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Consumer Voice 2001/1

ALIMENTI GENETICAMENTE MODIFICATI

E' sostenibile la soglia dell' 1 %?

La Commissione ha legiferato a favore di una soglia limite dell'1 % per l'etichettatura comprovante la presenza autorizzata di materiale geneticamente modificato (GM) negli alimenti e negli ingredienti alimentari. Per raggiungere questo obiettivo, i coltivatori e le aziende devono definire le opportune prassi per minimizzare la percentuale di sementi GM. Inoltre, saranno necessari provvedimenti per limitare la diffusione potenziale del polline (gene). La Commissione ha suggerito che, per raggiungere questi obiettivi, la frequenza di presenza di sementi GM negli appezzamenti destinati alle produzione di sementi non dovrebbe essere superiore allo 0,3 % per le colture con impollinazione incrociata (ad esempio barbabietole da zucchero) e allo 0,5% per le colture con autoimpollinazione (ad esempio grano, colza, ecc.). I fiori di specie con capacità di autoimpollinazione sono meno suscettibili ad essere fecondati da polline trasportato dal vento o dagli insetti proveniente da colture limitrofe. Altre strategie prese in considerazione dalla Commissione comprendono il raddoppiamento delle distanze che attualmente separano le colture GM e quelle non GM e la garanzia che, per un periodo definito, non vengano coltivate piante GM della stessa specie (o di specie molto vicine), nei campi destinati alla produzione di sementi di una varietà non GM. Quest'ultima strategia è destinata a minimizzare la possibilità che sementi delle coltivazioni GM degli anni precedenti incidano sulla soglia ottenuta nella coltura non GM in corso.
E' stato chiesto al Comitato scientifico per le piante (CSP) una parere sulle strategie proposte dalla Commissione ed esso ha sollecitato l'opinione degli esperti europei.

Secondo il parere del Comitato scientifico, con le conoscenze di cui attualmente si dispone, le soglie suggerite dello 0,3 % per le colture a impollinazione incrociata e dello 0,5 % per le colture con autoimpollinazione si possono ottenere soltanto utilizzando metodologie di produzione ideali. In molti casi questi valori non potranno essere rispettati.
La percentuale finale di presenza di GM ottenuta dipende da una serie di varianti. Per quanto riguarda l'olio di colza, ad esempio, potrebbe sorgere un problema nel raggiungere la soglia dell'1 % qualora non venga minimizzata l'importazione di polline dalle colture GM in prossimità, ovvero se non viene limitato il quantitativo di sementi germinate provenienti accidentalmente da colture GM degli anni precedenti nella stessa ubicazione ("volontari"). Per quanto riguarda il mais, la diffusione del polline a partire da "volontari" è meno problematica di quanto non lo sia per la colza, a causa delle differenze nelle caratteristiche biologiche. Qualora vi siano coltivazioni non GM di colza e mais in aziende con una notevole parte di colture GM delle stesse specie, ovvero se aziende in prossimità abbiano colture GM, potrebbe essere problematico ottenere il livello di soglia al di sotto dell'1 %.
Analogamente, quando la produzione di colture GM aumenterà in Europa, diventerà sempre più difficile ottenere la soglia dell'1 % che caratterizza i prodotti esenti da "GM", di modo che sarà necessario procedere ad una nuova valutazione della soglia alla luce dell'esperienza in corso con le colture GM...

Pertanto l'interrogativo per il produttore di sementi è il seguente: è possibile ottenere costantemente valori di soglia pari allo 0,3 % e allo 0,5 %? La risposta è probabilmente negativa in molti casi.
Per quanto riguarda il suggerimento di aumentare (raddoppiare) le distanze fra le
colture di sementi GM e quelle non GM, probabilmente la soglia dello 0,3 % suggerita dalla Commissione per la presenza di GM nelle sementi di tipo tradizionale potrebbe essere ottenuta nel caso di coltivazioni come la colza, utilizzando le distanze attuali. Per quanto riguarda il mais, è probabile che le distanze attuali siano adeguate qualora ulteriori provvedimenti destinati a ridurre la diffusione del polline proveniente da specie GM vengano attuati.

La procedura potrebbe comprendere la semina di mais non GM intorno alla coltivazione di mais GM per fungere da trappola per il polline (le sementi prodotte nella zona con funzione di trappola verrebbero successivamente scartate). In altri casi, ad esempio la colza ibrida, non sono disponibili informazioni sufficienti per esprimere un parere sulle distanze tra le colture. E' dimostrato che raddoppiare la distanza non sarebbe sufficiente e pertanto sarebbero necessari provvedimenti supplementari per minimizzare la diffusione del polline alla coltura non GM. Occorre effettuare ulteriori ricerche per quanto riguarda gli ibridi, di modo che le distanze possano essere definite con maggiore certezza.
Per quanto riguarda il progetto di minimizzare la frequenza di piante GM "volontarie" entro il perimetro, o intorno alle colture non GM, si conclude che mancano dati scientifici chiari sui tempi di presenza nel terreno per quanto riguarda le sementi di alcune specie. Attualmente ci si basa su prove empiriche e sull'esperienza nella produzione di sementi. Tuttavia il Comitato scientifico riconosce che le specie possono essere raggruppate in tre categorie per le quali si possono indicare intervalli minimi fra colture GM e non GM.

1. Persistenza breve (1 anno: ad esempio soia, mais e piselli).
2. Persistenza media (2-3 anni; ad esempio grano, fagioli, orzo).
3. Persistenza lunga (5 anni; ad esempio colza, patate, barbabietole, graminacee e leguminacee).

Occorrono ulteriori studi sull'impatto delle piante "volontarie" per determinare il quantitativo che puo' essere tollerato nelle sementi e nelle colture.
Oltre alla legislazione proposta dalla Commissione e già discussa in questo articolo esiste anche la proposta di introdurre un livello di "tolleranza zero" per qualsiasi semente risultante da un incrocio fra una coltura commerciale non GM e una coltura GM non autorizzata per motivi commerciali (ma che potrebbe essere autorizzata a scopo di ricerca). Dall'esperienza ricavata nella ricerca sulla miscelazione fortuita delle sementi, sul flusso dei geni e da una lunga esperienza nella produzione di sementi a scopo commerciale, si deduce chiaramente a livello scientifico che non è possibile ottenere nella pratica il livello zero di presenza di sementi GM non autorizzate.

Per concludere, per ottenere la soglia dell'1 % sarà necessario adottare diverse strategie per minimizzare il flusso genetico e la miscelazione. In molti casi sarà difficile ottenere la soglia imponendo limitazioni di contaminazione dello 0,3 o dello 0,5 %, poiché potrebbe risultare impossibile ottenere queste percentuali, ad esempio con ibridi importanti da un punto di vista commerciale. Inoltre, non si puo' garantire che il raddoppiamento delle distanze fra le coltivazioni risulterà efficace per tutte le specie. Saranno necessarie prassi di gestione integrate e tecniche di produzione di elevata qualità per ottenere colture conformi alla soglia. Raggiungere la soglia potrebbe diventare sempre più difficile con l'aumento della produzione di colture GM in Europa.

Il Comitato scientifico europeo per le piante
E-mail: Sanco-SC5-Secretariat@cec.int

link al documento ufficiale in .pdf

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