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Genova, 23 maggio 2000 PRIMA DI TUTTO LE REGOLE CONTRO LA BIOPIRATERIA LA PROPOSTA DI LEGGE E IL PROGRAMMA DEI CONTESTATORI DI TEBIO Prima di tutto le regole per arginare la biopirateria e garantire sicurezza ai consumatori: questa mattina viene annunciato il programma dei 3 giorni di contestazione a TEBIO vengono presentati i punti qualificanti di una normativa per il settore biotec e per la produzione e commercializzazione di ogm in Italia. Mobilitebio, che ad oggi conta oltre 400 adesioni, annuncia l’adesione della portavoce nazionale dei Verdi Grazia Francescato e del segretario nazionale di Rofondazione Comunista Fausto Bertinotti, la sottoscrizione del Manifesto di Genova contro le manipolazione genetiche e la manipolazione delle informazioni da parte dell’attore e autore Beppe Grillo e dei 99Posse e saluta l’entrata del Comune di Genova nella schiera delle amministrazioni cittadine transgeniche. Mobilitebio (il coordinamento promosso dalla Rete Lilliput e da una galassia di movimenti tra cui le associazioni ambientaliste come WWF e Legambiente, animaliste, quali la LAV, le botteghe del commercio equo e solidale, centri di cultura femminista, come Marea, e centri sociali, tra cui Terra di Nessuno e Zapata di Genova e La talpa e l’orologio di Imperia), che contesta la mostra-mercato TEBIO (Fiera di Genova, 24-26 maggio), forte di questi successi, annuncia attraverso i suoi portavoce Vittorio Bigliazzi, Pietro Canova, Chiara Cassurino e Paola Letardi il presidio organizzato davanti ai cancelli della Fiera dal 24 al 26 maggio e del corteo nazionale che si svolgerà dalla stazione Brignole a piazzale Kennedy il 25 maggio mattina (concentramento ore 9). Il settore del biotec, sotto il controllo di colossi industriali, è disseminato di errori e omissioni, che hanno conseguenze sull’ambiente e sulla salute. Nei soli Stati Uniti 1300 Società Biotech registrano un reddito complessivo di 13 miliardi di dollari, le prime 10 multinazionali agrochimiche al mondo controllano l’81% dei 29 miliardi di dollari del mercato agrochimico e le prime 10 industrie farmaceutiche controllano il 47% dei 197 miliardi di dollari del mercato farmaceutico il settore del biotec (che vede in prima fila colossi quali Monsanto Corporation, Novartis - risultato della fusione della farmaceutica Sandoz e l’agrochimica Ciba-Geigy –, Dow Elanco, Du Pont/Pioneer Hi Bred) . “Alle notizie dei fallimenti biotecnologici, l’ultimo in ordine di tempo è la propagazione incontrollata in Europa della colza transgenica, crescono i timori nelle istituzioni e nell’opinione pubblica – commenta Gianfranco Bologna, segretario generale del WWF Italia -.Il granoturco, il cotone e la soia resistenti agli erbicidi, voluti da aziende chimiche come Monsanto e Ciba Geigy (le quali non casualmente producono erbicidi) fanno aumentare la possibilità che alcuni ceppi di infestanti sviluppino una tolleranza sempre maggiore agli erbicidi, obbligando a una più pesante immissione di sostanze velenose nell’ambiente. Le società biotecnologiche lavorano per creare delle piante resistenti ai virus, senza valutare la pericolosa possibilità che si creino nuovi virus non esistenti in natura. Le nuove allergie alimentari riguardano negli Stati Uniti, dove si concentra la produzione transgenica il 2% della popolazione adulta e l’8% della popolazione. Gli esperimenti condotti sui maiali e sui polli transgenici per diminuire rispettivamente i grassi o aumentare il peso sono miseramente falliti, come l’ormone bovino della crescita modificato geneticamente (Bst- somatotropina bovina) ha provocato effetti indesiderati sulla salute.” “C’è una continuità tra Seattle e Genova, non solo perché ritroviamo qui a Genova la stessa coalizione multicolore che ha contribuito al fallimento del vertice del WTO. L’altra grande ragione è che tra i temi della mobilitazione vi sono alcuni dei nodi più rilevanti su cui si è costruita la battaglia di Seattle. Sto parlando innanzitutto di quell’incredibile meccanismo di privatizzazione e monopolio della biodiversità mondiale e in particolare delle risorse del Sud del mondo, voluto dai colossi-chimico farmaceutici, così ben rappresentati a TEBIO, che hanno condizionato in ambito WTO gli Accordi TRIPs (Trade Related Intellectual Property) – aggiunge Maurizio Meloni, tra i promotori nazionali della Rete Lilliput -. La brevettazione selvaggia della materia vivente, una sorta di seconda colonizzazione, simile a quella dei tempi di Colombo, che consegna ai paesi del Nord il 97% di tutti i brevetti mondiali. Questa situazione ha portato ad aspri contenziosi, in particolare nel settore farmaceutico, tra paesi del Nord e del Sud del mondo: secondo un recente studio delle Nazioni Unite sullo sviluppo umano (1999) nei paesi come l’India dove non esistono brevetti per alcuni farmaci salvavita i prezzi sono da 3 a 15 volte più bassi. E’ per questo che l’associazione internazionale Premio Nobel 1999 Medici senza frontiere ha chiesto una moratoria ad ogni brevetto garantito TRIPs per i principali farmaci salvavita.” In ambito mondiale è fondamentale che vengano sottratte alla competenza del WTO (organizzazione mondiale del commercio) tutte quelle materie che implicano una stima dell’impatto ambientale. In particolare si chiede che vengano riconosciuti pienamente il “principio precauzionale”, così come è stato definito nella Convenzione sulla Biodiversità dell’Earth Summit di Rio de Janeiro del 1992 e ribadito nell’Accordo di Montreal del gennaio 2000, che ha varato uno specifico Protocollo sulla Biosicurezza. In particolare “il principio precauzionale” stabilisce che vengano valutati prioritariamente tutti i rischi possibili per l’ambiente prima di procedere a sperimentazioni, produzioni e commercializazioni di sostanze che possano avere conseguenze negative per la specie umana, gli animali e le piante. Il Protocollo di Biosicurezza dovrebbe fornire una minima struttura legale soprattutto per la gestione del trasferimento oltre confine degli OGM, per i quali al momento non esistono regole internazionali. Il vero ostacolo alla riforma in tal senso e all’assunzione piena del “principio precauzionale” e all’Adozione del Protocollo sulla Biosicurezza sono gli Stati Uniti (dove si concentra il 72% dei campi transgenici) che non hanno mai sottoscritto la Convenzione sulla biodiversità, non accettando il principio di precauzione. Inoltre, sempre negli Stati Uniti non esiste alcuna regolamentazione sulla informazione ai consumatori e sulla etichettatura dei prodotti contenenti OGM e si è dato il via alla liberalizzazione del diritto brevettuale applicato ad esseri viventi ha il suo inizio negli USA. Per quanto riguarda l’Europa, sicuramente più attenta degli Stati Uniti sulla materia, c’è da dire che dopo la crescita della sensibilità oggi si colgono alcuni passi indietro indotti dall’offensiva delle multinazionali. Sulla regolamentazione della biosicurezza bisogna ricordare che si sta mettendo mano a una revisione delle Direttive Comunitarie 219/90 CEE e 220/90/CEE che, rispettivamente, riguardano l’impiego confinato di microrganismi modificati geneticamente e il rilascio deliberato di ogm, ma che non tenevano conto conto del principio precauzionale che è entrato a far parte della normative europea solo con il Trattato di Maastricht del 1994. La Direttiva 219/90 è già stata modificate e aggiornata, mentre la 220/90 è ancora in fase di revisione. Anche il voto avvenuto nel Parlamento Europeo nell’aprile di quest’anno testimonia la debolezza del’Unione che consente ancora sino al 2005 la commercializzazione di prodotti transgenici contenenti geni marcatori di resistenza agli antibiotici e non ha accettato i “principio di responsabilità” dei produttori di ogm per eventuali danni che da questi potrebbero essere provocati. Sull’etichettatura c’è un regolamento europeo del 1997 sui cosiddetti Novel food, i nuovi ingredienti alimentari che prevede l’obbligo di dichiarare (solo però dopo tale data e quindi escludendo soia e mais già presenti sul mercato) la presenza di OGM , ma non di loro parti in caso non siano individuati i geni modificati. Un successivo regolamento del 1998 obbliga alla etichettatura anche i prodotti contenenti mais e soia ma che stabilisce che quando il prodotto derivato da OGM sia “sostanzialmente equivalente” a quello naturale, la specificazione nell’etichetta non è necessaria. Infine l’UE ha recentemente adottato il nuovo Regolamento n. 49 del 2000 che rende obbligatoria sull’etichetta la specificazione “contenente ogm” ma solo per i prodotti che superino dell’1% la presenza di derivati transgenici. Sulla brevettazione l’Unione Europea ha approvato nel 1998 una direttiva (non ancora recepita dagli stati membri) che permette di ottenere brevetti biotecnologici per ogm, parti o geni di qualunque vivente, uomo compreso. Questa decisione, non ratificata, è in contrasto con la stesa Convenzione sul Brevetto Europeo del 1973, che ha sinora escluso la brevettibilità di organismi viventi, basandosi sulla considerazione che un ogm, o sua parte o un gene modificato no sono invenzioni ma scoperte e che gli organismi viventi non possono equiparati ad utensili o prodotti da commercializzare. l’Olanda e l’Italia hanno fatto ricorso alla Corte Europea di Giustizia contro tale Direttiva. Per quanto riguarda l’Italia si chiede che venga adottata una normativa adeguata che stabilisca: 1) come il germoplasma sia patrimonio comune dell’umanità e quindi si faccia divieto di brevettare le forme di vita esistenti sul pianeta o loro parti; 2) la prevalenza dei diritti fondamentali della collettività alla salute, alla integrità dell’ambiente e alla informazione sugli interessi privatistici finalizzati alla sperimentazione, allo sfruttamento della proprietà intellettuale e alla produzione di ogm, di ogni sua parte o di ogni suo gene; 3) l’esplicito riferimento al “principio precauzionale”, stabilito a nell’Earth Summit del 1992 e al Protocollo della Biosicurezza, così come integrato e modificato a Montreal nel 2000; 4) il divieto definitivo di coltivare e allevare liberamente piante e animali geneticamente modificati e altro tipo di ogm. 5) la responsabilità civile dei produttori nel caso di immissione nell’ambiente di OGM e della loro propagazione contaminante; 6) il divieto di coltivazione “in pieno campo”, anche in via sperimentale, di piante gm sino a quando non si abbiano certezze sulla innocuità per i sistemi agrari; 7) siano escluse dalla protezione dei marchi di qualità e dai finanziamenti erogati dallo Stato, dalle Regioni e con cofinanziamenti comunitari le aziende che utilizzino piante o animali o mangimi gm; 8) la definizione di procedure di Valutazione Ambientale Strategica preventiva e di Valutazione di Impatto Ambientale, anche per le sperimentazioni eventualmente autorizzate, trasparenti e approfondite; 9) l’obbligo di informazione alle popolazioni e agli agricoltori dei Comuni interessati alle sperimentazioni attualmente in corso su autorizzazione del Ministero della Sanità; 10) l’obbligo dei fornitori di materie prime ad uso alimentare e agroindustriale di segregare e etichettare le materia prime contenenti ogm e l’istituzione di un Osservatorio nazionale sui consumi di ogm in cui siano presenti le ONG di difesa dell’ambiente, della salute, dei consumatori; 11) un controllo di filiera, dal campo alla tavola, sul processo produttivo di prodotti contenenti ogm o loro derivati (analogo a quello già adottato sui prodotti biologici, per i quali vige un’etichettatura di processo e che sono gli unici prodotti che per definizione non contengono ogm o loro derivati); 12) incentivi maggiori all’agricoltura biologica e alle pratiche tradizionali agricole e zootecniche che non utilizzino, anche nei mangimi, ogm o derivati da ogm; 13) incentivi per la vendita di prodotti esenti da ogm tramite forme di pubblicizzazione sostenute dall’intervento pubblico e il varo di campagne pubbliche di informazione e educazione che chiariscano i rischi legati alla produzione e commercializzazione di ogm o di loro derivati; 14) il divieto all’uso di ogm o di loro derivati nella preparazione delle mense scolastiche e prescolastiche, negli ospedali, nei luoghi di cura, in tutti gli uffici pubblici e nelle mense aziendali; 15) una revisione della Pianificazione nazionale nel settore della ricerca che preveda l’incremento degli stanziamenti pubblici nei settori della ricerca biologica di base e applicata e privilegi le ricerche finalizzate alla diversificazione dei sistemi agrari e alle tecniche di creazione varietale gestibili direttamente dagli agricoltori stessi. E veniamo al programma dei tre giorni di mobilitazione. Il 24 maggio mattina, dalle 8,30, sarà inaugurato il Villaggio di Mobilitebio a piazza Cavalieri di Vittorio Veneto e inizierà il presidio davanti ai cancelli della Fiera, al quale sarà presente tutta la galassia di Mobilitebio e in particolare verranno allestiti banchetti di prodotti biologici e verrà distribuita al pubblico che entra una calendula biologica, il volantino del coordinamento e un appello rivolto in italiano e in inglese al mondo della ricerca, mentre un’azione simbolica di testimonianza verrà organizzata in apertura della Sessione UNESCO sui rischi per l’ambiente e la salute. Il 25 maggio dietro lo striscione di apertura “QUANDO IL MONDO E’ IN VENDITA, RIBELLARSI E’ NATURALE” che esprime la disobbedienza civile di chi sta depauperando il Sud del mondo delle sue risorse naturali, e con lo slogan “LIBERO ACCESSO A TUTTI O A NESSUNO”, che vuole sottolineare come i diritti collettivi dei cittadini alla salute, a un ambiente salubre e alla informazione possano essere trattati a porte chiuse, un corteo pacifico, non violento e di massa partirà da piazza Verdi, percorrerà viale Cadorna, viale Brigata Liguria e viale Brigate Partigiane raggiungerà i cancelli della Fiera a piazzale Kennedy, dove i partecipanti costruiranno con scatole di cartone un castello di Frankenstein. Il corteo sarà aperto dai portavoce di Mobilitebio e dai garanti ( tra i quali Renata Briano e Marta Vincenzi, assessore allo Sviluppo Sostenibile e presidente della Provincia di Genova, Luca Borzani e Elio Volpone, assessori al decentramento e allo sviluppo sostenibile del Comune di Genova, Don Andrea Gallo). La sera del 25 si terrà un concerto nel villaggio di Mobilitebio. Il 26 maggio continuerà il presidio, che si concluderà con un’assemblea pubblica alle 17.30 con il professor Nanjundaswami, fondatore e attuale presidente del KRRS, il sindacato dei contadini dello stato indiano del Karnataka, protagonista della lotta contro le coltivazioni transgeniche della Monsanto in India. Ufficio stampa – 03483018538 |
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| Comunicato stampa Genova, 24 maggio 2000
In attesa del corteo nazionale di domani TEBIO si rivela un flop MOBILITEBIO ENTRA NON INVITATA AL FORUM UNESCO UNA MANIFESTAZIONE PACIFICA E UN APPELLO AI RICERCATORI “Quando il mondo è in vendita ribellarsi è naturale”, così recitava lo striscione esposto con la parola d’ordine del Coordinamento. La contestazione pacifica ma determinata delle oltre 450 ONG che aderiscono a Mobilitebio, è entrata oggi in maniera dirompente nella giornata di apertura di TEBIO dedicata al Forum UNESCO sui rischi per la specie umana e per l’ambiente e sulle tematiche dell’informazione e il controllo sociale. Quaranta aderenti a Mobilitebio, che hanno aperto lo striscione e indossavano magliette con la scritta NO BIOTEC e una caricatura del marchio della Fiera (la margherita DNA appassita), hanno silenziosamente presenziato sotto il palco dei relatori durante la cerimonia d’apertura e dopo l’intervento delle istituzioni – solo Provincia e Comune di Genova – hanno lanciato lo slogan e sono usciti dalla sala del convegno. Lo stesso slogan che comparirà sullo striscione d’apertura del corteo nazionale previsto per domani mattina, con concentramento alle ore 9 in piazza Verdi – davanti alla stazione Brignole -, e che percorrerà viale Cadorna, viale Brigata Liguria, viale Brigate Partigiane per concludersi davanti ai cancelli della Fiera a piazzale Kennedy. TEBIO si sta presentando sempre più come un flop: dai ministeri non arriva alcuna conferma, quindi oltre all’assenza dei ministeri dell’Ambiente, dell’Industria e delle Politiche agricole, nulla ancora si sa dei dicasteri della Ricerca Scientifica e dalla Sanità (il ministro Veronesi non sarà comunque presente). Mentre rimane semideserta anche la parte espositiva, nella quale si assiste a un defilamento delle stesse multinazionali (solo la Novartis - Ciba Geigy/Sandoz- resiste, mentre non c’è traccia degli altri biopirati della Pioneer Hi Bred – Du Pont – e della AgrEvo). Da questa mattina è iniziato l’assedio del Villaggio di Mobilitebio, che è sorto nella notte in piazzale dei Caduti di Vittorio Veneto, a poca distanza dalla Fiera, mentre davanti ai cancelli sono stati distribuiti volantini e sono stati offerti i prodotti biologici di Liguria biologica, che riunisce oltre 60 aziende. Mobilitebio rivolge un appello ai ricercatori, presenti alla fiera-mercato, per un incontro pubblico il 26 maggio pomeriggio sotto i tendoni del Villaggio della contestazione e in un documento specifico ricorda come non bisogna nascondersi “che oggi lo sviluppo nel campo delle biotecnologie innovative è pesantemente condizionato da interessi economici egemonici e irrispettosi delle democrazia e dei diritti dei popoli” ed esprime tutta la sua contrarietà al “copyright sul DNA” proposto dalle case chimico-farmaceutiche. Il Coordinamento sottolinea anche come, secondo uno studio condotto dalla Harvard University negli Stati Uniti su 550 imprese biotec, si rileva che il 20% dei fondi è stato indirizzato alla ricerca universitaria, che spesso rischia l’asservimento agli interessi privatistici e non può pubblicizzare i risultati degli studi a causa dell’apposizioine del segreto industriale. Mobilitebio (il coordinamento promosso dalla Rete Lilliput e da una galassia di movimenti tra cui le associazioni ambientaliste come WWF e Legambiente, animaliste, quali la LAV, le botteghe del commercio equo e solidale, centri di cultura femminista, come Marea, e centri sociali, tra cui Terra di Nessuno e Zapata di Genova e La talpa e l’orologio di Imperia), che contesta la mostra-mercato TEBIO (Fiera di Genova, 24-26 maggio), forte di questi successi, parla attraverso i suoi portavoce Vittorio Bigliazzi, Pietro Canova, Chiara Cassurino e Paola Letardi. Ufficio stampa – 03483018538 - 03476304187
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| Comunicato stampa - Genova, 25 maggio 2000
Un corteo pacifico e di massa solo marginalmente turbato da scontri MOBILITEBIO: “QUANDO IL MONDO E’ IN VENDITA, RIBELLARSI E’ NATURALE" 10 MILA PERSONE IN CORTEO, CON 15 SINDACI E LEADER DI PARTITO La tavola rotonda con le istituzioni andata deserta, l’annuncio da parte del Ministero della Sanità che verrà presto costituito un Osservatorio della società civile sulle biotecnologie, l’incontro davanti ai cancelli della Fiera di Genova con il presidente del Centro di Biotecnologia Avanzate (CBA) Leonardo Santi, questi i risultati più importanti ottenuti dal Coordinamento Mobilitebio con il corteo di questa mattina da piazza Verdi a Piazzale Kennedy, cui hanno partecipato 10 mila persone, che solo marginalmente è stato turbato da scontri. “Abbiamo obbligato chi voleva lanciare l’industria del biotec in Italia con una mostra-mercato del tutto unilaterale a sentire coloro che rivendicano pienamente la priorità del diritto alla salute, a un ambiente integro e alla informazione ai cittadini e ai consumatori sugli interessi privatistici delle multinazionali. Monsanto, Novartis (Ciba Geigy – Sandoz) , Pioneer Hi Bred (Du Pont), AgrEvo, tentano di brevettare la vita e volevano che Genova diventasse una testa di ponte per un accordo nel nostro paese tra ricerca-industria e istituzioni, su pressione di Mobilitebio che ha denunciato l’assoluta emarginazione della società civile (i rappresentanti di Organizzazioni Non Governative sono 4 su 160, mentre 60 sono i relatori-rappresentanti di commercio delle industria biotec) il Ministro delle Politiche Agricole Pecoraro Scanio e il Ministero dell’Ambiente Bordon hanno declinato, l’uno il patrocinio e l’altro la partecipazione alla tavola rotonda odierna, cui non hanno partecipato, benché inseriti nel programma di questa mattina, nemmeno i ministri dell’Industria (Letta), della Sanità (Veronesi) e della Ricerca Scientifica (Zecchino). Anzi il ministro della Sanità ha comunicato a Mobilitebio la sua intenzione di formare un Osservatorio sul biotec, in cui siano rappresentate le Organizzazioni Non Governative (ONG)”, questo il commento sulla giornata di oggi di Vittorio Bigliazzi, Pietro Canova, Chiara Cassurino e Paola Letardi, portavoce di Mobilitebio (il coordinamento promosso dalla Rete Lilliput e da una galassia di movimenti tra cui le associazioni ambientaliste come WWF e Legambiente, animaliste, quali la LAV, le botteghe del commercio equo e solidale, centri di cultura femminista, come Marea, e centri sociali, tra cui Terra di Nessuno e Zapata di Genova e La talpa e l’orologio di Imperia), che contesta la mostra-mercato TEBIO (Fiera di Genova, 24-26 maggio), che oggi ha rappresentato in piazza 500 ONG aderenti. “Riteniamo molto importante che uno dei 15 punti della nostra proposta di legge, quello della costituzione di Osservatori sul biotec, sia stato accolto proprio in occasione del corteo di oggi. Ricordiamo che altri punti qualificanti della nostra proposta, sono: a) il divieto definitivo di coltivare e allevare liberamente piante e animali geneticamente modificati; b) la responsabilità civile dei produttori nel caso di immissione di ogm nell’ambiente; c) il divieto di coltivazione in campo libero, anche in via sperimentale; d) un controllo di filiera dal campo alla tavola per i prodotti contenenti ogm, e) il divieto all’uso di ogm nelle mense scolastiche, pubbliche e aziendali”, hanno ricordato i portavoce di Mobilitebio “Vandana Shiva ce l’ha insegnato, mettiamo un freno al libero mercato”, “Nord – Sud uniti nella lotta, il Pianeta non si tocca”, “Per salvare il mondo c’è una sola via, stop subito alla biopirateria”, questi gli slogan più ripetuti dal corteo promosso questa mattina da Mobilitebio, che era aperto dalla parola d’ordine del Coordinamento “Quando il mondo è in vendita, ribellarsi è naturale”, preceduta da un DNA transgenico semovente. Dietro lo striscione di apertura seguivano i 15 sindaci dei Comuni antitransgenici con fascia tricolore (Bubbio – Asti -, Calenzano – Firenze -, Città di Castello –Perugia -, Genova, Grugliasco –Torino -, Lenola – Latina -, Limena – Padova-, Monte Compatri - Roma -, Rivoli – Torino -, Rocchetta Tanaro – Asti -, Roma, Torino, Udine, Villesse – Gorizia -). Hanno partecipato al corteo tra gli altri Francesco Ferrante direttore generale Legambiente e Fulco Pratesi presidente del WWF Italia, e sono intervenuti anche il segretario del PRC Fausto Bertinotti e la portavoce dei Verdi Grazia Francescato. Tra le istituzioni locali presenti alla manifestazione la presidente della Provincia Marta Vincenzi e l’assessore allo sviluppo sostenibile Renata Briano, gli assessori comunali al decentramento e allo sviluppo sostenibile Luca Borzani e Elio Volpone. Ufficio stampa – 03483018538- 03476304187
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Chiediamo di partecipare alla nostra protesta contro la diffusione indiscriminata di Organismi Geneticamente Modificati e contro la fiera TeBio (per informazioni, vedi più sotto). Questo messaggio è predisposto in 3 lingue, italiano, english e espanol. Contribuite a diffonderlo in tutto il mondo. We invite you to take part in our protest against the indiscriminate use of Genetically Modified Organisms and against the TeBio fair (see below), to be held in Genoa, Italy, on 24th-26th May, 2000. The message is written in 3 languages (Italian, English and Spanish). Please forward it worldwide. Si prega di mandare il seguente appello alla Fiera di Genova <fierage@fiera.genova.it> e in Cc al Presidente del Centro Biotecnologie Avanzate di Genova <santi@sirio.cba.unige.it> indicando come Oggetto: "All'attenzione dell'Avv. Montarsolo" Riprendiamoci la vita! Egregio Presidente, desidero esprimere la mia delusione e il mio sdegno per il fatto che la Fiera di Genova ospiti in questi giorni "TeBio", 1° Mostra Convegno Internazionale sulle Biotecnologie. TeBio si propone come "occasione per informarsi sulle biotecnologie" mentre a monte ci sono anni di silenzio sulle sperimentazioni fatte coltivando piante geneticamente modificate a due passi da casa nostra, e sul fatto che già da tempo consumiamo alimenti che le contengono senza possibilità di saperlo. Per non parlare delle manipolazioni genetiche su animali, e delle aberranti prospettive che sottendono: xenotrapianti, creazione di ibridi mostruosi... Oggi ci parlano di biotecnologie semplicemente perché le multinazionali sono pronte a lanciare il tutto su vasta scala: TeBio è un momento di pubblicità pura e semplice, mascherata da convegno scientifico. La logica del profitto rischia con questa iniziativa di prevalere definitivamente sul diritto alla salute e all'informazione dei popoli. Chiedo perciò all'Ente di prendere in futuro la distanza da simili manifestazioni, e di favorire invece eventi che associno il nome della città a modelli di sviluppo sostenibile, rispettosi dell'ambiente e della salute umana, e organizzati in maniera democratica e trasparente. (firma) Che cos'è TEBIO e cosa sono gli OGM ? TEBIO è la prima mostra internazionale delle Biotecnologie, una vetrina delle multinazionali del Biotech che tenterà di imporre in Italia la produzione su scala industriale di OGM. Si terrà a Genova il 24, 25 e 26 maggio. Gli OGM (Organismi Geneticamente Modificati) sono piante e animali ai quali è stato modificato il DNA. Il DNA contiene i geni, che determinano le caratteristiche dell'essere vivente (colore, forma, sesso...). Un esempio di OGM sono le fragole in cui è stato immesso un gene di pesce artico per renderle resistenti al freddo. Gli OGM trovano applicazione soprattutto in campo alimentare, agricolo, zootecnico e medico. In Italia sono già in commercio notevoli quantità di mais, soia, colza, radicchio e tabacco geneticamente modificati, provenienti soprattutto dagli USA. I derivati della soia (olio, farina e lecitina) sono presenti nel 60% dei prodotti confezionati dall'industria alimentare (biscotti, merendine, cioccolato ecc.) Quali sono i rischi per la salute umana? Allergia e abbassamento delle difese immunitarie sono fenomeni già accertati in numerosi casi. Ma, poiché molti geni introdotti negli OGM a uso alimentare non sono mai stati consumati dagli animali o dall'uomo (es. gene di scorpione nelle patate, batterio nel mais), non è prevedibile la reazione dell'organismo che li consuma. Così per l'ambiente: poiché gli OGM sono organismi del tutto nuovi, inesistenti in natura, la loro immissione nell'ambiente provoca reazioni impossibili da prevedere. Le piante geneticamente modificate resistenti a insetti ed erbicidi, ad esempio, rischiano di diffondersi incontrollatamente, sostituendosi alla vegetazione naturale, con effetti su tutta la catena alimentare. Per saperne di più, consultare www.tebio.org Please send the following message to Fiera di Genova <fierage@fiera.genova.it> and as Cc to the President of Centro Biotecnologie Avanzate di Genova <santi@sirio.cba.unige.it> indicating as Object: "All'attenzione dell'Avv. Montarsolo" Dear Mr. Montarsolo, I wish to express my disapproval and indignation for the decision by the Fiera di Genova to host "TeBio", 1st Congress-Fair on Biotecnology. TeBio presents itself as "an opportunity to learn about biotechnology", but experiments on genetical manipulation have been carried out for several years in secrecy: GM plants have been grown near people's homes and GM food introduced in their meals without them knowing. Not to mention genetical manipulation of animals, and the abhorrent perspective of xenotransplants, implying the creation of hideous hybrids. The only aim of the TeBio fair is to launch GM products on a large scale: behind the façade presenting it as a scientific congress it is but a commercial initiative. But the logic of profit must not prevail over the world peoples' right to health and information. I expect the Fiera di Genova to keep its distance from such initiatives for the future, sponsoring instead those events that associate the city's name with sustainable development, respect for the environment and human health, organized in a democratic and transparent way.
(signature) 1) What is the protest about, what is TEBIO and what are GMO's? TEBIO - to be held in Genoa, Italy, on the 24th, 25th and 26th May, 2000, is the first international congress-fair of biotechnology, a display of multinational corporations that will try to impose large-scale production of GMOs in Italy. GMOs (Genetically Modified Organisms), as is well known, are plants and animals whose DNA has been modified. DNA contains genes, which determine the living being's characters (colour, form, sex?). An example of GMO is the strawberry in which a gene from an arctic fish has been introduced, to make it resistant to low temperature. GMOs find their application in agriculture, breeding, and in the medical field. In Europe, large amounts of genetically modified corn, soy, rapeseed and tobacco are currently on the market, for the most part imported from the USA. Soy by-products alone (oil, flour, lecithin) are contained in 60% of food industry products (cookies, snacks, chocolate etc.) Despite the reassuring information boasted by some media, these products are a hazard for both human health and the environment. Allergy and interference with the immunitary system are effects already ascertained. But, since some of the genes introduced in GM food have not been eaten by humans (or animals) before (e.g. potatoes with a scorpio gene, corn containing bacterium), one cannot predict the reaction of the organisms which feed on them. Equally unpredictable are the effects of the introduction of GMOs (entirely new organisms, which never existed in nature before) in the environment. GM plants resistant to insects and erbicides, for example, may spread incontrollably, replacing the natural plants, with effects on the whole foodchain. For more information, see www.tebio.org (1) Llamada de Solidaridad Send to: Fiera di Genova <fierage@fiera.genova.it> and as Cc to the President of Centro Biotecnologie Avanzate di Genova <santi@sirio.cba.unige.it> Object: "All'attenzione dell'Avv. Montarsolo" ¡Recobrémos la Vida! Estimado Presidente Montarsolo, Mi deseo es expresar mi desilusión y mi desdén por el hecho que la Feria de Génova hospeda en estos días "TeBio", Feria Convención sobre Biotecnologías. TeBio se propone como "ocasión para informarnos sobre biotecnologías" mientras que en la realidad hay años de silencio sobre las experimentaciones hechas cultivando plantas genéticamente modificadas a dos pasos de nuestros hogares, y sobre el hecho que ya desde hace tiempo consumimos alimentos que los contienen y sin posibilidad de saberlo. Para no hablar de las manipulaciones genéticas sobre animales, y de las aberrantes perspectivas que se evidencian: xenotrasplantes, creación de monstruosos híbridos... Hoy nos hablan de biotecnologías simplemente por que las multinacionales están listas para lanzar, los productos que citan, en vasta escala: TeBio es un momento de pura y sencilla propaganda publicitaria, enmascarada de convenio científico. La lógica del beneficio arriesga con esta iniciativa de prevaler sobre el derecho a la salud y a la información de los pueblos. Pido por eso a la Entidad Feria que, en el futuro, se mantenga distante de manifestaciones similares y favorecer, en su lugar, eventos que asocien al nombre de la ciudad a modelos de desarrollo sustentable, respetuosos del ambiente y de la salud humana, y organizados de manera democrática y transparente. (Signature) 1)¿Qué es TEBIO y qué son los OGM? TEBIO es la primera feria internacional de las Biotecnologías, un escaparate de las multinacionales del Biotech que intentará imponer en Italia la producción en escala industrial de OGM (organismos genéticamente modificados. N.d.t). La feria estará en Génova los días 24,25 y 26 de mayo. Los OGM son plantas y animales cuyo ADN ha sido modificado. El ADN contiene los genes, que determinan las características del ser vivo (color, forma, sexo...). Un ejemplo son las fresas en las cuales se introdujo un gen de pez ártico para que fueran más resistentes al frío. Los OGM encuentran aplicación sobre todo en el campo alimenticio, agrícola, zootécnico y medico. En Italia están ya comercializadas ingentes cantidades de maíz, soja, colza, "radicchio" y tabaco genéticamente modificados, provenientes sobretodo de los EE.UU. Los derivados de la soja (aceite, harina y lecitina) están presentes en el 60% de los productos confeccionados por las industrias alimentarias (galletas, bollos, chocolate, etc.) 2) ¿Cuales son los riesgos para la salud humana? Alergias y reducción de las defensas inmunitarias son fenómenos que ya se han verificado en numerosos casos. Pero, dado que muchos de los genes introducidos en los OGM para uso alimenticio nunca han sido consumidos por animales o seres humanos (ej. gen de escorpión en las patatas, bacterias en el maíz), no es previsible la reacción del organismo que les consume. Así mismo para el ambiente: dado que los OGM son organismos del todo nuevos, inexistentes en la naturaleza, la emisión de los mismos en el ambiente provoca reacciones imposibles de prever. Las plantas modificadas genéticamente para resistir a insectos y herbicidas, por ejemplo, pueden difundirse de manera incontrolada, sustituyéndose a la vegetación natural, con efectos en toda la cadena alimenticia. Para saber más, consultar www.tebio.org
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Comunicato stampa n. 1 Genova, 30 marzo 2000 OLTRE 70 ORGANIZZAZIONI A GENOVA CONTRO IL BIOTECH NASCE MOBILITEBIO CON UN MANIFESTO, UN SITO WEB E MILLE INIZIATIVE Parte da Genova e si estende in tutta l’Italia del Nord e in Francia il nuovo movimento “Mobilitebio” che riunisce oltre 70 organizzazioni non governative – ONG - associazioni ambientaliste, centri del commercio equo e solidale, organismi della solidarietà, centri sociali - che sta organizzando la contestazione alla mostra-convegno internazionale sulle biotecnologie TEBIO (in svolgimento alla Fiera di Genova dal 24 al 26 maggio 2000). L’appuntamento, denunciano gli animatori di “Mobilitebio”, è una vetrina per le multinazionali del settore e l’ennesima occasione propagandistica per chiedere la liberalizzazione dei mercati, la brevettabilità della materia vivente, la deregulation normativa nei settori della produzione e della commercializzazione. A questi argomenti i soggetti che danno vita a “Mobilitebio” rispondono con il Manifesto del movimento “Per chi vuole chiarezza sulle manipolazioni genetiche e non accetta la manipolazione dell’informazione”, con un Sito WEB di informazione: www.tebio.org e con un programma di iniziative che va via via arricchendosi, e che costituirà il controcanto della mostra-convegno. “Prima mossa significativa del movimento – ricordano i portavoce di “Mobiletebio” Riccardo Bigliazzi, Legambiente, Pietro Canova, WWF, Chiara Cassurino, CSOA Terra di Nessuno, Paola Letardi, Associazione Le Cose di casa - è stato l’invio di lettere a tutti gli enti pubblici in qualche modo coinvolti nella mostra-convegno (la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Agricoltura che la patrocinano, il Ministero dell’Ambiente, della Sanità e della Ricerca Scientifica che aderiscono con il Ministero delle Politiche agricole a una tavola rotonda e Regione Liguria, Provincia e Comune di Genova che sono nel comitato promotore) chiedendo a quale titolo hanno pensato di partecipare o contribuire a un evento strumentale che non lascia spazi reali al confronto e alle opinioni di quegli economisti, scienziati e ricercatori impegnati nella difesa delle biodiversità, dei diritti dei popoli, dei lavoratori, dei consumatori. E il programma delle iniziative, ancora in via di definizione, prevede due importanti appuntamenti: sabato 20 maggio un convegno internazionale cui sarà presente la scienziata e filosofa indiana Vandana Shiva, direttrice della Research Foundation for Science, tecnology and Natural Resource Policy; giovedì 25 maggio una manifestazione internazionale in coincidenza con la partecipazione di esponenti del Governo alla tavola rotonda di TEBIO. La mobilitazione contro la rassegna delle biotecnologie, ricordano gli organizzatori, si sta strutturando in un segno di continuità con quelle di Seattle e di Davos. Obiettivi dichiarati da TEBIO sono la nascita di un’industria nazionale e l’informazione sul settore: obiettivi che secondo i contestatori sono fortemente condizionati dalla realtà dei fatti degli scenari mondiali e dall’univocità con cui è stato impostato il programma dell’iniziativa. Infatti, protagonisti di TEBIO sono i giganti del settore che stanno cercando di avere mano libera sullo sfruttamento economico del patrimonio genetico, tra cui: Monsanto Corporation (industria chimica tra le leader al mondo che dal ’97 ha concentrato tutta la sua ricerca e produzione sul biotec), Novartis (gigante da 27 miliardi di dollari filiazione delle multinazionali farmaceutiche Sandoz e Ciba Geigy), la Du Pont (la quinta ditta agrochimica al mondo che nel 1997 ha acquistato il 20% della Pioneer Hi Bred, l’industria di sementi leader mondiale). Il Comitato “Mobilitebio” è promosso dalla Rete di Lilliput di Genova (Adiconsum Liguria, Apriti Sesamo, ARCI, AZAD, La Bottega Solidale, Centro Ligure di documentazione per la Pace, Biotech agr. Biologica, Città Aperta, CNC Universitari, Comitato Amazzonia, Csoa Zapata, Ya Basta, LAV - Lega AntiVivisezione, Legambiente Liguria, Marea, Pax Christi, Progetto Continenti, Roba dell'Altro Mondo, Csoa Terra di Nessuno, WWF Liguria). E vede l’adesione fra gli altri di: (clicca) Ufficio stampa – Stefano Lenzi – WWF – tel. 03483018538
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Comunicato stampa n.2 Genova, 30 marzo 2000 OLTRE 70 ORGANIZZAZIONI A GENOVA CONTRO IL BIOTECH NASCE MOBILITEBIO CON UN MANIFESTO, UN SITO WEB E MILLE INIZIATIVE Parte da Genova e si estende in tutta l’Italia del Nord e in Francia il nuovo movimento “Mobilitebio” che riunisce oltre 70 organizzazioni non governative – ONG - associazioni ambientaliste, centri del commercio equo e solidale, organismi della solidarietà, centri sociali - che sta organizzando la contestazione alla mostra-convegno internazionale sulle biotecnologie TEBIO (in svolgimento alla Fiera di Genova dal 24 al 26 maggio 2000). L’appuntamento, denunciano gli animatori di “Mobilitebio”, è una vetrina per le multinazionali del settore e l’ennesima occasione propagandistica per chiedere la liberalizzazione dei mercati, la brevettabilità della materia vivente, la deregulation normativa nei settori della produzione e della commercializzazione. A questi argomenti i soggetti che danno vita a “Mobilitebio” rispondono con il Manifesto del movimento “Per chi vuole chiarezza sulle manipolazioni genetiche e non accetta la manipolazione dell’informazione”, con un Sito WEB di informazione: www.tebio.org e con un programma di iniziative che va via via arricchendosi, e che costituirà il controcanto della mostra-convegno. “Prima mossa significativa del movimento – ricordano i portavoce di “Mobiletebio” Riccardo Bigliazzi, Legambiente, Pietro Canova, WWF, Chiara Cassurino, CSOA Terra di Nessuno, Paola Letardi, Associazione Le Cose di casa - è stato l’invio di lettere a tutti gli enti pubblici in qualche modo coinvolti nella mostra-mercato (la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’Agricoltura che la patrocinano, il Ministero dell’Ambiente, della Sanità e della Ricerca Scientifica che aderiscono con il Ministero delle Politiche agricole a una tavola rotonda e Regione Liguria, Provincia e Comune di Genova che sono nel comitato promotore) chiedendo a quale titolo hanno pensato di partecipare o contribuire a un evento strumentale che non lascia spazi reali al confronto e alle opinioni di quegli economisti, scienziati e ricercatori impegnati nella difesa delle biodiversità, dei diritti dei popoli, dei lavoratori, dei consumatori. E il programma delle iniziative, ancora in via di definizione, prevede due importanti appuntamenti: sabato 20 maggio un convegno internazionale cui sarà presente la scienziata e filosofa indiana Vandana Shiva, direttrice della Research Foundation for Science, tecnology and Natural Resource Policy; giovedì 25 maggio una manifestazione internazionale in coincidenza con la partecipazione di esponenti del Governo alla tavola rotonda di TEBIO. La mobilitazione, ricordano gli organizzatori, si sta strutturando in un segno di continuità con quelle di Seattle e di Davos, anche perché i temi discussi in questi due importanti appuntamenti del commercio e della produzione mondiali sono esattamente quelli che stanno a cuore alle multinazionali delle biotecnologie, che pretendono un’ulteriore liberalizzazione degli accordi che regolano il commercio mondiale nell’agricoltura e nei servizi (GATS), nei diritti di proprietà intellettuali (TRIPs) e nel trattamento degli investitori stranieri (TRIMs). Obiettivi dichiarati da TEBIO sono la nascita di un’industria nazionale e l’informazione sul settore: obiettivi che secondo i contestatori sono fortemente condizionati dalla realtà dei fatti degli scenari mondiali e dall’univocità con cui è stato impostato il programma dell’iniziativa. Credere che TEBIO possa essere occasione del lancio di un industria nazionale, senza analizzare il mercato globale e discutere seriamente dei rischi della ricerca e della produzione di organismi geneticamente modificati, è per i contestatori frutto di ingenuità e fonte di disinformazione. Tant’è che, segnalano gli animatori di “Mobilitebio”, i protagonisti della mostra-mercato sono i giganti del settore che stanno cercando di avere mano libera sullo sfruttamento economico del patrimonio genetico, tra cui: Monsanto Corporation (industria chimica tra le leader al mondo che dal ’97 ha concentrato tutta la sua ricerca e produzione sul biotec), Novartis (gigante da 27 miliardi di dollari filiazione delle multinazionali farmaceutiche Sandoz e Ciba Geigy), la Du Pont (la quinta ditta agrochimica al mondo che nel 1997 ha acquistato il 20% della Pioneer Hi Bred, l’industria di sementi leader mondiale). Ma al di là delle intenzioni dichiarate dalle multinazionali che promettono una nuova rivoluzione biotecnologica in agricoltura e in campo biomedico spesso con operazioni di vero e proprio marketing occulto, vengono per lo più ignorate nel dibattito promosso in TEBIO i dubbi e le perplessità rispetto ai rischi più generali che dovrebbero invece fare proprio il “principio precauzionale”, stabilito a chiare lettere in occasione del Vertice mondiale sull’ambiente di Rio de Janeiro del 1992 e ribadito nella conferenza internazionale sulla biodiversità di Montreal del 1999. La riflessione sulle biotecnologie, ispirandosi proprio al principio precauzionale, dovrebbe invece essere basata su alcune considerazioni ineludibili, tra le quali vengono ricordate: a) è difficile se non impossibile prevedere le innumerevoli variabili degli effetti delle modificazioni e delle ricadute sull’ambiente e sulla salute umana; b) l’omologazione biotecnologica ottenuta su scala industriale rischia di costituire il colpo di grazia per la biodiversità, già in pericolo sul nostro pianeta (ogni anno scompaiono 27 mila specie, 74 ogni giorno); c) le biotecnologie non servono a combattere la fame nel mondo, anzi rischiano di mettere in ginocchio le produzioni e le colture tradizionali dei paesi più poveri aumentando la sperequazione delle risorse che per l’80% sono possedute dal 20% della popolazione; d) bisogna tenere in considerazione i rischi sanitari per la specie umana sotto forma di abbassamento delle difese immunitarie, allergie e intossicazioni non previste; e) nel settore biomedico bisogna scongiurare il rischio si possa acquisire la proprietà tramite brevetto della materia vivente; f) le sperimentazioni sugli animali per aumentare le produzioni del settore zootecnico e per utilizzare organi per xenotrapianti rischiano di provocare sofferenze inutili e vere e proprie aberrazioni; f) la sperimentazione in “pieno campo” di colture transgeniche (che vede l’Italia, seconda solo alla Francia in Europa) permette la diffusione non controllata di ogm, tramite l’impollinazione; g) l’etichettatura che sinora anche in Europa omette le informazioni sui contenuti di ogm non garantisce il diritto alla informazione del consumatore. E’ per questo che i firmatari del Manifesto di Genova chiedono alle istituzioni e al mondo della ricerca:
Il Comitato Mobilitebio è promosso dalla Rete di Lilliput di Genova (Adiconsum Liguria, Apriti Sesamo, ARCI, AZAD, La Bottega Solidale, Centro Ligure di documentazione per la Pace, Biotech agr. Biologica, Città Aperta, CNC Universitari, Comitato Amazzonia, Csoa Zapata, Ya Basta, LAV - Lega AntiVivisezione, Legambiente Liguria, Marea, Pax Christi, Progetto Continenti, Roba dell'Altro Mondo, Csoa Terra di Nessuno, WWF Liguria). E vede l’adesione di (clicca) Ufficio stampa - 010267312
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| da Lucchesi Fabio: La rete di Lilliput ed il comitato "Mobilitebio" indicono una riunione a Firenze aperta a tutti i gruppi interessati per discutere delle iniziative da intraprendere in occasione della fiera di Genova. Successivamente vi passeremo altri materiali. Speriamo che la mobilitazione coinvolga il maggior numero possibile di gruppi almeno del Nord e del Centro Italia. Ciao Fabio Siamo tutti biodiversi?..
E così vogliamo restare! Contro lo strapotere delle multinazionali che lavorano nel campo delle biotecnologie e che dimostrano di ignorare volutamente i pericoli ambientali, sanitari e l'impatto socio-economico delle proprie politiche la "Rete di Lilliput" ed il comitato ligure "MOBILITEBIO" vogliono organizzare momenti di controinformazione e di mobilitazione in occasione di "TEBIO" la mostra-mercato delle biotecnologie che si terrà a Genova dal 24 al 26 maggio prossimi. L'idea è quella di unire momenti locali di informazione sui pericoli e le ingiustizie delle biotecnologie ad una manifestazione nazionale che si dovrebbe tenere a Genova il 25 maggio per dimostrare tutta l'opposizione al potere ed al pericolo rappresentato dall'espansione delle biotecnologie. Per cominciare a discutere insieme di questa mobilitazione comune la "Rete di Lilliput" ed il comitato "MOBILITEBIO" invitano tutti i gruppi interessati a questa iniziativa ad un'assemblea che si terrà domenica 9 aprile a Firenze presso il Centro Sociale Ex-Emerson, in via N. da Tolentino, 19, a partire dalle ore 10,30 (il centro sociale è raggiungibile dalla stazione di S.Maria Novella prendendo il bus 14/b un direzione di Careggi e fermandosi al capolinea). Per coloro che vogliono essere maggiormente informati su questa mobilitazione è già disponibile un sito web all'indirizzo: www.tebio.org
Rete di Lilliput per un'economia di giustizia c/o Fabio Lucchesi amfut@tin.it Comitato "Mobilitebio" c/o Alberto Zoratti albe@robaweb.com
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