Luned́ 29 novembre, Piero Fassino ministro del commercio estero e' intervenuto al congresso della Confederazione internazionale dei sindacati liberi, alla quali partecipa la Cgil italiana.

Il suo intervento e' stato questo:

Ha evidenziato sin dall'inizio che la globalizzazione era un dato di fatto del mondo attuale e non un option da scegliere oppure rifiutare, e sicuramente non era l'OMC che creava la globalizzazione.

Ha quindi focalizzato la riflessione sul problema di come gestire questa globalizzazione, come darle dei contenuti appropriati per renderla proficua al piu' gran numero di cittadini e paesi del mondo.

La soluzione a questa sfida e', ha indicato il ministro, di affidare poteri piu' forti all'OMC. Infatti l'OMC e' l'equivalente nel campo commerciale dell'ONU nel campo politico o dell'OMS nel campo della sanita' e della salute.

Ma gli stati sovrani sono gelosi della loro sovranita', prosegue il ministro, e la debolezza stessa dell'OMC e' dovuta a questa mancanza di poteri. Bisogna invece dare contenuti globali all'OMC e in questa prospettiva e' importante e positivo per la coerenza mondiale l'entrata della Cina nell'OMC.

Nel resto dell'allocuzione e' stata messa in evidenza la stretta connessione tra commercio, ambiente e rispetto delle legge sociali e del lavoro (ricordiamo che il discorso avveniva ad un congresso di sindacalisti, nda). Per questo era importante creare un'istanza istituzionale del tipo ONU, dedicata alla tutela ambientale. Fassino ha poi ribadito il principio di precauzione (sanitaria).

Poi ha parlato dei paesi in via di sviluppo (PVS). Se i PVS hanno come vantaggio concorrenziale il solo basso costo del lavoro, cosa possiamo proporre loro per uscire di questa logica? I 48 paesi piu' poveri dovrebbero non avere nessun dazio all'esportazione, ha proposto Fassino. Fassino ha poi insistito sull'importanza dell'assistenza tecnica ai paesi poveri. Tra l'altro un ufficio giuridico tecnico e' stato inaugurato proprio in questi giorni.

Alla fine ha parlato (con quale intenzione?) delle barriere non tariffarie (cioe' sanitarie) al commercio, e ha concluso con questa domanda: come fare perche' i conflitti tra paesi non ricadano sulla testa dei lavoratori?

Tra le domande rivolte dall'assemblea al ministro, vi e' stata quella del deputato europeo francese socialista Harlem Desir, che ha vivamente criticato la dichiarazione sulla troppa "gelosia" dei paesi a lasciare la sovranita', che andava molto oltre la delega conferita a Pascal Lamy, il commissario europeo. Fassino ha risposto che questa era una visione a lungo termine.

 

Raphael Ducheyron

 

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