LONTANI DA SEATTLE

di Teodoro Chiarelli

Sabato 27/5/2000

Genova come Seattle? Un accostamento esagerato. La città degli Stati Uniti ha vissuto nel dicembre scorso tre giorni di guerriglia urbana e di scontri, con decine e decine di feriti, 600 arresti, la proclamazione del coprifuoco in centro città, danni per decine di miliardi.
Giovedì scorso nel capoluogo ligure ci sono state 10 ore di caos per il traffico a causa dei due cortei di protesta contro la mostra sulle biotecnologie in Fiera e 10 minuti di follia per gli scontri tra un manipolo di scalmanati e le forze dell'ordine. Abbiamo annotato muri imbrattati, alcune vetrine infrante e una banca presa di mira con dei fumogeni. Diciotto poliziotti e cinque carabinieri si sono fatti medicare con prognosi che vanno dai tre ai dieci giorni. Due giornalisti e un fotografo sono stati strattonati. Due giovani teppisti sono stati arrestati e processati per direttissima. Episodi gravi, da stigmatizzare senza ambiguità e mezze misure. Ma niente a che vedere con la guerriglia urbana e con Seattle.
L'altro ieri Genova ha respirato un'aria pesante, con il centro cittadino presidiato massicciamente dalla polizia e le saracinesche dei negozi rigorosamente abbassate al passaggio dei cortei. Ma la città non è stata messa a ferro e fuoco. Non ha subito devastazioni. Certo chi ha avuto la vetrina del negozio sfasciata, ieri era comprensibilmente furibondo. Genova, però, ha resistito all'assalto della protesta ambientalista.
Prima di tutto perchè la stragrande maggioranza dei dimostranti ha esercitato in maniera civile il proprio sacrosanto diritto a protestare. Poi perchè le forze dell'ordine hanno lavorato bene, mantenendo i nervi saldi, e impedendo, dopo un primo momento di sbandamento, libertà d'azione ai gruppi più esagitati. In vista del vertice del G8 che si terrà in città il prossimo anno una cosa si può sottolineare: Genova nel suo complesso, ha retto.