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"Ci impegnamo a rispettare la trasparenza totale, mettendo a disposizione
del pubblico tutti i dati scientifici e le informazioni pubblicate sulla sicurezza e le proprietà del prodotto, così come a lavorare soltanto nel
quadro dei regolamenti scientifici, come richiesto dalle agenzie governative competenti del mondo intero" (Impegno della società Monsanto)
Prove in campo aperto degli OGM in India
Lo schema è dappertutto stranamente simile. Agricoltori disperati, raccolti distrutti, un mercato in costante espansione che promette ricchezza a coloro
che potranno fornire, finalmente, una tecnologia miracolosa che permette di guarire tutti i mali. Meno di mezzo secolo fa, la panacea era la
"rivoluzione verde". Ora, è la "rivoluzione genetica". Ma che sia verde o genetica, la rivoluzione è sempre firmata dalle stesse società chimiche,
come Monsanto e Novartis. Gli sforzi del gigante Monsanto - attraverso il suo socio indiano Mayco -
per far approvare la commercializzazione del contestatissimo "cotone BT transgenico" in India sono oggetto di una violenta opposizione.
Il cotone, che è una pianta molto delicata, è una coltivazione molto diffusa in India. Monsanto spera che la varietà "transgenica" conosciuta con il nome
di cotone "Bollgard" possa conquistare il mercato. In effetti, il cotone Monsanto contiene un gene proveniente da un batterio naturalmente tossico,
il " Bacillus thurigensis ".L'introduzione di questo gene nella struttura genetica del cotone lo rende resistente al "Boll Weevil", un noto parassita
del cotone. Le critiche verso il modo in cui il governo indiano ha effettuato le verifiche sul "cotone BT" mettono in rilievo serie irregolarità e violazioni
delle regole di sicurezza. Secondo queste critiche, il processo mancherebbe di trasparenza e non sarebbe stato oggetto di nessun dibattito pubblico.
Inoltre, il governo non avrebbe né la volontà politica, né la capacità in termini di tecnica o di infrastrutture per controllare o regolare la
delicata tecnologia in gioco. Ma dopo quattro anni di controversie e di negoziazioni segrete, il governo indiano si prepara a dare il permesso
all'introduzione del "cotone BT" di Monsanto. Monsanto opera in India dal 1949 e ha una posizione leader sul mercato
dell'agrochimica. Ci sono tre filiali indiane: Monsanto-India, Monsanto-Entreprises e Monsanto-Chemicals. E recentemente, nel 1989,
Monsanto ha acquistato una partecipazione del 26% del capitale nella compagnia indiana di sementi Mahyco (l'organigramma del gruppo Monsanto può
essere scaricato dal sito www.genewatch.org.).
Un ciclo mortale
Ironicamente è ancora il cotone - già eroe pubblicitario della disastrosa "rivoluzione verde" - che si vuole fare eroe dell'era genetica
dell'agricoltura indiana.
Più del 50% dei pesticidi vaporizzati in India lo sono sui campi di cotone, e questo ha già avuto conseguenze mortali sulle colture e sui coltivatori.Secondo Devinder Sharma, esperto di politica alimentare e commerciale,
residente a Delhi, meno di 20 anni fa più di 10.000 agricoltori produttori di cotone sono morti in seguito all'introduzione dei pesticidi di quarta
generazione, i "piretroidi sintetici".
Gli agricoltori sono prigionieri del circolo vizioso dell'indebitamento dovuto al costo elevato della "rivoluzione verde" che li obbligava a
utilizzare pesticidi, concimi, pompe per l'irrigazione e sementi ibridi.
Nella maggior parte dei casi, il solo mezzo di sfuggire all'indebitamento era di avvelenarsi con i pesticidi che i prestiti sottoscritti avevano
permesso di acquistare.
Quest'anno, i suicidi sono continuati con lo scacco delle monocolture in grande scala, che ha dato il colpo di grazia agli agricoltori schiacciati
dai debiti dal Punjab al Nord fino al Karnataka al Sud. Dovendo trovare un rimedio rapido, il governo indiano ha seguito il movimento "biotech". Il
mercato indiano della biotecnologia è stimato 2,5 miliardi di dollari.
A porte chiuse
Nel 1998, le prime prove di cotone BT campo aperto furono autorizzate dal Review Committee on Genetic Manipulation (RCGM) del Dipartimento indiano di
biotecnologia.
Secondo Afsar H. Jafri, coordinatore di programma alla Research Foundation for Science, Technology and Ecology, si tratterebbe di una procedura
irregolare. Il comitato che ha autorizzato l'importazione delle sementi nel 1995 poteva solo accordare autorizzazioni per esperimenti genetici limitati,
in laboratorio o in serra. L'autorizzazione per la sperimentazione in campo aperto avrebbe dovuto essere concessa dal Genetic Engineering Approval
Committee.
La Research Foundation, diretta da Vandana Shiva, nota critica della mondializzazione, ha portato la questione di fronte alla Corte Suprema,
mettendo in dubbio la legalità delle prove nei campi.
Ancora prima dell'esame di questa questione da parte della Corte suprema, nel luglio 2000 il governativo Genetic Engineering Approval Committee (GEAC)
ha accordato l'autorizzazione a effettuare prove in grande scala. La dottoressa Manju Sharma, segretario del Dipartimento di biotecnologia, ha
dichiarato che la decisione era stata presa dopo aver studiato i risultati di prove limitate compiute in campo aperto (che erano state, del resto,
molto discusse). Secondo la dottoressa, questi risultati sono "totalmente confidenziali" ma permettono "chiaramente di dedurre che il BT è privo di
rischi". A tutt'oggi, nessuno dei dati forniti da Monsanto è stato pubblicato. L'accordo per l'inizio della coltivazione commerciale era
imminente l'anno scorso.
Il 18 giugno 2001, in seguito alle pressioni dell'opinione pubblica, è stata organizzata dal GEAC una discussione aperta. Questa riunione è stata seguita
da Greenpeace, da scienziati e da agricoltori. Tutti gli interrogativi sugli aspetti scientifici del cotone Bt sono rimasti senza risposta e non è stata
fornita alcuna informazione sugli aspetti sollevati da Greenpeace. Il GEAC ha deciso di prorogare per un anno le prove in campo aperto del cotone Bt
prima di prendere una decisione. In un comunicato stampa, il comitato ha segnalato che le semine erano state fatte in ritardo, in certi casi di tre
mesi, con il risultato di comportare una minore utilizzazione di pesticidi, che ha fatto sì che la valutazione della raccolta e dei vantaggi agronomici
potrebbero non essere significativi.
Questa volta, le prove sarebbero state condotte sotto il controllo diretto dell'Indian Council Of Agricultural Research (ICAR). Il governo sarebbe,
sembra, in possesso di questi risultati (dopo questo rapporto, parrebbe che l'ICAR abbia valutato positivamente le prove, e il governo starebbe per
autorizzare l'utilizzazione commerciale del cotone Bt). Per Monsanto la palla è ora nel campo del governo. "Tutti i dati delle prove
sono stati sistematicamente registrati da Mahyco come richiesto e sottoposti alle autorità competenti", ha dichiarato Ranjana Smetacek, direttore degli
affari governativi e pubblici di Monsanto. Il segretario del Dipartimento di biotecnologie, la Dr. Sharma, ha rifiutato di rispondere alle domande del
CorpWatch India, limitandosi alla seguente dichiarazione: "Se voi parlate di queste amministrazioni governative, immagino che esse siano legate da
determinate regole, e che le rispettino".
I risultati del secondo ciclo di prove su larga scala (100 ettari), non sono ancora noti, ma la decisione di commercializzare il cotone Bt è ormai un
fatto compiuto. Sempre secondo la Dr. Sharma, i risultati di questo secondo ciclo di prove sul cotone Bt, decisi nel giugno scorso, sarebbero
soddisfacenti, come ha dichiarato a Bangalore al giornale "Indian Express", e dipenderebbe ora dal GEAC e dal Ministero dell'ambiente e delle foreste
decidere la data della commercializzazione.
Un colpo di spugna
Poco dopo che i gruppi di difesa dell'interesse pubblico avevano messo in causa di fronte alla Corte suprema la fretta del governo nell'accelerare
l'approvazione del cotone Bt, la controversia sul cotone ha assunto un aspetto molto interessante. Nel gennaio 2001, una delegazione americana di
dieci membri, comprendenti sia giudici che scienziati, ha incontrato il presidente della Corte suprema, A.S. Anand, a New Delhi.
Secondo un reportage del quotidiano "The Hindu", l'oggetto di questa riunione con il presidente era di fare pressioni su di lui e sulla
magistratura in favore della biotecnologia. La delegazione era stata organizzata dall'Istituto Einstein per la Scienza, una organizzazione senza
fini di lucro situata negli USA. Nella risposta a "The Hindu", il direttore di questo Istituto e della delegazione, Dr. Franklin Zweig, afferma che
questa riunione di due ore non aveva affatto per obiettivo quello di influenzare i giudici. Si sarebbe trattato soltanto di "formarli" ai
principi fondamentali dell'informazione pubblica in relazione alle corti di giustizia e del sistema giudiziario in generale. La delegazione ha
organizzato atelier informativi per i giudici della Corte suprema e delle Alte Corti di giustizia sulla transgenica e sulle misure di sicurezza in
materia di ricerca biotecnologica.
Estratto da " The Hindu ", 5 gennaio 2001, New Delhi :
"Chi sa cosa è buono per gli agricoltori?"
Il governo, a quanto sembra, si è già fatto da tempo un'idea su questoargomento. Ha praticamente ignorato le vigorose campagne anti-OGM.
Nel novembre 1998, gli agricoltori di Karnataka hanno completamente bruciato un campo dove il cotone Bt era stato clandestinamente sperimentato da
Monsanto-Mahyco. Questa azione diretta, che ha inaugurato la campagna "Operazione brucia Monsanto", ha avuto la totale collaborazione del
proprietario del campo, l'agricoltore Basanna Hunsole. Hunsole ha dichiarato che Monsanto gli aveva semplicemente dichiarato che queste sementi avrebbero
dovuto dargli buoni risultati, senza dirgli che esse erano geneticamente modificate. Ha aggiunto che il cotone Bt aveva avuto dei pessimi rendimenti
in rapporto alle varietà tradizionali da lui piantate nei campi vicini.
Quest'anno il ciclo dei suicidi è continuato, dato che una quantità di cattivi raccolti ha messo definitivamente a terra i piantatori di cotone già
superindebitati.
Vijay Jhawandia, dell'organizzazione degli agricoltori del Maharashtra, Shektari Sanghanata, ha appena confermato questo fenomeno. Le visite che
egli ha fatto a Wardha, in India Centrale, gli hanno lasciato l'impressione che i rendimenti e la resistenza ai parassiti del cotone Bt siano
enormemente sopravvalutati. "Io penso che il cotone Bt abbia fallito a Maharashtra e che una discussione su questo argomento dovrebbe avere luogo -
ha dichiarato -. Gli scienziati dovrebbero rispondere alla domanda sul perché il cotone Bt fallisce là dove altre varietà riescono."
Mentre le discussioni si fanno accese, il governo è sempre più criticato per la sua incapacità - o, secondo alcuni, la sua mancanza di volontà - nel
controllare l'importazione e la disseminazione degli OGM. Questa inquietudine diventa sempre più seria per l'aumento delle prove degli
effetti irreversibili dell'inquinamento biogenico sulle culture tradizionali o sulle varietà naturali del cotone.
Gene Campaign, un'organizzazione con sede a Delhi, ha iniziato un'azione giudiziaria di fronte all'Alta Corte di Delhi, accusando il governo di
negligenza per aver autorizzato la semina del cotone Bt su grande scala. La denuncia, che è stata recepita dalla Corte, esige che gli OGM non siano
autorizzati se non dopo lo stabilimento di regole rigorose e una valutazione fatta da un'agenzia indipendente (e non dalla GEAC, controllata dal
governo).
A dispetto della sua incapacità riconosciuta, il governo ha promesso di autorizzare quest'anno 20 raccolti geneticamente modificati.
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Traduzione a cura di Paola Molino
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