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Porto Alegre - 25-30 gennaio 2001

 

Un'altro mondo è possibile
Porto Alegre - Brasile

Il Forum sociale mondiale è un nuovo spazio internazionale per la riflessione e l'organizzazione di tutti coloro che si oppongono alle politiche neoliberiste e costruiscono alternative per dare priorità allo sviluppo umano e mettere fine al dominio dei mercati finanziari in tutti i paesi e nei rapporti internazionali.

E' stato annunciato durante il Summit delle Nazioni Unite di Ginevra il prossimo World Social Forum che si terrà nel gennaio 2001 a Porto Alegre in concomitanza del Forum economico mondiale di Davos. Sarà un nuovo spazio internazionale per la riflessione e l'organizzazione di tutti coloro che si oppongono alle politiche neoliberiste e costruiscono alternative per dare priorità allo sviluppo umano e mettere fine al dominio dei mercati finanziari in tutti i paesi e nei rapporti internazionali.
I padroni dell'attuale ordine economico mondiale si troveranno, come sempre, a Davos, al Forum economico mondiale. Coloro che, in tutti i paesi, si oppongono al "pensiero unico" e lavorano per la costruzione di alternative, si riuniranno, nello stesso momento, a Porto Alegre, in Brasile, al Forum sociale mondiale.
Proposta del comitato organizzativo del Forum sociale mondiale:
Il Forum sociale mondiale è un nuovo spazio internazionale per la riflessione e l'organizzazione di tutti coloro che si oppongono alle politiche neoliberiste e costruiscono alternative per dare priorità allo sviluppo umano e mettere fine al dominio dei mercati finanziari in tutti i paesi e nei rapporti internazionali.
Il Forum avrà luogo ogni anno e negli stessi giorni del Forum economico mondiale di Davos. Dal 1971, questo Forum economico gioca un ruolo strategico nella formulazione del pensiero di tutti coloro che promuovono e attuano politiche neoliberiste in tutto il mondo. La sua base organizzativa è una fondazione svizzera dotata di uno statuto consultivo vicino all'Onu, e finanziata da oltre 1000 imprese multinazionali.
Lo spazio creato dal Forum sociale servirà alla formulazione di prospettive generali, allo scambio di esperienze e alla costruzione di coordinamenti tattici e strategici tra organizzazioni non governative, movimenti sociali, sindacati, associazioni e gruppi di cittadini in ogni paese, a livello continentale e mondiale. E' a queste organizzazioni che spetta il compito di promuovere e finanziare il Forum sociale mondiale.
Durante lo svolgimento del forum, altri eventi e manifestazioni che hanno lo stesso scopo dovranno essere organizzati in tutto il mondo. Conferenze e dibattiti si dovranno svolgere in parallelo per coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini.
La proposta di lanciare il Forum sociale mondiale prende l'avvio dalle grandi mobilitazioni di Seattle, in occasione della conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio (Omc) nel novembre del 1999, e da Washington, nell'aprile del 2000, contro le politiche del Fondo monetario internazionale (Fmi) e la Banca mondiale.
Queste mobilitazioni - e molte altre - hanno platealmente messo in evidenza l'emergere di un movimento civile transnazionale. Le grandi istituzioni internazionali, abituate da decenni, a prendere, fuori da ogni controllo democratico, decisioni che riguardano la vita di centinaia di milioni di persone scoprono di avere ora da rendere conto all'opinione pubblica.
Anche i governi devono sapere che questa sorveglianza si eserciterà con ancora maggiore rigore nei loro confronti. Per molti di loro, non sarà più possibile pretendere di imporre misure nefaste per i loro popoli. Anzi, loro stessi dovranno rendere conto davanti ai loro parlamenti e ai loro concittadini delle posizioni che assumeranno nei loro cenacoli.
Migliaia di sindacalisti, associazioni e altri movimenti popolari che, ciascuno nel proprio paese, nella propria provincia, nella propria città o campagna conduce lotte che loro credono isolate, hanno ora preso coscienza che insieme costituiscono un arcipelago planetario di resistenza alla mondializzazione neoliberista. Hanno cominciato a conoscersi, si scambiano regolarmente informazioni, si riconoscono in azioni comuni o convergenti, e hanno la vocazione a diventare un contropotere cittadino internazionale. E' questo movimento che il popolo del Forum sociale mondiale intende allargare. Il terzo mondo e i poveri e gli esclusi nei paesi sviluppati subiscono come frustate le devastazioni della mondializzazione neoliberista e della dittatura dei mercati, condotte sotto l'egida del Fmi, della Banca mondiale, dell'Omc e dei governi a loro asserviti.
Il Brasile è uno dei grandi paesi vittime di questa situazione. Ma forti resistenze a questo ordine inumano si stanno sviluppando, nelle città come nelle campagne, nei licei e università come nelle favelas. Le organizzazioni popolari dispongono già di solidi punti d'appoggio in molti stati e in numerose municipalità. Questa ricca esperienza di lotta popolare ha contribuito alla proposta del Forum sociale Mondiale.
Il comitato brasiliano di organizzazione del Fsm invita tutte le reti internazionali di Ong, dei sindacati, di associazioni e gruppi di cittadini che condividono questi obiettivi a farne parte costituendo un comitato internazionale del Fsm.
Il Comitato brasiliano di organizzazione del Fsm attende da tutti i rappresentanti di queste reti dalle americhe, dall'Africa, dall'Asia e dall'Europa che contribuiscano in modo decisivo alla riuscita di questo avvenimento. E chiama allo stesso tempo tutti coloro che dispongono di un mandato elettivo e che si sono impegnati a fianco delle lotte popolari in tutti i continenti a ritrovarsi a Porto Alegre il prossimo gennaio. Dappertutto nel mondo, le potenzialità dell'iniziativa popolare si esprime oggi tanto nelle forme della democrazia partecipativa che in quelle delle democrazia rappresentativa.
Luogo di discussione aperto, di presentazione di esperienze, di coordinamento delle lotte future, il Forum sociale mondiale sarà un paletto in più verso la nascita di una cittadinanza planetaria che si radica nelle lotte sociali nazionali e locali.

Un altro mondo è possibile. Lo costruiremo insieme. 

Abong (Associazione brasiliana delle Ong); Attac Brasile; Cbjp (Commissione brasiliana giustizia e pace); Cives (Associazione brasiliana di imprenditori per la cittadinanza); Cut (Centrale unica del lavoro); Ibase (Istituto brasiliano di analisi sociali ed economiche); Centro di giustizia globale; Movimento dei lavoratori rurali Sem Terra.

La globalizzazione orizzontale
Gli atti del World Social Forum

Interventi di
Susan George, Muhammad Yunus,
Ann Pettifor, Anuradha Vittachi, e altri

"Nessun legittimo interesse di impresa cooperativa o di servizio sociale può dissociarsi dall'impegno critico verso processi di globalizzazione che ignorino la solidarietà e la dignità umana" (dalla Postfazione di Achille Ardigò)

Testo tratto da 
http://www.unimondo.org/wsf/italiano/home/index.html


World Social Forum - Porto Alegre, Brazil

The World Social Forum will be a new international arena for the creation and exchange of social and economic projects that promote human rights, social justice and sustainable development. It will take place every year in the city of Porto Alegre, Brazil, during the same period as the World Economic Forum, which happens in Davos, Switzerland, at the end of January. Since 1971, The World Economic Forum has played a key role in formulating economic policies throughout the world. It's sponsored by a Swiss organization that serves as a consultant to the United Nations and it's financed by more than one thousand corporations.

The World Social Forum will provide a space for building economic alternatives, for exchanging experiences and for strengthening South-North alliances between NGOs, unions and social movements. It will also be an opportunity for developing concrete projects, to educate the public, and to mobilize civil society internationally. The World Social Forum developed as a consequence of a growing international movement that advocates for greater participation of civil societies in international financial institutions such as the International Monetary Fund (IMF), the World Bank, and the World Trade Organization (WTO). For decades, these institutions have been making decisions that affect the lives of people all over the world, without a clear system for accountability and democratic participation.

Brazil is one of the countries that have been greatly affected by global economic policies. At the same time, different sectors of Brazilian society are crating economic alternatives in rural and urban areas, in shantytowns, factories, churches, schools, etc. The richness of Brazilian grassroots organizations represents a source of inspiration for the development of the World Social Forum. The Brazilian Organizing Committee is building alliances with organizations in the Americas, Africa, Asia and Europe to develop the World Social Forum.

This will be a broad coalition of organizations working on issues such as human rights, sustainable development, education, and environmental protection. The World Social Forum will discuss topics such as:

  • building economic policies that promote human development;
  • creating international strategies for grassroots organizing;
  • building proposals to democratize international institutions, such as the WTO, the IMF, and the World Bank;
  • the influence of multinational corporations in local communities;
  • creating sustainable development proposals to eradicate poverty and hunger, and to protect the environment;
  • organizing against gender and racial discrimination;
  • the protection and preservation of indigenous land and culture.

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...e in contemporanea...


www.davos2001.ch

DAVOS 2001
World Economic Forum 
25 - 30 gennaio 2001


www.ecn.org/agp

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