valori di mercato. Dopo avere individuato questi tratti desiderati, le compagnie biotecniche li stanno gia` modificando per poi perseguire la protezione di brevetti sulle loro nuove "invenzioni".
I tentativi delle corporazioni di recintare e mercificare il pool dei geni stanno incontrando una forte resistenza da parte di organizzazioni non governative e di paesi nell'emisfero meridionale che incominciano a chiedere un'equa compartecipazione ai benefici della rivoluzione biotech. Mentre l'expertise tecnologico necessario a manipolare il nuovo oro verde e` localizzato nei laboratori scientifici e nei consigli di amministrazione delle corporazioni nel Nord, gran parte delle risorse genetiche, essenziali ad alimentare la nuova rivoluzione, si trovano negli ecosistemi tropicali del Sud. Le compagnie transnazionali sostengono che la protezione dei brevetti e` essenziale se esse debbono rischiare risorse finanziarie ed anni di ricerca e sviluppo per introdurre sul mercato  prodotti nuovi ed utili. I paesi del Sud sostengono invece che l'impegno nella ricerca e nello sviluppo ha luogo anni prima che gli scienziati gettino lo sguardo sull'organismo e sul gene, ad opera di abitanti di villaggi e di contadini che isolano, potenziano e preservano erbacei e raccolti di valore. Stando cosi` le cose essi rivendicano una certa misura di retribuzione per il loro contributo alla rivoluzione biotecnica.

Un crescente numero di organizzazioni non governative, insieme ad alcuni paesi hanno incominciato ad assumere una terza presa di posizioni, sostenendo che il pool genetico non dovrebbe essere messo sul mercato a qualsiasi prezzo - che esso dovrebbe rimanere un patrimonio comune e continuare ad essere usato liberamente dalle generazioni presenti e future. Essi citano  un precedente nella recente storica decisione delle nazioni del mondo di mantenere il continente di Antartica come patrimonio globale comune libero dallo sfruttamento commerciale.
 Il dibattito sulle patenti della vita e` diventato recentemente piu` serrato con le notizie sempre piu` frequenti riguardanti istituti scientifici e compagnie farmaceutiche e biotech che operano bioricognizioni sullo stesso genoma umano in remote regioni del pianeta.
Il "Progetto sulla Diversita del Genoma Umano" , un programma scientifico diretto dal Dott. Luigi Luca Cavalli-Sforza, studioso di genetica demografica e professore emerito all'Universita` di Stanford, e` stato al centro di crescenti controversie da quando si e` appreso che il gruppo progettava di prelevare campioni di sangue da 5.000 popolazioni e sotto-gruppi linguisticamente diversi al fine di accertare le loro strutture genetiche e di individuare tratti genetici unici che potessero dimostrarsi importanti e utili in futuro.
Chi sponsorizza il progetto spera che il campionamento dei genomi di pochi gruppi di popolazioni indigene rimaste isolate dal resto del mondo possa riservare qualche "sorpresa genetica" , tale cioe` da costituire un portentoso beneficio per l'umanita` nella ricerca di nuovi metodi volti a migliorare la configurazione genetica della razza. Cavalli-Sforza, dal canto suo, difende questo tipo di ricerca, definito dai suoi critici il "progetto vampiro", osservando che e` importante identificare le varianti genetiche rimaste, quali che esse siano, prima che esse vengano definitivamente perdute, sia a causa della scomparsa di queste popolazioni sia attraverso il loro assorbimento nella popolazione generale.  Cavalli-Sforza dice anche che mentre a titolo personale ritiene che non dovrebbero esistere brevetti sul DNA, egli pensa che il valore commerciale dell'informazione genetica proveniente dal "Progetto sulla Diversita` del Genoma Umano" potra` rendere poco pratico un'assunto del genere.  Egli suggerisce pertanto che, "nell'improbabbile eventualita` che esista qualche gene di valore commerciale la gente che lo mette a disposizione - non come individui ma come gruppo - dovrebbe in qualche maniera condividerne i vantaggi".
Le preoccupazioni dei critici si acuirono nel 1993, quando la "Fondazione Internazionale per il Progresso Rurale", una organizzazione non-governativa, scopri` che il governo degli Stati Uniti aveva cercato di ottenere sia brevetti nazionali che internazionali su un virus derivato dalla sequenza genica di una donna indiana Guaymi di 26 anni residente nel Panama. Un ricercatore degli Istituti Nazionali per la Sanita` aveva prelevato un campione sanguigno dalla donna e ne aveva sviluppato la sequenza genica. Questa sequenza genica dei Guaymi rivestiva un interesse particolare per i ricercatori degli Istituti Nazionali di Sanita` in quanto conteneva un virus unico che stimola la produzione di anticorpi ritenuti dagli scienziati utili nelle ricerche sullo AIDS e sulla leucemia.
 Nell'apprendere di questa richiesta di brevetti i rappresentanti del Congresso Generale Guaymi nel Panama organizzarono una pubblica protesta. Isidro Acosta, presidente del congresso, dichiaro` in quella occasione di essere rimasto sgomento per il fatto che un organismo scientifico cosi` eminente come gl'Istituti in questione potessero cosi` impunemente violare la privacy genetica della sua tribu` e che il governo degli Stati Uniti, senza informare i Guaymi delle sue intenzioni, potesse poi cercare un brevetto su un tratto genetico dei Guaymi e trarre profitti dalla loro eredita` biologica sul mercato globale: Non potevo mai immaginare che qualcuno potesse brevettare piante ed animali. Fondamentalmente e` immorale, e` contrario alla concezione Guaymi della natura e al nostro posto in essa. Brevettare del materiale umano .... appropriarsi del DNA umano e brevettare i suoi prodotti... costituisce una violazione dell'integrita` della vita stessa e del nostro piu` profondo senso della morale. Le proteste del pubblico costrinsero il governo degli Stati Uniti a ritirare la richiesta di brevetti. La controversia sul copyright dei geni di popolazioni indigene esplose comunque di nuovo alcuni mesi dopo quando il governo USA inoltro` due altre richieste di brevetti in America ed in Europa per sequenze geniche ottenute da cittadini delle isole Solomon e della Papua Nuova Guinea. Quando il governo delle isole Solomon inoltro` una protesta, l'allora Segretario al Commercio Ron Brown rispose seccamente: In base alle nostre leggi, come a quelle di molti altri paesi, i materiali in questione connessi con le cellule umane sono brevettabbili e non esistono dispositivi per prendere in considerazione l'origine delle cellule che interferiscano con le richieste di brevetti. Nel marzo del 1995 l'Ufficio Patenti Usa rilascio` un brevetto per il virus umano T-lymphotrophic proveniente dalla Papua New Guinea (HTLV-i) al Dipartimento per la Salute e i Servizi Umani, producendo cosi` la prima brevettazione di una sequenza genica umana da popolazione indigena. Sdegnato per l'azione degli Stati Uniti un gruppo di isole-nazioni del Pacifico meridionale prepararono una proposta ed un comunicato comune volti a fare del loro spazio sovrano una "zona libera da brevetti". Nel 1996 gli Stati Uniti rinunciarono discretamente alla richiesta del brevetto. 
Il governo dell'India ha manifestato anch'esso le sue profonde riserve sui tentativi dei ricercatori di impadronirsi di campioni di sangue. L'India, con le sue diverse culture e con la commistione delle sue popolazioni, viene considerata un teatro ideale per la ricognizione di geni. "Menzionate qualsiasi disordine genetico e noi disponiamo delle varianti", ha dichiarato Samir Brahmachari, professore di biofisica molecolare all'Istituto Indiano di Scienza a Bangalore. Ad esempio, nel Bangala occidentale ove il colera e` una minaccia continua, un gran numero di persone sembra immune alla malattia. Gli scienziati stanno ora cercando di identificare il gene o i geni atti a conferire questo vantaggio genetico nella speranza di reperire una nuova cura della malattia stessa.
Nel gennaio 1996 la Societa` Indiana di Genetica Umana ha diramato una serie di direttive che esigono il bando al trasporto di " sangue, di sequenze geniche,  di DNA, di materiali ossei e fossili" in attesa di intese formali tra le parti che perseguano questo tipo di collaborazione. La S.I.G.U. ha reso ben chiaro che una intesa del genere deve identificare "gli obbiettivi del progetto, i prospettati benefici scientifici, materiali, economici e i termini in cui essi vanno condivisi sia nel presente che nel futuro". Questo passo e` stato compiuto in seguito a rivelazioni secondo cui l'Istituto Nazionale per la Sanita` USA si stava assicurando illegalmente campioni di DNA e di sangue provenienti da pazienti in cliniche oftalmiche private in India senza avere ottenuto la necessaria autorizzazione per trasferire all'estero questi campioni. I ricercatori dell'Istituto Nazionale Oftalmico Americano stavano effettuando ricerche dei geni che provocano la retinitis pigmentosa, o cecita` notturna. Il Consiglio Indiano di Ricerche Mediche comunico` che avrebbe dovuto essere notificato in anticipo su questo tipo di ricerche, dato che la legge dell'India proibisce l'esportazione di materiali biologici senza il permesso della Societa` Indiana di Genetica Umana.

 Sembra che non esista una localita` nel pianeta abbastanza remota per sfuggire ai cacciatori di geni. Nell'aprile del 1997 il Los Angeles Times ha riferito di una spedizione scientifica guidata dal Dott. Noe Zamel, un professore di medicina genetica all'Universita` di Toronto, e finanziata dalla "Sequana Therapeutics" di La Jolla in California. "Sequana" fa parte di un gruppetto di nuove compagnie biotech ai primi passi dedicate alla ricognizione dei geni. Queste imprese "genomiche" sono all'avanguardia dell'emergente rivoluzione biotech.
Una squadra della "Sequana" ha raggiunto, su un'unita` della Marina del Sud Africa, la piccola isola vulcanica di Tristan da Cunha, una striscia di 40 miglia quadrate in mezzo all'Oceano Atlantico citata spesso come l'isola piu` solitaria del mondo. I suoi abitanti, poche centinaia, sono discendenti di marinai britannici sbarcati nel 1817. Quello che aveva reso interessante a Zamel e alla sua squadra questa piccola popolazione locale a comistione consanguinea era che meta` di essa soffriva di asma.
Gli scienziati si auguravano cosi' di trovare il gene o i geni responsabili del fenomeno per poi brevettarli.
Gli scienziati della compagnia prelevarono campioni di sangue da 270 dei 300 residenti dell'isola e riferirono poi di avere individuato due "geni candidati" responsabili dell'asma. Comunque, fino ad ora, la compagnia ha rifiutato di condividere con altri ricercatori del settore le sue scoperte, motivando l'accusa secondo cui essa sta facendo prevalere considerazioni commerciali su ogni sforzo collaborativo di reperire una cura per la malattia. Da parte loro, compagnie "genomiche" come la "Sequana" ammettono di essere scese in campo per sfruttare commercialmente il genoma umano e di non poter sperare di realizzare profitti se non fossero in grado si stabilire un diritto di proprieta` sulle loro ricerche, almeno fino a quando queste non vengano protette da brevetti.  La "Sequana" ed altre imprese "genomiche" sostengono che gli incentivi di mercato costituiscono il mezzo migliore e il piu` efficace per portare avanti la ricerca. Ma altri non ne sono altrettanto certi. "E` una questione da incubo" - ha dichiarato un esperto di genetica che lavora in una grande compagnia farmaceutica, in una conversazione confidenziale e privata con il direttore della rivista Nature.
 I cittadini stranieri non sono i soli ad avere brevettate le loro sequenze cellulari e i genomi da parte di compagnie commerciali negli Stati Uniti. In un caso che ha creato un precedente clamoroso in California, un uomo d'affari dell'Alaska di nome John Moore ha scoperto che parti del suo corpo erano state brevettate, a sua insaputa, dall'Universita` della California di Los Angeles (U.C.L.A.) e poi commercializzate dalla Sandoz Pharmaceutical Corporation. Moore diagnosticato per una forma rara di cancro era stato sottoposto ad una cura presso la U.C.L.A.; il medico curante e un ricercatore dell'Universita` avevano scoperto che il tessuto della milza del Moore produceva una proteina del sangue capace di sviluppare globuli bianchi che sono validi agenti anti-cancro. Nel 1984 l'Universita` creo` dal tessuto della milza del paziente una sequenza cellulare ed ottenne un brevetto sulla sua "invenzione". Si stima che questa sequenza cellulare abbia oggi un valore commerciale superiore ai 3 miliardi di dollari. In un secondo tempo il Moore ha citato in causa l'Universita` della California, rivendicando un diritto di proprieta` sui suoi tessuti fisiologici. Nel 1990 la Corte Suprema della California diede torto al Moore sostenendo che egli non disponeva di diritti di proprieta` sui tessuti del suo corpo: le parti del corpo umano - asseri' la Corte Suprema - non potevano essere barattate come merce sul mercato. Al tempo stesso la Corte riconobbe che gli "inventori" avevano la responsabilita` di informare Moore del potenziale uso commerciale dei suoi tessuti e, solo per questa ragione, avevano violato il loro mandato ficuciario e potevano essere obligati a risarcire in qualche maniera il danno. E` anche vero che la Corte accetto` il principio della richiesta primaria dell'Universita` secondo cui la sequenza cellulare di per se stessa, anche se non proprieta` del Moore, poteva giustificabilmente essere reclamata come proprieta` della U.C.L.A. . L'ironia di questa decisione venne colta nella sua opinione di dissenso dal Giudice Allen Broussard.
Egli scrisse che: Il rigetto a maggioranza del diritto ad azione di risarcimento del ricorrente non sta a significare che parti del corpo non possano essere acquistate e vendute a fini di ricerca o commerciali o che nessun individuo o entita` possa beneficiare economicamente dal valore fortuito delle cellule ammalate del ricorrente. Lungi dall'elevare questi materiali biologici al di sopra e fuori dal mercato, l'argomentazione della maggioranza semplicemente impedisce al ricorrente, origine delle cellule, di ottenere i benefici del valore delle cellule stesse, ma permette ai citati in giudizio, che presumibilmente ottennero con mezzi impropri le cellule dal ricorrente, di mantenere e sfruttare il pieno valore economico dei loro usurpati guadagni senza...doverne dar conto a chichessia.

Le straordinarie implicazioni della privatizzazione del corpo umano - metterlo in distribuzione sotto forma di proprieta` intellettuale tra istituzioni commerciali - sono state illustrate in maniera paradigmatica dal caso di un brevetto concesso dall'Ufficio Europeo per le Patenti a una compagnia statunitense di nome Biocyte. Il brevetto ha riconosciuto alla compagnia la proprieta` di tutte le cellule sanguigne provenienti dal cordone ombelicale di un neonato, poi usate per molteplici fini terapeutici. Il brevetto e` cosi' esteso da permettere a questa compagnia di impedire l'uso di qualsiasi cellula sanguigna estratta da cordone ombelicale a qualsiasi individuo o istituzione che non voglia pagare i diritti del brevetto. Le cellule sanguigne da cordone ombelicale sono particolarmente importanti per i trapianti di midollo osseo e per tanto costituiscono un investimento commerciale altamente renumerativo.  Va sottolineato che questo brevetto era stato concesso semplicemente perchè la Biocyte era stata capace di isolare e congelare le cellule sanguigne. La compagnia non aveva introdotto alcun cambiamento nel sangue stesso. Eppure, ora la compagnia dispone del controllo commerciale su questa parte del corpo umano.

Un simile brevetto a vasto raggio e` stato autorizzato dall'Ufficio Brevetti USA alla compagnia americana Systemix di Palo Alto in California, a copertura di tutti i ceppi di cellule del midollo osseo umano. Questo brevetto su una parte del corpo umano e` stato autorizzato malgrado il fatto che la Systemix non aveva fatto assolutamente nulla per alterare o ristrutturare le cellule. Alcuni, anche all'interno della professione medica, rimasero sconcertati dalla decisione dell'Ufficio Brevetti. Il Dott. Peter Quesenberry, Vice Presidente per gli aspetti medici della Societa` per la Leucemia d'America si espresse ironicamente con questa battuta: "Dove si puo` tracciare una linea di divisione?
Possiamo brevettare una mano?" D'altro canto molti nel settore della biologia molecolare non raffigurano alcun apparente problema etico o un dilemma morale nella ricognizione dei geni e stanno avanzando rivendicazioni su vaste aree del genoma umano. Arnold Slutsky dell'Istituto Samuel Lunenfield nell'Ospedale Mount Sinai di Toronto, si chiede retoricamente: "Se un giornalista scrive un articolo su una famiglia, e poi vince il Premio Pulizer, e` tenuto ad elargire a quella famiglia una percentuale della ricompensa del suo premio?"

 La corsa imprenditoriale alla brevettazione del genoma della famiglia umana ha registrato una notevole accelerazione negli ultimi anni, in gran parte per via dell'elevato ritmo nella schedatura e nella determinazione delle sequenze di circa 100.000 geni che compongono il genoma umano. Non appena un gene viene etichettato, il suo "scopritore" molto probabilmente cerchera` un brevetto, e spesso prima ancora di conoscere la funzione o il ruolo di quel gene. Nel 1991 J. Craig Venter, allora direttore della Squadra di Ricerca e Schedatura del Genoma all'Istituto Nazionale di Sanita`, si dimise dal suo incarico governativo per dirigere una compagnia di genomica finanziata da capitale speculativo in eccesso di 70 milioni di dollari. Al tempo stesso Venter e i suoi colleghi inoltrarono richieste di brevetti su piu` di 2.000 geni del cervello umano. Molti ricercatori impiegati dal Progetto Genoma Umano rimasero sgomenti e indignati e accusarono il Venter di perseguire profitti da una ricerca inizialmente finanziata dai contribuenti USA. Un certo numero di scienziati rimasero turbati dal fatto che il Venter aveva cercato questi brevetti sui geni prima ancora di conoscerne le funzioni. Il Premio Nobel Dott. James Watson, co-scopritore della doppia spirale del DNA ed ex direttore del Progetto Genoma Umano, defini' le richieste brevettazioni di Venter "pura e semplice follia".  Ciononostante, e` probabile che in meno di dieci anni, i circa 100.000 geni che costituiscono l'eredita` genetica della nostra specie, verranno patentati, trasformandoli in proprieta` esclusiva di compagnie globali nei settori farmaceutici, chimici, agro-business e biotech.

Il crescente consolidamento del controllo corporativo sugli schemi genetici della vita come sulle tecnologie per sfruttarli e` a dir poco allarmante, specialmente quando ci soffermiamo a considerare che la rivoluzione biotech avra` effetti diretti su tutti gli aspetti delle nostre vite. La maniera come mangiamo; la maniera come ci diamo appuntamenti amorosi e ci sposiamo; la maniera come generiamo i nostri bambini; la maniera come questi bambini vengono crescieuti e educati; la maniera come lavoriamo; la maniera come ci impegnamo in politica; la maniera come esprimiamo le nostre credenze; la maniera come percepiamo il mondo intorno a noi e il nostro posto in esso - tutte queste nostre realta` individuali e condivise verranno toccate in profondita` dalle nuove tecnologie del Secolo Biotech. 

IL COLPO DI CODA

Il dibattito sulla brevettazione della vita e` una delle questioni piu` importanti mai affrontate dalla famiglia dell'uomo. La brevettazione della vita colpisce nel piu` profondo le nostre convinzioni sulla natura stessa della vita, se essa debba essere concepita come qualcosa di valore intrinseco o puramente utilitaristico. L'ultimo grande dibattito di questo tipo si svolse nel diciannovesimo secolo sulla questione della schiavitu`, con gli abolizionisti che sostenevano come la vita umana avesse un valore intrinseco e "diritti dati da Dio" e non potesse essere trasformata in proprieta` commerciale e personale da parte di un altro essere umano. Le argomentazioni degli abolizionisti finirono con il prevalere e la schiavitu` approvata per legge venne abolita in ogni paese del mondo dove era ancora praticata.

 Come gli abolizionisti anti-schiavitu` del diciannovesimo secolo, una nuova generazione di attivisti genetici sta incominciando a sfidare il concetto alla base della brevettazione della vita: sostengono che la vita e` pregna di valore intrinseco e pertanto non puo` mai essere ridotta legittimamente a proprieta` intellettuale-commerciale controllata da conglomerati di scienza della vita e scambiata come semplice merce sul mercato. Feministe, agricoltori, movimenti per la protezione degli animali, organizzazioni per la difesa dei consumatori, sostenitori della salute pubblica e organizzazioni per la giustizia sociale stanno confluendo attorno al mondo in una nuova potente forza di opposizione che si batte contro il crescente commercio genetico che traffica sugli schemi di vita.

Nel 1995 una coalizione di piu` di 200 esponenti religiosi, che comprendevano le guide titolari di ogni maggiore denominazione Protestante, piu` di cento vescovi cattolici e leaders ebraici , mussulmani, buddisti e indu`, hanno proclamato la loro opposizone alla concessione di brevetti su geni umani ed animali, su organi, tessuti ed organismi. Questa campagna e` stata organizzata dalla Fondazione sulle Tendenze Economiche, che io stesso dirigo.

La coalizione, la piu` grande assemblea  di dirigenti religiosi statunitensi che sia stata mai convocata su una questione di mutuo interesse nel ventesimo secolo, ha asserito che la brevettazione della vita rappresenta la piu` grave sfida nella storia alla nozione della creazione divina.  I teologi si chiedono: come puo` la vita essere definita una invenzione a fini di profitto da parte di scienziati e corporazioni quando essa viene concessa come un dono di Dio? O la vita e` una creazione di Dio ovvero e` una invenzione umana, ma non puo` essere l'una e l'altra cosa. Parlando a nome della coalizione Jaydee Hanson, un alto funzionario della Chiesa Metodista Unita, ha dichiarato: "Crediamo fermamente che gli esseri umani e gli animali sono creazioni di Dio, non creazioni umane, e in quanto tali non debbano essere patentate come invenzioni". Mentre non tutti gli esponenti religiosi si oppongono a patenti "di procedura" sulle tecniche usate per creare forme transgenetiche di vita, essi concordano all'unanimita` sulla loro opposizione alla brevettazione di forme di vita e delle loro componenti stesse. Essi sono profondamente convinti delle gravi conseguenze di un trasferimento del principio di paternita` da Dio a scienziati e a compagnie transnazionali, e sono fermi nella loro determinazione a levar difese contro ogni tentativo fatto dall'uomo  di avanzare rivendicazioni sul creatore e architetto sovrano della vita su questa terra. 
Ma cosa potra` mai significare per le generazioni a venire crescere in un mondo dove arriveranno a concepire tutta la vita come invenzione pura e semplice - dove i confini tra sacro e profano, tra valore intrinseco e valore utilitaristico siano del tutto scomparsi, riducendo la vita stessa a livello di oggetto, privo di qualsiasi qualita` unica o essenziale che lo possa distinguere da una struttura basilarmente meccanica?  La battaglia per preservare il pool genetico terrestre come aperta dimensione comunitaria, libera da sfruttamenti commerciali, diventera` una delle lotte piu` critiche dell'Era Biotech. I "diritti genetici", a loro volta, emergeranno probabilmente come la questione fondativa dell'era imminente, definendo cosi' gran parte dell'agenda politica del Secolo Biotech.

(Estratti dalla nuova opera di Jeremy Rifkin, Il Secolo Biotech: Il Gene Imbrigliato e il Rifacimento del Mondo. Tarcher/Putnam Editori.  Rifkin e` Presidente della Fondazione sulle Tendenze Economiche a Washington D.C.)

 BIOCONTROLLI E FUSIONI

I conglomerati globali stanno acquisendo rapidamente compagnie biotecniche ai primi passi, compagnie di semenze, interessi nell'agro-business e nell'agro-chimica, imprese farmaceutiche, mediche e sanitarie, aziende alimentari e di bevande, creando cosi' complessi di scienza di vita con cui forgiare un mondo bio-industriale: le compagnie farmaceutiche globali nel 1995 hanno investito piu` di tre miliardi e mezzo di dollari nell'acquisto di ditte biotech, e in aggiunta a queste acquisizioni dirette hanno speso nello stesso anno all'incirca un miliardo e 600 milioni di dollari nella promozione con le stesse ditte di procedure per la brevettazione.
Impressionante questa concentrazione di potere. Le dieci piu` grandi compagnie agro-chimiche controllano l'81% di un mercato agro-chimico globale del valore di 29 miliardi di dollari. Dieci compagnie di scienza della vita controllano il 37% di un mercato globale delle semenze del valore di 15 miliardi di dollari. Le dieci piu` grandi compagnie farmaceutiche controllano il 47% di un mercato farmaceutico di 197 miliardi di dollari. Dieci compagnie controllano il 43% del mercato farmaceutico-veterinario di 15 miliardi di dollari. Al vertice di questa piramide di scienza della vita si trovano dieci compagnie transnazionali di alimenti e di bevande con un fatturato eccedente nel 1995 i 211 miliardi di dollari.
 Molte delle piu` grandi compagnie di scienza della vita hanno assunto posizioni strategiche per il controllo di gran parte del mercato globale bio-industriale nel secolo a venire. Novartis, una nuova gigantesca impresa costituitasi con una fusione da 27 miliardi di dollari tra due compagnie svizzere, quella farmaceutica Sandoz e quella agro-chimica Ciba-Geigy, e` il risultato tipico di questo processo in corso. Novartis e` la piu` grande compagnia agro-chimica del mondo ed e` la seconda piu` grande nel settore delle semenze ed in quello farmaceutico. Prima della fusione nel 1995 la Sandoz aveva comprato la Genetic Therapy per 295 milioni di dollari: la Genetic Therapy deteneva diritti commerciali su un brevetto a vasto raggio concernente la tecnica di rimozione delle cellule da un paziente, di modificazione delle loro strutture genetiche e di reinserimento delle stesse nel corpo del paziente. L'acquisizione ha garantito a Novartis una base operativa nella nascente scienza della terapia genetica umana. Altre ditte globali della scienza della vita seguono a breve distanza la Novartis: includono la Monsanto Corporation, la Dow Elanco, la DuPont e la AgrEvo. Nel frattempo i giganti farmaceutici stanno acquistando compartecipazioni azionarie concludendo accordi di ricerca con molte compagnie di genomica umana. Bayer, Novartis e Eli Lilly, hanno sviluppato rapporti commerciali con Myriad, una compagnia genomica basata negli Stati Uniti che ha scoperto il gene del cancro del seno. Pfizer, Pharmacia e UpJohn, hanno investito nella Incyte, una ditta nord americana nella cui banca dati si dice siano contenute le sequenze parziali di circa 100.000 geni. Eli Lilly ha concluso un accordo con la Millenium Pharmaceuticals, una compagnia che sta effettuando ricerche genomiche sull'arteriosclerosi. Corange International ha firmato un accordo per 100 milioni di dollari con la Gene Medicine, un'impresa genomica USA. Glaxo Wellcome ha un accordo di cinque anni con la Sequana Therapeutics per sviluppare lavoro genetico sull'obesita` e il diabete. La francese  Synthelabo ha acquisito una partecipazione azionaria di 9 miliardi e 700 mila dollari nella connazionale Genset dopo aver concluso un'accordo di ricerche per 69 milioni di dollari con la stessa compagnia genomica. La SmithKline Beecham ha raggiunto una analoga intesa del valore di 125 milioni di dollari con la Human Genomics, una compagnia basata negli Stati Uniti. 

    J.R.

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