Progetto MIXA 
per un corso interattivo sul tema dell'identità

  Corso di letteratura araba
Alda Radaelli- MIXA- Osservatorio di ricerca su razzismo e multicultura

http://www.mixa-razzismo.it 
jasna@iol.it  

Il corso si tiene presso la Fondazione Humaniter, 
via Daverio 7, 20122 Milano-
Tel 02-55192966; 02-55187242
Anno scolastico 2000-2001


Il corso si propone di far conoscere il contributo che hanno apportato gli arabi alla civiltà mediterranea nell'arco di mille anni in tutti i settori della scienza, arte, filosofia, cronaca.
Verranno proposte in forma antologica opere di autori originari delle coste mediterranee dalla Spagna al Medio Oriente, con una postilla riguardante il mondo islamico balcanico.
Questo è l'islam che ci appartiene, altrettanto quanto il cristianesimo e l'ebraismo, semplicemente perché siamo animali mediterranei. Purtroppo da secoli lo conosciamo solo attraverso la rappresentazione distorta che ce ne dà la Chiesa di Roma.

  • Prima lezione

    Cominciamo con Ibn Hazm- El collar de la paloma- scritto nel 1050 quando l'autore aveva 27 anni ed era già celebre come filosofo e scienziato. Questa operina è stata scritta quasi per scherzo su sollecitazione di un amico che voleva la sua opinione sulle diverse tipologie delle persone innamorate. Interessante notare quanto lo stile di quest'opera sia moderno, al punto da sembrare scritto oggigiorno e non mille anni fa: la vera cultura non è mai saccente.
    Ibn Hazm- El collar de la paloma

  • Seconda e terza lezione


    Un testo fondamentale della letteratura araba è dovuto a Ibn Khaldun: esso è andato praticamente tutto perduto nel naufragio di una nave sulla quale viaggiava Ibn Khaldun, ma ne rimangono i prolegomeni, il cui testo è raccolto in nove volumi.
    Discendente da una famiglia andalusa, Ibn Khaldun è nato in Tunisia nel 1332 ed è morto al Cairo nel 1406. 
    La sua opera è importante perché spazia dall'approccio economico, storico, culturale, sociologico, e presenta il mondo musulmano africano. Per fare un esempio della sua modernità, basti ricordare che egli spiega la decadenza dell'impero arabo collegandola anche con l'esaurimento dell'oro delle miniere di Salomone, usando cioè cinque secoli prima di Marx categorie economiche per analizzare un processo politico. 
    Il suo studio è focalizzato sul contrasto tra la tradizione beduina e il mondo sedentario delle città: il contrasto tra arabi invasori e berberi indigeni e il sorgere e il tramontare dei grandi imperi arabo-berberi. Fulcro della sua analisi è la forza propulsiva di forze elementari, che però non riescono a coagulare i loro successi nella creazione di egemonie sempre più vaste fino alla creazione di un impero. Ma impero significa civiltà e sedentarietà ed dal suo stesso successo nascono i germi del decadimento che lo condurranno a dissolversi dal suo stesso interno e disgregarsi sotto la spinta di forze nuove.

    Ibn Khaldun- Muqaddima

  • Quarta e quinta lezione

    Facciamo un salto di mille anni e presentiamo il libro di Antonio Gala- El manuscrito carmesì- un'accusa spietata ai Re Cattolici Ferdinando e Isabella, pubblicato in occasione dell'esposizione di Siviglia. In esso l'autore racconta, basandosi sulla documentazione storica, la scelta drammatica dell'ultimo re arabo di Granata, Boabdil, che dovette arrendersi agli spagnoli perché le faide interne tra le taifas arabe e i tradimenti della corte resero la resistenza insostenibile. Senza con ciò tralasciare di descrivere le atrocità compiute dagli spagnoli.
    Antonio Gala- El manuscrito carmesì

  • Sesta e settima lezione

    La colonia degli spagnoli emigrati in Marocco dopo la caduta di Granada era così estesa da formare quasi uno stato nello stato. Tra questi emigranti uno in particolare si rese famoso. Nato a Granada e cresciuto in Marocco, divenne ambasciatore del califfo, fu rapito da pirati cristiani e portato alla corte del figlio di Lorenzo De Medici che divenne papa con il nome di Leone X. Egli stesso venne convertito al cristianesimo, prese il nome di Leone l'Africano e divenne l'emissario del papa presso Solimano il Magnifico. L'autore di "Leone l'Africano" è Amin Maalouf, un arabo cristiano melchita. Scopriremo così che non tutti gli arabi sono musulmani, com'è convinzione diffusa in Italia (e neanche, per una deformazione dovuta all'eurocentrismo della cultura, che tutti i cristiani che contano sono o cattolici o protestanti). 
    Amin Maalouf- Leone l'Africano


  • Ottava e nona lezione

    Nel panorama della letteratura araba, le donne hanno un posto di rilievo: sceglierei un libro di Assia Djebar, come rappresentante delle donne algerine che non hanno mai smesso, dall'indipendenza dell'Algeria ad oggi, di lottare per i diritti di tutte le donne.
    Assia Djebar- L'amore, la guerra


  • Decima e undicesima lezione

    C'è una bellissima figura femminile, protagonista di una trilogia di Taher Ben Jalloun, che permetterebbe di completare il quadro della donna araba vista da uno scrittore, per paragonare il diverso approccio di due grandi scrittori arabi, un uomo e una donna, alla visione della donna.
    Taher Ben Jalloun- A occhi bassi


  • Dodicesima e tredicesima lezione

    Sarebbe peccato limitarsi agli arabi senza aggiungere una postilla che ampli la visione dell'islam come cultura, intesa nel senso laico della parola, profondamente radicata nelle vicende storiche del Mediterraneo: parlo dell'islam balcanico, poco conosciuto anche dagli stessi correligionari arabi forse perché storicamente legato ai Turchi. Esistono almeno due autori di altissimo livello: Mesa Selimovic, morto a Sarajevo pochi anni prima della guerra di Bosnia, che ha scritto uno dei libri più belli in assoluto sul rapporto tra l'individuo e il potere, visto come fonte di corruzione ma anche come sfida ineludibile per il riscatto della persona.
    Mesa Selimovic- Il derviscio e la morte


  • Quattordicesima lezione

    L'altro autore, che a sua volta descrive il rapporto con il potere usando la chiave surreale in modo personalissimo, è l'albanese Ismail Kadaré. Di lui sceglierei "Il palazzo dei sogni"
    Ismail Kadaré- Il palazzo dei sogni

Il corso si tiene presso la Fondazione Humaniter, 
via Daverio 7, 20122 Milano-
Tel 02-55192966; 02-55187242
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