ringraziamo le seguenti fonti di informazione:
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| AVVENIRE - 25/5/99 INCHIESTA Fa discutere
l'ipotesi delle biotecnologie nella lotta alla denutrizione. Ma il Terzo mondo si ribella
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| IL SECOLO BIOTECH La vita umana come proprieta` intellettuale* di Jeremy Rifkin *The Nation 13 aprile 1998 In poco piu` di una generazione la nostra
definizione della vita e del significato dell'esistenza molto probabilmente verra`
radicalmente alterata. Convincimenti di antica data sulla natura, inclusa la nostra natura
umana, verranno quasi certamente riesaminati. Molte consuetudini pratiche e antiche
concernenti la sessualita`, la riproduzione, la nascita e la genitura potranno essere
parzialmente abandonate. Anche le idee su uguaglianza e democrazia saranno probabilmente
soggette a ridefinizione, altrettanto quanto la nostra visione di cosa significhino
termini come "libero arbitrio" e "progresso". Ed e` probabile che la
stessa percezione di noi stessi e della societa` cambieranno durante quello che io chiamo
l'emergente Secolo Biotech, come accadde quando lo spirito iniziale del Rinascimento
dilago` sull'Europa medioevale piu` di seicento anni orsono. Anche se Dolly la pecora e
gli argomenti sulla clonazione hanno raccolto titoli sensazionali e colpito
l'immaginazione popolare, molte sono le forze che stanno silenziosamente confluendo per
creare questa potente e nuova corrente sociale. All'epicentro opera una rivoluzione
tecnologica senza precedenti storici per il suo potere di ricostruire noi stessi, le
nostre istituzioni e il nostro mondo: gli scienziati hanno incominciato a riorganizzare la
vita a livello genetico. Le nuove Bio-tecnologie stanno gia` ristrutturando un'ampia gamma
di settori che comprendono silvicoltura, agricoltura, allevamenti di bestiame, attivita`
minerarie, energia, biorimedi, materiali da imballaggio e per costruzioni, farmaceutica,
medicina, cibi e bevande. Davanti ai nostri occhi si apre un nuovo paesaggio senza
mappe e i cui contorni vengono presentemente disegnati in migliaia di laboratori di
bio-tecnologia intorno al mondo. Compagnie globali di scienza sulla vita come Novartis,
Glaxo-Wellcome, SmithKline Beecham, Du Pont, Eli Lilly, Rohm and Haas, Upjohn, Merck and
Dow Chemical, a loro volta stanno manovrando rapidamente per esercitare influenza e
controllo sul nuovo commercio genetico. Tipica di questa tendenza e` l'audace decisione
della Monsanto Corporation, da lungo tempo leader mondiale in prodotti chimici, di
disfarsi nel 1997 del suo intero settore chimico e di ancorare la sua ricerca, il suo
sviluppo e il suo "marketing" a tecnologie e prodotti basati sulla Biotech.
L'accentramento consolidato di industrie sulla scienza della vita da parte di imprese
commerciali globali rivaleggia con gli accentramenti, le fusioni e le acquisizioni che
operano in altri grandi teatri della tecnologia del ventunesimo secolo - telecomunicazioni
computerizzate, servizi informativi e di spettacolo - anche se una attenzione molto minore
e` stata ad esso prestata dai media e dalle direttive dalla politica. In breve, il Secolo Biotech porta con se una nuova base di risorse, una nuova serie di tecnologie di trasformazione, nuove forme di esclusive commerciali, un mercato di scambio globale per riseminare il pianeta con una Seconda Genesi artificiale, una emergente scienza eugenica, una nuova sociologia di supporto, una nuovo strumento di comunicazioni per organizzare e gestire l'attivita` economica a livello genetico ed una nuova narrazione cosmologica. Questo composito, geni, biotecnologie, brevetti sulla vita, industria globale di scienza della vita, schedatura e chirurgia dei geni umani, nuove correnti culturali, computers e revisione delle teorie sull'evoluzione, hanno incominciato a rifare il mondo. LA VITA UMANA COME PROPRIETA` INTELLETTUALE I geni sono lo "oro verde" del Secolo
Biotech. Le forze economiche e politiche che controllano le risorse genetiche del pianeta
eserciteranno un potere immane sul futuro dell'economia mondiale, cosi` come l'accesso
dell'era industriale e il controllo sulle energie fossili e su i metalli pregiati
contribuirono a determinare il dominio sui mercati mondiali. Le corporazioni
multinazionali stanno operando ricognizioni nei continenti, nella speranza di trovare
microbi, piante, animali ed esseri umani con tratti genetici rari che possano avere in
futuro potenziali valori di mercato. Dopo avere individuato questi tratti desiderati, le
compagnie biotecniche li stanno gia` modificando per poi perseguire la protezione di
brevetti sulle loro nuove "invenzioni". Un crescente numero di organizzazioni non
governative, insieme ad alcuni paesi hanno incominciato ad assumere una terza presa di
posizioni, sostenendo che il pool genetico non dovrebbe essere messo sul mercato a
qualsiasi prezzo - che esso dovrebbe rimanere un patrimonio comune e continuare ad essere
usato liberamente dalle generazioni presenti e future. Essi citano un precedente
nella recente storica decisione delle nazioni del mondo di mantenere il continente di
Antartica come patrimonio globale comune libero dallo sfruttamento commerciale.
Sembra che non esista una localita` nel
pianeta abbastanza remota per sfuggire ai cacciatori di geni. Nell'aprile del 1997 il Los
Angeles Times ha riferito di una spedizione scientifica guidata dal Dott. Noe Zamel, un
professore di medicina genetica all'Universita` di Toronto, e finanziata dalla
"Sequana Therapeutics" di La Jolla in California. "Sequana" fa parte
di un gruppetto di nuove compagnie biotech ai primi passi dedicate alla ricognizione dei
geni. Queste imprese "genomiche" sono all'avanguardia dell'emergente rivoluzione
biotech. Le straordinarie implicazioni della privatizzazione del corpo umano - metterlo in distribuzione sotto forma di proprieta` intellettuale tra istituzioni commerciali - sono state illustrate in maniera paradigmatica dal caso di un brevetto concesso dall'Ufficio Europeo per le Patenti a una compagnia statunitense di nome Biocyte. Il brevetto ha riconosciuto alla compagnia la proprieta` di tutte le cellule sanguigne provenienti dal cordone ombelicale di un neonato, poi usate per molteplici fini terapeutici. Il brevetto e` cosi' esteso da permettere a questa compagnia di impedire l'uso di qualsiasi cellula sanguigna estratta da cordone ombelicale a qualsiasi individuo o istituzione che non voglia pagare i diritti del brevetto. Le cellule sanguigne da cordone ombelicale sono particolarmente importanti per i trapianti di midollo osseo e per tanto costituiscono un investimento commerciale altamente renumerativo. Va sottolineato che questo brevetto era stato concesso semplicemente perchè la Biocyte era stata capace di isolare e congelare le cellule sanguigne. La compagnia non aveva introdotto alcun cambiamento nel sangue stesso. Eppure, ora la compagnia dispone del controllo commerciale su questa parte del corpo umano. Un simile brevetto a vasto raggio e` stato
autorizzato dall'Ufficio Brevetti USA alla compagnia americana Systemix di Palo Alto in
California, a copertura di tutti i ceppi di cellule del midollo osseo umano. Questo
brevetto su una parte del corpo umano e` stato autorizzato malgrado il fatto che la
Systemix non aveva fatto assolutamente nulla per alterare o ristrutturare le cellule.
Alcuni, anche all'interno della professione medica, rimasero sconcertati dalla decisione
dell'Ufficio Brevetti. Il Dott. Peter Quesenberry, Vice Presidente per gli aspetti medici
della Societa` per la Leucemia d'America si espresse ironicamente con questa battuta:
"Dove si puo` tracciare una linea di divisione? La corsa imprenditoriale alla brevettazione del genoma della famiglia umana ha registrato una notevole accelerazione negli ultimi anni, in gran parte per via dell'elevato ritmo nella schedatura e nella determinazione delle sequenze di circa 100.000 geni che compongono il genoma umano. Non appena un gene viene etichettato, il suo "scopritore" molto probabilmente cerchera` un brevetto, e spesso prima ancora di conoscere la funzione o il ruolo di quel gene. Nel 1991 J. Craig Venter, allora direttore della Squadra di Ricerca e Schedatura del Genoma all'Istituto Nazionale di Sanita`, si dimise dal suo incarico governativo per dirigere una compagnia di genomica finanziata da capitale speculativo in eccesso di 70 milioni di dollari. Al tempo stesso Venter e i suoi colleghi inoltrarono richieste di brevetti su piu` di 2.000 geni del cervello umano. Molti ricercatori impiegati dal Progetto Genoma Umano rimasero sgomenti e indignati e accusarono il Venter di perseguire profitti da una ricerca inizialmente finanziata dai contribuenti USA. Un certo numero di scienziati rimasero turbati dal fatto che il Venter aveva cercato questi brevetti sui geni prima ancora di conoscerne le funzioni. Il Premio Nobel Dott. James Watson, co-scopritore della doppia spirale del DNA ed ex direttore del Progetto Genoma Umano, defini' le richieste brevettazioni di Venter "pura e semplice follia". Ciononostante, e` probabile che in meno di dieci anni, i circa 100.000 geni che costituiscono l'eredita` genetica della nostra specie, verranno patentati, trasformandoli in proprieta` esclusiva di compagnie globali nei settori farmaceutici, chimici, agro-business e biotech. Il crescente consolidamento del controllo corporativo sugli schemi genetici della vita come sulle tecnologie per sfruttarli e` a dir poco allarmante, specialmente quando ci soffermiamo a considerare che la rivoluzione biotech avra` effetti diretti su tutti gli aspetti delle nostre vite. La maniera come mangiamo; la maniera come ci diamo appuntamenti amorosi e ci sposiamo; la maniera come generiamo i nostri bambini; la maniera come questi bambini vengono crescieuti e educati; la maniera come lavoriamo; la maniera come ci impegnamo in politica; la maniera come esprimiamo le nostre credenze; la maniera come percepiamo il mondo intorno a noi e il nostro posto in esso - tutte queste nostre realta` individuali e condivise verranno toccate in profondita` dalle nuove tecnologie del Secolo Biotech. IL COLPO DI CODA Il dibattito sulla brevettazione della vita e` una delle questioni piu` importanti mai affrontate dalla famiglia dell'uomo. La brevettazione della vita colpisce nel piu` profondo le nostre convinzioni sulla natura stessa della vita, se essa debba essere concepita come qualcosa di valore intrinseco o puramente utilitaristico. L'ultimo grande dibattito di questo tipo si svolse nel diciannovesimo secolo sulla questione della schiavitu`, con gli abolizionisti che sostenevano come la vita umana avesse un valore intrinseco e "diritti dati da Dio" e non potesse essere trasformata in proprieta` commerciale e personale da parte di un altro essere umano. Le argomentazioni degli abolizionisti finirono con il prevalere e la schiavitu` approvata per legge venne abolita in ogni paese del mondo dove era ancora praticata. Come gli abolizionisti anti-schiavitu` del diciannovesimo secolo, una nuova generazione di attivisti genetici sta incominciando a sfidare il concetto alla base della brevettazione della vita: sostengono che la vita e` pregna di valore intrinseco e pertanto non puo` mai essere ridotta legittimamente a proprieta` intellettuale-commerciale controllata da conglomerati di scienza della vita e scambiata come semplice merce sul mercato. Feministe, agricoltori, movimenti per la protezione degli animali, organizzazioni per la difesa dei consumatori, sostenitori della salute pubblica e organizzazioni per la giustizia sociale stanno confluendo attorno al mondo in una nuova potente forza di opposizione che si batte contro il crescente commercio genetico che traffica sugli schemi di vita. Nel 1995 una coalizione di piu` di 200 esponenti religiosi, che comprendevano le guide titolari di ogni maggiore denominazione Protestante, piu` di cento vescovi cattolici e leaders ebraici , mussulmani, buddisti e indu`, hanno proclamato la loro opposizone alla concessione di brevetti su geni umani ed animali, su organi, tessuti ed organismi. Questa campagna e` stata organizzata dalla Fondazione sulle Tendenze Economiche, che io stesso dirigo. La coalizione, la piu` grande assemblea di
dirigenti religiosi statunitensi che sia stata mai convocata su una questione di mutuo
interesse nel ventesimo secolo, ha asserito che la brevettazione della vita rappresenta la
piu` grave sfida nella storia alla nozione della creazione divina. I teologi si
chiedono: come puo` la vita essere definita una invenzione a fini di profitto da parte di
scienziati e corporazioni quando essa viene concessa come un dono di Dio? O la vita e` una
creazione di Dio ovvero e` una invenzione umana, ma non puo` essere l'una e l'altra cosa.
Parlando a nome della coalizione Jaydee Hanson, un alto funzionario della Chiesa Metodista
Unita, ha dichiarato: "Crediamo fermamente che gli esseri umani e gli animali sono
creazioni di Dio, non creazioni umane, e in quanto tali non debbano essere patentate come
invenzioni". Mentre non tutti gli esponenti religiosi si oppongono a patenti "di
procedura" sulle tecniche usate per creare forme transgenetiche di vita, essi
concordano all'unanimita` sulla loro opposizione alla brevettazione di forme di vita e
delle loro componenti stesse. Essi sono profondamente convinti delle gravi conseguenze di
un trasferimento del principio di paternita` da Dio a scienziati e a compagnie
transnazionali, e sono fermi nella loro determinazione a levar difese contro ogni
tentativo fatto dall'uomo di avanzare rivendicazioni sul creatore e architetto
sovrano della vita su questa terra. (Estratti dalla nuova opera di Jeremy Rifkin, Il Secolo Biotech: Il Gene Imbrigliato e il Rifacimento del Mondo. Tarcher/Putnam Editori. Rifkin e` Presidente della Fondazione sulle Tendenze Economiche a Washington D.C.) BIOCONTROLLI E FUSIONI I conglomerati globali stanno acquisendo
rapidamente compagnie biotecniche ai primi passi, compagnie di semenze, interessi
nell'agro-business e nell'agro-chimica, imprese farmaceutiche, mediche e sanitarie,
aziende alimentari e di bevande, creando cosi' complessi di scienza di vita con cui
forgiare un mondo bio-industriale: le compagnie farmaceutiche globali nel 1995 hanno
investito piu` di tre miliardi e mezzo di dollari nell'acquisto di ditte biotech, e in
aggiunta a queste acquisizioni dirette hanno speso nello stesso anno all'incirca un
miliardo e 600 milioni di dollari nella promozione con le stesse ditte di procedure per la
brevettazione. J.R. |
| La
crise de la dioxine ne cesse de s'aggraver Samedi 05 Juin 1999 - 16h18 BRUXELLES, 5 juin (AFP) - La crise de la dioxine en Belgique, qui a commencé la semaine dernière avec un reportage de la télévision flamande sur les farines animales contaminées avec ce produit cancérigène, a pris des proportions sans précédent, plaçant le pays en quarantaine, alors que la population est confrontée à des étals vides. Déjà largement dégarnis depuis trois jours, les rayons des magasins et grandes surfaces vont continuer à se vider cette fin de semaine, les autorités ayant publié une nouvelle liste "noire" de produits interdits, comprenant notamment les viandes de porc, de boeuf et toutes les charcuteries et graisses animales. En outre, la Commission européenne, qui s'est saisie du dossier, a interdit l'exportation de tout produit d'élevage belge suspect (oeuf, volaille, viande, produits laitiers). En Belgique, toutes les viandes d'origine locale doivent disparaître des rayons, après les oeufs et les poulets, le temps de vérifier leur éventuelle contamination. En conséquence, les Belges ont pris la direction des pays frontaliers pour aller faire leurs courses samedi. Certains ont même traversé la Manche par ferry depuis Ostende, pour acheter de la viande britannique, moins chère, mais aussi soumise à embargo théoriquement pour cause de maladie de la vache folle. Cette crise, provoquée par la contamination de farines animales données aux animaux d'élevage, a déjà entraîné la démission de deux ministres, après que l'on ait découvert que les autorités étaient au courant de cette affaire depuis au moins un mois. Le Premier ministre belge Jean-Luc Dehaene, qui fait face le 13 juin à des élections législatives, multiplie depuis vendredi les réunions de crise et place le "retour de la confiance" en tête de ses priorités. M. Dehaene a assuré qu'il n'y a pas "de contamination générale à la dioxine". Par mesure de précaution, il a cependant décidé le retrait de la vente de toutes les viandes grasses, et a ordonné l'arrêt de tout abattage et transports d'animaux jusqu'au 8 juin inclus. D'ici là, les autorités veulent retrouver toutes les exploitations qui ont été livrées avec de la farine contaminée, dont le volume est estimé à 80 tonnes. Les doses retrouvées dans les oeufs et les poulets sont massives, et peuvent aller jusqu'à 800 fois le maximum autorisé. Concernant les tests effectués sur les porcs et les bovins, M. Dehaene a indiqué qu'ils n'avaient pas montré de "présence effective". Aucun dosage n'a cependant été avancé. A l'étranger, le cercle des pays ayant mis les produits belges en quarantaine s'élargit. L'Asie est venue rejoindre samedi les rangs des pays européens, américains et du Moyen-Orient qui ont déjà suspendu toute importation de produits belges. Hong Kong et Singapour ont interdit samedi l'importation et la vente de volaille et de porc en provenance d'Europe, tandis que le Japon a décidé de renforcer les mesures de contrôle sur ces importations. Toute l'industrie agro-alimentaire belge est menacée par cette crise qui prend des proportions de "catastrophe nationale", selon la presse, qui compare le scandale à Tchernobyl. De nouvelles réunions ont eu lieu samedi entre les autorités et les distributeurs belges, critiques devant la mauvaise gestion de cette affaire, ainsi que les organisations agricoles. Selon les dernières informations, l'entreprise Verkest, spécialisée dans les graisses animales et à l'origine du scandale, a livré à 10 sociétés d'alimentation d'animaux d'élevage en Belgique et deux à l'étranger (France et Pays-Bas), 80.000 kilos de graisse contaminée à la dioxine, au début de cette année. Cette graisse a ensuite été mélangée à des farines animales, qui ont été livrées à des centaines d'exploitations. Une enquête est en cours pour déterminer l'origine de cette dioxine. Plusieurs hypothèses ont été avancées comme l'utilisation d'huiles de vidanges ou une fuite du liquide de refroidissement. Les patrons de l'entreprise Verkest, qui continue à tourner, ont été écroués et inculpés de faux en écriture et infraction à la loi sur les matières premières. La Commission européenne n'a été prévenue du scandale que le 27 mai, alors que la Belgique avait envoyés des fax à la France le 3 mai et aux Pays-Bas le 12 mai. Selon le commissaire européen Franz Fischler chargé de l'Agriculture, ces deux pays, auraient dû prévenir les autorités européennes dès réception du fax belge. Samedi, le ministre français de l'Agriculture Jean Glavany a vivement réagi, déclarant qu'un commissaire européen ne doit pas "accuser un pays".
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