Nuovi studi rivelano inquietanti retroscena sull'impatto sulla salute degli Ogm
Nonostante
gli OGM siano stati approvati e commercializzati per molti anni, non esistono
ricerche scientifiche sul loro impatto sulla biologia degli organismi viventi.
Questo è dovuto in parte al fatto che prove di nutrizione animale NON SONO
PREVISTI per dare approvazione di sicurezza sia nell´UE che, tantomeno
(figuriamoci), negli USA. Tuttavia ora sta emergendo una serie di documentazioni
da un piccolo numero di esperimenti, fatti su animali, sugli effetti sulla
salute e su quella che si chiama EPIGENETICA.
Nel DNA non c'è "spazzatura"
- di Maurizio Blondet
"In realtà, della biologia non sappiamo un c.": celebre ammissione
pronunciata da Craig Ventre, ossia dal biologo che ha lanciato (a scopo di
lucro) l'Human Genome Project; lo stesso uomo che ha proclamato di aver "mappato
l'intero DNA" dell'uomo nella sua azienda privata, la Celera. Come forse solo
gli esperti sanno, tale "mappatura completa" riguarda solo il 5% del DNA. Cioè
solo di quella parte (25 mila geni) che "si esprime", ossia che codifica e forma
le proteine degli organismi viventi. E il restante 95%? Quello "non si esprime".
E' "silente".
Non sembra intervenire nella sintetizzazione delle proteine, né avere una
funzione attiva. Rapida conclusione degli scienziati: dunque, non serve a nulla.
E' una specie di imbottitura superflua. Anzi "spazzatura" (junk). E
naturalmente, hanno elaborato tutta una pseudo-teoria, basata sull'evoluzionismo
darwiniano, per spiegare come mai nel DNA ci sia tanta "spazzatura".
Rivelazione da uno studio segreto sugli OGM
- Si è scoperto che i ratti nutriti
secondo una dieta a base di grano geneticamente modificato venduto in Gran
Bretagna sviluppano anomalie agli organi interni e alterazioni della
composizione sanguinea, alimentando i timori secondo cui la salute umana possa
essere compromessa dall’assunzione di cibo OGM
RICERCA SEGRETA DELLA MONSANTO SUI PERICOLI DEGLI
OGM: L’INDEPENDENT SCRIVE DI INSABBIAMENTI PRECEDENTI IN GRAN BRETAGNA. Una ventosa giornata di sei
anni fa, all’inizio della fortunata campagna contro gli Ogm dell’Independent on
Sunday, andai ad Aberdeen per incontrare un uomo che era stato inviato a
Coventry. Il dottor Arpad Pusztai era all’epoca lo spauracchio
dell’establishment scientifico inglese. Niente meno che Lord May, allora
consigliere-capo scientifico del Governo, ora presidente della Royal Society, lo
aveva accusato di aver violato "ogni canone di correttezza scientifica", e
ministri e scienziati di fama si erano messi in coda per denunciarlo. Il suo
torto era stato quello di aver trovato una fastidiosa prova del fatto che le
patate geneticamente modificate che stava studiando danneggiavano il sistema
immunitario, il cervello, il fegato e i reni dei topi, e di averne accennato in
un programma televisivo prima che la sua ricerca fosse completata e pubblicata.
L'erbicida a base di Glifosate
(tipo il
Roundup della Monsanto) incrementa i danni da FUSARIUM
nel grano!
"Ora abbiamo una ricerca scientifica che dimostra una inequivocabile correlazione tra l'uso di formulati a base di
glifosate (come il Roundup della Monsanto) e l'aumento dei danni da fusarium nel grano", dice il Presidente della
NFU Steward Wells. "Questa è la prima volta che scienziati hanno posto attenzione al ruolo che le formulazioni a
base di glifosate possono giocare nell'incremento dei livelli di fusarium nel grano, e le prove sono schiaccianti."
I semi del dubbio - Le esperienze degli agricoltori Nord Americani con le colture GM
Nell'attuale congiuntura storica, che prevede, cessata la moratoria, l'introduzione in pieno campo in Europa delle piante transgeniche, OGM o GM, con l'idea di rendere compatibili queste
colture con quelle tradizionali o biologiche, ci è parso necessario, per far chiarezza, mettere a disposizione del grosso pubblico, degli agricoltori e delle Istituzioni, questo dossier, elaborato da Soil Association, destinato proprio a investigare le difficoltà che comporterebbe la messa a coltura degli OGM in Gran Bretagna, difficoltà in tutto paragonabili a quelle che incontreremmo nel nostro paese. Il dossier mette a fuoco, attraverso un repertorio bibliografico molto ricco, ma ancor più attraverso delle interviste agli agricoltori statunitensi e canadesi che coltivano, sia biologicamente, sia piante OGM, le peripezie di una reciproca coesistenza, che si dimostra, lo diciamo subito, come incompatibile.