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JEREMY RIFKIN IN AZIONE

Comincia già quest'anno il secolo biotech

Monsanto e gli altri apprendisti stregoni citati a giudizio 

- GUGLIELMO RAGOZZINO - 

 

L' anno scorso, un quarto del frumento, ben più di un terzo della soia e quasi metà del cotone coltivati negli Usa erano alterati geneticamente, affinché i futuri raccolti diventassero resistenti all'azione dei diserbanti o producessero da sé i pesticidi necessari. A pubblicare i dati che precedono è il Sunday Times del 22 agosto, nel pieno della battaglia, tutta inglese, tra favorevoli alle modifiche genetiche effettuate dall'industria, capitanati dal primo ministro Tony Blair; e i furiosamente contrari che distruggono uno dopo l'altro i campi sperimentali e sono guidati dal principe del Galles in persona; e costringono il governo, che non può imprigionarli tutti, a decidere di nascondere i campi sperimentali stessi per difendere il buon nome dell'Inghilterra, la sua scienza, la sua dottrina moral-genetica; e la sua sterlina sovrana.

Il prossimo primo dicembre potrebbe rivelarsi un giorno decisivo in tema di biotecnologie anche nel resto del mondo. In quel giorno infatti è prevista l'apertura di una causa davanti a un tribunale federale degli Usa, non ancora indicato, in tema di semi modificati geneticamente. A muovere la causa saranno una ventina di primari studi legali degli Usa per conto dell'Associazione nazionale dei coltivatori diretti e altri gruppi analoghi e della Fondazione sulle tendenze dell'economia, l'istituto diretto da Jeremy Rifkin. Rifkin è lo studioso il cui saggio "Il secolo biotech" (pubblicato in Italia da Baldini&Castoldi) ha fatto molto scalpore lo scorso anno. Ma si sapeva che l'autore non era tipo da rassegnarsi a scrivere libri, sia pure assai venduti, ma si sarebbe dato da fare per convincere le persone e costruire un movimento; e oggi i movimenti si costruiscono spesso così.

La via dei tribunali sembra diventata la strada maestra dei movimenti e delle rivendicazioni; per lo meno negli Stati uniti. Da alcuni anni le imprese sono bersagliate da richieste di danni civili e l'intervento dei formidabili studi legali che si è visto in cinematografiche azioni nei casi delle sigarette, dell'amianto, delle armi, delle scarpette sportive, dei beni trafugati alle vittime dei campi di sterminio nazisti, diventa sempre più preciso e temuto: per le potentissime imprese la voce "assicurazione per spese e infortuni legali" deve essere diventata ormai una delle più consistenti del bilancio.

Rifkin e i suoi associati contano di molbilitare centinaia o migliaia di agricoltori americani, europei, asiatici, forse africani e di portare il giudice, con argomenti convincenti, ad aprire una azione legale presso l'Antitrust. Una volta che l'azione fosse stata giudicata pertinente dal tribunale americano, il pool di studi legali agirebbe in trenta diversi paesi, ottenendo di far diventare la questione dei semi che le maggiori multinazionali del settore tendono ormai non a vendere ma ad affittare ai loro clienti, gli agricoltori, una causa globale: molto costosa in termini di quattrini, molto rischiosa in termini di prestigio scientifico ed etico.

A raccontare la vicenda è stato ieri The Financial Times che ha dedicato la propria apertura su 5 colonne all'argomento, affidandola al redattore esperto di problemi legali, Jean Eaglesham. Le società indicate dal giornale come pericolose proprietarie potenziali di tutti i semi del mondo sono cinque: Monsanto, Novartis, AstraZeneca, Aventis e Dupont. Dupont è il primo gruppo chimico del mondo, l'inventore del nylon; Novartis è il nome delle imprese farmaceutiche svizzere: Ciba Geigy Sandoz unite insieme; AstraZeneca è l'Astra svedese più la Zeneca, già dell'Ici inglese e ora degli Usa; Aventis è una divisione dei tedeschi della Hoechst; e Monsanto è Monsanto.

Monsanto è la multinazionale che è andata più avanti sul terreno delle biotecnologie usate per modificare i semi e le coltivazioni. Prima e più delle altre sue concorrenti e socie ha deciso con determinazione di percorrere la strada della modificazione genetica, dedicandovi ogni investimento finanziario e scientifico, al punto che ha venduto una fabbrica di semi per poter operare più liberamente sui semi modificati. Monsanto è il famoso produttore di due erbicidi di successo mondiale: Lasso e Roundup. Quest'ultimo ha un'azione energica nei confronti della natura, una specie di Attila degli erbicidi; così Monsanto inventa sia le colture capaci di tollerare dosi massicce di Roundup che le piante capaci di resistere agli insetti e alle malattie. Si vende tutto insieme, diserbante e semi geneticamente modificati. E Rifkin addita ai suoi avvocati proprio questo aspetto: si può vendere le due cose insieme? non è abuso di posizione dominante?

Poi ci sono i problemi che via via si presentano. Si parla con sempre maggiore preoccupazione di una nuova generazione di insetti resistenti alle modifiche immesse nelle colture in precedenza. "Superinsetti? No problem" rispondono all'unisono i cinque padroni della scienza genetica. Solo occorre fare un po' di esperimenti per trovare le risposte, con qualche altra variante genetica. "Naturalmente, dopo, i semi saranno ancor più tutti nostri".

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