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Vai alla pagina del manifesto18 luglio 2003 

OGM: LE ANCELLE DEL POTERE GENETICO
Scienziati e ricercatori mischiano le carte in tavola per sostenere le tesi vecchie e stantie delle multinazionali biotech. 

E' il pensiero di Mario Valpreda, Direttore del dipartimento di Sanità pubblica in Piemonte. 

Specialisti nel mischiare le carte in tavola. Sono scienziati e ricercatori, accorsi numerosi a sostenere le tesi, vecchie e stantie, delle multinazionali produttrici di ogm. Sorpresi dalla coraggiosa decisione del Piemonte di neutralizzare le piantagioni di mais risultate contaminate da semi transgenici, gli aspiranti padroni delle risorse alimentari del mondo hanno chiamato a raccolta quelle che Pasolini definiva le «ancelle del potere». 
E gli argomenti addotti sono degni della loro indipendenza culturale. Il più vergognoso, cavalcato senza pudore alcuno, è l'affermare che fame e miseria di miliardi di persone al mondo vanno imputati a chi si oppone all'invasione occulta degli ogm nei nostri campi e sulle nostre tavole. Un modo di ragionare che la dice lunga sulla loro capacità di analisi e sulla loro onestà intellettuale che li schiera a difensori della libertà dei potentati economici di fare ciò che vogliono. Dimenticando, ad esempio, che i parenti stretti delle novelle compagnie di S. Francesco che operano per il bene dell'umanità affamata lasciano tranquillamente morire milioni di malati piuttosto che rinunciare a parte dei loro immensi profitti. Forse sono gli unici ad ignorare che la fame nel mondo non è un problema tecnico ma politico, di giustizia sociale, di equa ripartizione delle opportunità, di reddito per comperare il cibo.
Ma tornando al mais ogm, questi poco degni eredi di Galileo e Bacone, nel presentare il provvedimento piemontese come un'oscurantista caccia alle streghe, fanno poi a gara nel disegnare mirabolanti prospettive di un'umanità felice grazie al biotech agricolo. Tacendo accuratamente che si tratta di scenari futuri che, quando e se ci saranno, tutti sono pronti a discutere e, qualora vantaggiosi, ad accettare. Come succede con le biotecnologie in campo medico, sulla cui utilità nessuno ha niente da ridire.
La realtà attuale è che la stragrande maggioranza degli ogm prodotti hanno l'unico merito di resistere a maggiori dosi di diserbanti. Guarda caso, prodotti dalle stesse ditte che li forniscono con le sementi transgeniche. Quindi, per ora, l'unica prospettiva garantita dagli ogm per i nostri agricoltori è quella di diventare mezzadri delle multinazionali.
Infine, per questi signori, i cittadini ed i loro diritti sono aria fritta. 
I consumatori sono infatti considerati degli eterni minori, da tenere sotto perenne tutela. Incapaci di scegliere e facilmente manipolabili. A meno che le loro scelte non coincidano con gli interessi di chi vende perché in questo caso anche i più perversi condizionamenti della pubblicità, che li inducono a scegliere schifezze, sono benedetti.
In questo quadro si capisce benissimo come la scelta di Ghigo (tra l'altro obbligatoria per legge) abbia destato tanto scalpore ed irritazione negli illuminati industriali del biotech e nei loro intellettuali organici che, ritenendosi unici depositari del verbo, non amano essere contraddetti.

MARIO VALPREDA
Direttore del dipartimento di Sanità pubblica in Piemonte

 

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