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26 febbraio 2002 - Un prestigioso gruppo di scienziati americani raccomanda studi più approfonditi sugli OGM prima di approvarne il consumo nell'alimentazione umana.
"Il dipartimento per l'Agricoltura
ha notevolmente migliorato la regolamentazione sulle piante transgeniche ma questi procedimenti possono ancora essere migliorati, in quanto le normative che regolano la diffusione di piante
geneticamente modificate negli Stati uniti nonsono tali da proteggere le persone e l'ambiente da possibili effetti
negativi". Lo afferma uno studio diffuso qualche giorno fa dal National Research Council degli Stati uniti, cioè l'organismo, emanazione dell'Accademia Nazionale delle Scienze, incaricato di dare pareri al governo federale su questioni di rilevanza
scientifica.
Si tratta di uno studio sponsorizzato dal ministero (Department) dell'agricoltura, e
sottolinea diversi "buchi" nelle procedure di approvazione e di controllo sull'agricoltura
transgenica.
Anzi: lo studio critica proprio il Dipartimento all'agricoltura, che dovrebbe condurre indagini piùrigorose sull'impatto potenziale delle piante transgeniche prima di approvarne la diffusione,
e valutarne meglio gli effetti una volta coltivate. Il buco principale delle normative americane, dice il rapporto del Consiglio nazionale delle ricerche,è che tutto è affidato al cosiddetto notification process, "procedura di notifica". Il servizio
del Dipartimento all'agricoltura incaricato di regolamentare le piante transgeniche è l' Animal and Plant Health Inspection Service (Aphis, "servizio di ispezione sanitaria dipiante e animali"). Questo riceveun migliaio di domande ogni anno da parte di aziende di biotecnologie che chiedono disperimentare in pieno campo nuove piante transgeniche. "Sperimentare"in pieno campo significa coltivare, e in teoria coltivare in estensioni di terreno limitate eisolate (ad esempio a "distanza disicurezza" da campi coltivati con varietà normali della stessa
pianta).
Ma il "notification process" è basato semplicemente sulla documentazione presentata dall'azienda
che fa domanda: questa dovrà dichiarare che la nuova pianta transgenica rispetta certe
linee guida generali e dunque non provocherà effetti ambientali indesiderabili. L'azienda dichiara e
il ministero autorizza: non c'è alcuna valutazione scientifica indipendente, né altra
verifica pubblica, e non c'è alcun limite alla superficie che più essere coltivata a scopo "sperimentale".
Questa proceduta di notifica era stata introdotta per un certo (limitato) numero di piante, ma ormai
"quasi tutte le sperimentazioni in pieno campo sono condotte attraverso questo notification process,
che richiede al Aphis di comunicare la sua decisione entro 30 giorni dalla domanda". Il
risultato è che i singoli burocrati sitrovano ad autorizzare quasi d'ufficio la diffusione di nuove piante
transgeniche...
C'è inoltre la questione della "informazione confidenziale d'affari" (confidential
business information): le aziende chiedono all'Aphis riservatezza sulle informazioni date a corredo delle
loro domande, ma questo limita la trasparenza e la possibilità che organismi pubblici esprimano
pareri.
Il fatto che non ci siano limiti all'estensione dei campi sperimentali poi significa che "alcuni
prodotti di piante (geneticamente modificate) sono state commercializzate usando il processo di
notifica", aggiunge il comitato - e questo aumenta il rischio di avere effetti sularga scala prima ancora
di aver finito di sperimentare una certa pianta. Il rapporto cita l'esempio di una varietà di
mais transgenico che produce una tossina nociva agli insetti, chiamata avidina, che è stato coltivato
a scopi commerciali durante la proceduta di notifica a scoposperimentale. Non sappiamo se
quella tossina è risultata dannosa anche a insetti utili, oltre che ai parassiti che intende debellare, o sediffusa su larga scala ha altri effetti "collaterali" (come è ormaiprovato nel caso della tossina delBt, bacillus thuringensis, che introdotta tra le caratteristichegenetiche del mais distrugge anche ladelicata farfalla monarca). Il punto è che se anche lo
scoprissimo, quel mais con la avidina è già in circolazione. Il caso delle piante modificate per produrre tossine contro i loro
vari parassiti è proprio quello che preoccupa di più i ricercatori del Consiglio nazionale delle
ricerche, e proprio perché possono danneggiare insetti utili o spingere i parassiti a mutare in
ceppi resistenti alla tossina (di nuovo, è il caso del Bt).
Tratto da AFP e da Il Manifesto 26/02/2002
La burocrazia delle piante "trans"
TERRATERRA di MARINA FORTI
| Des scientifiques recommandent des études approfondies sur les OGM Vendredi 22 février 2002 WASHINGTON (AFP) - Un prestigieux groupe de scientifiques américains a recommandé jeudi de mieux étudier les organismes génétiquement modifiés (OGM) avant d'approuver leur consommation dans l'alimentation humaine. "Le département de l'Agriculture a notablement amélioré les régulations sur les plantes transgéniques, mais le processus peut encore être amélioré en demandant une plus grande participation du public, en encourageant l'expertise scientifique contradictoire et en présentant plus clairement les données et les méthodes utilisées pour décider telle ou telle mesure de régulation", estiment les auteurs d'un rapport du conseil national de recherche. Cet organisme, qui fait partie de l'Académie nationale des sciences, n'a pas évoqué de risque spécifique posé par les plantes transgéniques, mais il a indiqué que les études se poursuivent même après l'introduction des OGM dans le commerce. Il a également recommandé aux organismes de régulation de se soucier de l'impact à long terme de ces cultures sur l'environnement, estimant que "l'introduction d'une nouveauté biologique peut avoir des effets non voulus et imprévisibles sur les consommateurs et l'écosystème". Une organisation rassemblant plusieurs associations opposées aux OGM, la Coalition d'alerte sur les OGM, a salué ce rapport, en estimant qu'il confirme que "les régulations en place sur les OGM sont faibles et inappropriées". |