www.rfb.it - resistenza ai frankenfood ed alla biopirateria

sponsor...

Apiterapia


Le ecoballe: http://www.rfb.it/ecoballe

Macrolibrarsi.it presenta: Monsanto - Libro + DVD

Campagna per la Sicurezza Alimentare
Campagna per un Comune Antitransgenico
partecipa al sondaggio online sugli OGM

 

 

Ultime notizie.
clicca qui per andare alla cronologia.
Può darsi che serva attendere qualche secondo che la pagina si carichi.

  

  

vedi anche:
Oltre 100 articoli che vale la pena di conservare...

 

Traduci il testo:
  
  Dal/Al

oppure
Traduci la pagina Web:
  
  Dal/Al

Ultime notizie
Campagna per la Sicurezza Alimentare
 

Torna all'inizio

  • 2 Luglio 2003 - OGM: NO a sospensione dell'obbligo di etichettare gli alimenti per lattanti. In attesa del pronunciamento definitivo della Corte di Giustizia della Ue non ci sono motivi per sospendere l'obbligo di indicare espressamente, sulle etichette degli alimenti per lattanti, l'eventuale presenza di tracce di organismi geneticamente modificati che non superino la soglia di tolleranza consentita dell'uno per cento
    vai all'articolo completo

  • 27 Giugno 2003 - Il Consiglio di Stato ha respinto oggi con un'ordinanza l'appello presentato da ministero della Salute e produttori alimentari per sospendere le norme sugli organismi geneticamente modificati (ogm) decise lo scorso dicembre dal ministro per le Politiche agricole Gianni Alemanno. Nell'aprile scorso il ministero di Girolamo Sirchia e l'Aiipa (associazione italiana industrie prodotti alimentari) si erano rivolti già al Tribunale amministrativo regionale del Lazio e alla terza sezione del Consiglio di Stato perché sospendessero la nuova normativa, ma senza esito.
    vai all'articolo completo

  • 23 giugno 2003 - Un appello gia' firmato da uno schieramento trasversale di 280 parlamentari, consegnato oggi al presidente della Commissione Ue Romano Prodi, dice no agli organismi geneticamente modificati.
    Insieme ai parlamentari italiani ed europei, anche organizzazioni di categoria come la Coldiretti, associazioni di consumatori e ambientaliste hanno fatto sentire la loro voce perche' le produzioni italiane tradizionali e biologiche non debbano convivere in futuro con le coltivazioni geneticamente modificate.
    vai all'articolo completo

  • 13 giugno 2003 - Palau è il 50° paese che ha ratificato il Protocollo di Cartagena sulla Biosicurezza. Entro 90 giorni il protocollo entra in vigore, diventa legge.
    Il Protocollo di Cartagena è un documento molto importante che regolamenta a livello internazionale il trasporto e il commercio degli OGM (organismi geneticamente modificati) in nome della difesa della biodiversità delle specie vegetali e dei possibili rischi per la tutela della salute.
    Il Protocollo di Cartagena intende ridurre i rischi di danni alla biodiversità nel caso di esportazione di organismi vivi geneticamente modificati, detti anche organismi viventi modificati. Il Protocollo riguarda le sementi e i prodotti agroalimentari (soia, granoturco, cereali, manioca e pomodori) destinati al consumo o alla trasformazione.
    vai all'articolo completo

  • 24 aprile 2003 - Il Centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologia (Icgeb) dell'Unido di Trieste inaugurera' entro giugno un nuovo laboratorio di ricerca per un uso sostenibile e sicuro delle biotecnologie in agricoltura. Il laboratorio, che avra' sede a Ca' Tron, in provincia di Treviso, si occupera' anche della formazione di personale specializzato proveniente dai Paesi in via di sviluppo.
    L' attivita' di ricerca prevede studi nei settori medico, microbiologico, agronomico, entomologico, botanico e naturalistico. Il laboratorio sara' attrezzato con apparecchiature per la ricerca nel campo della coltura dei tessuti vegetali e della biologia molecolare, finalizzata alla ricerca sui rischi inerenti al rilascio ambientale di organismigeneticamente modificati (Ogm).
    Per la sua realizzazione, la Fondazione Cassamarca ha stanziato un finanziamento iniziale di 3,5 milioni di euro, ai quali si aggiunge un ulteriore impegno finanziario di circa 4,5 milioni di euro per il funzionamento del laboratorio nei prossimi cinque anni. L' attivita' di ricerca sara' svolta in stretto collegamento con quella della sede a Nuova Delhi (India) dell' Icgeb. (ANSA).

  • 16 aprile 2003 - PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
    Legge a sostegno dell’economia agricola, disciplina dell’agricoltura biologica e della contrassegnazione di prodotti geneticamente non modificati.
    Per informare la popolazione sulle tecniche di ingegneria genetica impiegate nella produzione in agricoltura e nell’industria alimentare, questo capo disciplina le modalità e le procedure per il conferimento di un contrassegno riportante la dicitura “geneticamente non modificato” ai prodotti derivanti dalle produzioni agroalimentari del Trentino. 
    Per il conferimento del contrassegno di cui al comma 1 relativo agli alimenti di origine animale si applicano le disposizioni di cui all’articolo 84.
    Per i fini di cui al comma 1 la Provincia realizza iniziative di informazione anche sui rischi per la salute e per l’ambiente derivanti dall’uso di prodotti contenenti organismi geneticamente modificati.
    vai all'articolo completo dei riferimenti
  • 14 aprile 2003 - I primi test sugli Ogm in campo potrebbero presto riprendere il via. Lo ha detto il presidente del Comitato nazionale per la Biosicurezza e le biotecnologie, Leonardo Santi.
    vai all'articolo completo

  • 31 marzo 2003 - Un provvedimento che sara' emanato a breve anticipera' l'applicazione della direttiva comunitaria che consente la sperimentazione degli Ogm in campo aperto. Ad annunciarlo e' stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta durante la presentazione a Palazzo Chigi del Forum sulle Biotecnologie e Bioingegneria Bionova che si terra' a Padova dal 4 al 6 giugno.
    Con questo provvedimento (messo a punto dal ministero dell'Agricoltura in collaborazione con il comitato nazionale per la biosicurezza e biotecnologie) che contiene le regole sulla sperimentazione in campo, ripartiranno gli studi ''sospesi - ha spiegato Leonardo Santi, presidente del comitato per la biosicurezza - dal ministro Alemanno in attesa della nuova direttiva''

Torna all'inizio

  • 14 marzo 2003 - Dopo la guerra all'Iraq, gli Usa lanciano la sfida all'Europa.
    L'amministrazione degli Stati Uniti dovrebbe presto presentare innanzi all'Organizzazione del Commercio Mondiale un'azione legale contro l'Unione europea in merito al bando, posto da questa sull'adozione degli organismi geneticamente modificati.
    vai all'articolo

  • 26 febbraio 2003 - L'Amministrazione americana ha dato il via libera alla vendita di un nuovo granoturco geneticamente modificato (Ogm) messo a punto dalla multinazionale Monsanto, concepito per resistere ai parassiti che distruggono le radici delle piante.
    Il via libera dato dall'Epa, l'agenzia americana per la protezione dell'ambiente, e' senza precedenti e rischia di acuire le gia' tese relazioni tra gli Stati Uniti e l'Unione Europea sui prodotti geneticamente modificati.
    Il mais geneticamente modificato servira' come alimento per gli animali da allevamento. (ANSA).

  • 7 febbraio 2003 - David Byrne, ha criticato gli Stati membri dell'Ue per il loro eccesso di timidezza nel togliere la moratoria sugli organismi geneticamente modificati (Ogm) in un momento in cui gli Usa minacciano di portare l'Europa davanti alla Wto. Per Byrne ''gli Stati membri sono eccessivamente timidi'' anche perche', secondo l'eurocommissario, ''numerosi istituti scientifici prestigiosi hanno dichiarato che gli alimenti che contengono Ogm non nuocciono alla salute dei consumatori''. In pratica, secondo Byrne ''non vi e' alcuna prova che questi alimenti siano meno sani dei prodotti convenzionali''.
    vai all'articolo

  • 17 gennaio 2003 - La Francia ha messo un nuovo paletto al commercio degli Organismi geneticamente modificati (Ogm). Ieri i deputati francesi hanno adottato un progetto di legge che autorizza la ratifica del protocollo di Cartagena sulla biosicurezza, che regola il commercio internazionale degli Ogm. Il protocollo, che e' lo strumento vincolante della Convenzione sulle biodivesita' biologiche, autorizza anche uno Stato ad impedire l'importazione di Ogmi in virtu' del principio di precauzione.
    vai all'articolo completo

Torna all'inizio

  • 9 dicembre 2002 - Su 221 campioni alimentari analizzati in due anni in Piemonte, il 57% e' risultato contenere OGM. 
    Lo rileva una ricerca condotta dal Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino, i cui risultati sono stati presentati oggi durante un Convegno Internazionale. Il settore in cui si e' rilevata una maggiore presenza di organismi geneticamente modificati e' quello dei mangimi, in cui, su 91 campioni, 81 contenevano ogm (87% del totale). Nei 70 campioni di soia analizzati - sementi e granelle - 10 presentavano ogm (14% del totale), mentre per quanto riguarda il mais, su 90 campioni analizzati 25 erano quelli ''incriminati'' (28% del totale).
    vai all'articolo completo

  • 22 novembre 2002 - La moratoria sugli alimenti geneticamente modificati in vigore dal 1998 ''deve cessare, al fine di offrire e di stimolare l'innovazione''. E' la raccomandazione del Parlamento Europeo contenuta nella risoluzione sulle Scienze della vita e le Biotecnologie, approvata ieri a Strasburgo. ''La situazione attuale - si rileva nel documento - ha danneggiato in particolare le pubbliche e medie imprese, che rappresentano la principale fonte di innovazione''. 
    (ANSA).

  • 28 ottobre 2002 - Levata di scudi da parte del gruppo dei verdi al Parlamento europeo per un progetto di proposta sulle semenze Ogm avanzata dalla Commissione europea.
    L'Esecutivo vorrebbe esonerare dall'obbligo di etichettatura le semenze convenzionali che contengono una percentuale di grani al di sotto di una determinata soglia. Per le sementi oleose la barra al di sotto della quale non scatterebbe l'obbligo di etichetta e' lo 0,3% per il mais e lo 0,5%.
    Danielle Auroi, coordinatrice dei Verdi alla commissione agricoltura dell'Europarlamento, denuncia il pericolo che le sementi convenzionali, contenenti Ogm anche in piccolissima parte non indicati sull'etichetta del prodotto, possano contaminare massicciamente ed in modo incontrollabile milioni di ettari di cereali e di oleose nei campi europei. A farne le spese saranno i contadini convenzionali e soprattutto quelli di prodotti biologici per cui l'assenza di Ogm e' una conditio sine qua no. E naturalmente i consumatori. Il progetto della Commissione dovra' passare entro fine anno al vaglio del Comitato permanente sui grani. (ANSA).

  • 17 ottobre 2002 - I sette paesi della Ue che hanno sancito una moratoria 'de facto' per l'autorizzazione di nuovi prodotti ogm hanno confermato oggi a Lussemburgo, al consiglio dei ministri dell'ambiente, di mantenere la loro posizione. Con la nuova direttiva sugli ogm, in vigore da oggi nell'Unione europea, sono gli Stati membri ad essere legalmente responsabili per l'esercizio della moratoria.  Da oggi, sara' lo Stato membro che nega l'autorizzazione a un nuovo prodotto ogm a risponderne davanti alla Corte di giustizia europea, nel caso di contestazioni da parte della societa' richiedente.
    vai all'articolo

  • 15 luglio 2002 - In Francia i produttori di mais non appena autorizzati otto nuovi tipi di mais dal Ministero francese dell'Agricoltura sono subito passati ai fatti. Abbandonate le culture in serra e laboratorio, per la prima volta il granoturco geneticamente modificato e' stato piantato in campi normali. L'esperimento, del tutto privato, chiamato 'programma operativo di valutazione delle culture provenienti da biotecnologie' coinvolge tre regioni francesi. La finalita' del programma voluto da 'Maiz-Europ', che raggruppa produttori di mais e imprese di semenze come Monsanto, Novartis, Limagrain, e' di poter studiare all'aperto e in condizioni naturali la tracciabilita' delle culture Ogm dal campo al silo.
    Fino ad oggi, vista l'accanita opposizione dei consumatori francesi al transgenico, gli agricoltori sono restati fedeli al mais classico anche se gia' molte qualita' Ogm sono state promosse e hanno ottenuto l'approvazione a livello comunitario

  • 24 giugno 2002 - Il Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia approva una mozione "Sulla necessità di creazione di una macro Regione Europea OGM Free"
    ...evidenziata pertanto la necessità di attuare delle azioni tese ad impedire le coltivazioni transgeniche, anche coinvolgendo in ciò i territori extranazionali limitrofi;
    tutto ciò premesso, il Consiglio Regionale impegna la Giunta regionale
    a) ad attivare tutti i contatti e le concertazioni necessarie al fine di predisporre un progetto comune con Carinzia e Slovenia per la realizzazione di una macroregione europea OGM Free
    ;
    vai al testo completo

  • 21 maggio 2002 - Dall'Australia arriva un'altra novità, nel campo della bio ingegneria: alcuni scienziati hanno prodotto per primi al mondo, con l'ingegneria biologica, una varieta' di frumento che non richiede macinazione e diventa commestibile con la semplice immersione in acqua bollente.
    vai all'articolo completo

  • 21 maggio 2002 - Soffre meno il caldo, e' meno grasso e soprattutto non necessita di una laboriosa opera di spennatura, dato che e' totalmente privo di piume. E' una nuova specie di pollo OGM creata da un'universita' israeliana che, stando ai genetisti, potrebbe rivoluzionare l'industria agroalimentare. 
    vai all'articolo completo e al video

  • 15 aprile 2002 - Russia: iniziative di protesta contro gli Ogm hanno avuto luogo nelle città di Mosca, Yaroslavl, Kostroma, Kazan, Voronezh, Nizhni e Novgorod. A Mosca la protesta, guidata dall'associazione SEU, ha preso la forma di una campagna informativa sugli Ogm ed è stata organizzata davanti all'entrata del più grande supermercato della città; a Kazan i membri del Students Nature Protection Movement, oltre a fare informazione sulle strade hanno dato vita ad un dibattito sugli Ogm nella sede dell'Università; a Voronezh la protesta ha preso di mira un McDonalds in costruzione. Significativa la risposta dei media regionali e nazionali.

  • 27 marzo 2002 - Il Chianti muove guerra al vino fatto con uve transgeniche e si dichiara ''Ogm free''. Il primo ''squillo di tromba'' l'ha dato il Comune di Greve in Chianti, dove e' sindaco Paolo Saturnini che e' anche presidente dell'Associazione Citta' del Vino: all' ingresso del paese, sotto la scritta Greve, comparira' quella di ''Comune Antitransgenico''.
    vai all'articolo completo

Torna all'inizio

  • 26 febbraio 2002 - Un prestigioso gruppo di scienziati americani raccomanda studi più approfonditi sugli OGM prima di approvarne il consumo nell'alimentazione umana
    "Il dipartimento per l'Agricoltura ha notevolmente migliorato la regolamentazione sulle piante transgeniche ma questi procedimenti possono ancora essere migliorati, in quanto le normative che regolano la diffusione di piante geneticamente modificate negli Stati uniti nonsono tali da proteggere le persone e l'ambiente da possibili effetti negativi". Lo afferma uno studio diffuso qualche giorno fa dal National Research Council degli Stati uniti, cioè l'organismo, emanazione dell'Accademia Nazionale delle Scienze, incaricato di dare pareri al governo federale su questioni di rilevanza scientifica.
    vai all'articolo completo

  • 10 febbraio2002 - Il principale importatore di soia spagnolo accusato di volontaria contaminazione genetica. Alcuni attivisti di Greenpeace hanno denunciato il caso della maggiore azienda importatrice di soia spagnola, la Moyresa, nelle cui forniture provenienti dagli USA sono state riscontrate varietà di prodotto gm. L'azienda ha contaminato la soia deliberatamente: la stessa Moyresa ha dichiarato di aver mescolato soia tradizionale proveniente dal Brasile a soia gm priva di etichettatura proveniente dagli USA e dall'Argentina. Attivisti di Greenpeace di ben dieci paesi hanno interrotto le operazioni di scarico del prodotto incatenandosi all'entrata del molo e ai macchinari preposti alla procedura.

  • 8 febbraio 2002 - Il Ministero dell'Agricoltura brasiliano ha annunciato che nove agricoltori potrebbero essere denunciati per aver piantato e successivamente venduto soia transgenica. La Monsanto ha l'autorizzazione di sperimentare scientificamente gli Ogm nel paese ma la loro commercializzazione resta comunque severamente proibita. Nonostante ciò si è verificato che in più della metà dello stato di Rio Grande do Sul è stata illegalmente piantata soia gm arrivata per contrabbando dall'Argentina, paese in cui la commercializzazione degli Ogm è legale. 

  • 28 gennaio 2002 - USAID aiuta i contadini afgani con la donazione di sementi OGM (Organismi  Geneticamente Modificati)
    "Sementi di origine OGM sono state distribuite agli agricoltori del villaggio di Kamari, a 50 kilometri a nord di Kabul", ha dichiarato alla AFP Andrew Natsios, amministratore di Usaid, "ed è stata riscontrata una crescita del 300% superiore al normale". "Gli agricoltori sono stati così entusiasti che hanno già deciso di piantare 200 tonnellate di questo tipo di semente, alla prossima stagione", ha riferito Natsios.
    Natsios ha difeso l'impiego di OGM in Afghanistan affermando che "il solo modo per noi di riuscire a nutrire i paesi in via di sviluppo e di aggiornare i sistemi agricoli dei paesi del terzo mondo, è quello di utilizzare materiale geneticamente modificato".
    "Molti ministri della salute dei paesi in via di sviluppo supportano questa posizione."
    vai alla pagina con link

  • 17 dicembre 2001 -  Gli U.S.A. e le multinazionali del Biotech intendono imporre gli OGM al mondo con le sanzioni della WTO.
    Gli U.S.A. e l'Argentina minacciano rappresaglie commerciali in base agli accordi WTO, per costringere piccoli paesi come la Bolivia, lo Sri Lanka e la Croazia a revocare normative sfavorevoli agli Organismi Geneticamente Modificati. Documenti riservati mostrano che i piccoli stati vengono sottoposti a pressioni enormi quando tentano di implementare normative più restrittive in materia di OGM. Anche l'Unione Europea è sottoposta a simili pressioni.
    vai alla pagina con link

  • 10 settembre 2001 - E' stato concesso il brevetto alla Genesis per aver inventato il Salmone a crescita rapida.
    L'EPO, European Patent Office, l'Ufficio dei Brevetti Europeo di Monaco ha ratificato la richiesta della Seabrigt (ora si chiama Genesis), azienda canadese che ha ottenuto il "patent EP 578 653". 
    vai alla pagina con link

  • 26 agosto 2001 - Gli uomini di Bush tuonano: porteremo l'Europa davanti alla corte del WTO per farla condannare a nuove penalità (come sulle banane e sulla carne agli ormoni), se non cambierà le norme sulla etichettatura degli OGM!

    Gli Stati Uniti sfidano l'Unione Europea  per le norme alimentari che sta per approvare in merito all'etichettatura degli Ogm. "Apriremo una controversia in seno al WTO per i danni che potrebbero subire gli agricoltori Usa se l'UE approverà le nuove norme che limitano la libera circolazione degli Ogm senza etichetta", minacciano gli uomini di Bush. Un danno di 4 miliardi di $ all'anno e ciò potrà annullare tutti gli sforzi per tentare di rilanciare il nuovo round del WTO: si tratta di una palese discriminazione dei prodotti made in Usa, in aperta violazione delle regole dell'Organizzazione Mondiale per il Commercio.
    vai alla pagina con link

  • 15 agosto 2001: Nelle Filippine si andrà in carcere (da 6 a 12 anni) per non aver dichiarato in etichetta il contenuto di OGM. Pronta la legge.

    MANILA - Se stai vendendo un prodotto che contiene Organismi Geneticamente Modificati (OGM) nelle Filippine dovrai dichiarare chiaramente "modificato geneticamente", altrimenti finisci in prigione.
    Fino a 12 anni di carcere oltre alla multa, è la condanna per contraffazione di etichetta, la legge passata al parlamento filippino parla chiaro, e riguarda i prodotti alimentari e derivati.
    Secondo la legge, chi viola il regolamento, potrà essere imprigionato per non meno di sei anni ma non più di 12. Se il trasgressore è straniero sarà immediatamente espulso senza necessità di ulteriori processi.
    "La legge riconosce il diritto al nostro popolo di sapere se il cibo che sta mangiando è stato modificato attraverso le moderne biotecnologie. I consumatori hanno il diritto di conoscere il contenuto dei prodotti alimentari che comprano e quindi decidere da soli se acquistarli o no" annuncia il portavoce del governo. vai alla pagina con link

Torna all'inizio

  • agosto 2001: Contaminazione Starlink. Richieste di danni ad Aventis per oltre 2.000 miliardi di lire. Giappone, Taiwan e Corea bloccano le importazioni di mais americano. Le multinazionali chiedono che venga accettata una soglia minima di Ogm in tutti gli alimenti !
    Negli Stati Uniti, una razza di mais OGM destinato all'alimentazione animale prolifera in maniera incontrollata. Battezzata Starlink, questa sintetizza una proteina ormai presente nel 90% dei prodotti di consumo corrente a base di mais. L'affare Starlink prova in modo incontestabile la difficoltà di confinare nell'ambiente le coltivazioni transgeniche a livello industriale, senza che l'inquinamento genetico si trasmetta incontrollato. Le industrie del biotech introducono deliberatamente piccole percentuali di OGM nelle sementi convenzionali. Un tasso sufficientemente basso per non allarmare l'opinione pubblica, ma abbastanza importante per far si che entro 3 o 4 anni per via delle contaminazioni incrociate e delle nuove colture, il mais senza Ogm non esista più!  vai alla pagina coi link

  • 4 luglio 2001: Greenpeace comunica che insieme ad altre organizzazioni depositerà un ricorso contro la concessione da parte dell'EPO (l'Ufficio Europeo dei Brevetti) alla società americana Myriad del brevetto completo di invenzione sui geni responsabili del cancro al seno, ovaie, prostata BRCA-1/2( EP 0705903). 
    "La conoscenza del genoma umano è un bene comune e non un prodotto commercializzabile. I geni non devono poter essere brevettati" si indigna  Susanne Braga, copresidente della sezione FMH della società svizzera per la genetica. (da Gen Lex) - vai alla pagina dedicata
  • 21 giugno 2001: Canada - La Colza transgenica stà diventando infestante nei campi dove non è stata seminata.  Il fatto che resista agli erbicidi, la rende difficilissima da controllare ed impone l'uso di altri prodotti chimici ancor più dannosi per la disinfestazione.
    Il botanico Martin Entz, ricercatore dell'Università di Manitoba conferma che la colza OGM si sia propagata così rapidamente che è diventato assolutamente impossibile limitarne la diffusione.
    Gli scienziati ritengono che uno dei veicoli di diffusione sia il letame del bestiame: i semi transitando attraverso l'apparato digestivo degli animali, si depositano quindi sul terreno in cui germinano.
    Il governo di Ottawa ha approvato l'impiego della Colza OGM nel 1996 ed ora che si è trasformata in un'erba infestante, ha consigliato l'impiego di altri diserbanti.
    Ma i prodotti chimici alternativi possono uccidere i raccolti progettati dei coltivatori ed in alcuni casi, la colza transgenica sembra essere resistente anche a questi diserbanti. Link a CBC News
    Guarda il video dei campi di colza infestante

  • 13 giugno 2001:  I pesticidi restano vietati in Danimarca.
    La ministra danese dell'Alimentazione, dell'Agricoltura e della Pesca, Ritt Bjerregaard, ha mantenuto mercoledì il suo piano di divieto di pesticidi nella frutta e nella verdura in violazione delle regole comunitarie e a dispetto delle ammonizioni dell'UE, al termine di una riunione con la commissione incaricata delle questioni agricole al Parlamento. (AFP)

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

  • 30 maggio 2001 - Alla domanda molto attuale «Cosa sto mangiando?» ha risposto parzialmente un’indagine effettuata dal laboratorio chimico della Camera di Commercio di Torino. 
    In collaborazione con alcune associazioni di tutela del consumatore Federconsumatori Piemonte, Adiconsum e Adoc, la Camera di Commercio torinese ha fatto cercare Organismi geneticamente modificati in alcuni prodotti in vendita abitualmente nella città di Torino. 
    Non ci sono state positività negli alimenti per neonati, mentre un prodotto di origine biologica è stato riscontrato positivo al controllo. Nei derivati dal mais, farina per polenta o preparati per polenta istantanea si sono rilevati circa il 45% di campioni positivi; come pure i derivati da farine o proteine di soia nella misura del 36%. 
    Per finire, due dati da sottolineare: 1) la positività di tutti i prodotti di importazione canadese o americana analizzati; 2) per il mais, nella maggioranza dei casi si tratta di varietà non autorizzate in Italia. vai all'articolo


  • 7 maggio 2001 - La Casa Bianca ha scelto un dirigente della Monsanto, il gruppo americano che ha investito di più negli Organismi Geneticamente Modificati OGM) per diventare il numero due dell'EPA, l'agenzia di protezione ambientale americana. Linda Fischer era tra l'altro già stata impiegata nell'EPA per dieci anni prima di entrare in Monsanto a dirigerne l'ufficio di Lobbying a Washington. La Sig.ra Fischer è anche stata utilizzata dall'Usda, il Dipartimento americano per l'agricoltura, come consigliere sugli Ogm.
    Tra gli importanti dossier sui quali l'EPA dovrà pronunciarsi nei prossimi mesi, c'è quello su Starlynk, il mais Ogm del gruppo franco-tedesco Aventis, commercializzato in america per alimentazione animale, e ritirato dal mercato in quanto ne sono state trovate parti in 300 prodotti destinati all'alimentazione umana. Lo Starlink è proibito per l'alimentazione umana in virtù della potenziale allergenicità.
    Aventis afferma che non è nocivo e richiede all'Epa di accettare una soglia di tolleranza di residui di Starlink nelle derrate alimentari.
    Un dossier estremamente pesante e delicato nel paese più coinvolto dalle coltivazioni di Ogm.
    L'Epa si dovrà anche occupare di decidere se rinnovare il permesso alla commercializzazione del mais BT, del cotone ogm e di certe varietà di patate ogm.  Link alla notizia su Yahoo francia

  • 5 maggio 2001 - Il ministro belga dell'Agricoltura è persuaso che si debbano promuovere le biotecnologie in campo agricolo e desidera rilanciare il dibattito a livello europeo.
    Lo ha dichiarato durante una visita negli Stati Uniti.
    "Gli Ogm si meritano di più di quanto dice Greenpeace. Penso che bisogna rilanciare il dibattito con gli Americani su questo argomento". Jaak Gabriëls, il ministro federale dell'agricoltura ha messo le carte in tavola, giovedi pomeriggio durante l'incontro che ha ottenuto con il suo omologo americano, Ann Veneman, segretario per l'Agricoltura di Bush. 
    Evidentemente, M. Gabriels, che dovrebbe, dopo la presidenza europea, perdere le proprie competenze agricole, ha l'intenzione di assestare un duro colpo prima di andarsene.
    La Sig.ra Veneman, si sarebbe addirittura stupita dell'iniziativa belga della scelta sulle biotecnologie - e quindi degli organismi modificati geneticamente (OGM) - come tema principale del Consiglio Informale dei Ministri Europei che M. Gabriels organizzerà il prossimo 15-17 settembre a Alden-Biesen, nel Limbourg. La ricerca di una pacificazione iniziata così dal ministro belga, si inscrive in un clima di tensione in campo agricolo alimentare tra Bruxelles e Washington, esistente ormai da molti anni, provocando addirittura conflitti con il WTO, vedasi il caso degli ormoni di crescita che hanno portato al bando della importazione di carne americana.   Link all'articolo su La Libre Belgique

  • 4 maggio 2001 - Firenze -1a Conferenza Nazionale dei Comuni Antitransgenici 
    Si è svolta a Firenze con la partecipazione di numerosi amministratori dei comuni, province e regioni che hanno emesso delibere al riguardo.
    Interessantissimi interventi dei relatori dell'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente e del Comando dei Carabinieri Tutela Ambiente, gli organismi pubblici preposti ai controlli e verifiche sulle disseminazioni nell'ambiente degli OGM, oltre che del Ministro delle Politiche Agricole, che ha voluto partecipare, benchè in video conferenza, nonostante gli impegni di governo, dimostrando un grande sostegno all'iniziativa.
    In particolare dalla relazione del Colonnello Anchisi Loris, si evince che la maggior parte delle verifiche hanno avuto come esito la constatazione di moltissime inadempienze di forma e e di sostanza, anche gravi, a dispetto dei regolamenti di legge in vigore, quali la mancanza documentazione in loco, l'assenza di segnalazioni o informazioni a chi era incaricato a condurre i lavori, le distanze con i campi convenzionali al di sotto di quel poco che già stabilisce la legge, pratiche inadeguate, trasporti di sementi ogm senza le prescritte autorizzazioni, ed altre amenità del genere...
    Quanto prima sarà disponibile in rete, alla pagina http://www.rfb.it/conferenze/

  • 6 aprile 2001 - Anche la Thailandia bandisce completamente gli OGM dal proprio territorio. "La biodiversità in Thailandia è unica e preziosa. E' la nostra cultura, il nostro cibo e il nostro futuro". 
     fonte: Bangkokpost
     
  • 30 marzo 2001 - Ottawa (Canada). Percy Schmeiser, un agricoltore di Saskatchewan, ha perso la causa intentata da Monsanto accusato di aver raccolto senza autorizzazione canola OGM (colza), che aveva contaminato accidentalmente i campi dell'azienda.  La tesi della Monsanto, accettata dal tribunale, è che non importa se l'agricoltore abbia subìto una contaminazione accidentale. Se ha raccolto e utilizzato senza autorizzazione sementi OGM di cui la Monsanto detiene il brevetto, è comunque sottoposto alle leggi che ne regolano i diritti. ANCHE SE LA CONTAMINAZIONE E' ACCIDENTALE!
    50 anni di lavoro e tutta l'azienda andranno in fumo, dice l'agricoltore, per risarcire il danno richiesto dalla Monsanto. 
    Questo è il succo di una brutta storia che mette in risalto il rapporto di sudditanza tra un agricoltore e le multinazionali proprietarie dei brevetti sugli OGM. la notizia su Globe: link

      
  • 23 marzo 2001 - LODI (MI): ASSEDIO A MONSANTO.
    E' IN CORSO DA PARTE DEGLI ADERENTI DI VAS L'ASSEDIO AI MAGAZZINI MONSANTO DI LODI IN VIA S.COLOMBANO 81-A NEI QUALI SONO CUSTODITI ENORMI QUANTITATIVI DI SEMI DI MAIS E SOIA OGM 
    A venti giorni dall'inizio della campagna di semina del mais e della soia, la multinazionale Monsanto è stata sorpresa, con le "mani nel sacco", nel tentativo di importare dagli Stati Uniti semi di mais e di soia OGM non autorizzati nel nostro Paese. Cinque container con 3.136 quintali di semi di soia OGM e sei container con 830,9 quintali di mais OGM, sono stati fermati dall'Autorità sanitaria del porto di Genova e sottoposti a "vincolo sanitario" presso i magazzini di Monsanto Italia, con sede a Lodi in via S. Colombano,81/A. Altro che contaminazione accidentale! Monsanto sta cercando di inquinare la produzione agricola del nostro Paese con OGM che gli agricoltori non vogliono seminare, le industrie agro-alimentari non intendono trasformare e che i cittadini si rifiutano di consumare. Violazioni tanto gravi sono perseguite dalla Legge italiana con la sospensione della licenza ad operare nel nostro Paese. Lo si faccia al più presto. Da www.vaslombardia.org 

  • 10 febbraio 2001 - L’Etichetta NON-OGM per il Trentino Alto Adige. In base a una legge provinciale del 22 Gennaio 2001 è possibile apporre un contrassegno con la dicitura “non geneticamente modificato”. 
    vai all'articolo completo dei riferimenti
  • dicembre 2000 - OGM proibiti in Algeria
    Il ministero per l'Agricoltura Algerino ha proibito l'importazione, la distribuzione, la commercializzazione e l'utilizzo di qualsiasi varietà o specie vegetale che sia stata manipolata geneticamente. L'argomento del cartello degli Ogm, nutrire i miliardi di individui in questo III millennio, non resiste all'evidenza che sono essenzialmente i paesi in via di sviluppo che dovrebbero costituire il loro mercato. Gli ogm hanno suscitato  vive opposizioni tanto in Europa che negli Stati Uniti dove le tesi delle grandi concentrazioni dell'agro-industriale sono state smontate, a dispetto delle campagne di informazione che avevano lanciato per tranquillizzare l'opinione pubblica. Il divieto del Ministero dell'Agricoltura crea un evidente sbarramento alla possibilità per le multinazionali produttrici di OGM di investire nel mercato Algerino in quanto l'importazione di prodotti ritenuti modificati geneticamente sarà sottoposto ad un rigido controllo in base al decreto del dicembre 2000. Leggi la news originale.

     
  • 5/10/2000. Ancora olio di motori nei mangimi per animali. La scoperta - dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc - e' del Laboratorio cantonale di Zurigo che ha analizzato la componente grassa nei mangimi per animali. Piu' della meta' dei campioni esaminati conteneva grassi di origini chimica.
    Le analisi sono cosi' precise che si sono potuti distinguere gli oli dei motori a due tempi da quelli a quattro tempi. La provenienza della parte grassa, che viene miscelata con il mangime, proviene da molti Paesi cosi' che e' difficile effettuare i controlli all'origine.
    Insomma lo scandalo dei polli alla diossina prosegue nell'indifferenza generale. Quanto all'Italia non rimane che considerarla una isola felice o pensare che i controlli sia cosi' rarefatti da rendere impossibile la scoperta di contraffazioni alimentari.

  • 14/6/2000 - Il Comitato Etico Francese si pronuncia sulla brevettabilità dei geni.
    In piena querelle sul controllo economico del genoma e a qualche giorno dall'annuncio del suo decrittaggio quasi totale, il Comitato di Etica francese si pronuncia contro la concessione di brevetti sui geni, chiarendo che "questa conoscenza non può in alcun modo essere assimilata ad un prodotto inventato".

  • 9/6/2000 - TRASFERIMENTO DI GENI OGM NELLE API.
    Il ricercatore tedesco Hans Heinrich Kaatz, che ha studiato le api che vivono in prossimità di una piantagione di colza transgenica, resistente agli erbicidi, ha scoperto che i batteri della loro flora intestinale avevano sviluppato il gene di resistenza all'erbicida contenuto nella pianta.
    Questa constatazione non potrà che alimentare l'inquietudine ed il sospetto sulla dichiarata innocuità degli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) e i rischi di modifiche genetiche delle altre specie, oltre che nell'uomo.

  • 8/6/2000 Arriva il primo parco nazionale "OGM free", dove e' vietato introdurre sementi transgeniche e coltivare soia o pomodori biotech. La prima area protetta italiana, ed europea, dove non passa il frankenfood e' la Maiella: non solo montagna, la piu' selvaggia d'Italia, ma anche produzioni tipiche e forte tradizione alimentare, a cominciare da alcuni dei marchi di pasta piu' apprezzati d'Italia.

  • 5/6/2000 - La Svizzera fissa la soglia di tolleranza di OGM allo 0,5%.
    I lotti di sementi convenzionali non potranno contenere più dello 0,5% di impurità provenienti da Organismi Geneticamente Modificati, limite che figura nell'ordinanza sulle sementi adottata lunedì dal Consiglio Federale Svizzero e che entrerà in vigore il 1° luglio 2000.

  • 17/5/2000 - La multinazionale Zeneca distribuirà gratuitamente in 80 paesi in via di sviluppo il riso transgenico, contenente un tenore elevato di beta-carotene (vit. A).
    L'operazione di facciata della multinazionale privata fa parte della strategia adottata recentemente dal consorzio delle multinazionali del biotec per tentare di modificare la propria immagine (v. sotto).
  • 18/4/2000 - Negli USA è stato creato il  Council for Biotechnology Information (budget di 50 milioni di dollari all'anno) con l'obiettivo di promuovere direttamente, o con seminari, meetings, convegni, i prodotti Ogm. Le aziende passano quindi al contrattacco per convincere i media a modificare l'immagine che i consumatori hanno dei prodotti transgenici.
    I fondatori del "Concilio" sono: Aventis CropScience - BASF - Biotechnology Industry Organization - Dow Chemical - DuPont - Monsanto - Novartis - Zeneca Ag Products. Fonte: Washington Post
  • 12/4/2000 - Una disfatta, il voto al Parlamento Europeo sulla direttiva CE 220/98 !
    Il consigliere dei Verdi Europei per l'Ingegneria genetica Steven Emmot  ha così commentato:
    In seguito alla seduta plenaria del Parlamento Europeo per l'emendamento della Direttiva CE/220/98
              abbiamo perso su tutti i punti chiave:
    • Responsabilità per inquinamento da OGM: la Commissione ha adottato un testo molto blando per dare il via ad una legislazione orizzontale a partire dal 2001.
    • Nessuna assicurazione obbligatoria per i rischi degli OGM.
    • Resistenza agli antibiotici: fuori fase quelli con effetti sfavorevoli a partire dal 2005.
    • Trasferimento dei geni: fate i bravi e siate prudenti.
    • Nessuna rintracciabilità dei campi destinati a sperimentazione GM: saranno tenuti segreti.
    • Nessuna regolamentazione per l'allevamento del pesce.
    • Zone libere da OGM: 14 voti contro 60. Abbiamo perduto perché 60 deputati sono stati lenti a tornare in aula dopo il break. Scandaloso!
    • Prove sperimentali rapide e marketing.
    • Nessuna rigida soglia di sicurezza.
      abbiamo vinto su alcuni aspetti marginali:
    • Registri pubblici per i campi OGM coltivati per ragioni commerciali.
    • Definizione annuale degli aspetti socio-economici.
    • Previsioni per l'esportazione e la biosicurezza.

 

Les OGM interdits en Algérie

Les organismes génétiquement modifiés (OGM) sont interdits d'importation, de distribution, de commercialisation et d’utilisation en Algérie. Un arrêté d’interdiction a été promulgué dans ce sens par le ministère de l’Agriculture au mois de décembre 2000.
Il s’appuie sur l’article 13 de la loi du 1er août 1987 qui définit très précisément le «matériel végétal» visé, soit en fait «les plantes vivantes ou parties vivantes de plantes, y compris les yeux greffés, greffons, tubercules, rhizomes, boutures, pousses et semences destinées à la multiplication ou à la reproduction». Tout transfert artificiel de gènes sur ce matériel végétal est donc strictement interdit . Cet arrêté constitue une avancée de l’Algérie sur une question qui est désormais centrale dans de nombreuses régions du monde, y compris dans les pays les plus développés où a été instituée une veille sur les manipulations génétiques. Au-delà de l’énoncé de l’arrêté et de sa terminologie technique, la mesure ministérielle renvoie aussi à des considérants éthiques, civilisationnels et surtout économiques. Le marché des produits génétiquement modifiés, en pleine expansion, est actuellement contrôlé par les grandes multinationales européennes et nord-américaines de l’agroalimentaire qui habillent leur volonté hégémonique sous des considérations humanistes. L’argument du cartel des OGM, nourrir des milliards d’individus en ce IIIe millénaire, ne résiste pas à une réalité du terrain qui montre que ce sont essentiellement les pays en voie de développement qui devraient constituer leur marché. Les OGM ont suscité de vives oppositions tant en Europe qu’aux Etats-Unis d’Amérique où les thèses des grands conglomérats de l’agro-industriel ont été battues en brèche en dépit des campagnes qu’ils avaient menées pour rassurer les opinions. L’arrêté d’interdiction du ministère de l’Agriculture fait de toute évidence barrage à la possibilité, pour les firmes multinationales productrices d’OGM, d’investir le marché algérien car l’importation de produits réputés génétiquement modifiés sera soumise à un contrôle draconien aux termes de l’arrêté de décembre 200. Il n’en reste pas moins que le principe de précaution est toujours à observer car l’interdiction ne serait pas efficiente sans les mesures d’accompagnement qui vont des moyens d’analyse à l’étiquetage. La question fondamentale qui se pose à cet égard est de savoir quelle politique sera mise en œuvre pour soustraire le marché algérien à des produits génétiquement modifiés dont le caractère de dangerosité pour la santé publique est de plus en plus souligné par les scientifiques. Cette ambiguïté qui entoure en grande partie les OGM se retrouve aussi parmi les attendus qui fondent l’arrêté d’interdiction du ministère dans le sens où elle s’inscrit dans l’esprit des grandes consultations internationales autour de la question, et notamment celle de Montréal en janvier 2000, où il était clairement apparu que ces produits, s’ils ne faisaient pas de mal, ne faisaient pas forcément du bien.


El Watan - quotidiano indipendente

 

Roma, 17 febbraio 2000 – 
Greenpeace esprime soddisfazione per la decisione annunciata ieri in Germania dal Ministro della Sanita’ che ha sospeso l’approvazione del mais BT 176 della Novartis, considerandolo un atto necessario per la salute dei consumatori e la salvaguardia del principio precauzionale. Secondo il Ministro Andrea Fischer, che si e’ assunta tutta la responsabilita’ per aver precedentemente approvato il rilascio di organismi geneticamente modificati (OGM), il fattore determinante per la sospensione del mais BT – contente frammenti del DNA del BT che produce una tossina biocida - che conferisce alla pianta resistenza agli antibiotici, caratteristica che si teme possa essere trasferita alla flora batterica animale nel caso di alimentazione con mais BT. Ha inoltre evidenziato i rischi di interferenza con insetti utili all’agricoltura e alla possibilita’ di accumulo della tossina prodotta dal batterio.

"Siamo dovuti intervenire subito" ha spiegato il Ministro Fischer, "non appena siamo venuti a sapere che la Novartis ha inoltrato domanda per un’approvazione senza restrizioni dei semi di questa varieta’ di mais. Secondo il Ministro questo divieto si estendera’ di conseguenza a tutti i prodotti Novartis ottenuti con le stesse metodologie BT e in attesa di approvazione. Il Ministro Fischer ha inoltre manifestato l’intenzione di aprire un nuovo giro di consultazioni sulla valutazione dei rischi legati all’utilizzo degli OGM e ha invitato tutti le parti interessate a partecipare alla discussione.

"La decisione del Ministro tedesco e’ un passo in avanti verso la giusta direzione ed e’ un segnale molto importante per l’industria, il pubblico e la Commissione Europea" ha affermato Fabrizio Fabbri di Greenpeace. "Continuando cosi’ saremo in grado di bloccare ulteriori coltivazioni di mais modificato anche nel resto dell’Unione Europea. Nessuno vuole nei campi questo mais, eccetto la Novartis. Riteniamo molto positivo il fatto che un altro stato membro della Comunita’ Europea* abbia riconosciuto questo mais come una seria minaccia per la salute umana e per l’ambiente".

Fischer ha confermato di aver proceduto con la sospensione del mais Bt attuando l’art. 16 della Direttiva Europea 90/220, che consente agli stati membri di revocare l’autorizzazione di un OGM qualora sussistano evidenti rischi per la salute e per l’ambiente. La sospensione durerà fino a quando la Commissione Europea non si pronuncerà sulle obiezioni sollevate dalla Germania.

"E’ necessario, a questo punto, che anche il Ministro Bindi garantisca la tutela ambientale e sanitaria in Italia, adeguandola ai massimi standard di sicurezza" ha dichiarato Domitilla Senni, direttore di Greenpeace Italia.

 

*Francia, Lussemburgo, Portogallo e Austria, avevano gia’ vietato le coltivazioni di mais-Bt della Novartis. Il mais Bt 176 della Novartis fu approvato dalla Commissione dell’Unione Europea nel 1997 nonostante le massicce proteste avvenute prima dell’entrata in vigore della moratoria dell’Unione Europea sugli OGM (1999).


Fonte: Greenpeace

 

SICUREZZA ALIMENTARE: CARNE 'DROGATA', LA DENUNCIA DEI VERDI
Vai su Adkronos - Qualità della vita
Roma, 10 dic. - (Adnkronos) - Sulla tavola degli italiani arriva anche 'carne drogata'. Dopo la diossina e la 'mucca pazza' i Verdi, i Nas e la magistratura denunciano un vasto traffico clandestino di farmaci e anabolizzanti usati negli allevamenti di bovini, suini e conigli per forzarne la crescita. Si tratta di sostanze come il clembuterolo, il cloranfeninolo e farmaci come il syntabolin che possono alterare il sistema endocrino e immunitario o scatenare allergie e perfino avere effetti cancerogeni. ''I residui di questi farmaci sono un pericolo per la salute'' ha denunciato in un convegno sui controlli alimentari organizzato dai Verdi, il sostituto procuratore di Bologna Giovanni Spinosa, autore di alcune indagini sul traffico di farmaci.

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

CARNE AGLI ORMONI: IN NORD ITALIA TRAFFICO SOSTANZE PROIBITE
Vai su Adkronos - Qualità della vita
Milano, 26 ott. (Adnkronos) - Una direttiva europea vieta l'uso di ormoni, anabolizzanti e cortisonici negli animali, ma alcuni allevatori italiani utilizzano illegalmente queste sostanze: indagini della Procura di Milano hanno scoperto un traffico di tali prodotti provenienti dalla Svizzera e destinati al Nord Italia. Lo ha riferito il dottor Sandro Raimondi, pubblico ministero presso il tribunale di Milano, nella conferenza stampa che ha preceduto la tavola rotonda ''Alimentazione di fine millennio: rischi, paure, difese'', in programma oggi pomeriggio nel capoluogo lombardo. E a fine anno potrebbe essere messa in commercio la carne americana trattata con ormoni, oggi vietata nell'Unione Europea.

''In collaborazione con la Guardia di Finanza e con la consulenza della Clinica pediatrica III dell'Universita' degli Studi di Milano - ha esordito Raimondi - siamo riusciti, prelevando e facendo analizzare il pelo dell'animale, a 'incastrare' alcuni allevatori che usavano sostanze proibite particolari e che erano riuscite a eludere i controlli dei servizi veterinari. La molla che fa scattare l'uso illegale di tali prodotti e' il tornaconto economico: le carni cosi' trattate hanno una massa muscolare maggiore e meno grassi''.

Gli ormoni piu' utilizzati sono: androgeni naturali (testosterone), progestinici, estrogeni naturali, composti di sintesi come dietilstilbestrolo e zeranolo. ''Gli effetti derivanti dall'assunzione attraverso gli alimenti di questi ormoni - ha affermato il professor Giuseppe Chiumello, direttore della Clinica Pediatrica III dell'Universita' di Milano - sono di due tipi: immediati e a distanza. I primi dipendono dal sesso e dall'eta' e sono puberta' precoce, tumefazione della ghiandola mammaria, anomalie del ciclo mestruale, diminuzione del numero degli spermatozoi, sterilita', calo del desiderio sessuale e malformazioni fetali. I secondi sono correlati soprattutto al tempo e alla dose di esposizione e sono caratterizzati dalla carcinogenicita'. Particolarmente a rischio i bambini, con manifestazioni che vanno ''dall'aumento dei casi di puberta' precoce alla possibilita' di ingestione di sostanze cancerogene''.

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

BIOTECNOLOGIE: RONCHI, STOP ALLE SPERIMENTAZIONI IN ITALIA
Vai su Adkronos - Qualità della vita
Roma, 29 ott.(Adnkronos)- ''In Italia non si danno e non si daranno autorizzazioni a sperimentare e tantomeno a coltivare piante transgeniche''. Edo Ronchi, ministro dell'Ambiente, ha scelto la platea del convegno dei Verdi sul ''cibo Frankenstein'' per precisare che nel nostro paese la moratoria sugli organismi modificati geneticamente e' gia' scattata e durera' ''fino alla nuova direttiva''. Ronchi precisa che ''questa e' una posizione del governo e non e' mai stata contraddetta'. Il no di Ronchi arriva dopo l'allarme lanciato dagli ambientalisti di Verdi ambiente e societa' al convegno questa mattina sul rischio che a marzo vengano seminati tre piante transgeniche che hanno concluso le fa se di sperimentazione. ''Si tratta di supercicoria, super soia e super mais che il ministero dell'Agricoltura potrebbe decidere di inserire nel catalogo di varieta' vegetali autorizzate e quindi vendute e seminate'' ha detto Ivan Verga, vice presidente dei Vas. Ma e' davvero 'Frankenfood', cibo di Frankenstein, quello manipolato geneticamente? ''Le proteine modificate dei nuovi geni hanno rischi tossici e allergenici. Inoltre le sperimentazioni non guardano agli effetti tossici cronici ma solo a quelli acuti. E ancora -sostiene il ministro Ronchi- l'impatto sull'ambiente e' molto pesante per l'uso massiccio di diserbanti e insetticidi. Inoltre -conclude- il 99% degli investimenti nel settore viene fatto per aumentare la produttivita' e non per migliorare le specie''.

BIOTECNOLOGIE: BINDI - NO ITALIANO AD AUTORIZZAZIONE NUOVI OGM

Roma, 29 ott. - (Adnkronos) - L'Italia dira' no all'autorizzazione a tre nuovi prodotti geneticamente modificati, su cui oggi a Bruxelles dovra' esprimere un parere il Comitato per le biotecnologie. I nostri rappresentanti, infatti, hanno avuto indicazione di astenersi sulla moratoria. Lo ha affermato il ministro della Sanita', Rosy Bindi, a margine del convegno ''Il cibo di Frankenstein. Alimentazione e manipolazioni genetiche'', organizzato oggi a Roma dai Verdi.

''Il nostro Paese - sottolinea la Bindi, 'intervistata' da Mauro Paissan, presidenti dei deputati Verdi - ha sempre tenuto in sede europea una posizione garantista su questi temi, mantenendo grande prudenza anche sull'autorizzazione alle sperimentazioni di culture transgeniche. In alcune circostanze abbiamo sfidato le regole comunitaria e siamo disposti anche a subire una procedura di infrazione per mantenere il divieto su prodotti geneticamente modificati nell'alimentazione per l'infanzia. Non abbiamo intenzione di togliere il disturbo - prosegue il ministro - perche' vale la pena di porre questi problemi nella sede in cui vengono assunte le decisioni''.

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

English: e in basso la traduzione automatica in italiano di Systran

MONSANTO'S GENETICALLY MODIFIED MILK RULED UNSAFE BY THE UNITED NATIONS August 18, 1999 from a press release CHICAGO --
The following was released today by Samuel S. Epstein, M.D., Professor of Environmental Medicine, University of Illinois School of Public Health, Chicago: The Codex Alimentarius Commission, the U.N. Food Safety Agency representing 101 nations worldwide, has ruled unanimously in favor of the 1993 European moratorium on Monsanto's genetically engineered hormonal milk (rBGH). This unexpected ruling, revealingly greeted by the U.S. press with deafening silence, is a powerful blow against U.S. global trade policies which are strongly influenced by powerful multi-national corporations, such as Monsanto. The Codex Commission ruling has also forced the U.S. to abandon its threats to challenge the European moratorium before the World Trade Organization later this year. As importantly, the ruling represents the first large scale defeat of genetically modified foods on unarguable scientific grounds, apart from ethical and ideological concerns. Since the Food and Drug Administration approved the sale of unlabeled rBGH milk in February 1994, the U.S. has exerted considerable pressure on Mexico and other trading partners to approve rBGH in efforts to increase pressure on Europe through the World Trade Organization. In this, they have been strongly supported by reports from the Food and Agriculture/World Health Organization's (FAO/WHO) Joint Expert Committees on Food Additives (JECFA), including its latest September 1998 report, which unequivocally absolved rBGH from any adverse veterinary and public health effects. However, these JECFA committees, besides others such as those claiming the safety of meat from cattle treated with sex hormones, operate under conditions of non-transparency and conflicts of interest, and are predominantly staffed by unelected and unaccountable U.S. and Canadian regulatory officials and industry consultants with no expertise in public health, preventive medicine and carcinogenesis. The 1998 JECFA report on rBGH was then submitted to the Codex Committee on Residues of Veterinary Drugs in Foods, chaired by FDA's Director for Veterinary Medicine Dr. Stephen Sundloff who also played a prominent role in the 1998 JECFA Committee. The Codex Committee promptly rubber stamped JECFA's seal of approval for rBGH with the confident expectation that this would be subsequently endorsed by the parent Codex Commission. However, the best laid plans of Monsanto and the FDA were aborted by an unexpected turn of events. Bowing to growing pressure in 1998 by Canadian advocacy groups, "dissident" government scientists and the Senate Agriculture Committee. Health Canada convened expert committees on veterinary and human safety under the auspices of the Canadian Veterinary Medical Association and the Royal College of Physicians and Surgeons, respectively. Based on conclusions on the adverse veterinary effects of rBGH, particularly an increased incidence of mastitis, lameness and reproductive problems, Health Canada reluctantly broke ranks with the U.S. in January 1999, and issued a formal "notice of non- compliance", disapproving future sales of rBGH. Meanwhile, the European Commission had commissioned two independent committees of internationally recognized experts to undertake a comprehensive review of the scientific literature on both the veterinary and public health effects of rBGH. The veterinary committee fully confirmed and extended the Canadian warnings and conclusions. The public health committee confirmed earlier reports of excess levels of the naturally occurring Insulin-like-Growth Factor One (IGF-1), including its highly potent variants, in rBGH milk and concluded that these posed major risks of cancer, particularly of the breast and prostate, besides promoting the growth and invasiveness of cancer cells by inhibiting their programmed self-destruction (apoptosis). Faced with this latest well documented scientific evidence from both Canada and Europe, the U.S. bowed to the inevitable and failed to challenge the Codex ruling in support of the European moratorium. It is now 15 years since Monsanto embarked on a series of large scale veterinary trials on rBGH all over the U.S., and sold milk from these trials to an uninformed and unsuspecting public with the full approval of the FDA. Since then, Monsanto and the FDA, strongly supported by a network of indentured university academics, aggressive lobbying by the National Dairy Council and its well organized "hit squads" targeting rBGH opponents, and an overwhelmingly uncritical media, have ignored or trivialized substantial scientific evidence on the hazards of rBGH milk, including a series of publications over the last decade in the International Journal of Health Services, the most prestigious international public health publication. Also ignored by the media have been charges in 1981 by Congressman John Conyers (then Chairman of the House Committee on Government Operations), on the basis of a leaked confidential Monsanto study revealing serious pathology in cows injected with rBGH, that "Monsanto and the FDA have chosen to suppress and manipulate animal health test data in efforts to approve commercial use of rBGH". These considerations reinforce growing concerns on the extreme unreliability of Monsanto and other biotech industry claims of the safety of genetically modified soy and other foods, especially in the absence of comprehensive testing by independent scientific experts, who should be funded by industry and not consumers.

 

Italian:

IL LATTE GENETICAMENTE MODIFICATO di MONSANTO'S HA REGOLATO PERICOLOSO dalle Nazioni Unite 18 agosto 1999 da un comunicato stampa CHICAGO --

ciò che segue è stato liberato oggi da Samuel S. Epstein, M.D., professore della medicina ambientale, università di scuola di sanità pubblica, Chicago dell'Illinois: La Commissione di codex alimentarius, l'agenzia del U.N. Food Safety che rappresenta 101 nazione universalmente, ha regolato all'unanimità per le 1993 moratorie europee sul latte ormonale geneticamente costruito del Monsanto (rBGH). Questo regolamento inatteso, revealingly greeted dalla pressa degli Stati Uniti con il silenzio deafening, è un colpo potente contro le politiche commerciali globali degli Stati Uniti che sono influenzate fortemente dalle società multinazionali potenti, quale Monsanto. La Commissione del codice che regola inoltre ha forzato gli Stati Uniti abbandonare le relative minacce per sfidare la moratoria europea prima dell'organizzazione di commercio mondiale alla fine di quest'anno. Come d'importanza, il regolamento rappresenta la prima sconfitta della grande scala degli alimenti geneticamente modificati per i motivi scientifici unarguable, oltre alle preoccupazioni etiche ed ideologiche. Il latte l'alimento e droga la gestione ha approvato la vendita dall' adenoide di rBGH nel mese di febbraio del 1994, gli Stati Uniti hanno impiegato la pressione considerevole il Messico ed altri partner commerciali approvare rBGH negli sforzi aumentare la pressione su Europa con l'organizzazione di commercio mondiale. In questo, sono stati sostenuti fortemente dai rapporti da dall'alimento e comitati di esperti del giunto dell'organizzazione di salute di Agriculture/World (FAO/WHO) per gli additivi alimentari (JECFA), compreso il relativo ultimo rapporto di settembre del 1998, che assolvesse inequivocabilmente rBGH da tutti gli effetti avversi di sanità pubblica veterinaria e. Tuttavia, questi comitati di JECFA, oltre ad altri come quelli che esigono la sicurezza di carne dai bestiami trattati con gli ormoni del sesso, di funzionano nelle circostanze l' non-acetato e conflitti di interesse e principalmente dell' sono forniti di dagli Stati Uniti unelected ed unaccountable e dai funzionari e dai consulenti in materia regolatori canadesi di industria senza perizia nella sanità pubblica, nella medicina preventiva e nella carcinogenesi. Il rapporto 1998 di JECFA su rBGH allora è stato presentato al comitato del codice dei residui di zoofarmaci in alimenti, presieduti da FDA's Direttore per il Dott. Stephen Sundloff che della medicina veterinaria il who inoltre ha giocato un ruolo prominente nel comitato 1998 di JECFA. La guarnizione timbrata subito di gomma del comitato JECFA's del codice di approvazione per rBGH con l'aspettativa sicura che questo successivamente sarebbe firmato dalla Commissione del codice del genitore. Tuttavia, i programmi posti migliori Monsanto e la FDA sono stati abbandonati da una girata inattesa degli eventi. Piegando alla pressione crescente in 1998 dai gruppi di avvocatura del Canadian, da scienziati " dissident " di governo e dal comitato di agricoltura di senato. La salute Canada ha riunito i comitati di esperti per sicurezza veterinaria ed umana sotto gli auspici l'associazione e del medico veterinario canadese l'università reale di i medici e chirurghi, rispettivamente. Sulla base delle conclusioni sugli effetti veterinari avversi di rBGH, specialmente un'incidenza aumentata di mastite, il lameness ed i problemi riproduttivi, salute Canada hanno rotto le righe riluttante con gli Stati Uniti nel mese di gennaio del 1999 ed hanno pubblicato " un avviso convenzionale non di conformità ", vendite future di disapprovazione di rBGH. nel frattempo, la Commissione Europea aveva incaricato due comitati indipendenti degli esperti internazionalmente riconosciuti di intraprendere una rassegna completa della letteratura scientifica sia sugli effetti di sanità pubblica veterinaria che di rBGH. Il comitato veterinario completamente confermato ed esteso gli avvertimenti e le conclusioni canadesi. Il comitato di sanità pubblica ha confermato i rapporti più iniziali dei livelli eccedenti del fattore naturale uno (IGF-1) di Insulin-like-Growth, compreso le relative varianti altamente potenti, in latte di rBGH ed ha concluso di che questi hanno proposto i rischi importanti di cancro, specialmente il seno e prostata, oltre a promuovere lo sviluppo ed invasiveness delle cellule del cancro inibendo la loro autodistruzione programmata (apoptosis). Affrontato il più in ritardo a questa la prova scientifica documentata buona sia il Canada che Europa, gli Stati Uniti piegati all' inevitabile e non riescono a sfidare il codice che regola a sostegno della moratoria europea. Ora è di 15 anni poiché Monsanto ha intrapreso una serie di prove veterinarie della grande scala su rBGH dappertutto gli Stati Uniti ed ha venduto il latte da queste prove ad un pubblico non informato ed unsuspecting con l'approvazione completa della FDA. Da allora, Monsanto e la FDA, sostenuta fortemente da una rete di indentured il academics dell'università, l'incitamento aggressivo dal Consiglio nazionale della latteria ed i relativi " squads di colpo " organizzati pozzo che designano gli avversari come bersaglio di rBGH e mezzi in modo schiacciante non critici, hanno ignorato o trivialized la prova scientifica notevole sui rischi del latte di rBGH, compreso una serie di pubblicazioni sopra l' ultima decade nel giornale internazionale dei servizi medico-sanitari, la pubblicazione internazionale più prestigious di sanità pubblica. Inoltre sono state ignorate dai mezzi le spese in 1981 da Congressman John Conyers (allora presidente del comitato della Camera dei funzionamenti di governo), in base ad uno studio confidenziale fuoriuscito di Monsanto che rivela la patologia seria in mucche iniettate con rBGH, che " Monsanto e la FDA hanno scelto sopprimere e maneggiare i dati di prova di salute degli animali negli sforzi approvare l'uso commerciale rBGH ".

Queste considerazioni rinforzano le preoccupazioni crescenti sull'inattendibilità estrema di Monsanto ed altri reclami di industria del biotech della sicurezza soia geneticamente modificata ed altri alimenti, particolarmente nell'assenza di prova completa dagli esperti scientifici indipendenti, who dovrebbero essere costituiti un fondo per industria e di non consumatori.

 

 

Producción agricola libre de organismos geneticamente modificado
Date: Wed, 4 Aug 1999 17:33:26 -0400

COMUNICADO

La Comisión de Bioseguridad (C.B.), - comisión asesora del Ministerio de
Agricultura y Ganadería creada por decreto Nº 18.481 del Poder Ejecutivo de
la República del Paraguay - de la cual forma parte la Red de Organizaciones
Ambientalistas del Paraguay, ha sesionado en la fecha para tratar la
solicitud del Sr. Ministro de Agricultura que consistía en recomerdarle
sobre la introducción de los OGM, o no en el país. De modo a que dicha
Cartera de Estado asuma una postura en relación al tema a nivel gubernamental.

La Comisión de Bioseguridad ha decidido recomerdarle al Sr. Ministro de
Agricultura, declarar al Paraguay un país con "Producción Agrícola, libre
de Organismos Genéticamente Modificados (OGMs)."


Atentamente,

Ing. Agr. Victor Benítez
Comisión de Bioseguridad

PD: cc a las redes amigas

RED POR UNA AMERICA LATINA
LIBRE DE TRANSGENICOS
Punto focal: Accion Ecologica
e-mail: ebravo@hoy.net
Tel /fax: (593) 2 527-583
Tel /fax: (593) 2 547-516
Tel /fax: (593) 2 230-676
Quito - Ecuador

 


DIOSSINA:
WWF, LIMITI SCELTI IN BASE AL PROFITTO

Roma, 17 ago. (Adnkronos)- Bisognerebbe ''adottare un principio precauzionale nei confronti di sostanze spesso cancerogene, anziche' allargare a seconda delle necessita' di profitto i limiti di tollerabilita'''. E' il Wwf a scendere in campo contro la decisione Ue di innalzare i limiti posti alla presenza di diossina negli alimenti.

Una decisione ''inammissibile'' quella dell'Ue, che ricorda secondo il Wwf ''quello accaduto qualche tempo fa in Italia, quando venne riscontrata una grossa concentrazione di bentazolo e molinate in alcuni approvigionamenti idrici della Pianura Padana -afferma Gianfranco Bologna in una nota- e l'allora ministro della Sanita' De Lorenzo scelse di aumentare il livello di tollerabilita' a tali sostanze affinche' l'acqua potesse essere consumata'.

 

 

 

CIBI TRANSGENICI:
SCATTA L'ALLARME ALLERGIE E INTOSSICAZIONI

Roma, 7 ago. - (Adnkronos) - Saremo un popolo di allergici o il nostro organismo, al pari di alcune specie di insetti, si modifichera' biologicamente fino a resistere alle mutazioni genetiche dei prodotti alimentari che ingeriamo? A porre la questione e' l'associazione ambientalista Greenpeace, che ha avviato una raccolta di firme per chiedere al presidente del Consiglio lo stop agli esperimenti genetici e sollecitato il ministero dell'Ambiente ad una moratoria sulle prossime produzioni di Ogm. A detta di Greenpeace proprio l'Italia rischia di diventare ''la fogna genetica d'Europa'' visto che grandi aziende alimentari come Unilever e Nestle', che hanno escluso l'uso di Ogm in altri Paesi, ''in Italia non hanno ancora garantito l'esclusione dei derivati Ogm dai loro prodotti''.

Sui nostri tavoli, insomma, potrebbe arrivare di tutto, e sinche' l'ingegneria genetica si limita a trasferire in un pomodoro una molecola del dna della banana, ovvero alimenti a cui siamo abituati, secondo Greenpeace siamo fuori pericolo. Il rischio comincia quando la manipolazione introduce il gene di una sostanza che il nostro organismo rifiuta o non conosce. E' il caso della soia prodotta dalla Pioneer, prima compagnia mondiale nella produzione di semi: con il gene della noce brasiliana l'azienda aveva 'fabbricato' una soia piu' ricca di metionina che rischiava di entrare in tutti i mercati, se non ci si fosse accorti che persone non allergiche alla soia, ma alla noce brasiliana, risultavano allergiche alla soia manipolata dalla Pioneer.

 

 

BIOTECNOLOGIE:
BINDI SCRIVE A RONCHI SU COLTURE TRANSGENICHE

Roma, 5 ago. (Adnkronos) - L'autorizzazione dell'Unione Europea al commercio di due tipi di colza e una barbabietola da foraggio transgenici. Questo uno dei temi al centro di una lettera inviata dal ministro della Sanita', Rosy Bindi, a quello dell'Ambiente, Edo Ronchi, nella quale la Bindi, auspica anche che ''in attesa della nuova normativa, il Consiglio dei ministri dell'Ambiente possa adottare una moratoria europea delle autorizzazioni all'immissione in commercio di organismi geneticamente modificati''.

Nella missiva - informa una nota del ministero della Sanita' - la Bindi ha informato il collega di governo di aver preso in considerazione le riserve espresse dai rappresentanti del ministero dell'Ambiente in seno alla Commissione di coordinamento per le biotecnologie e di aver dato mandato ai rappresentanti in sede Ue del ministero della Sanita' di astenersi dall'esprimere un voto su queste decisioni''. La Bindi ha poi auspicato che ''nell'ambito del Consiglio dei ministri dell'Ambiente dell'Ue, l'Italia possa operare attivamente affinche' si modifichi con rapidita' la direttiva sulle sperimentazioni in campo aperto di prodotti geneticamente modificati''.

''Il ministero della Sanita', che rappresenta l'Autorita' competente in materia, ma che non ha in Europa la responsabilita'delle decisioni politiche finali nella definizione delle direttive comunitarie, considera dunque - continua la nota - di fondamentale importanza l'attuazione di un quadro piu' rigoroso e trasparente per l'autorizzazione all'immissione in commercio di Ogm, in particolare per cio' che riguarda la valutazione dei rischi per la salute umana e per l'ambiente

 

 

ALIMENTAZIONE:
LIGURIA, NEI RISTORANTI MENU' PER CELIACI

Roma, 4 ago. -(Adnkronos)- Promossa dalla Regione Liguria un'iniziativa per aiutare i celiaci. Il progetto prevede la creazione di una rete di ristoranti in grado di offrire menu' ad hoc per le persone che soffrono di questa grave intolleranza alimentare nei confronti della farina, del glutine e dei cereali in genere.

La malattia colpisce in italia -secondo le stime fornite dai rappresentanti dall'Associazione italiana celiachia- una persona ogni 180. In Liguria i casi riconosciuti finora sono oltre 1500, ma i potenziali colpiti che non si sono sottoposti agli esami ematochimici e istologici fanno sicuramente alzare il numero dei celiaci. In considerazione dei dati forniti dall'Associazione italiana celiachia la Regione Liguria ha deciso di lanciare questo nuovo progetto pro celiaci.

 

 

BIOTECNOLOGIE: RONCHI AFFIDA A CARABINIERI E ANPA I CONTROLLI

Roma, 23 lug. - (Adnkronos) -

Il ministro dell'Ambiente Edo Ronchi ha incaricato i Carabinieri del Noe, il Nucleo Operativo Ecologico e l'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (Anpa) di fare controlli a tappeto sui campi sperimentali di organismi geneticamente modificati. Il ministro ha anche istituito un comitato per definire i criteri per i protocolli di monitoraggio sull'impatto degli Ogm sugli ecosistemi e su animali e piante soprattutto per gli efeftti sulla catena alimentare e i cicli dell'acqua.

Anpa e Noe, spiega una nota, dovranno accertare il rispetto della direttiva 90/220/CEE recepita con decreto legislativo 3 marzo '93, n.92 sull'emissione deliberata nell'ambiente di ogm. ''Particolare attenzione -spiegano al dicastero- sara' posta alle procedure per le tecniche di sorveglianza sui metodi per rintracciare gli Ogm e per controllarne gli effetti, la durata e la frequenza del controllo, il trattamento dei rifiuti e la loro gestione per evitare rischi per l'ambiente''. Saranno anche verificati i piani di intervento in caso di emergenza per effetti non desiderabili.

L'indagine si concentrera' sulle sperimentazioni notificate alla Commissione interministeriale istituita presso il ministero della Sanita' che verra' informata dei risultati. Ma Ronchi ha stabilito che Anpa e Noe dovranno avviare indagini a tappeto anche per individuare le sperimentazioni 'illegali'.

 

Torna all'inizio

 

Torna all'inizio

 

Torna all'inizio

Vai su Adkronos - Qualità della vita

AGRICOLTURA:
E' ASTIGIANO PRIMO COMUNE ANTITRANSGENICO


Torino, 18 set. - (Adnkronos) - E' Bubbio, in provincia di Asti, il primo Comune ''antitransgenico di Italia''. La decisione e' stata presa dalla giunta comunale che ha anche vietato su tutto il territorio la sperimentazione, la coltivazione e l'allevamento di organismi viventi, animali e vegetali, ottenuti mediante manipolazione genetica.

Sottolineando che ''il nuovo modello di agricoltura proposta e' in netta contrapposizione con quello oggi attuato nella nostra zona, fortemente legato alle tradizioni e alle caratteristiche del territorio'' l'amministrazione comunale ha inoltre predisposto una serie di incontri e manifestazioni per spiegare ai produttori il rischio di utilizzo di prodotti geneticamente modificati nella catena produttiva, ai rivenditori i rischi di vendita di alimenti modificati e ai cittadini i rischi legati al consumo di prodotti ottenuti con organismi geneticamente modificati. A questo proposito sara' avviata anche una campagna di educazione alimentare legata al consumo dei prodotti tradizionali di qualita'.

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

Lundi 13 Septembre 1999 - 15h00

OGM: possibles poursuites anti-trust contre fabricants de semences (presse)

WASHINGTON, 13 sept (AFP) - Des groupes industriels comme Monsanto, Novartis ou DuPont pourraient être poursuivis prochainement pour position dominante dans le domaine des semences de céréales génétiquement modifiées, selon l'édition américaine de lundi du Financial Times.

Ces poursuites seraient engagées avant la fin de l'année par une fondation américaine, mais aussi par des associations d'agriculteurs américains, sud-américains, européens et asiatiques.

A l'exception du procès Microsoft, cette action en justice serait une des plus importantes dans le domaine de l'anti-trust, selon le quotidien britannique.

Ce serait également la première action en justice au niveau mondial portant sur les organismes génétiquement modifiés (OGM) et notamment les techniques agronomiques qu'ils requièrent.

Les industriels fournissent les semences qui ne servent que pour une seule campagne et engagent des poursuites contre les agriculteurs qui ponctionnent sur leurs récoltes pour ensemencer l'année suivante. De plus, ces industriels développent des gênes qui rendraient stérile les graines de la récolte, obligeant ainsi les agriculteurs à racheter des semences, explique le journal.

Les poursuites ont notamment pour but d'éviter que quelques groupes industriels puissent contrôler les débouchés alimentaires notamment dans les pays en développement, poursuit le Financial Times.

 

 

Campagna per la Sicurezza Alimentare

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

Mieux que Dolly le clone?

On a créé un spermatozoïde transgénique
Une équipe d'Hawaii a obtenu des souris porteuses d'un nouveau gène en le faisant «capter» par un spermatozoïde. Révolution en vue pour l'élevage.

Par CORINNE BENSIMON

Le mardi 18 mai 1999

Le spermatozoïde nouveau est né, à Honolulu. Un spermatozoïde transgénique, pionnier de sa catégorie. Les rayons du génie génétique comptaient déjà toute sortes de virus, cellules et organismes au patrimoine génétique savamment bricolé. Voici que débarque une cellule sexuelle, mâle en l'occurrence: un spermatozoïde de souris doté d'un gène de plante. Introduit dans un ovule, il produit un souriceau transgénique, porteur de ce nouveau caractère végétal.

La prouesse aurait de quoi attiser les débats sur les limites sans cesse repoussées de la manipulation de la reproduction animale, voire humaine. Cependant, l'article publié cette semaine dans l'hebdomadaire américain Science par Ryuzo Yanagimachi et ses collègues n'incite guère aux états d'âme. Leur «super spermatozoïde» a été conçu avant tout comme un «nouvel outil» prometteur, pour la production de bétail transgénique. Depuis vingt ans, ce créneau d'élevage fait rêver la médecine et les firmes de biotechnologies. Déjà, quelques labos dans le monde s'enorgueillissent d'un petit cheptel de brebis et chèvres transgéniques sécrétant des protéines humaines médicamenteuses dans leur lait, contre la mucoviscidose ou l'infarctus. Mais leurs «récoltes» sont encore notablement maigres. Faute d'une technique efficace permettant de modifier en routine le patrimoine génétique de centaines de caprins, ovins et bovins, le secteur peine à passer à la phase industrielle. Le spermatozoïde transgénique d'Hawaii se promet de l'y propulser.

Il ne paie pourtant pas de mine, ce spermatozoïde high-tech. Il a même une drôle de tête, genre gueule cassée, et pour cause. On lui a fait sauter la membrane, cette fine pellicule qui protège son unique trésor, son petit noyau où sont rangés tous ses gènes. En plus, il a perdu sa queue, arrachée par une décharge électrique. Disons le tout net, en citant Ryuzo Yanagimachi et ses collègues: leur super spermato est un «spermatozoïde mort» puisque bien incapable, en son piteux état, de partir à l'assaut d'un ovule. Qu'importe ce handicap fâcheux : pour qu'il accomplisse malgré tout son mâle destin de cellule fécondante, une pipette fera le taxi, le saisira et le déposera au cœur de l'habitacle femelle, manip bien connue sous le nom d'ICSI, injection intracytoplasmique de spermatozoïde. Qu'importe en effet, l'essentiel est ailleurs: ce spermatozoïde ainsi «blessé» est devenu capable de produire un animal transgénique.

C'est ce que démontre Ryuzo Yanagimachi, sommité mondiale de la recherche en biologie de la reproduction, dans cet article de Science. Il prouve qu'un spermatozoïde dont la membrane est déchirée peut «attraper» un gène étranger présent dans son environnement et devenir ainsi «transgénique». Cela n'est guère surprenant en théorie, cette membrane servant vraisemblablement à protéger le patrimoine génétique du spermatozoïde contre toute contamination, notamment par de l'ADN viral. De fait, les biologistes d'Hawaii ont plongé des spermatozoïdes ainsi lésés dans une solution contenant des centaines de copies d'un gène étranger à l'espèce, en l'occurrence un gène de plante commandant la fabrication d'une protéine fluorescente - un gène «marqueur» utilisé pour tester la faisabilité d'une manipulation génétique. Puis ils ont fécondé des ovules avec ces spermatozoïdes. Résultat, après transfert des embryons obtenus dans des souris «mères porteuses»: 20 % de naissances, toutes transgéniques, sont porteuses du gène fluo. De quoi faire rêver les chercheurs qui tentent de fabriquer du bétail transgénique.

Avec la technique utilisée jusqu'ici, leur taux de succès est plutôt de l'ordre de quelques pour cent. Depuis la naissance du premier souriceau transgénique en 1974, elle reste, dans son principe, inchangée. Le gène étranger est tout simplement injecté, via une micro-pipette, dans le noyau d'un tout jeune embryon au stade une cellule (un ovule qui vient d'être fécondé). La méthode marche plutôt bien pour fabriquer des souris transgéniques, (environ 20 % de succès) mais échoue le plus souvent quand on passe aux gros mammifères. Question de qualité de l'ovule, souligne Yanagimachi. Transparent chez la souris, il est opaque chez le bétail, ce qui rend difficile le contrôle de l'injection du gène. «Ce sont ces échecs répétés qui ont suscité un tel engouement pour le clonage, note Bernard Jégou, spécialiste de la spermatogenèse à l'Inserm. Faute de pouvoir fabriquer à volonté du bétail transgénique, on imagine de "recopier" à l'infini un bovin ou ovin transgénique obtenu à grand peine.» Ironie de l'histoire, la percée hawaiienne pourrait bien porter un coup singulier à la voie ouverte par la naissance de Dolly la brebis, premier clone d'adulte. «Si la technique marche aussi bien sur le bétail que sur la souris, estime Bernard Jégou, il est probable que les investissements - scientifiques et surtout financiers - sur le clonage d'adulte perdront une grande part de leur intensité.» Le spermatozoïde transgénique, meilleur ennemi des clones?.

 

 
LE MONDE / 07 Mai 1999 / Page 20
Sinogen, symbole des ambitions chinoises

     EN CHINE, le débat " éthique " sur le bon usage des organismes génétiquement modifiés (OGM) n'est pas d'actualité. Le gouvernement chinois soutient clairement, et depuis plusieurs années, ce type de culture : plus de 150 000 hectares - principalement de coton, de tomates, de poivrons - sont désormais plantés dans l'est et le sud du pays.

Pour commercialiser ces produits, le gouvernement a accordé au total six licences : cinq à des acteurs chinois et la dernière, en 1997, au groupe américain de biotechnologies Monsanto, qui cultive sur place du coton transgénique. " Nous faisons désormais partie, avec les Etats-Unis, le Canada et l'Argentine, des quatre plus grands pays commercialisant des plantes génétiquement modifiées ", explique fièrement le professeur Zhangliang Chen, vice-président de l'université de Pékin, une institution qui détient trois des licences chinoises. La Chine est cependant loin derrière les Etats-Unis, dont la surface d'OGM cultivée est 170 fois supérieure !

Pour justifier son orientation, le géant asiatique met en avant une nécessité économique. " Les cultures transgéniques, résistant aux virus ou aux insectes, présentent des rendements supérieurs de 15 % à 20 % à ceux des cultures traditionnelles. Ceci est important, car notre pays va avoir un problème pour se nourrir ", analyse M. Chen. " La Chine, c'est aujourd'hui, à l'échelle de la planète, 23 % de la population sur seulement 7 % de la terre cultivable. Et ce déséquilibre va s'aggraver, ajoute-t-il, nous serons 1,5 milliard en 2025, alors que la surface de terre cultivable va diminuer avec l'urbanisation du pays. Nous allons, de plus, avoir un problème d'irrigation car bientôt l'eau va manquer. " Pour trouver des solutions, le pays s'est lancé dans un programme d'ampleur : augmentation des subventions gouvernementales aux centres de recherche, passerelles entre universités et entreprises encouragées, ouverture aux coopérations internationales de recherche...

PROJETS DE COTATION

Le professeur Zhangliang Chen a saisi cette opportunité pour créer en 1993, Sinogen, une des premières entreprises de biotechnologie chinoise , qui attire déjà des convoitises étrangères. Le groupe américain de capital-risque Hambrecht & Quist (H & Q) a misé sur Sinogen dès 1995 : " Plus de 10 millions de dollars au total ont été investis depuis cette date par ce partenaire ", explique M. Chen. Il est vrai que l'investisseur américain n'a pas misé sur un inconnu. Zhangliang Chen, à trente-huit ans, collectionne les distinctions et les honneurs. Ancien étudiant de l'université de Washington, il a été désigné par Time Magazine comme " un des 100 jeunes espoirs mondiaux pour le prochain siècle ". Son entreprise de biotechnologie, qui emploie désormais 300 personnes, travaille sur les produits agricoles et pharmaceutiques. Elle a enregistré, en 1998, un résultat net de 62 millions de yuans (environ 46 millions de Francs, 7 millions d'euros) pour un chiffre d'affaire s de 210 millions. En juin 1999, Sinogen devrait être cotée dans son pays.

A l'image de la biotechnologie chinoise, M. Chen ne compte pas en rester là . " Nous avons le projet, avec l'aide de H & Q, d'être cotés aux Etats-Unis en entrant au Nasdaq ", précise-t-il.Et d'étendre désormais ses recherches à d'autres produits. " Après les tomates génétiquement modifiées, nous travaillons particulièrement sur le riz et le blé. "

LAURE BELOT

 

 
LE MONDE+ / 07 Mai 1999 / Page 20
L'industrie agrochimique impose une nouvelle révolution verte

     " NOUS ALLONS contribuer par de nouvelles techniques, intégrant les biotechnologies, à agir non seulement sur la protection des cultures, mais aussi sur la nature même du produit final ", souligne Georges Santini, porte-parole de Rhône-Poulenc Agro France, promoteur d'un coton génétiquement modifié qui résiste aux herbicides. " Aujourd'hui, nous élargissons la palette des outils mis à la disposition des agronomes ; demain nous offrirons aux transformateurs une matière première agricole aux qualités nutritionnelles, gustatives ou industrielles améliorées. "

Les premières plantes transgéniques mises sur le marché, dès 1995 aux Etats-Unis, présentent surtout un intérêt pour les agriculteurs : elles sont susceptibles de réduire la quantité de produits phytosanitaires utilisés pour protéger les cultures. La promesse d'une nouvelle révolution verte donne des ailes aux grands groupes agrochimiques, tels les américains Monsanto, DuPont et Dow, le suisse Novartis, l'allemand Agrevo (groupe Hoechst), le britannique Zeneca ou le français Rhône-Poulenc Agro. Les produits vedettes sont des sojas et maïs obtenus par une modification génétique qui leur permet de supporter, sans inconvénient, un herbicide couramment utilisé en agriculture. En présence de ce produit, toutes les mauvaises herbes périssent, laissant la plante cultivée se développer de façon optimale. L'autre innovation biotechnologique est constituée de plantes résistant aux agressions des insectes, comme le maïs capable de se protéger contre des chenilles de lépidoptères.

Aux Etats-Unis, ces nouveaux outils, parce qu'ils améliorent le rendement des cultures et permettent d'éliminer plusieurs étapes polluantes, ont connu un engouement record. Les " farmers ", compte tenu des bénéfices qu'ils en tirent, les ont massivement adoptés. Les plantes modifiées ont fait des émules en Argentine, en Chine et au Japon, qui déclarait récemment les biotechnologies " priorité nationale ". Les pays en développement, soucieux de nourrir une population exponentielle, pourraient escompter une hausse de leurs rendements agricoles de 10 % à 25 % par la substitution aux variétés classiques de plantes OGM adaptées.

De sorte que les capitaines de l'agrobiotechnologie croient à l'avenir des OGM. Même si, dans les pays d'Europe particulièrement secoués par les récentes affaires de la vache folle, ils sont tenus d'avancer à pas comptés. Chez Novartis Seeds, la première société à avoir commercialisé des OGM en Europe - 1 500 hectares de maïs autoprotégé contre la pyrale, un ravageur du maïs, ont été cultivés en France en 1998 -, on déclare souscrire au souhait du consommateur d'avoir le choix de manger ou non des OGM.

LAISSER LE CHOIX " Dès la commercialisation de nos premières variétés transgéniques, en 1998 en Europe, nous avons été en faveur de la création d'une filière non OGM ", revendique Christian Morin, directeur de la communication des grandes cultures chez Novartis Seeds. " La comparaison est le seul moyen pour que le consommateur voit aussi les bénéfices des OGM, parce qu'il y en a ! "

Même son de cloche chez Monsanto, le leader mondial des OGM (15 millions sur les 20,5 millions d'hectares consacrés aux OGM aux Etats-Unis relèvent de leur technologie) : " La pire des choses serait que le consommateur ait le sentiment que l'on ne lui donne pas le choix ", estime Stéphane Pastereau, coordinateur scientifique. " Nous soutenons la création d'une filière non OGM car nous pensons que le développement des OGM en dépend ", précise plus crûment François Thiboust, directeur de la communication " biotechnologies " de la société Agrevo.

Les entreprises françaises participent, au travers de leurs organisations professionnelles, en liaison avec l'Institut national de recherche agronomique (INRA) et les organisations de consommateurs, à un groupe de travail lancé il y a huit mois, pour étudier la faisabilité d'une filière garantie " sans OGM ". Dès l'automne 1999, les premiers résultats devraient permettre d'apprécier l'utilité et la faisabilité des filières " non OGM ". Les entreprises des science de la vie militent pour le choix d'une méthode fiable de détection des OGM, l'établissement d'un seuil de tolérance pour pallier les risques de " contamination fortuite " et celui d'une liste de produits exemptés d'étiquetage (pour des produits dont il n'est pas possible de décréter s'ils sont ou non OGM). Une chose est sûre : " Le coût final des produits sans OGM sera inversement proportionnel à la quantité semée ", prévient Didier Marteau, agriculteur et président du groupe de travail.

PRAGMATISME

Si près de 7O % des consommateurs français, selon les sondages, souhaitent avoir le choix dans leur assiette, rien ne dit qu'une fois les produits dans les rayons, leur acte d'achat n'ira pas vers les produits de masse, OGM pour la plupart. " Il faut que le consommateur comprenne que la filière non OGM aura un surcoût et qu'il ait en conséquence la perception que le produit est différent ", souligne M. Santini. " Or, nous avons la certitude qu'en terme de sécurité, de qualité alimentaire et gustative, les produits sont équivalents. "

Les agriculteurs, par le biais de la Fédération nationale des syndicats d'exploitants agricoles (FNSEA), participent à ce groupe de travail qu'ils ont initié et réclament une protection plus large des agriculteurs comme des consommateurs. Mais une certain pragmatisme prévaut ici aussi. " L'interdiction des OGM en France menacerait notre recherche, notre agriculture et, par là, notre indépendance alimentaire. En revanche, elle n'empêcherait pas le déferlement des produits issus d'OGM en Europe ".

De l'avis de tous, y compris des distributeurs, l'intérêt bien compris de la filière agricole et agroalimentaire est, non pas de refuser les plantes transgéniques, mais d'encadrer leur développement. La mise en route d'une filière non OGM est aussi une manière " politiquement correcte " de... banaliser les OGM.

VERONIQUE LORELLE

 

 
LE MONDE++ / 07 Mai 1999 / Page 20

La grande distribution attise le débat sur les aliments transgéniques.

Un marché en pleine explosion

     Les surfaces cultivées en OGM : elles ont plus que doublé en 1998, passant de 11 millions d'hectares en 1997 à 27,8 millions en 1998 (hors Chine), selon l'International Service for the Acquisition of Agribiotech Applications (Isaaa). Alors que le soja et le maïs représentent actuellement 82 % de la production transgénique, les experts prédisent la conversion, d'ici 2005, des principales cultures en OGM.

Les Américains, champions de la production : l'Amérique du Nord représente 84 % des surfaces cultivées en OGM dans le monde, dont 2,8 millions d'hectares pour le Canada et 20,5 millions pour les Etats-Unis. Dans ce dernier pays, 40 % des surfaces consacrées au soja étaient cultivées en OGM en 1998. Pour le maïs, la proportion s'élevait à 25 %.

Les autres producteurs : l'Argentine, avec 4,3 millions d'hectares, se consacre au soja, dont 60 % de l'assolement est en OGM. La production des autres pays reste symbolique : l'Australie, le Mexique, l'Espagne, la France et l'Afrique du Sud représentent, ensemble, moins de 1 % de la production mondiale. La Chine, dont la production est difficile à connaître, n'est pas prise en compte dans ces statistiques.

Le marché : selon l'Isaaa, le marché des plantes génétiquement modifiées a été multiplié par vingt de 1995 à 1998, passant dans cette période de 75 millions à 1,5 milliard de dollars. Il pourrait atteindre 25 milliards de dollars en 2010.

 

 
LE MONDE / 20 Avril 1999 / Supplément

LE MONDE ECONOMIE

LES ENJEUX, LES INITIATIVES

DOSSIER

Commerce et santé, un couple à risques

Les OGM, un bien ou un mal pour les pays en développement ?

Les organismes génétiquement modifiés pourraient représenter un espoir, mais ils ne sont pas la panacée

     Les organismes génétiquement modifiés (OGM) peuvent-ils contribuer à réduire la sous-alimentation, qui touche actuellement 800 millions de personnes dans le monde ? Assureront-ils demain la sécurité alimentaire de la planète, peuplée, en 2025, selon les prévisions les plus basses, de 9 milliards d'habitants ? A ces deux questions, la réponse est : non. A moins que... A moins que soit modifiée l'organisation économique mondiale, à moins de promouvoir une autre distribution des ressources alimentaires, à moins que les pays en développement inventent une autre exploitation de leurs terres...

Pis : si le génie génétique constitue un indéniable atout pour l'amélioration des variétés végétales, ces avantages concernent, pour l'essentiel, les agricultures des pays industrialisés. A mesure que s'étend la culture des plantes transgéniques (elle concerne déjà plus de 30 millions d'hectares, situés pour l'essentiel aux Etats-Unis), le fossé entre le Nord et le Sud pourrait donc s'accentuer. D'autant que certaines innovations génétiques, loin de répondre aux préoccupations agronomiques du tiers-monde, pourraient rendre inutiles des produits dont il était jusqu'alors l'unique fournisseur. Ainsi l'huile laurique, traditionnellement extraite des noix de coco ou des palmiers, peut-elle désormais être produite par du colza transgénique.

Une évolution qui pourrait menacer la sécurité alimentaire de nombreux pays tributaires des recettes engendrées par l'exportation de ces substances.

En théorie, pourtant, les cultures les plus répandues dans les pays du Sud, tels le manioc ou le riz, pourraient, elles aussi, bénéficier de la transgenèse. En introduisant dans leur patrimoine héréditaire des gènes étrangers, on pourrait les rendre plus productives, plus résistantes à certaines maladies, mieux adaptées aux conditions climatiques, moins consommatrices de pesticides. Mais ces avancées impliquent que soient pris en compte les intérêts domestiques et locaux des populations concernées. Pas ceux des marchés internationaux, seuls visés par les grandes firmes agrochimiques et semencières.

Sur quels critères économiques ces multinationales, principales détentrices du potentiel de recherche dans le domaine des OGM, feraient-elles une production adaptée aux besoins de l'Afrique subsaharienne ? " Répondre au défi d'une alimentation suffisante pour la planète entière implique de travailler sur des variétés locales cultivées dans les pays en développement ", affirme Philippe Gay, directeur des recherches Europe-Novartis, qui précise que sa société met " certaines technologies à la disposition de l'IRRI et du Cimmyt, instituts de recherche internationaux sur le riz et le blé ". Le géant américain Monsanto, qui axe depuis plusieurs années ses campagnes publicitaires sur la sécurité alimentaire - censée être résolue au niveau mondial par le développement des biotechnologies végétales -, mène, avec le Mexique et quelques pays d'Afrique, des actions ponctuelles de coopération technologique pour améliorer la résistance aux virus du manioc, de la patate douce ou du piment rouge. Mais cette contribution reste très modeste au regard de son chiffre d'affaires (48 milliards de francs en 1997, 7,31 milliards d'euros).

Suprématie des pays industrialisés en matière de prise de brevets et de production de semences, priorité donnée aux produits d'exportation au détriment des cultures vivrières : le seul moyen, pour les pays en développement, d'espérer des innovations qui leur soient réellement utiles, est de posséder un secteur de recherche public assez puissant pour imposer ses choix.

Si les moyens manquent, nombre de pays relevent la tête. Ainsi, en Inde, où l'Agricultural Research Institute développe depuis plusieurs années des variétés transgéniques, certains travaux visent à contrecarrer les perspectives les plus alarmantes évoquées par les multinationales, telle la technologie Terminator. Cette construction génétique, à laquelle s'intéressent toutes les grandes firmes semencières, présente, entre autres propriétés, celle de permettre la stérilisation des graines, et pourrait ainsi empêcher les agriculteurs d'exploiter leurs semences d'une année sur l'autre ( Le Monde du 12 mars 1999). " Le risque d'un monopole des multinationales sur les plantes transgéniques existe donc. C'est aux pouvoirs publics d'y résister ", résume Anil Gupta, professeur à l'Indian Institute for Management. Et de fait, ainsi que le révèle cet expert dans un dossier consacré aux OGM par Courrier de la planète (juillet-août 1998), la recherche publique indienne s'oriente vers la mise au point de variétés agricoles porteuses d'un gène dont l'action serait exactement inverse de celle de la technologie Terminator. " Toute plante, hybride ou transgénique, qui possédera ce gène pourra être réensemencée chaque année sans que les caractères de la plante mère se diluent au cours des générations. Le paysan n'achèterait donc la semence que la première année ", précise-t-il. Elle sera alors, pour les pays pauvres, la première semence transgénique de l'espoir.

CATHERINE VINCENT

 

 
+LE MONDE / 20 Avril 1999 / Supplément

LE MONDE ECONOMIE

LES ENJEUX, LES INITIATIVES

DOSSIER

Commerce et santé, un couple à risques

Jeremy Rifkin, auteur du Siècle biotech (La Découverte)
" Je crois à la loi du marché, mais elle ne suffit pas "

WASHINGTON de notre correspondant

     " La guerre du boeuf aux hormones fait rage entre les Etats- Unis et l'Union européenne. S'agit-il uniquement de protectionnisme des Quinze, comme l'affirme Washington ? - L'Europe a un bon dossier. Je pense qu'il s'agit plus d'un problème culturel que d'une guerre commerciale. Chez les Européens, en particulier les Français et les Italiens, l'alimentation n'est pas une fonction séparée. Elle fait partie d'un ensemble culturel national. Je suis favorable à un boycottage du boeuf aux hormones. " La crise de la "vache folle" est grave, mais ce n'est rien par rapport à ce qui nous attend avec le développement des organismes génétiquement modifiés (OGM). Il ne s'agit pas là d'un accident mais d'un effort délibéré pour changer l'approche de l'industrie agroalimentaire dans le monde. Même si la plupart de ces OGM devaient être sans danger, les conséquences des autres risquent d'être catastrophiques à long terme. - La biotech représente-t-elle une menace ? - Les groupes Monsanto et Novartis veulent imposer en France la production et la consommation d'OGM. Or il s'agit de l'expérimentation la plus radicale et la plus imprévisible de toute l'histoire de l'agriculture. Monsanto affirme que les croisements d'espèces ont toujours existé et qu'il s'agit seulement d'être plus précis. C'est faux. Les croisements traditionnels concernaient des animaux ou des plantes de la même espèce - comme le cheval et l'âne -, mais pas l'âne et le pommier. Un exemple : des gènes de hamsters de Chine ont été insérés dans le génome de plants de tabac pour augmenter leur production de stérol. " Cette ingénierie génétique s'applique désormais à la vie elle-même. Avec l'ADN, on peut copier, modifier, démonter et remonter des matériaux humains pour leur donner de nouvelles utilisations. Mais la vie n'est pas comme ça, elle est extrêmement complexe et composée d'espèces interconnectées. Utiliser la logique technologique pour transformer les modes de vie est potentiellement dangereux... - ... Pour l'environnement, par exemple ? - Quand vous introduisez dans l'environnement des organismes exotiques, la plupart d'entre eux s'adaptent, d'autres dégénèrent en mauvaises herbes. Que va-t-il se passer si on plante une semence génétiquement modifiée, résistante aux pesticides ou aux insectes ? Monsanto affirme que ses OGM permettront de réduire la consommation de pesticides. C'est absurde : comment les croire, alors qu'ils en produisent ? " Cultiver en laboratoire n'est pas la même chose qu'en pleine nature : rien n'empêche les gènes de s'envoler pendant la pollinisation. Si une plante résistante aux insecticides passe dans le champ voisin, y rencontre une parente sauvage, lui implante sa résistance, elle peut se répandre comme le chiendent dans toute la région. Qui sera légalement responsable ? Les assureurs ne garantissent pas les fabricants d'OGM contre les risques à long terme. Le gouvernement américain a beau affirmer que ces OGM sont sans danger, aucune science ne permet encore de contrôler les risques de ce genre. - Les éleveurs américains utilisent, pour accroître la production de lait, une hormone de croissance, la somatropine bovine (BST), accusée de nuire à la santé des vaches et des consommateurs. Le Canada vient de l'interdire. Le moratoire de cinq ans décrété par l'UE expire fin 1999. Faut-il le reconduire ? - J'ai dirigé la campagne contre la BST en 1992. C'était très important, car elle est le symbole des dangers de la biotech. Je suis heureux que les Européens y soient opposés. Aux Etats-Unis, son utilisation est protégée par la collusion entre la Maison Blanche, le Congrès et l'" agro- business ". Il ne faut pas oublier que l'agrochimie représente un marché de 29 milliards de dollars (26,68 milliards d'euros), dont 81 % sont contrôlés par dix sociétés et que celui des semences est de 15 milliards de dollars (13,8 milliards d'euros). - Vous semblez bien pessimiste. Tout est-il mauvais dans la biotech ?

Il y a deux approches, la dure, qui considère toute plante comme isolée et qui veut faire de chacune une sorte de guerrier bien armé pour lutter contre l'environnement et produire au maximum. Il y a aussi l'approche douce, plus sophistiquée, qui suit la loi du marché, mais pour développer une agriculture organique. Elle utilise la même science sans négliger les connaissances des générations précédentes. Pas d'ingénierie mais un partenariat avec la nature. - Cette révolution de la nature, cette seconde genèse dont vous parlez, ne pose-t-elle pas des questions qui dépassent l'économie et la science pour toucher au débat fondamental sur la vie ? - La manière dont nous approchons les autres créatures reflète celle dont nous voyons notre propre espèce. Si nous sommes prêts à transformer plantes et animaux en objets d'expérimentation dans un but purement mercantile, pourquoi ne le ferions-nous pas avec les êtres humains ? Mais ne nous y trompons pas : cette science est exaltante et peut être très bénéfique. Mais elle est aussi répulsive et considérée comme moralement erronée. - Les Américains sont-ils, dans ce domaine, proches des Européens ? - Les sensibilités sont différentes, comme sur la question des mères porteuses ou du clonage humain. Aux Etats-Unis, la location d'utérus est autorisée dans la plupart des Etats. Le projet de loi contre le clonage humain n'a pas été voté, faute de soutien au Congrès et en raison de l'intérêt commercial qu'il suscitait alors qu'il est interdit en Europe. Le marché est ici l'arbitre ultime. Je crois à la loi du marché, mais elle ne suffit pas : il y a aussi la culture, la société, la politique. J'espère que les Européens, pour qui le souvenir de l'Holocauste est encore proche, deviendront la référence morale du siècle prochain. "

PROPOS RECUEILLIS PAR PATRICE DE BEER

 

 
++LE MONDE / 20 Avril 1999 / Supplément

LE MONDE ECONOMIE

LES ENJEUX, LES INITIATIVES

DOSSIER

Commerce et santé, un couple à risques

La BST, un produit indésirable en Europe

     Montesanto, la firme américaine, devra encore attendre avant que les vaches européennes puissent être traitées à la BST (somatotropine bovine), une hormone produite par des bactéries génétiquement modifiées qui permet un accroissement de la production laitière pouvant aller jusqu'à 15 %. Selon toute vraisemblance, les Quinze vont prolonger le moratoire interdisant son utilisation. Etablie pour une durée de cinq ans, l'interdiction expirait à la fin de l'année. Mais elle devrait être reconduite sur la base d'un rapport scientifique faisant état d'effets nocifs de la BST sur les animaux traités. Un autre rapport sur la santé humaine s'interroge sur d'éventuels effets cancérigènes. Sans apporter de preuves.

Commercialisée par Monsanto aux Etats-Unis sous l'appellation Prosilac, la BST est utilisée par environ 13 000 éleveurs américains et concerne 30 % des vaches laitières du pays. Autorisée par l'agence américaine du médicament (FDA) à la fin de 1993, elle est officiellement considérée, dans ce pays, sans danger tant pour la santé animale qu'humaine. L'étude adoptée, en mars, par la Commission et portant sur le bien-être et la santé animale ne partage pas ces assurances. Les vaches traitées à la BST ont, entre autres, des risques accrus de contracter des mammites (inflammation des mamelles), de souffrir de boiteries, d'avoir des cycles de reproduction perturbés. Le comité scientifique estime par conséquent que les vaches laitières ne devraient pas être traitées avec cette hormone.

Du côté de la santé humaine, la BST pourrait entraîner l'augmentation, dans le lait des vaches, du taux d'une sustance hormonale l'IGF1 ( insuline-like growth factor) aux effets controversés. Naturellement présente chez l'être humain, cette hormone verrait son taux augmenter en cas de cancer du sein et de la prostate sans qu'on en sache plus. Mais faute d'une quelconque preuve, le comité scientifique souligne la nécessité de mener des études complémentaires.

Face à ces affirmations, Monsanto conteste fermement tout effet négatif de la BST pour la santé humaine et rappelle qu'aucune étude n'a montré de lien entre l'injection de cette substance et une quelconque augmentation de l'IGF1. En revanche, la firme ne nie pas certains risques concernant la santé animale (mammites, chute de fertilité et boiteries), mais considère qu'ils sont évités par une gestion appropriée des éleveurs. La prévention de ces risques ne pose pas de problème pour la vaste majorité des fermiers américains, assure la multinationale en faisant référence à un contrôle effectué sur le terrain par la FDA.

En janvier, le gouvernement canadien a interdit, lui aussi, l'utilisation de cette hormone, faisant notamment mention des risques de stérilité et d'infection mammaire. Prochainement, une nouvelle bataille devrait se jouer au niveau du Codex alimentarius. Cette organisation, sous tutelle de l'Organisation des Nations unies pour l'alimentation et l'agriculture (FAO) et de l'Organisation mondiale de la santé (OMS), est chargée d'édicter des règles sanitaires communes pour les produits échangés à travers le monde.

Le cas de la BST, qui ne fait toujours pas l'objet de règles internationales, devrait être examiné fin juin. Si elle entrait dans la liste des produits inscrits au Codex, les positions européennes risqueraient d'être plus difficiles à tenir. Or, d'un point de vue économique, l'arrivée en Europe d'une substance qui vise à augmenter une production de lait limitée par des quotas peut sembler paradoxale.

MARTINE LARONCHE

 

 

La crise de la dioxine ne cesse de s'aggraver
Samedi 05 Juin 1999 - 16h18

BRUXELLES, 5 juin (AFP) - La crise de la dioxine en Belgique, qui a commencé la semaine dernière avec un reportage de la télévision flamande sur les farines animales contaminées avec ce produit cancérigène, a pris des proportions sans précédent, plaçant le pays en quarantaine, alors que la population est confrontée à des étals vides.

Déjà largement dégarnis depuis trois jours, les rayons des magasins et grandes surfaces vont continuer à se vider cette fin de semaine, les autorités ayant publié une nouvelle liste "noire" de produits interdits, comprenant notamment les viandes de porc, de boeuf et toutes les charcuteries et graisses animales.

En outre, la Commission européenne, qui s'est saisie du dossier, a interdit l'exportation de tout produit d'élevage belge suspect (oeuf, volaille, viande, produits laitiers).

En Belgique, toutes les viandes d'origine locale doivent disparaître des rayons, après les oeufs et les poulets, le temps de vérifier leur éventuelle contamination.

En conséquence, les Belges ont pris la direction des pays frontaliers pour aller faire leurs courses samedi. Certains ont même traversé la Manche par ferry depuis Ostende, pour acheter de la viande britannique, moins chère, mais aussi soumise à embargo théoriquement pour cause de maladie de la vache folle.

Cette crise, provoquée par la contamination de farines animales données aux animaux d'élevage, a déjà entraîné la démission de deux ministres, après que l'on ait découvert que les autorités étaient au courant de cette affaire depuis au moins un mois.

Le Premier ministre belge Jean-Luc Dehaene, qui fait face le 13 juin à des élections législatives, multiplie depuis vendredi les réunions de crise et place le "retour de la confiance" en tête de ses priorités.

M. Dehaene a assuré qu'il n'y a pas "de contamination générale à la dioxine". Par mesure de précaution, il a cependant décidé le retrait de la vente de toutes les viandes grasses, et a ordonné l'arrêt de tout abattage et transports d'animaux jusqu'au 8 juin inclus.

D'ici là, les autorités veulent retrouver toutes les exploitations qui ont été livrées avec de la farine contaminée, dont le volume est estimé à 80 tonnes.

Les doses retrouvées dans les oeufs et les poulets sont massives, et peuvent aller jusqu'à 800 fois le maximum autorisé.

Concernant les tests effectués sur les porcs et les bovins, M. Dehaene a indiqué qu'ils n'avaient pas montré de "présence effective". Aucun dosage n'a cependant été avancé.

A l'étranger, le cercle des pays ayant mis les produits belges en quarantaine s'élargit. L'Asie est venue rejoindre samedi les rangs des pays européens, américains et du Moyen-Orient qui ont déjà suspendu toute importation de produits belges.

Hong Kong et Singapour ont interdit samedi l'importation et la vente de volaille et de porc en provenance d'Europe, tandis que le Japon a décidé de renforcer les mesures de contrôle sur ces importations.

Toute l'industrie agro-alimentaire belge est menacée par cette crise qui prend des proportions de "catastrophe nationale", selon la presse, qui compare le scandale à Tchernobyl.

De nouvelles réunions ont eu lieu samedi entre les autorités et les distributeurs belges, critiques devant la mauvaise gestion de cette affaire, ainsi que les organisations agricoles.

Selon les dernières informations, l'entreprise Verkest, spécialisée dans les graisses animales et à l'origine du scandale, a livré à 10 sociétés d'alimentation d'animaux d'élevage en Belgique et deux à l'étranger (France et Pays-Bas), 80.000 kilos de graisse contaminée à la dioxine, au début de cette année.

Cette graisse a ensuite été mélangée à des farines animales, qui ont été livrées à des centaines d'exploitations.

Une enquête est en cours pour déterminer l'origine de cette dioxine. Plusieurs hypothèses ont été avancées comme l'utilisation d'huiles de vidanges ou une fuite du liquide de refroidissement.

Les patrons de l'entreprise Verkest, qui continue à tourner, ont été écroués et inculpés de faux en écriture et infraction à la loi sur les matières premières.

La Commission européenne n'a été prévenue du scandale que le 27 mai, alors que la Belgique avait envoyés des fax à la France le 3 mai et aux Pays-Bas le 12 mai.

Selon le commissaire européen Franz Fischler chargé de l'Agriculture, ces deux pays, auraient dû prévenir les autorités européennes dès réception du fax belge. Samedi, le ministre français de l'Agriculture Jean Glavany a vivement réagi, déclarant qu'un commissaire européen ne doit pas "accuser un pays".

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 Vai a La Repubblica

"I nostri prodotti sono migliori
gli euroburocrati lo capiranno"
Il ministro della Sanità Rosy Bindi: altolà alla Ue
19/8/99

ROMA (a. cian.) - Il ministro della Sanità Rosy Bindi arriva al telefono del suo albergo in Val d' Aosta con il respiro un po' affannato per la camminata ma l'aria soddisfatta: "Ho appena finito un giro per alpeggi, per produttori di fontina, e sono più convinta che mai. Abbiamo ragione da vendere: una produzione di qualità invidiabile, rigore, standard di sicurezza che altri trovano eccessivi. Non possiamo accettare di essere colpiti due volte: prima il danno, poi la beffa".
Parla dei polli alla diossina legalizzati, del cioccolato senza cacao o delle malghe fuorilegge?
"Di tutto. Anche se nell'ultimo caso, quello della diossina, si è arrivati veramente al paradosso. Come si fa ad adeguare la norma all'errore? A cambiare i limiti dei pcb per adattarli a una vicenda che non è ancora chiara e che l'Unione europea non ha cercato fino in fondo di chiarire?"
Comunque è l'insieme della politica comunitaria in campo agricolo a lasciare perplessi. A Bruxelles i ministri della Sanità non hanno voce?
"Questo è il punto. L'Italia oggi è guardata come se fosse un'anomalia per la sua politica di difesa della qualità degli alimenti. Ma i marziani non siamo noi, noi siamo orgogliosi di rappresentare un elemento di continuità con l'Europa voluta dai padri fondatori, l'Europa dei cittadini e del diritto alla salute. E speriamo di costituire un elemento di anticipazione delle future politiche comunitarie. In questo momento ha più forza l' Europa economicista che si pensa solo come un mercato".
Non ci sono segnali di controtendenza?
"Sì, la partita è aperta. Ad esempio con il trattato di Amsterdam abbiamo fatto qualche passo in direzione di una maggiore tutela dei consumatori anche se poi episodi come quello della carne alla diossina sembrano farci tornare rapidamente indietro. E non è confortante il fatto che quando un paese si muove in direzione della difesa della salute viene fermato perché ci sono i vincoli comunitari, mentre non avviene il contrario: i casi di contaminazione non vengono bloccati con uguale energia".
Cosa pensa di fare per uscire da questa situazione?
"Bisogna costruire un coordinamento fra tutti i ministri della Sanità: ci sono state 285 decisioni comunitarie che hanno avuto impatto sanitario sulla vita dei singoli stati senza la possibilità di un confronto tra le istituzioni sanitarie nazionali".
Ha già provato a formare questo coordinamento?
"Ho cominciato. Per ora ho ottenuto il consenso di Austria e Finlandia, anche la Germania mostra grande interesse. Andremo avanti: servono due riunioni a semestre per fare sistematicamente il punto della situazione".
Cosa chiedete dal punto di vista normativo?
"Tre cose. Primo: tutte le tematiche che hanno una valenza centrale di carattere sanitario devono essere di competenza primaria del Consiglio dei ministri della sanità".
Oggi non è così?
"No, ad esempio il settore agroalimentare è governato dalla produzione, non dalla Sanità. Le regole sui farmaci vengono decise dall'Industria. Ma mi lasci arrivare al secondo punto: su tutte le decisioni che coinvolgono un aspetto sanitario bisogna sentire il parere dei ministri della Sanità"
Ad esempio?
"Prendiamo le biotecnologie. In questo campo c'è un ruolo primario della Ricerca scientifica e dell'Industria, ma anche la Sanità deve essere ascoltata. E arrivo al terzo punto: tutte le attività che hanno un effetto sulla salute devono essere sottoposte a una valutazione d'impatto sanitario analoga a quella che si fa in campo ambientale".
Richieste pesanti in un'Europa che premia i produttori di diossina.
"Io credo che siano realistiche a patto di cambiare atteggiamento. Finora abbiamo puntato sulle deroghe, abbiamo lasciato fare sperando di cavarcela all' ultimo momento con qualche stratagemma, con un guizzo di furbizia. Non ha funzionato e non funzionerà. Bisogna pesare di più al momento di stabilire le regole, di scrivere le direttive: abbiamo in mano le carte giuste e dobbiamo spenderle senza esitazioni".
Eppure nel caso dei prodotti di qualità l'Italia si batte per le deroghe.
"Io non le chiamerei deroghe. Si tratta di far valere i sistemi di sicurezza dei nostri prodotti di qualità che certo non hanno nulla da invidiare a quelli dei prodotti industriali. Semmai è il contrario".

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

 Vai a La Repubblica

A tavola i veleni d'Europa
Dalla diossina alla pasta scotta, attacco alla dieta mediterranea
A colpi di deroghe e direttive, la Ue ci sta cambiando - in peggio - le abitudini alimentari. In crisi artigiani, cuochi e agricoltori


di ANTONIO CIANCIULLO

 

ROMA - Un primo con pasta al grano tenero, ben scotta. Per secondo pollo belga alla diossina. Poi contorno di pomodori transgenici accompagnati da un pane precotto dalla composizione incerta. Carrello di formaggi rigorosamente industriali, stando ben attenti che il profumo di un caprino di malga non si insinui clandestinamente. E per finire budino al cioccolato zeppo di grassi vegetali.
Suona più o meno così il menu che l'Unione europea ha costruito con un paziente sforzo durato mesi e mesi, direttiva su direttiva, deroga su deroga, compromesso su compromesso. Se l'operazione andrà in porto cambieranno abitudini alimentari sedimentate nel corso dei secoli, scompariranno ricette che ci sono state tramandate dai cuochi del Rinascimento, dovranno chiudere bottega migliaia di artigiani.
L'assieme delle nuove norme in campo alimentare costituisce infatti una vera e propria rivoluzione, un affondo contro la dieta mediterranea di cui vengono smantellati, uno per uno, i perni. Si è cominciato dalla base: il pane. All'inzio di febbario è passata la deregulation totale. La lista degli ingredienti che una volta si potevano mettere nel pane è da buttare: ogni panificatore può fare qulche vuole, purchè abbia l'accortezza di evitare i veleni.
Poi è toccato alla pasta. Nel marzo scorso la Cassazione ha accolto il ricorso presentato da un'azienda accusata di frode alimentare per aver venduto pasta con un contenuto di sali superiore a quello previsto dalla legge italiana. Per i giudici fa premio la legge europea e Bruxelles sostiene che quella pasta va benone, così come ottimi e abbondanti sono gli spaghetti fatti senza utilizzare la semola di grano duro (l'unica che riesce a trattenere l'amido evitando l'effetto colla).
Sentenza choc di Bruxelles anche sul cacao: si deve chiamare cioccolato una barretta composta da uno strano cocktail in cui sono ammessi grassi vegetali fino al 5 per cento. E per chi non ci sta, per l'Italia e la Spagna che pretendono di chiamare cioccolato solo il prodotto ricavato dalla pianta del cacao (polvere e burro), arriva il deferimento alla Corte di giustizia eropea.
La politica del pugno duro è stata applicata anche contro gli artigiani dei sapori, contro gli eredi di una ristorazione di qualità che affonda le sue radici al tempo della rivoluzione francese, al momento della fuga dei cuochi dai palazzi degli aristocratici. Con un'azione a tenaglia l'Unione ha reso la vita difficile agli osti e ai piccoli produttori di gourmandise. La prima direttiva ha reso obbligatoria, anche per chi lavora tenendo la moglie ai fornelli e i figli a servire a tavola, una valutazione di rischio sanitario che richiede almeno due lauree per cominciare a capire di che si tratta. La seconda direttiva, applicata letteralmente, costringerebbe a piastrellare le malghe per poter rientrare in canoni sanitari fissati a misura di grande industria.
L'ultimo colpo infine sarà per il miele. Alla festa organizzata dalla Legambiente a Rispescia si raccolgono le firme contro la prossima mossa di Bruxelles. Sta per essere emessa una direttiva che tratta il miele come un prodotto industriale di basso profilo: impedisce al consumatore di conoscere l'origine del miele e i fiori da cui è nato, non definisce standard qualitativi rigorosi per combattere le adulterazioni e non consente ai singoli paesi normative di protezione più stringenti.
"Sono decisioni sorprendenti soprattutto tenendo conto degli enunciati teorici dell'Unione", commenta il ministro dell' Ambiente Edo Ronchi. "Stando ai documenti programmatici la nuova politica comunitaria in campo agroalimentare è attenta all'equilibrio tra ambiente e territorio. Stando alla cronaca si continua come prima. O forse peggio se si guarda alla vicenda diossina da cui emerge che nei mangimi si usano olii dei motori e grassi in cui si sono accumulate quantità consistenti di pcb e di diossina".

 

 

Torna all'inizio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna all'inizio

Vai su Adkronos - Qualità della vita

CODACONS

CIBI TRANSGENICI: CODACONS PRESENTA DENUNCIA IN 58 PROCURE

Roma, 25 ago. (Adnkronos) - Dura offensiva del Codacons sul fronte del cibo manipolato geneticamente. L'associazione dei consumatori ha presentato in 58 procure della Repubblica una denuncia per la vendita di alimentari adulterati e non indicanti sull'etichetta i componenti. per l'associazione ''e' evidente che non si puo' ritenere soddisfatto l'obbligo di indicare l'ingrediente se si indica, ad esempio, farina di mais qualora questa farina sia diversa dalla farina prodotta dalla natura''.

Il Codacons presentera' anche un ricorso al Tar del Lazio contro il dpr 128/99 che vieta ingredienti geneticamente manipolati negli alimenti destinati a lattanti e bambini. Secondo l'associazione dei consumatori ''i lattanti hanno identica possibilita' di subire danni rispetto a un adulto e quindi il divieto deve essere generale per tutti''. Nell'esposto presentato alle Procure si ricorda che in questi giorni alcuni giornali australiani hanno pubblicato l'annuncio di alcune case produttrici di alimenti vari che ammettono di aver immesso in commercio prodotti geneticamente manipolati. ''Tra questi prodotti -afferma l'associazione- vi rientrano alimenti diffusi in tutto il mondo, in particolare si tratta di snack, cioccolate varie, prodotti dolciari, merendine prodotti e distribuiti da multinazionali di chiara fama''.

In particolare e' stato accertato che su 225 prodotti, la gran parte dei quali sono commercializzati anche in Italia come marchi e denominazione, 12 hanno confermato di aver utilizzato componenti geneticamente modificati, 38 hanno dichiarato di non essere in grado di confermare se i loro prodotti contengano o meno componenti geneticamente modificati, 10 non hanno voluto fare dichiarazioni.

 

Campagna per la Sicurezza Alimentare